La Catastrofe

Dove eravamo rimasti?

L'Ombra aspetta al piano di sotto?! Nel prossimo capitolo importanti sviluppi! E inoltre: la comparsa di una misteriosa forza ... In una kebabberia. (43%)

Dottor Lavalle

Il buio si infittiva mentre scendeva le scale, tanto che ebbe bisogno di aspettare qualche secondo che i suoi occhi si adattassero, prima di capire dove si trovasse. Era una stanza grande e polverosa, con fili aggrovigliati che si rincorrevano attorno alle pareti e oggetti elettronici di varie dimensioni accatastati in modo disordinato. L’unica fonte di luce era il monitor di un computer posto in fondo alla stanza. Da lì arrivava anche il suono misterioso. Era musica. Istintivamente Remigio sussultò. Fu percorso da un brivido di terrore. Indietreggiò di un passo.

Dall’ombra riusciva ora a vedere che  seduto al computer c’era qualcuno. Una poltrona girevole si mosse…

“Non avrei potuto aspettarti ancora molto.”

Gli disse in maniera inespressiva un  uomo sulla quarantina, dalla faccia magra e scavata. Remigio cercò nel suo sguardo qualche indizio sulle intenzioni dell’uomo, ma il suo volto era impassibile. Aveva i capelli corti e i suoi lineamenti erano nel complesso anonimi. Le pelle era bianca. Indossava pantaloni neri e un maglione di quel colore tra il grigio e il rosa che accomunava molte apparecchiature in quella stanza. Era davvero molto esile. Mentre Remigio lo osservava diffidente, l’uomo stava in silenzio. Poi sorrise.

“Io sono il Dottor Lavalle.” Disse, ma non aveva tanto il tono di chi voglia presentarsi; era come se per lui quella frase  fosse sufficiente a spiegare tutto. Per Remigio invece non era lo era affatto.

Dopo un attimo il Dottore comprese il punto di vista del ragazzo. “Tu non sai niente di quello che è successo nelle ultime settimane.” -” Ti cercano tutti … e non mi riferisco solo ai giornalisti, e neanche alla polizia.”La sua espressione per un attimo si fece leggibile:  era di amarezza, ma anche di determinazione. Girò la testa e incrociò le mani. Poi tornò  a fissarlo negli occhi. “Da quando Barray è morto, in molti si sono messi alla ricerca di Remigio D’uva. E’ venuto fuori che siete solo in due a  corrispondere a questo nome: Uno è un novantatreenne che abita in un paesino di montagna… Quando sono venuti a cercare te, invece, hanno trovato una porta distrutta, vetri  sparsi ovunque, sul pavimento sangue e proiettili.”

Fece una smorfia.

– “Da quando NeroNotte ha dato per primo la notizia, molti credevano si trattasse di una bufala, eppure già non si parlava d’altro. Non è necessario che ti dica cosa è successo quando i primi giornalisti sono arrivati a casa tua.” 

“Io … non ho fatto niente.”

“Questo lo so. Mi sono informato.” Allargò le braccia. “Io… ho accesso a molti archivi. Conosco molte scorciatoie, e falle nei sistemi. Ho iniziato a fare delle ricerche su di te.”

Indicò il monitor. “Se fosse una montatura della stampa, lo saprei. Se fosse una manovra della malavita, lo saprei. Anche se ci fossero gli interessi dei governi dietro questa storia lo saprei. Ma invece non ho scoperto niente.”

Gli occhi di Remigio si fecero lucidi. 

“Perché sono qui?”

“Ti ho trovato una mattina, mentre passeggiavo sulla spiaggia. Parecchio malridotto, ma non è stato difficile riconoscerti. Devi sapere che anche se adesso mi occupo di altro, ho studiato medicina. La scelta più saggia era che ti curassi io, senza divulgare la notizia del tuo ritrovamento.”

L’uomo sospirò. “La situazione è complessa. Ci sono alcuni dettagli non proprio trascurabili che ancora non riesco a comprendere. ”

Una domanda, una sola, occupava per intero i pensieri di Remigio.

“I miei genitori … centrano loro col canguro?”

Il Dottore lo fissò. Espressione vuota.“… No.”

Il ragazzo distese le braccia lungo i fianchi. Stinse  i pugni, abbassò la testa.

“Cosa devo fare?”

“Prepararti alla guerra. Questa casa ha sei uscite in tutto. In questo momento sono tutte presidiate da cecchini.”

“Quindi?”

Il Dottor Lavalle digitò qualcosa sulla tastiera del computer.

“Passiamo dalla  settima.”

