Ottavino e i bauli scomparsi

Dove eravamo rimasti?

Quando? Arriva il dottore che aveva in carico il cadavere. (83%)

Il Dottor Fausto

…quando un bussare secco e deciso alla porta della caserma interruppe i due.

– Ci dica al maresciallo che voglio vedere le perle con i miei occhi!

– Io i due candelabri d’oro appartenuti al re della Francia!

– Quanti soldi ci sono in quei bauli?

– Maresciallo! Apra la porta, ho da darle delle informazioni riguardanti il decesso del rigattiere! – urlò una voce maschile, in cui l’Ottavino riconobbe il dottor Fausto Spaccaossa, il medico del paese.

Tamburino corse alla porta, aprì di uno spiraglio e lasciò passare il dottore, respingendo poi la ressa delle vecchiette con grande fatica e riuscendo infine, dopo aver sudato sette camicie, a chiuderla a chiave.

– Dovreste fare qualcosa per le signore che sono qui fuori, Ottavino, stare al sole con questa canicola non giova alla loro salute.

– Sgombrarle con i manganelli?

Il dottore agitò una mano, poi si avvicinò alla finestra, l’aprì e, ottenuta l’attenzione della folla disse: – Care signore, appena avremo catalogato il contenuto dei bauli vi accontenteremo. Ci sono quaranta scudi! – poi richiuse la finestra e rivolse l’attenzione al Maresciallo.

– Scudi eh! – disse l’Ottavino segnando su un pezzo di carta – e poi che altro?

– Uno o due candelabri d’oro, tiare e perle, stando a quanto si dice in giro.

– Per la modica cifra di…?

– Non calcolabile.

– Come?

– Non calcolabile, non abbiamo un nome per una cifra con così tanti zeri!

L’Ottavino si accarezzò i baffi compiaciuto. Avrebbe finalmente potuto dire a sua moglie quello che voleva sapere. E l’espressione “non abbiamo un nome per una cifra con così tanti zeri” l’avrebbe mandata in un brodo di giuggiole. Tuttavia…

– E secondo lei, con tutto questo ben di Dio, perché la vecchia se ne starebbe a vivere in una catapecchia sgangherata in un paese sperduto come questo?

Il dottore alzò le spalle. Cosa ne sapeva lui di quello che girava nella mente delle persone anziane? – forse non si rende conto del valore. –

– Potremmo chiudere baracca e burattini ad avere anche solo uno di quei candelabri! – disse il Tamburino con sguardo sognante, lo stesso che riservava all’Adele.

– Via, via! Non ne abbiamo bisogno. – disse il Maresciallo pensando alla casetta in Riviera Ligure che tanto era piaciuta a sua moglie l’estate prima.

Mentre i due erano persi nelle visioni, il dottore prese posto su una seggiola. Era un uomo alto, con occhi azzurro ghiaccio, un viso appuntito e un pizzetto sale e pepe come i folti capelli, che gli davano la parvenza di un piccolo demonio.

– Maresciallo…? – disse schiarendosi la gola e facendosi aria con una mano.

– Sì… dica.

– Ebbene, ho esaminato meglio il cadavere del Ferruccio, nonostante le proteste della moglie che voleva sotterrarlo il prima possibile per, cito testuali parole, “non doverselo più trovare davanti”… mi rincresce dover rettificare la prima impressione: non sono del tutto sicuro che sia stato accoppato.

– Come?

– Non sono sicuro che qualcuno l’abbia ucciso.

– Perché, è vivo? – chiese il Tamburino che, da appassionato di libri qual’era, già immaginava che il Ferruccio si fosse alzato e avesse iniziato a girare come un Frankestein.

– Non dica sciocchezze! È morto, e questo lo confermo. Dico solo che dalla posizione del colpo potrebbe non essere stato ucciso da qualcuno.

– Com’è possibile? Qualcuno deve pur averlo ammazzato no? – chiese il Tamburino che per quanto si sforzava non riusciva a concentrarsi.

– Il barbera! – disse il medico alzando solennemente un dito verso l’alto.

– Eh?

– Barbera! Era una spugna immersa nel vino.

– È stato ucciso da una spugna immersa nel vino? – chiese Ottavino che non si capacitava della piega che andava prendendo il caso.

– Ma no! Il Ferruccio intendo era impregnato di vino!

– Ah… e quindi?

– E quindi niente, questo è quanto avevo da dire! – disse il medico, dirigendosi verso la porta. – Arrivederci.

– Ehi aspetti un attimo! – disse l’Ottavino rincorrendolo – dice che l’ha ucciso il barbera?

– Potrebbe, Ottavino, potrebbe! Sta a lei trovare il colpevole, io ve ne ho solo indicato un altro! – rispose il medico, e sventolando una mano sparì dietro l’angolo.

Ottavino avrebbe voluto rincorrerlo per farsi spiegare meglio: di ubriachezza non era mai morto nessuno, che lui sapesse… ma vedendo una vecchietta che si dirigeva verso di lui, si affrettò a richiudere la porta e guardò il Tamburino.

– Cosa ne pensa? – chiese quindi il Maresciallo cercando di schiarirsi le idee.

– Che dobbiamo trovare i bauli.

– Dico di quanto ha detto lo Spaccaossa!

– Ah… beh, non ci ho capito molto, quindi cerchiamo i bauli. – poi vedendo che il Maresciallo si agitava, aggiunse: – è l’unica traccia che abbiamo!

Ottavino prese a passeggiare su e giù vagliando le ipotesi che gli venivano in mente. Poi decise che tutto sommato la notte avrebbe portato consigli migliori del Tamburino, quindi decise di lasciar perdere tutto e andarsene a casa a dire alla moglie che “non esisteva parola per una cifra con così tanti zeri”.

La mattina dopo Ottavino ha le idee ben chiare su quanto fare, e cioè:

  • Cercare Maciste, per sapere sia del lavoro svolto dalla Vedova, sia di quando ha visto il Ferruccio l'ultima volta. (75%)
    75
  • Affrontare Severa per scoprire che fine ha fatto la roba della Vedova. (25%)
    25
  • Andare dalla Vedova per estrapolarle qualche informaizione in più sui bauli e sul loro contenuto. (0%)
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104 Commenti

    • Ciao Danio, grazie per avermi seguito fino alla fine! Sono contenta che il finalissimo ti sia piaciuto, in effetti l’ho trovato abbastanza convincente per chiudere in maniera buffa tutta la storia!
      vedo adesso che ne hai iniziato uno nuovo, vengo subito a leggere!
      ho in mente un paio di storie, anche con Ottavino, ma penso prendo una pausa dal personaggio con una storia completamente diversa 😉 tempo di sistemare i dettagli e ti faccio sapere!

    • Ti rigrazio, sono contenta di sapere che continuo ad interessare e divertire il lettore! 😀 ahahah sì sono una croce sti bauli! E devo rigraziarti il doppio perchè con il tuo commento ho avuto idea di come chiudere il racconto! 😉 ma sarà una sorpresa!
      Maciste… sei in minoranza, ma prima o poi salterà fuori per forza! 🙂

    • Ciao! 🙂 sono contente che ti piaccia e anche di riuscire a divertire il lettore!
      Eheheh i bauli e il loro tesoro! Anche secondo me Ottavino ha capito dove sono! Chissà, sarebbe interessante se li trovase tutti in un colpo solo eh? Bauli, maciste e secca! Tre piccioni con una fava, dopo indagini “inconcludenti ” sarebbe proprio u bel colpo! Vedremo 😉 !!!

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