Shuffle

Natura morta con pistola.

Una scrivania.
Sulla scrivania, una lampada da tavolo. Ottone brunito e paralume in vetro verde. Accesa.
Di fianco alla lampada, un telefono. Design un po’ retrò, ma tasti in abbondanza.
Vicino al telefono, un’agenda. Pelle nera, logora sugli angoli.
Sopra all’agenda, una penna stilografica. Una OMAS, modello Ogiva, mezzo stipendio d’un comune mortale. Lasciata orribilmente aperta.
Più in là, sul ripiano in teak della scrivania, il cappuccio.
Oltre il cappuccio, una busta. Formato A4. Gialla. Chiusa.
A sinistra della busta, una pistola.
Una pistola.
Molto nera, la pistola.

 

Introdursi in quella villetta, seppur controvoglia, era stato facile.
Quasi troppo.
Nessun sistema d’allarme, nessun cane da guardia, nessuna casa nei dintorni con vicini impiccioni.
Tutto troppo liscio.
A questo pensava, mentre si muoveva con cautela – forse eccessiva, data la situazione – verso la stanza in fondo al corridoio, l’unica da cui filtrava un po’ di luce, accompagnata dal vocio del televisore.
Appesi alle pareti del corridoio aveva contato cinque quadri – per lo più delle croste, uno forse poteva valere qualcosa – e tre foto. Gente in posa, una stretta di mano dall’aria noiosa e ufficiale, un paesaggio sciapo e sovraesposto.
Registrare le cose era diventata un’abitudine, per lui. Uno sguardo e mandava a memoria tutto quello che c’era in una stanza, dettagli compresi. Era una cosa dettata dall’istinto di sopravvivenza, o imparava a far così o gli inconvenienti rischiavano di diventare troppi. E, nel suo mestiere, gli inconvenienti era meglio ridurli al minimo.
Non avrebbe voluto trovarsi dove si trovava, non era stata una sua decisione, ma non aveva altra scelta, quello era un test che non poteva permettersi di fallire.
Un passo davanti all’altro, allora. E quella pistola, stretta nella mano destra, pesante come non mai.

 

«Un incarico, è questo il prezzo per poter incontrare Mister White. Un incarico da portare a termine.»
L’uomo dietro la scrivania, illuminato in faccia di verde, aveva parlato con tono talmente neutro da diventare grigio. Il suo compito era semplicemente quello di dire come stavano le cose, provare emozioni a riguardo evidentemente non rientrava nelle sue mansioni.
«Un incarico di che genere?» chiese l’altro, quello in piedi in mezzo alla stanza, quello che non aveva idea nemmeno di dove si trovasse quella stanza, lo sguardo fermo tra la busta gialla e la pistola nera.
«Quello che si dice le riesca meglio.» rispose l’uomo seduto, sempre in toni di grigio. E con due dita spinse in avanti la busta.
Uccidere qualcuno, a questo si riferiva. Un’eliminazione.
«Accetta?»
«Di chi si tratta?»
«Nella busta trova le informazioni che le servono. E questa… » aggiunse il padrone di casa avvicinando all’altro anche la pistola, «…beh, credo che anche questa potrebbe servirle, a meno che i miei uomini non abbiano disimparato a perquisire gli ospiti.»
I due si guardarono per un po’, poi l’uomo in piedi fece un cenno d’assenso con la testa.
«Una macchina la sta aspettando di fuori per portarla a destinazione. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirglielo, naturalmente, ma adesso la pregherei di lasciare che le venga rimessa la benda sugli occhi. Capisce, le precauzioni non sono mai troppe.»
Un fruscio. Stoffa.
E poi nero.

 

Quello che proprio non riusciva a capire era perché quell’uomo sembrasse non aver paura, in fin dei conti gli stava puntando contro una pistola.
Silenzioso, era entrato nella stanza in fondo al corridoio ed era scivolato fin dietro alla poltrona che l’uomo occupava, davanti alla televisione, registrando mentalmente la presenza di una grande libreria, un acquario scarsamente popolato, un tappeto finto-persiano, un mobile-bar abbastanza vicino ai suoi gusti e il fatto che in tv stavano dando un vecchio film con Dean Martin nel ruolo del vice-sceriffo ubriacone.
Era arrivato a un passo dall’obiettivo senza che questi se ne accorgesse e, da lì, gli aveva intimato di alzarsi. Non gli sembrava onesto freddarlo senza che nemmeno se ne rendesse conto.
Quello si era alzato subito, come doveva fare.
E lui gli aveva puntato contro la pistola, mirando al petto.
Solo che l’altro sembrava non aver paura.
E lui, a quel punto, non capiva. Sapeva solo di dover sparare e che fuori, davanti alla villetta, c’era un tizio in macchina con l’incarico di controllare che lo facesse.

 

Seduto in macchina al posto del passeggero, l’uomo strizzava gli occhi per riabituarli alla vista, dopo il lungo viaggio bendato, di fianco a quello che doveva essere l’autista più silenzioso della storia.
Erano fermi davanti a una villetta, una costruzione un po’ triste, appoggiata mollemente contro il profilo di una collina. Attorno aveva il nulla, nessun’altra abitazione.
«Chi è il tizio?» chiese l’uomo.
L’altro, il guidatore, non rispose.
«Sistemi di sicurezza? Cani? C’è qualcosa che dovrei sapere?»
Niente, di nuovo.
«Non funziona così, lo sapete, vero? Uno deve prepararsi prima, deve saperle certe cose… »
«Tu non devi sapere niente, devi solo entrare e fare quello che sei stato mandato a fare.»

Prese un po' le misure (o almeno lo spero), nel prossimo capitolo cosa succede?

  • Non muore nessuno dei due. Per ora. (49%)
    49
  • Muore quello senza la pistola. (Così impara a fare quello che non ha paura) (9%)
    9
  • Muore quello con la pistola. (Far fuori subito quello che pare il protagonista ha un suo fascino) (42%)
    42
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266 Commenti

  1. Ok punto 1- che bello rileggere dopo due anni bricoleur de cigarettesa, scrivi acnora da dio 2 – quanto mi fa schifo leggere le cose in stile sceneggiatura però… ehi! è bricoleur 3 Spieghiami prevalentemente il finto incarico,e vediamo come va afinire stà storia. Ciao =)

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  3. Luca Giovagnola ha detto:

    Ok punto 1- che bello rileggere dopo due anni bricoleur de cigarettesa, scrivi acnora da dio 2 – quanto mi fa schifo leggere le cose in stile sceneggiatura però… ehi! è bricoleur 3 Spieghiami prevalentemente il finto incarico,e vediamo come va afinire stà storia. Ciao =)

  4. Temo di essere l’unica ad aver votato “Spieghiamo prevalentemente il primo finto-incarico” ^^’

  5. ha detto:

    Vorrei altri ciak per una nuova altrettanto accattivante scen, grazie

  6. ang ha detto:

    è chiaro che non sapremo mai cosa accadde a budapest, ma qui ci offri la possibilità di sapere qualcosa del primo finto incarico, come non votare questa opzione?
    il barman… non riuscivo proprio a capire perché un killer dovesse vestire con colori pastello, e a ripensarci forse avrei apprezzato un’altra scena, troppo tardi
    complimenti meritati

  7. Thommy ha detto:

    Io volevo sapere del primo finto incarico.. qualche risposta faceva comodo a questo punto 🙂

  8. Lucia Sparagna ha detto:

    Ciao brico-coso, io leggo, voto e ci sono…baci…

  9. Giuseppe Monea ha detto:

    Premesso che adoro la tua biografia, con quella frase scrivo quando mi va, sintetizzi il mio pensiero. Comunque, Le Bricoleur si conferma sempre un grande narratore. Questa volta mi pare di leggere una storia che starebbe benissimo proiettata su schermo. Oppure mi sto lasciando trasportare dalla storia stessa? Alla prossima.

