Amore prudente

Dove eravamo rimasti?

Anche Ludovica e Davide stanno avendo qualche difficoltà, come si evolverà la situazione? Si prenderanno un periodo di pausa (56%)

Un mercoledì tempestoso

Il giorno dopo Beatrice era in classe e, leggendo un libro, cercava di far passare il tempo che la separava dall’inizio del laboratorio. Erano trascorsi poco più di cinque minuti dalla campanella che segnava la fine delle lezioni, quando sentì delle voci avvicinarsi lungo il corridoio.

“…blema?”

“Il problema è che sei sempretua decidere per tutti e due!” disse una voce femminile che Beatrice conosceva benissimo: era Ludovica.

A risponderle fu Davide: “Sempre quando? Sentiamo.”

Beatrice, avrebbe voluto sprofondare, con tutti i posti della scuola proprio lì dovevano litigare? Non le andava di ascoltare le loro conversazioni private, e le andava ancora meno di essere scoperta. Non aveva alternative, certo, ma questo non rendeva la situazione meno imbarazzante. 

Beatrice fece sfregare la sedia sul pavimento, cercando di farsi notare, ma Ludovica continuò imperterrita. “Non ti ho chiesto io di comprare i biglietti per il concerto o di passare tutti gli intervalli con me… né tantomeno di venire a trovarmi ogni santo giorno la scorsa settimana!”

“E allora? Volevo solo stare con te, farti stare meglio se potevo…É così che mi hanno insegnato a comportarmi; un fidanzato dovrebbe esserci nel momento del bisogno.”

“E chi ha detto che io avevo bisogno di te?”

Dentro la classe Beatrice si raggelò, capì istantaneamente che questa volta Ludovica si era spinta oltre il limite.

Beatrice tese le orecchie per riuscire a sentire la risposta di Davide: “Non mi ero reso conto di dare tanto fastidio. Se le cose stanno così forse dovremmo prenderci del tempo e stare lontani per un po’.”

“Sì, lo penso anch’io.”

Poi la porta si aprì facendo fare un balzo a Beatrice, l’amica rimase interdetta quando la vide, ma si limitò a recuperare il diario da sotto il suo banco e a dirle, solo con il labiale, “Ti chiamo stasera”. 

Dopodiché se ne andò, oltrepassando Davide, che era rimasto in corridoio, incorniciato dalla porta. L’eco dei suoi passi si spense e Davide, con deliberata lentezza, entrò in classe lasciandosi cadere sulla sedia una fila avanti a lei.

“Non lo pensavo veramente” disse fissandosi le scarpe. “Credevo che mi avrebbe detto di no.”

Beatrice era terribilmente a disagio, se avesse potuto, sarebbe fuggita dalla stanza subito, piuttosto che fare quella conversazione. Sul volto gli si leggeva lo sconforto, che lo faceva sembrare molto più giovane dei suoi diciott’anni.

Senza sapere se se lo stava inventando oppure no, Beatrice gli disse: “Credo che anche lei non lo pensasse veramente”

“Invece sì” rispose Davide con un sorriso afflitto. “Stava solo aspettando il momento giusto”

“No, lei è…”Testarda? Indipendente?Beatrice non seppe trovare la parola giusta. “Le passerà” concluse alla fine.

Davide si alzò, continuava a sorridere in quel modo, quasi dovesse scusarsi; Beatrice distolse lo sguardo, mentre lui si avviava verso la porta.

“É bastato così poco…” mormorò il ragazzo.

≈•≈•≈•≈

La pioggia batteva con insistenza sui vetri della classe e Beatrice, per quanto si sforzasse di ascoltare il professore, continuava a sentire le voci di Ludovica e Davide che litigavano. 

Conosceva Ludovica, farle cambiare idea era quasi impossibile, e in fondo, non era nemmeno compito suo intromettersi. Ma sapere di poterli aiutare e non farlo, non era in qualche modo una scelta?Una scelta egoista,le disse una voce dentro la sua testa. Lo stomaco le si aggrovigliò per il senso di colpa.

Decise di chiamare Ludovica quella sera, per capire come stava, e solo dopo stabilire di conseguenza come comportarsi.

Il professore finalmente terminò la lezione e Beatrice uscì dal liceo un po’ più tranquilla, per quattro ore non doveva pensare a come comportarsi. Passando davanti alle porte aperte della palestra sentì il tonfo di un pallone contro la parete e si voltò a guardare dentro: Eric, completamente solo, dribblava e correva a perdifiato, quasi fosse nel bel mezzo di una partita.

Aveva avuto un gran tatto, il giorno prima, a non chiederle ulteriori spiegazioni su suo padre; per questo invece di andarsene, chiuse l’ombrello e varcò la porta antipanico.

“Non credo sia permesso stare qui oltre l’orario delle lezioni.” gli gridò Beatrice.

Eric si voltò e le fece un cenno con la mano quando la riconobbe. “Ho l’autorizzazione. Mi fanno usare la palestra ogni tanto, basta che non lasci in disordine”.

