La Catastrofe

Christien Barray

<<Questa storia inizia con una penna che scrive. Una stilografica elegante su carta ruvida . La calligrafia è incerta, spigolosa; il foglio è macchiato di inchiostro. Sono le ultime parole di Christien Barray.>>

Il conduttore si muoveva con disinvoltura all’interno di una scenografia dai colori scuri. << Parole misteriose annotate su un taccuino in pelle: questa l’eredità del giovane chitarrista, noto frontman degli Aid Below. Parole … >> Il conduttore fece una pausa, rivolgendo lo sguardo in macchina. << … Scritte in italiano. Italiano, sì, perché italiano è il nome che Barray è riuscito a indicare prima di esalare l’ultimo respiro.>>

<<“La Catastrofe non si può evitare. Colpa di Remigio D’Uva.” >>

Stacco. L’inquadratura passa da un primo piano a un mezzobusto.

<<A NeroNotte, dopo la pubblicità. >>

In una cameretta buia, a poche centinaia di chilometri di distanza dallo studio televisivo, un cellulare stava squillando. Sul display era scritto FABIO. Un ragazzo dai capelli scuri e le occhiaie profonde lo raccolse per rispondere.

<<Potevi invitare anche me! Ho sempre sognato di commettere un omicidio. >> Esordì Fabio sghignazzando.

<<Sai, certe volte non ti seguo proprio.>> Rispose Remigio.

<<Non ci posso credere! Non stai vedendo? Veloce, metti sul quattordici!>>

<<Perché, che fanno?>>

<<E’ successa una cosa incredibile! Cambia canale!>>

<<Fatto. C’è la pubblicità. Non puoi darmi qualche anticipazione?>>

<<Se te lo raccontassi non ci crederesti, una coincidenza inimmaginabile! Te la ricorderai per tutta la vita.>> Rise. Stava iniziando a dire qualcosa, ma dall’altro capo del telefono Remigio lo interruppe. Era ricominciata la trasmissione.

La puntata iniziò con la cronaca di come una certa cameriera di un  piccolo albergo fuori Londra avesse ritrovato il corpo ormai privo di vita di Barray curvo su uno scrittoio di legno. <<…Tra le mani una stilografica e sulla scrivania un taccuino in pelle nera, aperto sull’unica pagina che risulterà non essere bianca: c’è scritto “La Catastrofe non si può evitare. Colpa di Remigio D’Uva.” >>

Dall’altre parte dello schermo, il ragazzo che rispondeva a quel nome sussultò. I suoi pensieri iniziarano a rincorrersi, avvolgendosi in un turbine di riflessioni e sentimenti confusi, come accade  alle volte quando si è nel letto e non si riesce a prendere sonno. 
Quando tornò a concentrarsi sulle parole provenienti dalla televisione, il conduttore stava facendo una panoramica sulla vita artistica della band di Barray, gli Aid Below << … così diedero alle stampe il loro primo album ”Suicide from a Skyscraper Window”, titolo  esplicativo … >>

In breve la sua attenzione venne però nuovamente distolta da un rumore lontano ed indistinto. Remigio premette un tasto del telecomando per togliere l’audio al televisore. Poco dopo di nuovo il rumore: due colpi secchi in lontanza. Qualcuno bussava alla porta. Aggrottando la fronte, il ragazzo infilò le ciabatte e si recò all’ingresso. Prima di aprire la porta, sollevò lo spionicino per cercare di capire se non fosse stata solo un’impressione, se ci fosse effettivamente qualcuno fuori dalla sua porta.

 Sì, c’era qualcuno: un canguro.

Guardò di nuovo. Un canguro grigio, con un collare su cui non riusciva a leggere cosa fosse scritto . In mano aveva qualcosa di grande e nero. Remigio stette per qualche attimo fermo, rigido sulle sue gambe, senza riuscire a pensare niente. Alla fine si decise ad aprire la porta. Si trovò così a pochi passi da un canguro, sul cui collare ora riusciva a distinguere grandi caratteri neri che formavano la parola KURETT. Il canguro lo guardava con occhi tondi e scuri dall’aria stranamente minacciosa. Remigio guardava invece le sue zampe anteriori, il modo maldestro in cui afferavano un grande fucile da caccia.

La bestia si accorse che qualcosa attirava l’attenzione dell’uomo, allora seguì la traiettoria del suo sguardo per vedere cosa fosse. Quando sembrò aver capito che ad incuriosirlo era l’arma, la sollevò, spalancò gli occhi… e gliela puntò contro.