  10. Primo finto incarico! Scusa tanto il ritardo, Bricoleur, ma qui in Giappone non ho mai abbastanza tranquillitá da leggere con calma le vostre storie! Che vuoi che ti dica? Il taglio di questa storia mi piace sempre di più e questo capitolo è l’ennesima riprova della tua abilitá di narratore. ^^
    Quando ho letto Billy Joe e Brenda Lee mi sono piegato in due dal ridere! XD Esattamente il tipo di nomi di quelle produzioni americane scadenti degli anni ’80! XD
    Ecco, io di questa storia ci farei un film. É perfetta per il cinema!

    A presto e complimenti come sempre!

  11. francescotarud ha detto:

    Mister White fa chiarezza.
    Spero di non essere a io a farti rallentare nella pubblicazione, ma comincio a pensare che sia seriamente colpa mia, visto il tempo che sta passando dall’ultimo episodio della mia storia…

  12. NoraCastelli ha detto:

    Anche se sono in netta minoranza ho votato “altra scena” perché mi è piaciuto troppo come hai descritto i ciack.

  13. GiuliaD97 ha detto:

    Ciao, Mister White parla di questo incarico, ma avrei votato anche il primo finto incarico

  14. Queen.S ha detto:

    Spiegaci il primo finto-incarico…please, please, please 🙂

  15. Istinto vitale ha detto:

    Mister White fa chiarezza su questo…

  16. Io avevo votato per “Altra scena, altro regalo…”, ma la maggioranza è contro di me.

    Sempre un grande, compare, sempre un grande.

  17. marcoguadalupi ha detto:

    Spieghiamo l’incarico.
    Ma non mi stavo annoiando. Bella la scena sbaciucchiosa con la tipa iper-truccata e ipo vestita!

    ciao 😉
    Marco

  18. Lucia Sparagna ha detto:

    Wooow veramente bello … è ora della chiarezza Mir White…

  19. il mago ha detto:

    Altra scena. Troppa caffeina fa male. Verità di fede. Rimpianto di un tossico.
    Avanti così Sir B.

    Al prossimo ciak ^^

  20. giuliamenegatti ha detto:

    Bel capitolo.
    Per fare chiarezza c’è tempo, io dico di aggiungere altra carne sul fuoco e voto per una nuova scena.

  21. Mia B. ha detto:

    Un killer che interpreta la parte di un killer. Di sicuro non c’è attore più adatto a quel ruolo, Mister White sa il fatto suo.
    Non finirò mai di stupirmi per questa tua capacità di descrivere la scena al lettore. Ogni suono, ogni colore, ogni movimento viene disegnato nella mente di chi legge come un quadro. O un disegno in CAD, scegli tu 🙂
    Ora lasciamo che Mister White faccia un po’ di chiarezza. Alla prossima, D.!

  22. perditempo ha detto:

    Capitolo bello come un lunedì che non t’aspetti…

  23. Guy ha detto:

    Mi sa che sono l’unico a volere un regalo….

  24. pinkerella ha detto:

    Devo confessare che questo è il capitolo che mi è piaciuto di più. Anzi, questo mi è piaciuto tantissimo… 😉 Ovviamente, mi riferisco allo stile, perché dal punto di vista linguistico ineccepibile come gli altri episodi. Negli altri andavo a rilento e, soprattutto, dovevo rileggere…questo no, è scivolato! 🙂
    Facciamo un po’ di chiarezza.
    A presto Mr Bricoleur!

  25. Danio Mariani ha detto:

    Direi che mister White dovrebbe fare chiarezza.
    Godibile anche se la troppa distanza tra un episodio e l’altro, mi “costringe” a rileggere il tutto…sai, l’età 😉

  26. Trix ha detto:

    Chiarezza. Bravo, come sempre.

  27. aless ha detto:

    Ciao, Dav!
    Questo episodio è ineccepibile. Sarà che lo sento familiare: i ciack, la scena da rifare, l’inciampo con ghigno allegato… l’errore proprio quando sembra finalmente “buona”. Ma la cosa che trovo più eclatante – nel suo essere singolare, anche – è che il Killer interpreti se stesso. L’attore che in scena è ciò che lui è nella vita è molto carina, come idea.
    C’è dell’ironia – tua, ti appartiene da sempre – nel tuo narrare, e questo colora storie cruente con getti di luce brillante. Una tua caratteristica che ho sempre apprezzato. In fondo mi è già capitato in passato di dirti cosa penso del famoso “Ferocia Illuminata”.
    Qui ho notato molto colore, quasi esasperato, molto trucco – esplicito e implicito – molta bellezza favolistica, immagini quasi surreali. Se fossero davvero osservate attraverso il monitor di controllo del regista, direi che gira alla maniera di Sorrentino ne “La grande bellezza”: metafisico, fotografico, eccentrico a volte.
    Questo mi fa riflettere sul fatto che c’è stato un cambiamento di rotta nel diagramma strutturale del racconto, da primo episodio ad oggi: un tempo ricordava Tarantino, ora Sorrentino. Sono in rima, sì, e in linea… con la genialità condivisa. 😉

    Mister White fa chiarezza…

  28. Mister White, posso chiederle come mai il suo desiderio di immortalità in questa storia,non è ancora diventato un ordine per Bricoleur?
    Il soggetto non collabora,ma immagino che lei sappia essere persuasivo.

    Voto ,fiduciosa,i saltelli.

  29. francescotarud ha detto:

    Eccomi qui, finalmente!
    Sono piacevolmente sorpreso da questo racconto! Mantieni come sempre le tue accuratissime descrizioni, ma trovo anche un maggiore spazio ai dialoghi. 😉
    Mi piacciono quesi frammenti brevi, che salto da un momento all’altro, pur mantenendo chiaro il filo che li lega. Per questo voto di continuare a tenerci in allenamento e andare già alla messa in opera dell’incarico.
    A presto!

