Il Prescelto e l’athanor interiore

Dove eravamo rimasti?

Come si comporterà Damiano davanti a questo impedimento? Usa il lavabo comune come water improvvisato (50%)

Il Prescelto

«Senti scusa ne hai per molto? C’è uno Tsunami di merda qua fuori!» Dico ansimando.

Dall’altro capo, né una voce né un respiro.

«Ehi! Ci sei caduto dentro al cesso? SBRIGATI!» Accosto l’orecchio al legno autografato di scritte. Silenzio. Troppo silenzio.

Non sarà mica svenuto?

Tirchio di un Luca! Hai un magazzino che manco Fort Knox però risparmi sui water. Se a uno capita un aneurisma per lo sforzo e ci crepa dentro?

Non imbratterò i miei boxer di “Ritorno al futuro” per colpa dei tuoi crimini.

E proprio mentre ispeziono la stanza con le sue mattonelle consunte e il ricordo di uno specchio integro, dentro di me riecheggia con l’impeto di una forza primordiale uno dei misteri dell’umanità:

Chi piscia nel lavandino perché non ci caga anche?

La risposta è a portata di natica. Il minuscolo lavandino è pronto al battesimo; mi avvicino ma è troppo alto! Come un redivivo Nureyev mi alzo sulle punte dei piedi dando le spalle al lavabo. Dai polpacci allo sfintere ogni muscolo è teso, come una corda di violino, pronto a iniziare il “cacofonico” concerto.

Un rombo assordante mi stordisce. Le chiappe scivolano dal bordo e perdo l’equilibrio. Mi schianto al suolo. Dalle fessure della porta densi fumi violacei prendono possesso della stanza.

Mi risveglio.

Scopro le mie labbra a pomiciare su un cumulo di polvere, sono in posizione orizzontale e il dolore lancinante al culo, ora mi martella la testa.

Accanto a me un Nano mi fissa.

«Tutto bene? La tempesta ci ha risucchiati.»

«Ma cosa cazzo mangi? I bambini morti?» Alzandomi scrollo via il pulviscolo.

«Pensare che ero preoccupato di otturare la fogna a Luca! Da quanto non cagavi? Un anno?»

Resta interdetto a guardarmi. Ha i capelli rasati e una carnagione eburnea a contraddistinguerlo. Le iridi gialle e le vesti da beduino mi danno un ulteriore prova che al fanatismo dei Cosplayer non c’è fine.

«Ma cosa dici? Era una tempesta di mirtilli. Siamo fortunati ad essere vivi.» Dice con una strana voce in falsetto «io sono…

Già, dove sono?

Guardandomi attorno nulla mi risulta familiare. Dello scantinato del Krypto Shop non v’è traccia. La luce del giorno inonda i resti di una casa che sembra aver subito una qualche sorta di bombardamento. Mi affaccio da una breccia su un muro cercando di orientarmi. Dove prima le automobile calcavano l’asfalto ora solo il vento è il padrone indiscusso di questo crocevia di desolazione e solitudine.

Un momento. Dove ho già visto tutto questo?

Città distrutta, desertificazione, gente disperata….

«…. quindi capirai quanto sia importante arrivare da loro, aiutami e la mia gente…»

Arretratezza tecnologica, falsa speranza, evento cataclismatico, la quiete assordante della metropoli…

«… è stato predetto dalla profezia, i tempi bui finiranno grazie a me!»

Stanno girando un Fan Made di “Hokuto No Ken”!!!

Quel genio di Luca ha saputo subito come sfruttare la mia vincita all’asta.

«Mi stai ascoltando?» dice il nano con fare interrogatorio.

«Scusami ma sono troppo emozionato! E’ una bellissima sorpresa!»

Il tappo sbuffa «Ascoltami bene..»

«Ma scherzi? Le serie le so a memoria non devi dirmi nulla!» Dico rincuorandolo.

«Quindi sai tutto sulla profezia e il Prescelto?»

«Ma certo! Chi lo fa Ken?»

«Chi è Ken?»

Evito di dargli una testata solo perché sta recitando una parte.

«Kenshiro Kasumi, hai presente?»

«Mai sentito, vuole unirsi a noi?»

Serro i pugni in preda alla collera, se c’è una cosa che non sopporto è l’ignoranza!

«E’ lui il SALVATORE!!!»

«Non capisco cosa stai dicendo, ma è pericoloso stare qui. Ti prego aiutami! La mia gente ti ricompenserà.»

Che palle! Le odio le rivisitazioni.

Sconfortato per la piega presa dall’intera vicenda, inizio ad accompagnare questo improponibile personaggio. Si chiama Ajeb , dice di non essere un nano ma un ragazzino nato e cresciuto in un paesino rurale sfuggito al giogo dell’Egemonia. Tre notti fa ha avuto un sogno premonitore, è raggiante quando me lo racconta: è convinto di essere il Prescelto di una non ben definita profezia e vuole parlarne con il saggio a capo di un gruppo sparuto di persone verso un’improbabile riconquista della libertà.

Che trama di merda!

Dall’orizzonte cremisi, una locomotiva si avvicina eruttando fuliggine.

«Saltiamo su quel treno. Ci nasconderemo nel vagone merci.» Dice Ajeb «Poi arrivare alle Viscere sarà un gioco da ragazzi.»

Improvvisamente il suo indice minuto punta verso tre figure intente a correre nella nostra direzione.

«Oh no! Sono Strilloni! Dobbiamo scappare.»

«Scappare?» Chiedo incredulo «Tu sei il prescelto! Vai li e tempestali di pugni.»

«Io? Mica so combattere.» si giustifica Ajeb

Una risata tra l’isterico e l’indignato sgorga dalla mia laringe.

«COSA!?!»

Continuerà Damiano ad assecondare Ajeb?

  • Prende tempo e prova a contattare Luca. (22%)
    22
  • NO! C’è un solo ed unico "salvatore" e non si chiama Ajeb. (67%)
    67
  • SI! Iniziando a nutrire forti dubbi che questo sia il set di un film. (11%)
    11
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14 Commenti

  1. La razza umana era sopravvissuta! C’è un solo salvatore cazzarola!
    Il nano già lo odio. Perché usi il grassetto?!? Tanto non prendo appunti!
    Ho trovato il primo dialogo con il nano confuso (chi dice cosa), ma le descrizioni mi hanno fatto spaccare dal ridere!

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