Masquerade

Contatto stabilito

Gli occhi iniziarono a lacrimare.

Spense il computer e stirò la pelle. Le quattro del mattino.

Masquerade

Quel nickname lo stava ossessionando. Da una settimana, ormai, stava intrattenendo una chat serrata e sensuale, perversa e tremendamente eccitante. Si sentiva preso, sin troppo. Ma si era spinto troppo oltre per lasciar perdere, voleva sapere, voleva conoscerla.

Masquerade”

Non mi interessa l’aspetto, io amo le parole. Quelle che ti colpiscono, quelle che ti prendono, quelle che vorresti sentirti dire, sempre. Prima ancora del corpo, è la mente che dev’essere penetrata”

Una delle frasi che l’avevano catturato con più forza. E le parole erano il suo pane, gli avevano sempre consentito di mantenere un tenore di vita dignitoso. Fulgenzio aveva cinquantatré anni, un divorzio alle spalle e una discreta carriera nel principale quotidiano della città.

Fulgenzio.

Dio, quanto odiava quel nome! Pur non avendone mai fatto una colpa ai genitori, si era sempre sentito a disagio quando veniva chiamato ad alta voce. Ed era stato per quel motivo che, nell’anonimato del web, aveva scelto quello di Gregory.

Sei una persona interessante Gregory. Sono certa che, anche nella realtà, tu possa rappresentare il massimo per una persona. Non mi deluderai, lo so per certo”

Si era esaltato a quelle parole. Inconsciamente, nel buio della stanza, aveva gonfiato il petto, sorridendo di piacere. Aveva quindi risposto con una stupida battuta, cercando di fare il modesto. E aveva sbagliato.

Adesso non sei tu Gregory. Non devi cercare di snaturarti, rimani sempre te stesso. Stai cercando qualcosa di diverso, qualcosa che sogni da anni, e io posso dartelo. Ma non devi mentirmi, mai. Dovrai essere sempre quello che mi ha stregato sin dall’inizio, devi prometterlo”

Aveva promesso. Non poteva lasciarsi scappare un’occasione simile. L’orologio batté le cinque. Aveva fantasticato per quasi un’ora su quelle due frasi, eppure non si sentiva stanco. L’appuntamento era stato fissato per la sera seguente. Per sua fortuna, il direttore gli aveva concesso una settimana di ferie.

Ti vedo sciupato Fulgenzio. C’è forse qualcosa che non va?” gli aveva detto squadrandolo pensieroso. Aveva sorriso a quell’affermazione. Se il buon Aldovini avesse anche solo sospettato qualcosa, probabilmente si sarebbe dovuto sorbire una predica chilometrica. Non c’è nulla che non vada direttore, ma una settimana me la prendo volentieri” si era limitato a rispondere.

Troppo nervoso per andare a dormire, si fiondò sotto la doccia. Vi rimase a lungo, pensando e ripensando alle ultime battute con Masquerade. Chiudendo gli occhi, cercò d’immaginare come potesse essere fisicamente.

Non m’interessa l’aspetto, io amo le parole”

E se fosse stata una delusione? No, non osava crederci, non voleva crederci. Forse, se avesse potuto sentire la sua voce, avrebbe potuto farsi un’idea, seppur sommaria. In realtà, ci aveva anche provato. Ma, di fronte alla sua richiesta di scambiarsi il numero di cellulare, il rifiuto era stato netto e deciso.

No Gregory. Dovrà essere un incontro senza pregiudizi e completamente al buio. Io mi fido di te, e anche tu dovresti farlo. Non te ne pentirai Gregory, sarà bellissimo

Strofinandosi con energia, lasciò che la mente vagasse. L’erezione, prepotente e inaspettata, giunse improvvisa. Tremendamente eccitato, si afferrò il membro e iniziò a massaggiarlo.

…non te ne pentirai Gregory…sarà bellissimo”

Masquerade fissò a lungo lo schermo del computer. Era trascorso ormai un anno dall’ultima volta, ma l’eccitazione che stava provando era la stessa. Nulla era cambiato. Portandosi in camera, si spogliò velocemente, quindi si distese sul letto. Non era stato semplice trovare il soggetto adatto. Erano occorsi mesi di chat, di parole insulse e inutili, ma alla fine ce l’aveva fatta. Sentiva che Gregory, o chiunque si celasse dietro quel nickname, fosse la persona giusta. L’aveva capito leggendo tra le righe, passando e ripassando al setaccio le frasi scambiate con lui sino a quel momento.

Un giornalista. Chi l’avrebbe mai detto. Medici, avvocati, imprenditori e quant’altro. Ma un giornalista rappresentava una vera novità, una chicca. L’adrenalina scemò, sostituita da una spossatezza strana e inebriante, già sperimentata in passato una volta individuato l’obiettivo. Nel dormi veglia che sopraggiunse, iniziò a sfiorarsi con tocchi lenti e mirati.

Sognò.

Gregory che s’insinuava, che toccava, che bramava.

Gregory che implorava, che piangeva, che supplicava.

L’orgasmo giunse come una marea improvvisa, tremò.

Tirandosi il lenzuolo sino al mento, Masquerade continuò a sognare.

Cosa accadrà all'appuntamento?

  • Masquerade, da dietro la finestra del locale, osserva Fulgenzio avvicinarsi. Avrà visto giusto? (38%)
    38
  • Fulgenzio entra nel luogo convenuto, un noto locale. Tre persone sono presenti, ciononostante individua subito chi possa essere Masquerade. (38%)
    38
  • Una volta giunto sul posto, Fulgenzio ha un ripensamento e torna indietro. (25%)
    25
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