    • Ciao Francesco.
      Arrivi tu e io ritrovo i bei vecchi ritmi di una volta… che sia un caso? 🙂

      Dai, grazie della lettura e del commento (e grazie dell’attenzione posta ai dialoghi, quello ormai è un discorso che portiamo avanti da un pezzo, io e te), prossimamente recupero tutto quello che mi sono lasciato indietro in questa mia lunghissima sparizione dai radar di THe iNCIPIT.

      Saluti,
      D.

  30. Adelaide Melato ha detto:

    Confido nel fatto che godrò comunque del dolce mal di testa dovuto ai tuoi saltelli, e voto per sapere qualcosa di più su Whitie.

    -Stava guardando la pistola dalla parte sbagliata, eppure sorrideva-
    Geniale.

    Non penso che il bersaglio sia Fanshawe.
    Secondo la mia teoria, lui è già morto.
    La persona che John deve uccidere, però, ha a che fare con il mondo del cinema..
    Dev’essere un pezzo grosso se un killer professionista come John, con ben trentadue contratti portati a termine sul curriculum e sulla coscienza, richiede così tante informazioni…

    Sono curiosa di sapere chi è John.
    E’ un papà, è immaginarlo un killer spietato mi riesce un po’ difficile.
    Che sia un vendicatore? Uno alla “Saw” che uccide solo chi se lo merita?

    Napo e la Startari mi hanno addestrata bene come investigatrice, o ho sparato solo cavolate?

    Complimenti.
    Aspetto il quarto capitolo.

    p.s Ma, davvero non sapremo niente di Budapest?!

    • Buda-che?!
      Tutte considerazioni potenzialmente giuste, le tue, Adelaide… anche se potrei finire per andare da altre parti. Come mio solito, della storia conosco molto poco (tanto che devo rileggermi io stesso, con tutto il tempo che lascio passare), quindi non saprei cosa risponderti ora, magari finirai pure con l’indirizzarmi tu in qualche direzione che io ora non considero, chissà.

      Perdona la lentezza di tutto questo, ma tanto già sai.

      D.

  31. ha detto:

    Se prendi un Bobtail di razza l’allevatore ti regala una Jacuzzi.
    Se prendi una Jacuzzi l’idraulico ti ti regala un Bobtail.
    È un mondo pieno di controsensi il nostro.

  32. il mago ha detto:

    C’è quel profumo di pseudo-omertà e di clan che tanto mi garba in questo racconto. Avanti così sig. Bricoleur ^^

  33. Lunatic Nene ha detto:

    “Scopriamo altri trascorsi di Mister White, con una spruzzatina della sua brillante conversazione con John” 🙂

  34. diegozucca ha detto:

    Avrei voluto saperne di più sull’incarico ma a quanto pare resterà una mia curiosità.

    Classe: non sapeva di rischiare la vita usando quel nomignolo ahahahahaha

  35. E’ particolare l’evolversi dei fatti. Jhon non può rifiutarsi e lui gli spiega l’incarico. Ma perchè la messa in scena e perchè il dossier ? Non ci arrivo. Non è che mi fai secco pure quell’attorucolo ? Vediamo.

  36. carlito ha detto:

    per farti perdonare budapest non puoi fare altro che scrivere della messa in opera dell’incarico.

  37. ggrch ha detto:

    A me piacciono troppo i tuoi dialoghi, il modo in cui spieghi le cose. Soprattutto a qualcuno che non le può rifiutare.
    Ma a quanto pare ti toccherà scrivere direttamente di come succedono queste cose.
    Beh, inizio ad allenarmi per i saltelli.

    PS. ma poi che sarà mai successo a Budapest…

  38. Budapest.
    Ho votato Budapest.
    Insieme al restate 99% dei lettori.

  39. ang ha detto:

    abbiamo parlato fin troppo, vediamo john in azione
    bello questo capitolo, mister white avrà pure una nomea di tipo duro e soprattutto pericoloso, ma mi pare che la sua autorità comincia ad incrinarsi, il suo mondo sta scomparendo e i vecchi sistemi non funzionano più

    • Ciao ang.
      Mister White, alla fine dei conti, è un bambinone, è quello al quale brillano gli occhi quando dice “Voglio fare cinema”. Fa il cattivo solo perché lo sto disegnando così.
      L’unica cosa, ecco, è che fossi in quelli che lo incontrano tenderei ad assecondarlo.

      Grazie per la lettura,
      D.

  40. Guy ha detto:

    L’opzione dei trascorsi di M.W. secondo me è più congeniale alla tua idea di narrare questa storia “a pezzi”. Ovviamente, opinione personalissima e può darsi pure stia prendendo un colossale granchio come semplice lettore.
    Ciao! 😉

  41. bicchio ha detto:

    Sono proprio un cattivo lettore, sono riuscito a perdermi un tuo capitolo… ma ora ti ho recuperato perché questa storia non posso perderla.
    Due capitoli fenomenali, sia le scene di azione sia quelle di parlato sono ottime. Il tuo è uno stile che ti fa sorridere, ragionare e anche rimanere a bocca aperta.
    Scusa questo sfogo da fan-boy, ma il “giallo” è un genere che di solito mi annoia a morte quindi non posso non sottolineare la tua bravura.
    Ho votato la messa in opera dell’incarico, accompagnata per forza dai salti temporali

    A presto, sperando di non perdermi di nuovo

    • bicchio ha detto:

      Ah, stavo per dimenticare la cosa più importante.
      Amo come è strutturato il racconto, con questi salti temporali, quasi come stessi leggendo “Memento”

      • Cao bicchio.
        Vai tranquillo, da ‘ste parti non esistono cattivi lettori, solo tempismi che non collimano e orde di capitoli che si accumulano nella casella mail. O almeno, per me è così.
        Grazie del bel commento, sono veramente contento che questo strano racconto possa piacere, tanto più a chi scrive robe che a loro volta mi piacciono.

        Saluti in Memento Mood,
        D.

  42. marcoguadalupi ha detto:

    Passiamo all’incarico!
    Ma hai pianificato più o meno la trama? Secondo me un po’ sì, questa volta (non so se l’avevi già scritto nei commenti)

    Ciau!

    • Ciao Marco.
      La trama era completamente fuffa fino alla fine del secondo capitolo. Con la scelta che ho lasciato ai lettori alla fine di quel capitolo lì si finiva per decidere in che direzione andare, direzione che mi ha portato a pensare all’ossatura minima della storia, che adesso ho in mente… e che ho anche scritto in un bel file .txt che ora giace dentro la cartella “Porno” sul mio desktop.

  43. Queen.S ha detto:

    Vada per i trascorsi di Mr White 🙂
    Sicuro che non possiamo sapere proprio nulla di Budapest? Dai…please please please 😉

  44. mi stai scuotendo e ingarbugliando la testa con tutti tu saltelli e allusioni… Però, devo dire, in maniera notevole. Chapeau!
    Credo che votare per l’opzione “per filo e per segno” sia proprio da minoranza. Ma ormai…
    Vediamo che altro “allenamento” ci riservi.

