Il Giardino degli Dei

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo conosceremo Leonardo che… soccorrerà Agata (40%)

3. Leonardo

Entrammo in un fitto bosco e, dopo alcuni minuti, udimmo distintamente degli spari vicino a noi. D’istinto iniziammo a correre in direzioni diverse. Inciampai in un tronco e caddi. Rotolai giù per la collina per qualche centinaio di metri e infine andai a sbattere contro un grosso albero. Svenni.

Quando mi svegliai ero in un letto che non era il mio e nemmeno quello di un ospedale. La caviglia destra mi faceva male. Udii dei passi fuori dalla stanza, poi la porta si aprì ed entrò un giovane uomo alto almeno un metro e ottanta con una tazza da tè che appoggiò sul comodino. Aveva un fisico asciutto, occhi azzurri, capelli castani e corti, carnagione chiara. Indossava una camicia a quadretti bianchi e azzurri e pantaloni marroni.

“Chi è lei? Dove mi trovo?” domandai impaurita.

“Mi chiamo Leonardo Foresta” rispose e mi porse la mano. Stringendola dissi: “Agata Argento.”

“Non devi aver paura di me. Ti ho trovata in fondo a una scarpata e, siccome, non penso che ti fossi addormentata là ma piuttosto fossi caduta giù accidentalmente ho pensato di portarti a casa mia per curarti” continuò.

“Mi fa male la caviglia. E’ rotta?” domandai sperando in una risposta negativa.

“Fortunatamente si tratta solo di una distorsione. Guarisce da sola ma se ti fai mettere a posto i nervi starai meglio prima. Ti fidi?” mi rassicurò.

“Il mio medico non è capace a mettere i nervi a posto” confidai.

“Non sono un medico” precisò “ho seguito un corso di pronto soccorso. Sono esperto in piante officinali. Ho diciannove anni.”

“Hai la mia età! Però non mi hai ancora detto dove mi trovo” gli ricordai.

“A casa mia. Ora ti metto a posto i nervi. Se faccio male urla” e iniziò a trafficare col mio piede. Dopo un paio di minuti finì.

“Bevi la tisana che ho preparato” consigliò. Io assaggiai quell’intruglio ma dalla mia espressione disgustata Leonardo capì che non la gradivo.

“E’ fatta con erbe di montagna che ho raccolto io stesso” m’informò.

“Però fa schifo comunque” gli rinfacciai. Volsi lo sguardo verso la finestra. La tenda era aperta e, attraverso il vetro, vidi la luna come non l’avevo mai vista: anziché la solita faccia, che ride, aveva una bocca rotonda e due occhi piccolissimi che sembravano mettermi all’erta contro i possibili errori che avrei potuto compiere. Istintivamente domandai: “Cosa è successo alla luna? Perché ha cambiato faccia?”

“Ho come l’impressione che… Di dove sei?” domandò pensieroso Leonardo.

“Di un paese qua vicino” risposi flebilmente.

“Axar… Beldvin… Charten… Una di queste città, vero?” chiese preoccupato.

“Io questi nomi non li ho mai sentiti” bisbigliai.

“Vuoi sapere dove ti trovi? Sei sul monte Portos” disse.

“Portos? Ma siamo al mare o in montagna?” domandai scherzosamente. Ma Leonardo non sorrideva più, era pallido e cupo.

“C’è qualche problema?” chiesi cercando a stento di sembrare calma.

“Quindi tu non sei del Regno di Magicland ma di Osmond, il mondo parallelo” affermò. Il suo volto riprese un po’ di colore, sorrise, prese una sedia e si sedette accanto al letto. Io, al contrario, ero confusa, non capivo se mi stava prendendo in giro o se mi trovavo in un posto dove non avrei assolutamente dovuto essere.

“Dimmi con calma cosa ti è successo così potrò aiutarti a tornare a Osmond” propose Leonardo.

“Eravamo in otto. Abbiamo attraversato un giardino bellissimo, siamo arrivati in una valle e abbiamo proseguito. Poi abbiamo sentito degli spari e ci siamo messi a correre. Sono inciampata, rotolata giù nella scarpata e mi sono svegliata qui” raccontai.

“Ci sono molte caverne nei dintorni. Se si sono rifugiati in una di esse per un po’ staranno al riparo. Domani andremo a cercarli. Ora è buio. Qui sei al sicuro” mi tranquillizzò.

“Cos’è un mondo parallelo?” domandai.

“E’ difficile da spiegare” esordì Leonardo “tutto cominciò miliardi di anni fa quando nacque l’universo. Le galassie, i pianeti, le stelle, si disposero secondo un ordine che sta al di sopra di qualsiasi logica umanamente concepibile. Teoricamente tutto l’universo è steso su uno stesso piano, come un’enorme tovaglia. Invece non è proprio così, ci sono cioè delle pieghe e in mezzo ad esse si trovano elementi dell’universo. Queste pieghe prendono il nome di mondi paralleli. Una di queste pieghe si trova nella Via Lattea e sdoppia il pianeta Terra. Osmond è la parte visibile, situata nella parte superiore della piega. Magicland è all’interno. Più precisamente è dalla parte opposta della Luna.”

“Non ci credo! Com’è che da Osmond non abbiamo mai avvistato Magicland al di là della Luna? E poi non mi sembra affatto di aver viaggiato nello spazio!” lo interruppi bruscamente.

“Lasciami finire, per favore” proseguì Leonardo “in questa ipotetica tovaglia ciò che è nascosto dalla piega è un’altra dimensione, invisibile a qualsiasi telescopio terrestre o di qualsiasi altro pianeta situato nella stessa dimensione della Terra. Magicland è collegata a Osmond da un cunicolo dimensionale. Evidentemente tu e i tuoi amici l’avete attraversato senza rendervene conto.”

Nel prossimo capitolo conosceremo Casimiro Dolphin che…

  • lascerà i nostri amici in preda a dubbi esistenziali (14%)
    14
  • metterà a dura prova la tolleranza di Leonardo (0%)
    0
  • proporrà ad Agata un compito impossibile (86%)
    86
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

67 Commenti

    • Stavolta procedo spedita perché è la versione condensata di una storia che ho già scritto, ho pensato di proporvela per farvi conoscere personaggi e ambientazioni così poi per il seguito sapete già di cosa sto parlando 😉

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi