Re di picche

Dove eravamo rimasti?

La parola che determinerá il capitolo successivo? Paradiso (100%)

Paradiso......10 anni dopo

La luce del sole filtrava dalla persiana di un loft di Berlino.Sul pavimento i vestiti ammassati sotto una giacca nera e dei residui di una sigaretta ancora fumavano dal posacenere sul tavolo.
Mi alzai con ancora i postumi di una sbronza…devo smetterla di frequentare certe feste.Ho freddo,forse sarà stato l’effetto dell’alcol che se ne va.Cerco il telefono fra le coperte,lo trovo ed è scarico.Anche lui ha avuto una nottataccia.

Questa casa non si rimetterà in ordine da sola.A volte rimpiango il fatto di essermene andato dall’Italia per seguire un master a Berlino.Da adolsecente volevo andarmene da tutto e tutti,ma ora pare che voglia ritornare indietro.

Manca un mese alla pausa estiva e il pensiero di tornare a casa mi emoziona.

Dopo aver messo tutto come era faccio colazione in compagnia del display del mio compagno pc,i sui documenti e tesi mi fanno compagnia nelle giornate .

Qui la vita è di un dinamismo statico.Può sembrare un cotrosenso,ma chiunque vedi cammina a testa bassa dialogando con il mondo toccando un pezzo di ferro e silicio,senza muover bocca.

Mette tristezza.

Mette tristezza sentire i parchi vuoti e non udire qualche risata di un bambino .

No, sono tutti impegnati a scrivere di quanto la loro vita sia bella o brutta dimostrandolo però ad  un insieme di persone che ti aiutano con un o schermo e non con un abbraccio.

Sono cambiati i tempi,ma ho quasi trent’anni e tutta la vita davanti.Tutta la vita per vedere il mondo cadere in un abisso di malinconia non percepita, mascherata in allegria apparente.

Se solo ci fosse qualcuno in grado di fermare tutto ciò.

Se questo è veramente il paradiso che cantano le canzoni che ascoltano i ragazzini non oso immaginare cosa sia l’ inferno.

Ma il paradiso che cantano no esisterà mai,il paradiso va creato….ma come.

D’un tratto un pensiero veloce come un proiettile attraversa la mia mente in modo quasi impercettibile.

La mia mente è tornata di colpo a 10 anni fa in piena adolescenza quando feci quell’incubo su un certo mazzo di carte che acquistai online,dove un certo re di picche che era mio padre mi portò attraverso delle torture a parlarmi di uno strano concetto di paradiso.

Dopo un paio di giorni che non dormivo decisi di parlare con i miei genitori di quel sogno e mi portarono da uno psicologo.Il dottore disse che ero turbato dalle forti immagini del mazzo e da stress dovuto alla scuola.Tornato dalla seduta presi il mazzo e lo misi nella scatola di legno con cui me lo avevano spedito e lo chiusi nel mio cassetto.Chissà se è ancora li.

* un mese dopo

A volte mi chiedo come abbiano fatto a creare questi mezzi immensi.

Mi avvicino all’aereo diretto a Roma trainando il mio trolley che crea un rumore ipnotico quando le sue ruote camminano sull’asfalto.

Salgo gli scalini ed entro.L’aria condizionata è un gradevole compagno di questa calda domenica di giugno.Dopo le raccomandazioni del capitano si parte alla volta di Roma.Per le 18 dovrei arrivare.

Apro il mio pc e inizio a studiare Analisi,la dolce materia che mi allieverà il viaggio…..

L’ aria Italiana è stupenda,il sole è ancora alto nel cielo e mio padre mi saluta con la mano alzata camminando spedito verso l’ uscita dell’aereoporto venendo verso di me.

Saliamo in macchina è ansioso di portarmi a casa dove tutti i parenti mi aspettano per la classica cena di famiglia..

“tua mamma oggi a cucinare si è proprio superata,vedrai caro….vedrai”

Entusiasta e con un po di fame,salgo a due a due le scale di casa e dopo aver aperto la porta vedo tutta la mia famiglia riunita..

Finisce la cena e dopo le varie domande di circostanza sul fatto che abbia o non abbia la fidanzata e i fatti del nonno,un pensiero si fa avanti nella testa….

LE CARTE!

Chissà se sono ancora li,conoscendo mia madre che vuole lacsciare sempre le cose nel posto in cui le trova

Con un briciolo di speranza ed inquietudine,vado verso camera mia.

Apro la camera ed incredibilmente è come era quando me ne sono andato.

La libreria,i videogiochi ed i poster dei Led Zeppelin sulla parete.

Apro il cassetto ed ecco la scatola di ebano con inciso ETRE’INTE.

Mi si gela il sangue se penso ancora  a quel sogno.

Apro la scatola e prendo le carte in mano.Ma aspetta…….le carte sono vuote ed il dorso non è più nero,bensì rosso sangue.

Mi spavento,non riesco a staccare le carte di mano,una sensazione più forte  di me mi costringe a non lasciare.

Diventano calde.

Bollenti.

Sento che mi stanno ustionando….URLO!

Cosa succederà?

  • Passa tutto (0%)
    0
  • Mio padre mi sente e viene in camera (100%)
    100
  • Urlo ma nessuno mi sente (0%)
    0

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21 Commenti

  1. occhi bendati e una mano che copre la bocca…
    wow bellissimo incipit….molto interessante…..idea alquanto originale x un horror….le descrizioni delle carte davvero inquietanti e spaventose….non oso pensare una ad una cosa potranno fare al nostro povero protagonista….!!!!!
    contenta di essere la tua prima lettrice, se ti va vienimi a leggere….a presto!!!!

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