  45. Secondo me la messa in opera ci sta bene, adesso. E vedo che va per la maggiore. ^^
    Più facile da seguire, questo nuovo capitolo, ma non ha perso un grammo del fascino iniziale. Anzi, direi che l’ho trovato persino più godibile! 😀
    Ah, e già che ci sono te lo dico adesso: io ADORO i tuoi dialoghi. Sono eccezionali, davvero. I dialoghi fanno vivere i personaggi molto più di qualunque descrizione, li fanno diventare reali, profondi, vivi… in poche battute hai caratterizzato perfettamente Mister White e l’hai già reso uno dei miei personaggi preferiti! Non vedo l’ora di conoscere meglio gli altri! *_*

  46. pinkerella ha detto:

    Messa in opera. 🙂 ciao

  47. GiuliaD97 ha detto:

    Ciao, mister white spiega l’incarico. Mi è piaciuto molto questo capitolo, ammetto ceh fosse più semplice da seguire.

  48. NoraCastelli ha detto:

    Ciao, il tuo stile narrativo mo intriga moltisssssimo. Spero di riuscire a votare ol prossimo.

  49. Thommy ha detto:

    Dritti all’azione! Ormai mi sto abituando ai continui avanti e indietro 🙂

    • 🙂
      Eh, ma stavolta erano un po’ più digeribili, in effetti. Poi la dea della formattazione mi ha pure sorriso e non è venuto scritto tutto attaccato, anche quello aiuta.
      L’azione va per la maggiore, mi sa tanto che dovrò togliermi di dosso un po’ di ruggine.

      Grazie Thommy,
      D.

  50. giuliamenegatti ha detto:

    Vai con l’azione, scopriamo di che incarico si tratta, con qualche flashback che ci aiuti a inquadrare meglio i personaggi.

  51. perditempo ha detto:

    Vogliono tutti vederti “in azione” mio caro Le Bricoleur! Daje!

  52. Serena Lavezzi ha detto:

    Voglio chiarezza, in cosa consiste l’incarico? 🙂

  53. Danio Mariani ha detto:

    Direi di passare direttamente all’azione. Credo che sia uno, che l’altro, siano stanchi di tergiversare.
    ps: io vorrei sapere di Budapest 🙂

    • Tergiversare è uno dei miei cinque verbi preferiti. 🙂
      Su Budapest vige il silenzio, purtroppo. Si tratta di uno di quei rari casi in cui un personaggio la sa più lunga di autore e lettore messi assieme. E questo personaggio potrebbe pure guardarci e dire: “Non posso raccontarvelo, perché se lo facessi poi dovrei uccidevi”… rischierebbe di diventare spiacevole, insomma.

      Grazie,
      D.

  54. Mia B. ha detto:

    Secondo me quello che c’era da dire Mister White e John se lo sono detto. Si passa direttamente all’incarico.
    Forse il capitolo è meno d’impatto rispetto al precedente ma delinea perfettamente la misteriosa aura che avvolge White e la non poi tanto misteriosa identità di John. Moglie e figlia sono sempre una valida minaccia, una buona leva per muovere meccanismi che in altri casi sarebbero rimasti a prendere ruggine. Al prossimo, celere episodio 🙂

  55. aless ha detto:

    Per restare fedeli allo stile Tarantiniano, passiamo direttamente all’incarico in opera. Anche per mantenere il ritmo. 😉

    Perché non sapremo mai nulla di Budapest? eheheh, da come ne hanno parlato ( sette o uno) sembra interessante, invece….

  56. Istinto vitale ha detto:

    Ciao, capitolo carino, per ora mi sembra di vedere le scene che davanti a me prendono forma come se stessi vedendo una serie TV, mi piace in particolare la caratterizzazione dei personaggi che mano mano sta uscendo dai capitoli.
    Altri discorsi con Mister White va, sono curioso di sapere cosa si è etto con John, credo sia importante.
    Alla prossima =)

    p.s. alla faccia della lentezza, pubblichi con ritmi normali, io sono quello lento a questo punto (anche se non per mia colpa) ahahahahaahah

  57. il mago ha detto:

    Mi piace molto il lessico “noir”, le inquadrature brutali, il biancoenero e il fumo di sigarette nell’aria. Mi hai preso. Ti seguo 😉

  58. Istinto vitale ha detto:

    Ciao, capitolo interessante, finale direi tragicomico, poi spero che “Mister White” sia un tributo al celeberrimo, nonchè uno dei miei preferiti, personaggio della serie tv breaking bad, oddio quanto ho amato quell’uomo, e lo amo ancora ora ahahahaha,

    Ah solo una cosa, mentre leggevo ho notato che hai usato il presente quando tutto il capoverso era in imperfetto, “del vetro che va in frantumi, dei frantumi che cascano a terra tintinnando.”, forse lo hai fatto apposta per rendere la scena più “vicina” al lettore, dimmi se sbaglio.

    John ha bisogno di una favore, voglio che entri in rapporto con Mister White, non che lo catturi ahahahah
    Alla prossima =)

  59. Queen.S ha detto:

    Sono un po’ in ritardo, sorry…io ho votato per l’infiltrato, ma come al solito ho scelto l’opzione più in minoranza tra tutte 🙂 Peccato 🙂

  60. carlito ha detto:

    a john è stato dato un incarico vero, senza pesci di mezzo

  61. Thommy ha detto:

    Secondo me a John è stato offerto un incarico vero.
    Finalmente riesco a leggere qualcosa di tuo 😉
    Quando leggo le tue descrizioni mi sembra di guardare delle immagini, sei molto realistico e immediato.
    Devo ammettere che questa deframmentazione della trama in un continuo avanti e indietro mi sta un po’ confondendo, aspetto qualche scena in più per riordinare il tutto.

  62. A John è stato dato un incarico, ma vuole vederci chiaro. Finora trovo estremamente intrigante questa costruzione a incastro. Probabilmente nel video è più immediata, perché si riconoscono a vista i personaggi. Nello scritto è più facile perdersi, perché ci si basa su descrizioni, non vediamo i volti, gli ambienti. Pendiamo letteralmente dalla tua penna. 😀 Proprio per questo il desiderio di scoprire dove va a parare la storia è più forte qui che in altri racconti più lineari.

    Fantastica la scena finale in cui lui spara per sbaglio! XD

  63. perditempo ha detto:

    P.s: Volevo farti notare che il 100° commento è mio quindi mi devi una birra…

  64. perditempo ha detto:

    Per il voto…non potevano esserci dubbi “John ha bisogno di un favore…” come sempre.

