Once Upon A Time

La Piccola Principessa

Una risata cristallina echeggiò nel grande parco, confondendosi con il fruscio delle chiome degli alberi. Alcuni uccelli abbandonarono i rami per volare altrove, il piumaggio scuro in contrasto con il cielo pulito e perfettamente azzurro.

Wendy distolse l’attenzione dai suoi giocattoli per cercare la fonte di quel rumore, ma fu costretta a coprirsi gli occhi per non essere accecata dalla luce.

Una luce bianca e calda, abbagliante, avvolgeva l’intero luogo donandogli un’aria incantata, magica.

Come in un sogno, pensò la bambina, mentre il suo sguardo si posava sul volto sorridente di una donna. Ad una prima occhiata, la sua figura non aveva niente di particolare: non un viso splendido, non un corpo statuario.

Eppure, c’era qualcosa in lei che attirava terribilmente Wendy, come il fuoco per una falena.

I capelli erano lunghi e scuri, lasciati sciolti sulle spalle sottili. Gli occhi erano benevoli e grandi, forse troppo per il suo volto, ma nell’insieme le conferivano un aspetto molto dolce e materno. Al di sotto dell’ampio vestito a fiori che indossava si poteva indovinare un fisico sostanzialmente snello, ma reso morbido dall’età.

La bambina provò il forte impulso di gettarle le braccia al collo e stringerla, e lasciarsi stringere a sua volta, e baciare, e accarezzare affettuosamente.

Quasi come se avesse udito i suoi pensieri, la donna curvò le labbra in un largo sorriso e le porse la mano. Wendy non riuscì ad udire le sue parole, ma ne comprese il senso. Era un invito ad andare da lei. Non ebbe bisogno di pensarci. Gettò a terra il suo orsacchiotto e scattò in piedi, cominciando a correre a perdifiato. Era vicina, sempre più vicina mentre attraversava il parco a grandi falcate, ansiosa. Ad un passo da lei, tuttavia, senza preavviso si arrestò e si accasciò a terra priva di sensi, come una bambola di pezza.

Quando riprese i sensi, non molto tempo dopo, la prima cosa di cui Wendy si accorse era di non essere più in quel grande parco. Era a casa.

La seconda, e non meno importante, fu il dolore acuto che le attraversò la testa a partire dalla nuca mentre si metteva seduta in mezzo al fango.

Qualcosa doveva averla colpita mentre faceva… qualcosa.

Lanciò uno sguardo attorno a sé e notò il suo orsacchiotto, Principe Orso, a pochi centimetri da lei. Anche lui, come lei, era immerso nel fango, la salopette di jeans imbrattata al pari del vestitino bianco della bambina. Quando si allungò per prenderlo, grida rabbiose la investirono con la stessa forza di un treno, gelandola fin dentro le ossa.

«Maledetta piccola, stupida idiota! Sudicia, disgraziata ragazzina! Hai di nuovo sporcato il tuo vestito buono giocando nel fango con quel tuo disgustoso orso di pezza! Dovrei affogarti nella mangiatoia dei maiali! Saresti più utile come cibo per i porci!»

Wendy scattò in piedi, sull’attenti come un piccolo soldatino, prima che la mano pesante di sua madre le calasse con violenza sulla guancia, lasciandole un’impronte dolente. Altri schiaffi seguirono il primo ancora, e ancora, e ancora, finché il biancore della delicata pelle di Wendy fu sostituito da un rossore acceso. Non un lamento uscì dalla bocca della bambina mentre accusava ogni colpo con ostinata freddezza e distacco.

Non era finita lì, lo sapeva bene.

Quello era solo l’inizio del castigo che l’aspettava.

Quando fu soddisfatta, le mani che formicolavano per la veemenza dei ceffoni, la donna si sfilò la cintura e continuò ad infierire con quella, in una sorta di sadica e feroce estasi, mentre Wendy cercava di proteggersi come poteva la testa, le braccia e le gambe nude.

Solo quando fu ormai sul punto di svenire, intorpidita dal dolore tanto da non avvertirlo nemmeno più, cedette e, piangendo, implorò la madre di smettere di picchiarla, di perdonarla, e le promise che non sarebbe successo più.

Le lacrime sembrarono avere effetto sulla donna, risvegliandola dalla trance in cui sembrava essere caduta durante le sevizie. Lasciò cadere a terra la cinghia di cuoio e prese la figlia fra le braccia, cullandola con dolcezza e baciandola sui capelli, sul viso dolorante, mentre continuava a ripetere con voce sommessa:

«La mia bambina… la mia bambina… la mia adorata bambina…»

Abbiamo capito che la vita di Wendy non è esattamente rose e fiori. Su cosa vogliamo concentrarci?

  • Su un nuovo personaggio (13%)
    13
  • Su ciò che l'attende dopo (50%)
    50
  • Sul passato della bambina (38%)
    38
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7 Commenti

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  1. Lavezzi Serena ha detto:

    Su un nuovo personaggio, forse equilibrerà le forze attorno a Wendy… o le scombussolerà ancora di più?
    Credo che questa bambina si rivelerà un grande piccolo personaggio nel corso della storia, sono curiosa! Incipit davvero convincente 🙂 Ti seguo.

  2. il mago ha detto:

    Un inizio FORTISSIMO. Una tematica per nulla semplice.
    Sono davvero curioso. Ti seguo.

  3. Mari79 ha detto:

    Ciao. 🙂 Sul suo passato. Ho letto la trama è devo dire mi ha colpito. Da come l’hai scritta sembrava una fiaba. Poi ho letto l’episodio e ho capito che in realtà è una storia con un tema tutt’altro che leggero. Ti seguo. 🙂

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