Ottavino e i bauli scomparsi

Dove eravamo rimasti?

Dei bauli scomparsi e un cadavere movimentano l'afoso pomeriggio del Maresciallo. Che cosa decide di fare appena tornato in caserma? Andare dalla moglie del Ferruccio per scoprire chi potesse avere qualche movente per ucciderlo (86%)

Severa

Ottavino rientrò in ufficio e si fiondò al gabinetto, urlando al Tamburino di mettere a verbale quanto avevano scoperto quel pomeriggio. Questi si sedette alla scrivania che gli competeva nella piccola sala d’aspetto di quella che loro chiamavano caserma, un angusto edificio con tre stanze e un bagno. Tirò fuori la macchina da scrivere e cercò di ignorare il concerto che il Maresciallo andava improvvisando nella stanza accanto.

Mezz’ora dopo appose la firma, proprio mentre l’Ottavino usciva aggiustandosi la cintura: – Andiamo! – disse chiudendo la porta e dirigendosi all’uscita.

Confuso momentaneamente dalla zaffata sulfurea, il Tamburino perse il filo: – Andiamo? Ma non vuole vedere la denuncia dei bauli?

– Ma chi se ne importa dei bauli! Abbiamo un cadavere a cui pensare!

– E allora dove si va?

– Dalla Severa Spranga!

– Dalla Severa? – il Tamburino adocchiò il bagno, preso anch’egli da una strizza che lo avrebbe tenuto inchiodato al cesso fino al mattino.

– Su, sbrighiamoci! – ribatté il Maresciallo.

*

Severa di nome e di fatto, la moglie del Ferruccio era una donna alta dai modi austeri e con la voce acuta in grado di mettere a disagio chiunque decidesse di rivolgerle la parola. L’Ottavino s’era fatto prendere dal cagotto nell’esatto momento in cui aveva deciso di andare a trovare quella donna, visita obbligatoria visto il lavoro che svolgeva. Severa li accolse con uno sguardo freddo dall’alto in basso e senza dire una parola li fece accomodare al tavolo della cucina.

– Ebbene? – chiese poi guardando l’Ottavino che si agitava sul posto.

– Ecco, suo marito è morto…

– Lo so, me l’ha detto il prete.

Il Maresciallo era spiazzato da tanta franchezza. Certo, nessuno si aspettava che quella donna piangesse o si disperasse, nota com’era per il suo carattere di ferro, ma così facendo lo confondeva.

– Quando l’ha visto l’ultima volta?

– Ieri sera.

– Ieri?

– Sì ieri e allora?

Ottavino si tirò i baffi per la frustrazione – Non ha dormito qui?

– No. – la donna li fissava imperturbabile.

– Bene! Sa chi possa aver avuto motivo di uccidere suo marito? – chiese il Maresciallo sempre più agitato. Accidenti, non riesco nemmeno a parlarle come si conviene! Pensò irritato.

– Sì, io!

– Lei?

– Io fra tanti Maresciallo. Quel buono a nulla! Doveva dei soldi a qualcuno ed era sempre ubriaco. Ho fatto bene a prendere in mano la contabilità del negozio prima che quel farabutto sperperasse in barbera tutto quello che aveva!

– Barbera? – l’Ottavino si mise sull’attenti.

– Barbera! Se voleva corrompere mio marito bastava una bottiglia di barbera. Se lo voleva consolare, barbera; se lo voleva far felice, barbera! Puzzava di barbera da capo a piedi anche ieri sera, quando gli ho detto di andarsene.

– Andarsene dove?

– All’inferno! Non pensavo che mi avrebbe preso alla lettera.

Tamburino si fece il segno della croce e continuò a scribacchiare; il Maresciallo cercava di ordinare le cose secondo una logica.

– Dunque, ha detto che doveva dei soldi a qualcuno: a chi?

– Non so, al bar sicuramente. E anche al droghiere. E anche a lei.

– A me? – chiese l’Ottavino preso in contropiede.