  65. perditempo ha detto:

    Ok il martedì ha aiutato molto la lettura rispetto al lunedì mattina…e forse anche gli spazi 🙂 Rimane non chiarissima la scena della dinamica del pugno secondo me, però è giusto così perché mi piace farti le pulci, si dice così? Mha…

  66. Vudi. loca ha detto:

    Voto perché John sia infiltrato e Mr. White ne sia a conoscenza. Ho recuperato il primo episodio, la trama mi incuriosisce e per questo ti seguo, scritto davvero molto bene, descrizioni devo dire ottime. Perdonami ma invece lo stile per quanto particolare ed originale non mi ha convinto abbastanza, non mi piace granché, trovo il tutto molto molto lento, insomma il mio opposto, dato che ho una penna dinamica e veloce.
    Ps. ho letto più sotto che costruisci video, ottimo , ma non credo sia la stessa cosa rispetto alla scrittura, i film lenti (vedi la grande bellezza che è un capolavoro) riescono comunque a trasmettere messaggi attraverso le immagini, con la scrittura a mio avviso il tutto diventa più complicato.
    Alla prossima.

    • Ciao Vudi. loca.
      Grazie del lungo commento, è una concessione di tempo e attenzione che apprezzo sempre moltissimo. Specie da ‘ste parti, nella frenesia data dal leggere diecimila racconti.
      Personalmente non riscontro tutta questa lentezza di cui parli, in questi primi capitoli del mio racconto, ma è chiaro che il mio è un punto di vista preferenziale (e anche un po’ falsato, se vogliamo) essendo io l’autore. Quindi prendo atto, ma sospendo il giudizio, diciamo.
      Sulla differenza tra video e narrativa si potrebbe aprire un dibattito. Il quale probabilmente porterebbe a tutto e a niente. Sono effettivamente due linguaggi diversi, hanno due grammatiche differenti, ma il montaggio video è a tutti gli effetti un’attività di scrittura (anche se per immagini). Detto questo, il fatto che io mi occupi di video non è da mettere in grande relazione con la scrittura, forse solo con la mia forma mentis. Resta comunque che non faccio e non voglio fare alcun parallelismo, sto scrivendo un racconto, non sto girando un cortometraggio.
      Una cosa, però, non la capisco, del tuo commento. Dici, testuale, “scritto davvero molto bene” e “descrizioni devo dire ottime”, ma subito dopo aggiungi che lo stile non ti piace. Lo stile credo implichi la qualità della scrittura e, tanto più nel mio caso, le descrizioni, quindi non capisco cosa sia a non piacerti. Quello che a me convince poco del mio racconto, fino ad ora almeno, è la struttura, la scelta di assemblare pezzi con questa strana evoluzione/involuzione temporale. Tu a cosa ti riferisci nello specifico?
      Scusa se approfitto, ma nuovi lettori che si prendano la briga di lasciare commenti diversi dal “Voto la seconda opzione. Bell’incipit” sono preziosi come l’oro. E poi, onestamente, non so resistere al dibattito. 🙂

      Grazie, prima di tutto della lettura,
      D.

      • aless ha detto:

        ” … ma il montaggio video è a tutti gli effetti un’attività di scrittura (anche se per immagini). ”

        Niente di più vero.

      • Vudi. loca ha detto:

        Eccomi.

        Dunque concordo con te nel ritenere che entrambe gli strumenti siano mezzi per trasmettere un messaggio, ma sostengo nuovamente, la scrittura con la parola, il video-montaggio con le immagini.
        Quindi a questo punto ribadisco la mia posizione:
        non credo che il montaggio video sia paragonabile ad un’attività di scrittura per immagini.
        I mezzi hanno base e obiettivo comune, questo è scontato, la differenza invece sta proprio nella modalità di svolgimento.

        Detto ciò passo al secondo punto:

        Non sono assolutamente d’accordo con te, non credo che un’ottimo scritto implichi un’altrettanto ottimo stile. A mio avviso un testo può essere scritto benissimo, quindi non presentare errori di sintassi, errori di grammatica, stacchi temporali, può essere costruito bene ecc… insomma per semplificare tecnicamente può essere scritto molto bene, ma allo stesso tempo può essere sprovvisto di stile. Ritengo poi che lo stile sia per un certo verso qualcosa che trascenda dall’oggettività, io ad esempio in questo racconto non lo vedo, altri magari si, e la qualità, a meno che non si parli di qualità tecnica, è un concetto relativo tanto quanto lo stile.
        Nello specifico, mi riferisco in primis alla successione degli eventi che avviene con lentezza spropositata, inoltre in alcuni punti la scrittura mi sembra forzata, non naturale. Noto una propensione alla particolarità e originalità del tutto, certo, ma non fluida, non ipnotizzante, e questo ovviamente grava più sullo stile che sulla trama.

        Spero di essere stata esaustiva.

        Prego, Vudi.

        • Vudi. loca ha detto:

          Ps.
          E per quanto lo si possa affinare e migliorare, credo che lo stile sia qualcosa che ti appartiene, come il colore degli occhi, non cambia.
          E dal tuo racconto in alcuni tratti, quasi leggendo tra le righe, questo mi sembra troppo costruito, azzarderei a dire finto.

  67. aless ha detto:

    A Jhon è stato dato un incarico ma vuole vederci chiaro, come farei io… 😉

    Felice di scoprire che hai già pubblicato… stai maturando, evidentemente , ahahahaha

    Conosco un tizio, uno che si chiama Quentin, di origini italiane ma cresciuto nel Tennesee; lui è uno che prende le scene che scrive e le lancia sul tavolo come si fa con lo Shangai. A un certo punto ti capita di assistere a una scena, ma solo dopo molte scene la colleghi alle altre,… una specie di puzzle che però non è solo un Shuffle che seleziona in modo casuale, dietro c’è tutto un sottotesto che va colto.
    Se uno non riesce a coglierlo? Non capisce un caxxo e finisce lì, oppure lo guarda daccapo.
    Io di solito capisco al volo, quando proprio non ci riesco chiamo Quentin al telefono e lui mi spiega…

    Ottimo esperimento, D. 😉

  68. pinkerella ha detto:

    Ciao! 🙂 Un paio di osservazioni…
    1) Ma non eri famoso per la lentezza? 😉 Scherzo, ovviamente!
    2) Il mio voto va per un incarico, è l’opzione che maggiormente mi ispira. Il tutto ha un prezzo mi pare na considerazione alquanto scontata.
    3) Mi piace il tuo modo di scrivere, ma confesso che ho dovuto leggere questo capitolo tre volte. Mi perdevo. Ma sarà l’età che avanza! 😛
    Alla prossima!!!