Quando si avvicinò, Beatrice notò che aveva il fiatone e il viso paonazzo, doveva aver corso per un bel pezzo.

“Come mai sei qui anche oggi?” Gli chiese con curiosità.

“Devo vedere una persona… è una storia lunga. E devo aspettare ancora venti minuti, mi fai compagnia?” Le chiese indicandole la panca, su cui era appoggiato il suo zaino. 

“Un quarto d’ora, poi devo prendere l’autobus.” Rispose Beatrice con una rapida occhiata all’orologio.

Entrambi si sedettero e rimasero per qualche momento senza parlare, poi Beatrice senza riflettere disse…

Di cosa parlerà Beatrice?

  • Gli chiederà consiglio su come comportarsi con Ludovica e Davide (40%)
    40
  • Interrogherà Eric su cosa fa a scuola i pomeriggi (20%)
    20
  • Racconterà qualcosa sul padre. (40%)
    40
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Categorie

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40 Commenti

  • Interrogherà Eric su cosa fa a scuola i pomeriggi. Non interessa a nessuno? Eric è il mio preferito in questa storia.
    Mentre per me è poco importante la situazione tra Davide e Ludovica… che ci posso fare, queste storielle giovanili non mi prendono.
    Spero anche che Eric non sia un ragazzo comune… un passato burrascoso alle spalle mi farebbe piacere, ecco. Che ci posso fare.
    Niente da segnalare se non un congiuntivo mancato in “Senza sapere se se lo stava inventando oppure no” – ma come ormai dico sempre, non costituisce più un errore -, e qualche virgola strana. Per il resto, buono come sempre!
    Scusa il ritardo e alla prossima! Muoio dalla voglia di sapere come svolgerai la vicenda!

    ps. per consigli su libri e film gotici, non c’è bisogno del motore di ricerca… ci sono io! Ah!

  • Mi è piaciuta questa parte, solo… attenta agli spazi, ogni tanto ne salti qualcuno, come all’inizio in “Il problema è che sei sempretua decidere per tutti e due!”
    Per il resto va tutto bene 😀 le tre alternative sono tutte interessanti, ma preferirei che chiedesse ad Eric un consiglio su come comportarsi con Ludovica e Davide ^^
    Attendo il seguito!!!
    Buona giornata 😀

    • Grazie per il tuo voto. 🙂
      Hai ragione mi era sfuggito! Purtroppo quando incollo il testo ci sono dei problemi di formattazione e si cancellano gli spazi vicino alle parole in corsivo, la prossima volta cercherò di fare più attenzione. Ti ringrazio per avermelo segnalato! 😉
      A presto

  • Ah, ho dimenticato di scrivere che ho votato “Si prenderanno un periodo di pausa”. Così non c’è niente di definitivo e Beatrice può crogiolarsi ancora un po’ nell’indecisione e nel senso di colpa. Se si lasciano è troppo facile, può saltare addosso a davide in cinque secondi. Se litigano invece B. forse si sentirebbe in dovere di aiutarli a riappacificarsi per fare ammenda.
    Preferisco che facciano una pausa. B coglie l’occasione oppure se ne trova un altro? Anche io tifo per Eric!

    Comunque ti segnalo una piccolezza:
    Come aveva potuto Davide abbracciarla?
    Inserire il nome di Davide all’interno della domanda l’appesantisce. Non ti preoccupare, si capisce lo stesso che B si sta riferendo a lui!

    • Ciao! Quando mi hai detto che ti ho coinvolto emotivamente, non potevi farmi complimento migliore.
      Eh eh, io ho la bocca cucita su quel che succederà. Ma vedo che Eric miete vittime! Spero che anche Davide trovi presto qualche sostenitore.
      Sai che invece non sono convinta sul togliere “Davide”? L’idea è giusta, ma nella pratica, quando provo a pronunciarla senza non mi suona bene, dev’essere una questione di accenti, ma è come se la frase si sgonfiasse…si trascinasse… Invece con Davide c’è un picco al centro sulla “a” che compensa. Ok non si è capito niente, ma voi assecondatemi! 😉
      Grazie ancora per il tuo commento, mi hai dato una fonte di riflessione (sono qui che provo a dividere in sillabe e posizionare gli accenti XD). Continua a leggermi e dirmi qualsiasi cosa ti sembri sospetta!
      Ciaoo

  • Ciao! L’idea di un racconto che comincia con una ragazza intenta a scarabocchiare il diario di nascosto mi ha riportata alla mia adolescenza. Che tenerezza!
    Ci son rimasta male quando ho letto che stava fantasticando sul fidanzato della sua amica. E se ci son rimasta male significa che sei riuscita a coinvolgermi emotivamente già alle prime righe.

