La Rinata

Il tempio

La stanza era completamente bianca. 
Bianco. Il colore dell’inizio. Il colore della pagina prima delle parole, della tela prima dei colori. E anche il colore dei fantasmi.

Arcea si sforzò di aprire bene le spalle, di tenere alto il mento. Giurò a se stessa che non avrebbe abbassato lo sguardo per nessun motivo.
Era la sesta volta che provava a farsi ammettere al tempio. Non doveva essere la sesta volta che l’avrebbero rifiutata. Pronunciò la formula di rito.

“Sono qui in attesa di giudizio. Non cerco gloria, non cerco sangue. Cerco solo la servitù”

Dire quelle parole ad alta voce le fece rivoltare lo stomaco. Sentì l’odio scorrerle nelle vene. 

No, pensò, così mi respingeranno di nuovo.

Contò fino a dieci, mettendocela tutta per restare calma.

Uno. Non era facile piegare una dei Rinati. Il suo popolo si chiamava così in onore della grande Rinascita, quando erano passati dalla schiavitù alla libertà. Nessun Rinato voleva tornare schiavo.

Due. I Padroni erano stati sconfitti dai loro stessi schiavi, che li avevano fatti a pezzi.

Tre. Durante l’epoca d’oro dei Padroni, il loro dominio si estendeva per leghe, arrivando a toccare i confini della patria dei Salini, che prendevano il nome dal mare di cui abitavano le spiagge: il mare Salino. 

Quattro. La guerra fra i Salini e i Padroni era inevitabile. I Padroni  non avrebbero mai rischiato la loro vita in battaglia. Decisero invece d’insegnare ai loro schiavi a combattere e mandarli a morire nel conflitto con i Salini.

Cinque. Si rivelò un errore: gli schiavi si allearono con i Salini e sconfissero i Padroni.

Sei. Eppure non morirono tutti. I peggiori sopravvissero, come sempre. Diventarono ancora più arroganti e fondarono una religione che li poneva al centro del culto.

Sette. Si allearono con gli orchi. I Padroni promisero a quelle bestie sanguinarie e senza cervello che, su dieci Rinati catturati, avrebbero permesso loro di mangiarne tre.

Otto. Per questo Arcea stava contando fino a dieci. La sua era una preghiera. Una preghiera di sangue. La preghiera che il sangue della sua famiglia non fosse stato versato.

Nove. Suo padre e sua sorella erano stati rapiti dagli orchi sei mesi prima. Sua madre invece, era stata sbranata appena catturata.

Dieci. Forse erano ancora vivi. L’unico modo per esserne certi era farsi ammettere al tempio. Compiacere i Padroni. Aveva inventato una storia per convincerli della sua buona fede. Fino ad ora non le avevano concesso udienza, ma forse la sua testardaggine sarebbe servita da prova. 

Arcea non poteva fallire. Doveva salvare suo padre e sua sorella. Doveva vendicare sua madre. Tenne le spalle ben aperte, il mento alto. Non avrebbe abbassato il capo finché un Padrone non si fosse presentato di persona ad ordinarglielo. Allora lei avrebbe ubbidito. Lo doveva fare.

La stanza bianca cambiò colore. Diventò viola, simbolo di lutto.

Arcea strinse i denti. Stava per perdere la sua libertà, nella speranza di riconquistarla portando con sé suo padre e sua sorella. 
Se avesse fallito, sarebbe rimasta schiava per l’eternità.
E se la sua famiglia fosse stata divorata dagli orchi? Non voleva nemmeno pensarci.

Allontanò il pensiero e si voltò verso la scura figura che era appena comparsa in fondo alla stanza. 

Arcea verrà accettata dai Padroni?

  • No, la figura scura è un Orco mandato per ucciderla (25%)
    25
  • Ancora non si sa. Lo scopriremo dopo aver parlato con la figura scura (50%)
    50
  • Sì, la figura scura è uno di loro (25%)
    25
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12 Commenti

  1. MI PIACE!
    Brava, brava, brava! Direi che c’è tutto, verosimiglianza, narrazione fluida, colpi di scena. Ho fatto bene l’altra volta ad affidarmi alla tua scelta.
    Questa volta ho votato per gli orchi, il fatto che non li sappiano controllare mi sembra un’ottima premessa per qualcosa di grosso. =)
    Aspetto il prossimo capitolo.
    Ciaooo

  2. Ciao,
    la storia mi piace molto, mi ha colpito soprattutto la trama.
    Mi piacerebbe vedere come Arcea affronterebbe un Orco e un ennesimo rifiuto da parte dai Padroni: ho votato quell’opzione. Magari così proverà con le “maniere forti” ad intrufolarsi nel Tempio, anche se la vedo una possibilità rara: penso che non verrebbe accettato un simile affronto e che la sua famiglia ( sempre se sia viva ) rischierebbe la vita. Comunque con mosse scattanti, forse, potrebbe riuscire nel suo intento.
    Ho apprezzato molto l’idea della preghiera, la trovo originale.
    Complimenti e buon lavoro. Il tuo stile mi piace molto. 🙂

  3. Voto per si, la figura è uno di loro. Credo che dall’interno l’azione possa essere più interessante.
    Bel concept, buona idea, ottimo stile. I 10 punti non li ho trovati per nulla lenti.
    Se ti garba, passa pure per un consiglio.in tutti i caso, Ti seguo con piacere! Alla prossima

  4. Ciao!
    Devo dire che la tua storia mi piace moltissimo, è scritta molto bene, ha ritmo e anche la trama è stuzzicante. Avrei voluto scegliere tutte le opzioni, ma alla fine ho optato per “ancora non si sa” così lascio la scelta a te, viste le premesse non ci deluderai.
    L’idea della preghiera a punti per inserire le basi della storia mi è sembrata ottima, però secondo me le informazioni erano lo stesso troppe. L’attenzione in quel momento cala un pochino!
    É solo un dettaglio ed è un’opinione soggettiva. Aspetto il seguito e ti metto tra le seguite. Se ti va passa a leggere la mia storia, mi farebbe piacere.
    Ciao =)

      • Ma va figurati! Secondo me puoi pure tenere 10 punti ma riduci la descrizione successiva tipo “6 eppure non morirono tutti. 7 si allearono con gli orchi. 8 ogni dieci persone catturate tre venivano uccise” e così via…diventa anche più cadenzata la lettura, acquista ritmo.
        Al prossimo capitolo ciao =)

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