    • Ciao pinkerella. Rispondo in ordine.
      1) Sì, ma ogni tanto prendo la ruzzola. Poi mi passa e torno ai soliti ritmi blandi dei bei tempi.
      2) Che tutto abbia un prezzo, come affermazione, la faccio rientrare più che altro nella grande famiglia degli evergreen. Ma son punti di vista, entrambi validi. La linea tra “è un grande classico” e “è una roba scontata” credo sia molto sottile.
      3) Lo so, sto facendo un po’ confusione. Non è l’eta che avanza, voglio subito rassicurarti, è la mia pazza idea di sperimentare un po’ e abbandonare i lidi più rassicuranti (perché già esplorati) della scrittura lineare. Sarà che per lavoro faccio il montatore video, ma mi sono lasciato un po’ trasportare da questa cosa del montaggio non lineare di pezzi di scrittura. Gli scarti temporali che si vengono a creare rasentano effettivamente il caos: non c’è un ordine, avanti, indietro, ancora più indietro, di nuovo avanti, carpiato e doppio axel. Tutto molto casuale. Quindi anche incasinato. Quindi, ancora, di lettura non semplicissima. Scelta non troppo felice, insomma, ma se non sperimento da queste parti dove lo faccio? Proverò a essere meno caotico, questo sì, d’altronde la struttura che ho in mente tende di suo alla semplificazione.

      Grazie della lettura e del commento!
      D.

  69. Guy ha detto:

    In questo mondo., tutto ha un prezzo!

  70. giuliamenegatti ha detto:

    Mi aggrego alla maggioranza e voto per il favore con relativo prezzo da pagare, tema a me caro.
    Capitolo particolare, molto alla Memento. Mi piace questo tuo sperimentare nuove forme, chissà dove ci porterai.

  71. Mia B. ha detto:

    Ho letto l’episodio due volte, volevo gustarmelo fino in fondo, assorbire ogni piccolo particolare. E sono sicura che se lo rileggessi altre dieci volte, ogni volta ve ne troverei uno nuovo.
    Mi piace pensare a questo capitolo come un puzzle, ogni lettore può mettersi lì e scervellarsi per la soluzione, ma ce n’è davvero solo una? 🙂
    E, siccome decidere la trama è importante, non so ancora cosa votare. Hai suggerimenti?

  72. ggrch ha detto:

    Piuttosto ingarbugliata la questione. Per me è uno sbirro – uno di quelli che non ne fa mai una giusta ma che per qualche motivo alla fine, senza sapere come, il risultato lo porta a casa.

  73. perditempo ha detto:

    Non ci sto capendo molto ma credo che sia colpa mia e del lunedì mattina…torno a trovarti fra un po’ e vediamo se mi ritrovo…

  74. diegozucca ha detto:

    Tutto ha un prezzo 🙂 mi piace questa costruzione a ritroso. Ma tu lo scrivi intero e poi ce lo dai spezzettato o esce proprio così dalla penna? 🙂
    Mi ricorda un po’ la costruzione di pulp fiction che non ci capivo nulla, andava avanti e indietro.
    Omaggio anche a Le iene con Mr. White (non a Cluedo, lì era la signora White se non mi sbaglio) e a pulp fiction (forse non voluto) con John (Travolta).
    Ormai nei tuoi racconti cerco e cerco citazionismo :))

    Comunque mi piace molto, nella mia testa (malata) lo vedo molto strano mentre leggo, vedo la scena, poi vedo tipo il proiettile che torna indietro nella pistola, l’acqua che torna nell’acquario come un rewind e poi lo vedo di nuovo partire da dove ce lo descrivi. Mi piace molto

  75. Serena Lavezzi ha detto:

    E’ uno sbirro. Una possibilità piega della storia che non avevo minimamente preso in considerazione, e per questo mi piace.

  76. ang ha detto:

    pare scritto in bianco e nero, ma come fai?
    a john serve un favore

  77. Lucia Sparagna ha detto:

    Mannaggia la pupazza stavolta è stato difficile! Diciamo che lui ha bisogno di un favore… Insomma se ho capito bene White lo aspetta e si fa sparare a salve. Era la prova per vedere se ci si poteva fidare e se lui obbediva ? Bella la parte dei pesci a terra … Interessante. Le opzioni sono talmente belle che mi piacciono tutte e tre ma tanto qui si ribalta tutto…
    Solo un piccolo accenno alla sigaretta …. Però, riuscissi a smettere di fumare (se mi ricordo manco fumi) e neanche io…

    • Ciao Lucia.
      Fumo, fumo. Fumo alla grandissima.

      Per quanto riguarda la pistola… che fosse caricata a salve non è scritto da nessuna parte, anzi Mister White alla scrivania, col braccio fasciato e quella considerazione sul fatto che gli sia andata bene testimonia del contrario. Magari “John” ha avuto la buona creanza di non mirare al petto, ecco.
      Il perché dell’incontro così… inusuale, diciamo, non è stato ancora chiarito, dipende un po’ da come andrà l’attuale votazione, si aprono vari scenari possibili.

      Ciao ciao,
      D.

      • Lucia Sparagna ha detto:

        Perché un professionista sbaglia la mira e mi fa secco solo un braccio e l’acquario ? Bello lo stesso però a salve mi pareva logico… La fantasia è andata sulla messa in scena non ci posso passare che sbaglia la mira… Sbaglia la mira ? Lo fa di proposito oppure è capitato che gli è venuta la presbiopia improvvisa ?

      • Lucia Sparagna ha detto:

        Perché un professionista sbaglia la mira e mi fa secco solo un braccio e l’acquario ? Bello lo stesso però a salve mi pareva logico… La fantasia è andata sulla messa in scena non ci posso passare che sbaglia la mira… Sbaglia la mira ? Lo fa di proposito oppure è capitato che gli è venuta la presbiopia improvvisa ?

        • Non sbaglia mira, Lucia.
          John pensa, erroneamente, che la pistola sia scarica e vuole dimostrarlo a Mister White. Sparando. Ma davanti ha pur sempre il boss, quindi mancarlo appositamente può essere considerata una buona idea…sia mai che la pistola sia carica per davvero, proprio come effettivamente è.
          Se proprio proprio vogliamo dirne una, John la mira un pochino la sbaglia davvero, perché voleva colpire solo l’acquario e invece prende di striscio il braccio di White.
          Non è scritto da nessuna parte che quando alza la pistola lo fa mirando di nuovo al petto del boss.

  78. Michel Franzoso ha detto:

    Ho trovato il tempo per passare, solo perché sei (magistralmente) tu… 😉

  79. Danio Mariani ha detto:

    Sulla formattazione ti sono vicino, purtroppo non ama neppure il sottoscritto. Per ciò che riguarda il racconto, sono d’accordo che ogni cosa debba avere il proprio prezzo.
    Piacevolissimo leggerti, au revoir…

  80. GiuliaD97 ha detto:

    Ciao, “John” vuole vederci chiaro 🙂

  81. Ok, orrore di formattazione, per il quale ho già chiesto una correzione ai ragazzi dello staff.
    Il secondo capitolo, così come il primo, è diviso in vari “take”, cinque per la precisione.
    Solo che le righe bianche che li separano sono, per ora, appena intuibili.
    Fate uno sforzo e portate pazienza, prima o poi imparerò a formattare il testo in maniera esatta.