Nell’attimo  in cui chiuse la porta, Remigio vide affiorare sul volto dell’animale qualcosa di simile a un sorriso. Il suo cuore iniziò a battere velocemente, il suo respiro si fece affanoso. Qualche secondo dopo, un suono. Due colpi secchi. Il canguro bussava alla porta. Remigio si passò una mano tra i capelli, strizzò gli occhi e guardò nuovamente oltre lo spioncino: una creatura dall’aria impaurita lo guardava con grandi occhi affranti, come a chiedere aiuto. Remigio abbassò lo sguardo. Un’ombra di dubbio attreversò i suoi pensieri. Tirò un respiro profondo e posò la mano tremante sulla maniglia. Di nuovò sentì bussare. Esitò un attimo. Poi un attimo ancora.

Dall’altra parte della porta, sentì un colpo. Stavolta si trattava di un singolo colpo, immensamente più potente di quelli precedenti. Un colpo di fucile.

Inizia così la fuga di Remigio! Cosa succederà ora?

  • Remigio non riesce a fuggire; La sua storia finisce qui. (11%)
    11
  • Remigio fugge grazie all'aiuto di un nuovo personaggio. (33%)
    33
  • Remigio riesce a salvarsi in un modo bizzarro ma efficace ... per ora. (56%)
    56
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29 Commenti

  1. Far redimere il soldato, così ti metto le opzioni in parità e se ho capito qualcosa si questo sito, potrebbe rimanere definitiva.
    Ben ritrovato Invano. A suo tempo cliccai ‘segui’ sulla tua storia, l’avevo trovata originale e ben scritta. Per quel ‘segui’ sono tornato qui a leggere la rua ultima fatica. Certamente ben scritta, ma gli ultimi due capitoli, rispetto agli iniziali, mi hanno entusiasmato decisamente meno. Se c’è speranza che termimi entro il 2042 probabilmente leggerò anche i prossimi capitoli, ma con entusiasmo tendenzialmente calante.

    Ciao a presto

  2. Ciao,

    La tua storia mi ha incuriosito, allucinata quel tanto che basta per catturare la mia attenzione. Ho l’impressione che abbia lasciato quà e là diversi indizi ad uso del lettore, ma non riesco ad interpretarli… ad esempio che c’entra La Spada nella Roccia??
    Io stavo già interpretando il canguro come una sorta di Bianconiglio al contrario che piuttosto che farsi inseguire ti dà la caccia…
    Aspetto il seguito e nel frattempo voto kebabberia, mi pare la scelta più coerente con l’atmosfera che hai creato 🙂

  3. I canguri sono proprio persone orribili. Complimenti per il racconto, è veramente interessante e originale. Ben scritto, oltretutto.
    Per il prossimo episodio ho votato “centro di ricerca” (scusa per la parità, ma te la puoi cavare mettendo il centro di ricerca in Antartide o in un freezer).
    Seguo e aspetto gli sviluppi!

  4. Ti ho portato in parità ma la spiaggia vicino a un carcere chiunque ti direbbe che è il mio ideale… almeno per quello che scrivo io ahahahah
    Bravo, sono contenta di averti scoperto stasera, davvero una storia intrigante che leggo volentieri.

    Seguo. 😉

  5. Ciao, sono rimasto davvero colpito da questo incipit, e il canguro ha un effetto davvero disturbante, anormale…. insomma, sbagliato, e questo rende la storia irresistibile.
    Ti seguo assolutamente, l’ho letta tutta di un fiato e non vedo l’ora che prosegua per sapere cosa ne è nel protagonista (immagino si ritroverà in un bel letto ^_^).

  6. Remigio riesce a salvarsi in modo bizzarro ma efficace!
    Sono rimasto interessato dall’incipit: questo tizio che sta scrivendo qualcosa, quando improvvisamente quello che ha scritto accade! Poi il canguro è stata la genialata finale 😀

    Vediamo che succede nei prossimi capitoli ^_^

    Ciao 🙂

    • All’asilo mi chiamavano ‘il filosofo’, alle elementari scrivevo poesie, al liceo ho iniziato a interessarmi di musica. Finirò i miei giorni come ingegnere … che tristezza crescere.
      Grazie per l’incoraggiamento, spero che la fantasia non mi abbandoni mai.

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