  • Ciao!
    “Vendicarmi” mi risulta difficile: ho apprezzato il racconto, pur non amando molto il genere.
    Ho votato per il litigio, penso possa avere risvolti interessanti.
    Mi piacerebbe che venga approfondito il rapporto fra Beatrice e il padre, oltre che quello con Eric.
    Ti consiglio di migliorare la punteggiatura in certi punti.
    Comunque il racconto lo trovo molto affascinante, complimenti.
    Buon lavoro 🙂

  • Buonasera! Ho visto che richiedi critiche istruttive, quindi colgo la palla, anche se sono davvero poche.
    ” Gli ho detto che oggi ero dal dottore, se no scommetto che era qui anche adesso.” Da grammar nazi quale sono, mi sento in dovere di dirti che non suona davvero molto bene. Avrei preferito dei tempi diversi, magari un “gli ho detto che oggi sarei stata (o andata) dal dottore, se no scommetto che sarebbe qui anche adesso”. Ci tengo a precisare che non è un errore nel vero senso del termine; la lingua si evolve continuamente e molti atteggiamenti linguistici in passato ritenuti errati ora sono entrati nel linguaggio comune. Ma diciamo che è una frase che ha interrotto la mia personale lettura, e mi sembrava giusto indicarla.
    Un’altra cosa riguarda i periodi senza punti; tendi a mettere spesso solo le virgole, rendendo la frase forse troppo veloce.
    “Beatrice attese, non riusciva a capire, Ludovica evitava il suo sguardo, ma sembrava insieme desiderosa di parlare e imbarazzata.”
    e “Martedì, però, Ludovica non si fece vedere, cominciava a mancarle davvero molto, la scuola senza di lei era più noiosa e decisamente più silenziosa.”

    In realtà possono anche essere scelte stilistiche, e non è niente di davvero importante. Ma sono le uniche cose che posso farti notare, perché il resto è molto, molto buono. Inoltre davvero non mi aspettavo il twist sul padre! E soprattutto, ci hai lasciato cosi? Io muoio dalla voglia di saperne di più, e invece torniamo da Ludovica e Davide… ah!
    In tutti i casi, voto per il litigio; chissà se Davide chiederà aiuto a Beatrice…
    Ottimo lavoro, e alla prossima! Un abbraccio

    • Ciao! Grazie per essere tornata.
      Non posso che darti assolutamente ragione, a rileggerla ora quella frase è davvero ORRENDA. E sono d’accordo anche sulle virgole, infatti le frasi a cui ti riferisci sono il risultato della fusione di due frasi diverse. Ho dovuto tagliare almeno 1000 caratteri per rimanere nei limiti del capitolo, e ora mi accorgo di non aver curato sufficientemente le zone di sutura. T_T
      Comunque mi fa piacere che ti piaccia la storia! Tranquilla, il padre in qualche modo dovrà fare la sua parte. Su Ludovica e Davide le possibilità sono diverse, dipenderà tutto dall’opzione vincente, ma in un modo o nell’altro Beatrice rimarrà coinvolta.
      Continua a farmi sapere tutto ciò che ti passa per la testa.
      kiss! =)

  • Diciamo che il rosa non è il mio genere, però devo dire che scrivi molto bene e che questo racconto mi ha conquistata. I tuoi personaggi non sono perfetti, sono umani ed è questo il bello, perchè riescono a catturare l’attenzione del lettore, che riesce facilmente ad entrare in sintonia con loro. Mi piace la figura di Eric e mi piace anche quella di Beatrice, con i suoi sensi di colpa e il suo modo di fare.
    Leggendo nei commenti ho visto che di solito non ti occupi di questo genere ma hai deciso di cimentarti con questa storia perchè è nata da sola. La verità è che le storie che nascono in questo modo sono le migliori. Adoro il tuo stile, sei veramente brava e la storia è così spontanea… complimenti!!!

    • Sì, mi sono accorta che il rosa è un genere che piace poco a tutti, credo sia perché gli autori contemporanei che lo rappresentano sono tutti piuttosto superficiali. Ma quello a cui io penso, quando parlo di veri romanzi rosa, sono i romanzi di Jane Austen, di Emily Bronte, di Goethe, ecc. Quindi un po’ mi spiace che soffra di questo pregiudizio (non parlo di te! Mi è partita una riflessione generale…).
      Grazie per il tuo commento, devo dire che mi hai davvero lusingata! Cercherò di mantenere le caratteristiche che ti sono piaciute e di migliorare come posso.
      Grazie ancora =)
      baci

      • E’ vero che il genere rosa è spesso vittima di pregiudizi, però il modo in cui l’hai reso tu va benissimo, non è melenso come i racconti di oggi.
        Io leggo e scrivo soprattutto fantasy, perchè lì si possono intrecciare generi diversi, però sono aperta un po’ anche agli altri generi. Comunque sia, prima che un’aspirante scrittrice, sono soprattutto una lettrice e adoro leggere… mi viene spontaneo criticare quello che leggo e ho davvero apprezzato il tuo racconto in ogni suo aspetto 😀
        In bocca al lupo, aspetto il seguito :*

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