    • diegozucca ha detto:

      David i cinque “take” (riprendo il tuo termine) sono facilmente divisibili con un

      -*-
      come ho fatto io perché sennò alla fine ci impazzivo e come ho suggerito a Giulia e Serena, perché a volte il non vedere che cambia scena fa fare realmente casino al lettore. Nel tuo caso poi…
      Finché non si risolverà il problema degli spazi, io consiglio queste divisorie, poi fai te

  82. Ah ah ah…. Non muore più quello con la pistola…Incredibile… Brico coso sei un geniaccio! Ciao

  83. marcoguadalupi ha detto:

    Qui può succedere di tutto, e spero davvero che muoia quello che sembra il protagonista.

    Buona fortuna per questa nuova storia!

  84. ang ha detto:

    avevo letto una tua storia già terminata e mi era piaciuto il mix di coraggio ed incoscienza che ti portava a sviluppare il racconto assecondando, senza apparentemente batter ciglio, i capricci dei tuoi lettori che sceglievano le opzioni più strane (ma forse questo era esttamente ciò a cui puntavi)
    quindi non vedo perché non far morire subito (quello che pare) il protagonista, vediamo come rimischierai le tue carte 😉

    • Ciao ang.
      Grazie della lettura e del commento.

      In effetti, la “follia” che sta dietro le opzioni che lascio ai lettori è la cosa che più mi diverte, da queste parti. Credo sia proprio quello il bello del gioco, dare opzioni che possano permettere uno sviluppo lineare e altre che ribaltino (più o meno, a seconda dei casi) il naturale svolgimento della storia… così non ci si annoia!

      Grazie ancora,
      D.

  85. carlito ha detto:

    muore il tizio armato. chi altri se no?

  86. GiuliaD97 ha detto:

    Ciao, è la tua prima storia che leggo, anche se pare che tu sia famoso 😉
    Mi è piaciuto molto come incipit, soprattutto la prima sequenza e quella del corridoio. Ho votato per nessuno dei due, perchè mi sono già affezionata al “protagonista” con la pistola 🙂
    “molto nera, la pistola” mi è piaciuto moltissimo 🙂
    Ti seguo

    • Ciao Giulia,
      grazie della lettura.

      Sì, lo ammetto, sono famoso: sono il più lento tra gli autori fissi della piattaforma! È un traguardo che ho conquistato dopo molti sforzi e molte ore passate a impedirmi di scrivere troppo presto il capitolo nuovo. Non è stato facile, ma i grandi risultati richiedono molta applicazione. 🙂

      Non muore nessuno, sembra che questa opzione vada per la maggiore.

      Grazie ancora,
      D.

  87. Valerio31 ha detto:

    Stranamente il mio senso sadico stavolta non funziona. Un ladro mi affascina! Sarà perché lo voglio costruire anche io!

    Quindi lasciamolo in vita! 🙂

  88. Per me non muore nessuno dei due. Per ora! ^^ Ciao Bricoleur! Sono contento che tu sia di nuovo qui! Gran bell’incipit, con una situazione che fin da subito promette un sacco di sorprese. A me questi due personaggi piacciono entrambi: l’assassino che sembra quasi agire controvoglia e la vittima che non mostra paura. Perché ucciderli? E soprattutto: perché ucciderli quando può venirne fuori un dialogo interessante e una marea di situazioni ancora più interessanti? 😀

    Meno male che ho scoperto questa tua nuova storia fin dal primo capitolo! 😉 Bentornato!

  89. ggrch ha detto:

    Mi sono detto “chissà se anche questa volta finisce che leggo la sua storia.
    Va beh… almeno l’incipit mi tocca leggerlo. Sono curioso di come possa essere un suo nuovo giallo. ”

    Dannazione a te, ho già cliccato su Segui la storia.
    Avrei votato per muoiono tutti, ma non c’era.
    Allora ho votato perché muoia quello con la pistola. Ad ammazzarlo però è stato l’autista, e quello senza pistola è il vero committente che ha organizzato tutto per uccidere quello con la pistola. Il tutto lo si potrà capire perché la pistola è caricata a salve.

    Al prossimo episodio (entro il 2015 please) 🙂

  90. Martina Russo ha detto:

    Nessuno dei due per ora =) tocca di più la morte di un personaggio conosciuto che due anonimi, meglio dopo! Bell’incipit, inizio chiaro e scorrevole, soprattutto i dettagli, ottimo inizio =)

  91. Giorgia Muscas ha detto:

    Non muore nessuno dei due. Giochi coi colori, il silenzio, le ombre. In effetti lo trovo molto pulp.

  92. Istinto vitale ha detto:

    Ciao, ho letto diversi messaggi e sembri una celebrità qui su TheIncipit, è la prima tua storia che leggo, per ora direi incipit che ti tiene davanti allo schermo, bene così, stile adatto, molto efficace per il genere di storia.
    Muore quello con la pistola, amo questi colpi di scena, sembrava il protagonista ed invece no ahahahahah
    Ciao, alla prossima =)

  93. ilGallo ha detto:

    Sono felice del tuo ritorno, delle descrizioni e del fatto che la morte del protagonista sia tra le opzioni più votate. Tante belle notizie tutte insieme

  94. bicchio ha detto:

    Muore quello con la pistola.
    Molto belle queste descrizioni, ti rendono perfettamente l’ambiente. Sembra quasi diventare lui il protagonista e non l’uomo con la pistola (che infatti voto muoia).
    Ti seguo con piacere

    • Ciao bicchio.
      Prima cosa, grazie della lettura.
      Seconda cosa, grazie del voto e soprattutto dell’opzione scelta. La morte dell’uomo con la pistola, apparente protagonista ma quasi unicamente perché uomo giusto nel posto giusto al momento giusto, pensavo fosse destinata al plebiscito. Come si fa a resistere a una possibilità del genere, uccidere subito il personaggio più rilevante di quanto letto? Credo, insomma, che avrei scelto pure io quell’opzione, sicuramente la più divertente.

      Detto questo, son contento che le descrizioni funzionino e che tirino dentro… in questo primo capitolo, come spesso mi succede, c’è quasi solo quello.

      Grazie ancora e saluti,
      D.

  95. Guy ha detto:

    Muore quello senza pistola. E’ senza paura? Eh no! 😉

  96. pinkerella ha detto:

    Ciao! Sei famoso su TI! 😉 Finalmente, posso leggerti dall’inizio e seguirti! 😉
    Per ora non muore nessuno dei due…

  97. perditempo ha detto:

    S’è svejaaaaato! Queste son le notizie che uno vorrebbe sempre avere il lunedì mattina! Ammetto che io leggerei sempre e comunque dei La Solfa ma capisco la necessità di una boccata d’aria…Non muore nessuno sempre e comunque Peace&Love

  98. Serena Lavezzi ha detto:

    Scelgo il classicismo (almeno apparente). Muore quello che sembrava dover morire sin dall’inizio, quello che forse era meglio si spaventasse almeno un po’ (per amor di copione, se non altro).
    Molto incuriosita dalla storia e dalla tua fama, inizio a seguirti da qui :). Piacere di conoscerti.