– Non so, le doveva dei soldi?

– Non che io sappia, ma ha appena detto…

– A lei, Maresciallo! Intendo a quella donnaccia!

– A chi?

– Suvvia, non faccia il finto tonto! Alla Rossa.

– Ah – il Maresciallo si girò verso il Tamburino. – Segna: doveva soldi alla signorina Adele.

– Macché signorina e signorina, sappiamo tutti che quella donna vede più uccelli di un cacciatore nei giorni delle migrazioni!

Ottavino tirò fuori un fazzoletto e si tamponò imbarazzato la fronte. Oh, come capiva il Ferruccio! Povero Ferruccio! In quel momento aveva proprio bisogno di bere un goccio!

– Bene Signora… sa dove potrebbe aver passato la notte suo marito?

– Da quella lì, ovviamente! Non è un segreto per nessuno che ogni tanto andava da lei.

– Già – si lasciò scappare l’Ottavino, guadagnandosi un’occhiataccia da parte della donna.

I due carabinieri si congedarono.

– Beh, è andata – disse il Tamburino una volta fuori – vado a mettere per iscritto quanto ha detto.

– Benissimo. Vado, prima che mia moglie mandi all’inferno anche me! – disse il Maresciallo, e si avviò verso casa, rimuginando su quanto successo quel giorno.

*

Appena entrato, venne aggredito dalla moglie per l’ora tarda; poi mentre sorseggiava brodino la ascoltò riferire gli ultimi pettegolezzi.

– Hai saputo? Hanno rubato i bauli alla vecchia! Dicono che erano pieni di tesori e che abbia sporto denuncia! È vero?

– Eh sì, è venuta in caserma dopo pranzo… – rispose distratto il Maresciallo che, da parte sua, pensava alla sorte del Ferruccio.

– A quanto ammonta?

– Cosa?

– Il tesoro della vedova!

Ottavino cadde dalle nuvole: – tesoro?

– Quello dei bauli!

– Ma basta con questi bauli! – e lasciando sola la moglie, andò a dormire.

(NdA: Ottavino è un piccolo strumento musicale a fiato, un piccolo flauto.)

La moglie del Ferruccio indica tre possibili indiziati. Dove decide di recarsi Ottavino il giorno dopo?

  • Dal droghiere, dove pare che il Ferruccio abbia un conto aperto. (0%)
    0
  • Al bar, dove il Ferruccio ha passato molto tempo in compagnia delle bottiglie di barbera. (17%)
    17
  • Dalla signorina Adele, dove il morto sembra aver passato la notte. (83%)
    83
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104 Commenti

    • Ciao Danio, grazie per avermi seguito fino alla fine! Sono contenta che il finalissimo ti sia piaciuto, in effetti l’ho trovato abbastanza convincente per chiudere in maniera buffa tutta la storia!
      vedo adesso che ne hai iniziato uno nuovo, vengo subito a leggere!
      ho in mente un paio di storie, anche con Ottavino, ma penso prendo una pausa dal personaggio con una storia completamente diversa 😉 tempo di sistemare i dettagli e ti faccio sapere!

    • Ti rigrazio, sono contenta di sapere che continuo ad interessare e divertire il lettore! 😀 ahahah sì sono una croce sti bauli! E devo rigraziarti il doppio perchè con il tuo commento ho avuto idea di come chiudere il racconto! 😉 ma sarà una sorpresa!
      Maciste… sei in minoranza, ma prima o poi salterà fuori per forza! 🙂

    • Ciao! 🙂 sono contente che ti piaccia e anche di riuscire a divertire il lettore!
      Eheheh i bauli e il loro tesoro! Anche secondo me Ottavino ha capito dove sono! Chissà, sarebbe interessante se li trovase tutti in un colpo solo eh? Bauli, maciste e secca! Tre piccioni con una fava, dopo indagini “inconcludenti ” sarebbe proprio u bel colpo! Vedremo 😉 !!!

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