***

Una giovane dai lineamenti medio-orientali brandiva uno spadone. Aveva lo sguardo calmo, attento. Nell’asciugarsi una goccia di sudore, si scostò una lunga ciocca di capelli che le intralciava i movimenti. Erano neri, lisci e terminavano a frangetta; solo la metà sinistra era colorata disordinatamente con l’hennè. Con eleganza Arzu affettava un kebab. 
Un cliente aspettava al bancone giocherellando con delle monete. Non si accorgeva minimamente che alle sue spalle qualcosa si stava avvicinando. La ragazza lo vide arrivare nel riflesso della spada, che d’improvviso si illuminò di bagliori iridescenti. Aurora su metallo. Arzu strinse la presa sul manico e si voltò ostile. La figura che avanzava verso di lei procedeva in linea perfettamente retta attraversando gli oggetti. Non faceva nessun rumore e non spostava aria. Era una sagoma vagamente antropomorfa, composta da nebbia luminosa che cambiava colore con continuità attraversando tutte le tonalità del visibile. 
La giovane prese una manciata di spicchi di cipolla e ingoiò. Con sicurezza tirò due fendenti incrociati di prova. Si era allenata duramente per il giorno in cui la profezia si sarebbe avverata. 

Chi è davvero il dottor Lavalle? Cosa cercano gli uomini luminosi? Cosa centrano col canguro, l'artista morto, la profezia? Con Remigio?!

  • Troppe domande! Ma quello che si chiedono tutti è: che fine ha fatto Kurett, il canguro omicida?! (0%)
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  • Troppe domande! Continuiamo a seguire Remigio e il Dottore-hacker che gli ha salvato la vita. (0%)
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  • Troppe domande! Per ora voglio saperne di più su Arzu, la kebabbara guerriera. (100%)
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29 Commenti

  1. Far redimere il soldato, così ti metto le opzioni in parità e se ho capito qualcosa si questo sito, potrebbe rimanere definitiva.
    Ben ritrovato Invano. A suo tempo cliccai ‘segui’ sulla tua storia, l’avevo trovata originale e ben scritta. Per quel ‘segui’ sono tornato qui a leggere la rua ultima fatica. Certamente ben scritta, ma gli ultimi due capitoli, rispetto agli iniziali, mi hanno entusiasmato decisamente meno. Se c’è speranza che termimi entro il 2042 probabilmente leggerò anche i prossimi capitoli, ma con entusiasmo tendenzialmente calante.

    Ciao a presto

  2. Ciao,

    La tua storia mi ha incuriosito, allucinata quel tanto che basta per catturare la mia attenzione. Ho l’impressione che abbia lasciato quà e là diversi indizi ad uso del lettore, ma non riesco ad interpretarli… ad esempio che c’entra La Spada nella Roccia??
    Io stavo già interpretando il canguro come una sorta di Bianconiglio al contrario che piuttosto che farsi inseguire ti dà la caccia…
    Aspetto il seguito e nel frattempo voto kebabberia, mi pare la scelta più coerente con l’atmosfera che hai creato 🙂

  3. I canguri sono proprio persone orribili. Complimenti per il racconto, è veramente interessante e originale. Ben scritto, oltretutto.
    Per il prossimo episodio ho votato “centro di ricerca” (scusa per la parità, ma te la puoi cavare mettendo il centro di ricerca in Antartide o in un freezer).
    Seguo e aspetto gli sviluppi!

  4. Luogo freddo.

    La canzone all’inizio del capitolo l’ho riconosciuta: è una di quelle che Merlino canta al futuro re Artù nel film della Disney (almeno mi pare che sia della Disney) “La spada nella roccia”, più precisamente quando si trasformano in pesci.

  5. Ti ho portato in parità ma la spiaggia vicino a un carcere chiunque ti direbbe che è il mio ideale… almeno per quello che scrivo io ahahahah
    Bravo, sono contenta di averti scoperto stasera, davvero una storia intrigante che leggo volentieri.

    Seguo. 😉

  6. Ciao, sono rimasto davvero colpito da questo incipit, e il canguro ha un effetto davvero disturbante, anormale…. insomma, sbagliato, e questo rende la storia irresistibile.
    Ti seguo assolutamente, l’ho letta tutta di un fiato e non vedo l’ora che prosegua per sapere cosa ne è nel protagonista (immagino si ritroverà in un bel letto ^_^).

  7. Remigio riesce a salvarsi in modo bizzarro ma efficace!
    Sono rimasto interessato dall’incipit: questo tizio che sta scrivendo qualcosa, quando improvvisamente quello che ha scritto accade! Poi il canguro è stata la genialata finale 😀

    Vediamo che succede nei prossimi capitoli ^_^

    Ciao 🙂

    • All’asilo mi chiamavano ‘il filosofo’, alle elementari scrivevo poesie, al liceo ho iniziato a interessarmi di musica. Finirò i miei giorni come ingegnere … che tristezza crescere.
      Grazie per l’incoraggiamento, spero che la fantasia non mi abbandoni mai.

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