    • Ciao Serena. Piacere mio.
      Il classico ha sempre il suo fascino.

      Fama… Più di metà delle cose che puoi aver sentito su di me giuro che non sono vere. O, se non altro, non c’erano testimoni. Quindi è come se non le avessi fatte… questo almeno è quello che dicono i miei avvocati.

  99. Serena Lavezzi ha detto:

    Scelgo il classicismo (almeno apparente). Muore quello che sembrava dover morire sin dall’inizio, quello che forse era meglio si spaventasse almeno un po’ (per amor di copione, se non altro).
    Molto incuriosita dalla storia e dalla tua fama, inizio a seguirti da qui :). Piacere di conoscerti.

  100. aless ha detto:

    Sono molto felice di trovarti qui e di poterti leggere ancora votando!… ahahaha, poiché leggerti senza poterti “provocare” è meno divertente.

    Avrei un paio di domande da farti riguardo a questo incipit – noiosa roba tecnica – ma penso che lo farò in privato per evitare lunghi possibili dialoghi pubblici… 🙂

    Fai venir voglia di sfidarti, se non fosse che sto lavorando a troppe cose, per tornare adesso… peccato!

    Non muore nessuno… per ora.
    A.

  101. diegozucca ha detto:

    Ti spiego del mio voto e di come ho barato. Prima di tutto il racconto mi è piaciuto tantissimo (l’incipit almeno) e la mia paura è che uno dei personaggi (o quello che entra o quello senza paura) si chiami Giech, E l’autista Giivs 🙂 paura perché vorrei leggere qualcosa di tuo di diverso, ma se alla fine ce li troverò, sarò contento ugualmente. Io volevo votare per far morire quello senza pistola, che secondo me è il vero protagonista (vuoi scommetterci un dollaro d’onore?). Però non vorrei che non morisse nessuno. Vinto dalla curiosità ho guardato (è come confessare di leggere i giornaletti in bagno) le percentuali. La mia ha solo il 6% e se non voglio che vinca quella dei non morti, non mi è rimasto che far morire quello che tu hai definito protagonista 🙂 Macchiavellico?

    • Lungi da me inserire un qualsiasi La Solfa in questo racconto, Diego. Lo stesso vale per Giivs o chiunque altro abbia avuto a che fare con loro nelle storie precedenti. L’idea è proprio quella di staccarmi da quanto scritto in passato, respirare aria nuova.
      Su come vada avanti questa storia e, di conseguenza, chi ne sia il protagonista, non posso dirti nulla, perché – come sai – da queste parti tendo ad andare a braccio e quello che so io è esattamente quello che avete letto voi, in testa non ho ancora nemmeno il capitolo 2… figurarsi l’intera storia.
      Per quanto riguarda il tuo voto… beh, non fa una piega! 🙂 Sembra proprio un piano ben congegnato.

      D.

  102. Mia B. ha detto:

    Nessuno dei due per adesso. Mi sarebbe piaciuto votare per la morte del protagonista ma mi intrigava di più l’idea di sapere ciò che succederà quando gli uomini che l’hanno portato lì per compiere la missione scopriranno che, invece, non l’ha portata a termine.
    Quello che mi ha colpito di questo incipit è che ero lì, in quella grande casa, insieme a loro.
    Ho letto un altro tuo racconto già terminato recentemente e mi fa piacere poter partecipare allo svolgimento di questo. Ti seguo 😉

    • Ciao Mia B.,
      grazie della lettura e della bella impressione che dici averti fatto il mio incipit.
      Ti posso chiedere quale mirabolante avventura di La Solfa hai avuto l’infausta idea di leggerti?

      D.

      • Mia B. ha detto:

        A causa di un recente -e altrettanto infausto- soggiorno in ospedale, mi aveva attirata molto la copertina di “In divenire”. Inutile dirti che non sono rimasta affatto delusa da La Solfa e la sua mirabolante avventura. Ma ancora di più mi sono piaciute molto le opzioni. Mi sono mangiata le mani per non essere stata lì in quel momento a rispondere, D.

        • Prima o poi farò una raccolta delle opzioni date nei miei racconti, figlie quasi tutte della più totale e scriteriata improvvisazione. Forse è proprio per questo che risultano simpatiche, chissà…

          Spero vada tutto bene e, nel mio piccino, son contento se “In divenire” ti ha fatto un po’ di compagnia.

          D.

  103. giuliamenegatti ha detto:

    Non muore nessuno dei due, per ora.
    Vorrei saperne di più sull’identità dei due personaggi.
    Bentornato!

  104. Queen.S ha detto:

    Ovviamente per ora non morirà nessuno dei due…o almeno lo spero 🙂

    Ps: welcome back 😉

  105. Voto quello che sembra meno scontato la morte dello pseudo protagonista. Ciao

  106. Lucia Sparagna ha detto:

    Il commento è un optional lo lascio ad altri.

  107. boostwriter ha detto:

    Questa domenica ho sentito qualcosa…
    Come una mano, che mi ha artigliato la gamba e mi ha riportato giù, nell’oscuro mondo di THe iNCIPIT.
    Davide… non mi perderei un tuo racconto neanche se dovessi interrompere la finale dei mondiali per leggerlo (beh, in questo caso, forse sì).
    Volevo solo dirti questo prima di iniziare a divertirmi…

    • Boost, ciao!
      Approfitto del fatto che non si stia giocando la finale dei mondiali di curling (ti riferivi a quella, vero?) per chiederti un favore: alla prima avvisaglia di infiltrazione di un qualunque La Solfa in questo racconto, impediscimi di concedergli spazio, anche con maniere decise.

      Ciao,
      D.

      • boostwriter ha detto:

        Mi sembra chiaro non debba morire nessuno: per contrastare il pensiero espresso al punto 4 della mia analisi.

        Di conseguenza, D., la mia analisi. Sarò breve:

        Incipit da sogno: lo zoom iniziale è tutto.
        Si fa un po’ fatica a passare da un momento all’altro, proprio perché secondo me questa, più che un racconto, è la sceneggiatura di un film (e nel film non avresti dubbi, muovendoti tra inquadrature).
        Penso a un altro racconto breve (2 pagine) di un famoso autore: iniziava con un uomo seduto su una poltrona, in una villa, che sognava di un guerriero su una collina che… non dico altro.
        Qualcuno vuole morire.

  108. Trix ha detto:

    Mi sento tenera oggi. Non muore nessuno.
    L’incipit? Uno spettacolo.

  109. Aomame ha detto:

    Non muore nessuno.
    Bellissimo incipit. Stile nuovo e originale. Bravo

  110. maria algures ha detto:

    “Scrivo quando mi va”… si vede che stavolta era il momento giusto.
    Scorrevole, incuriosisce il tuo incipit.
    Muore quello con la pistola.
    🙂

  111. Danio Mariani ha detto:

    Direi che non muore nessuno per il momento.
    Tutto troppo facile, tutto troppo liscio
    Mi piace, ti seguo.

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