Un re che amava troppo

Dove eravamo rimasti?

Nuova settimana, nuova scelta... la principessa si è smarrita e non conosce nulla del mondo esterno. Chi mai incontrerà lungo il cammino? Continuando a camminare vedrà un pastorello, sdraito su un prato, che bada al suo gregge. (57%)

Incontri

Abituata com’era a vivere nella sua torre, lontana dal sole e dal mondo, la bambina si spaventò non poco quando si rese conto che la luce pian piano svaniva. Non sapendo bene cosa fare, pensò di continuare a camminare, nella speranza di trovare il modo di ritornare dalla sua balia. Attraversando un campo di papaveri, la piccola si trovò la strada sbarrata da qualcosa che la fissava. Avvicinandosi, vide due piccoli occhietti che la guardavano incuriositi. Non aveva idea di chi o cosa fosse, poiché la balia non le aveva raccontato nulla del mondo esterno e di ciò che conteneva, per paura che la piccola potesse un giorno desiderare di uscire per osservarlo con i propri occhi. Si accovacciò incuriosita e sorridendo la salutò.
La pecora belò in risposta e per poco la principessa non cadde all’indietro dalla sorpresa, stupita da quello strano linguaggio. Provò a domandarle se potesse aiutarla a tornare dalla sua balia e in quel momento una voce disse: «Che fai? Parli ad una pecora?»
La bambina si voltò di scatto. Un ragazzino, vestito con alcuni stracci luridi e consunti, se ne stava alcuni passi dietro di lei e la osservava sorridendo.
«Una pecora?» ripeté la principessa, tornando a guardare quella buffa palla di pelo.
«Sì, una pecora. Non ne hai mai vista una prima d’ora?»
«Veramente no» rispose, lasciandolo esterrefatto. «Puoi aiutarmi a tornare dalla mia balia?»
Il pastorello la guardò per un momento. Era una bambina davvero molto graziosa, con il suo abito di seta coperto da un grembiulino ricamato. Doveva essere una persona ricca e importante se vestiva in quel modo.
«Certo. Allora, in quale paese si trova la tua casa?» Lì attorno c’erano solo poveri villaggi, quindi quella bambina poteva venire solo da molto lontano, ma siccome era di buon cuore, voleva lo stesso cercare di aiutarla in qualche modo, anche solo indicandole la strada.
La principessa scosse tristemente la testa. Non sapeva di aver trascorso la sua esistenza in una torre nascosta sulla cima di una montagna.
Notando la sua espressione smarrita, lui fece l’unica cosa che il suo cuore gli suggerì di fare. Le si avvicinò e le domandò se volesse passare la notte nella sua capanna, certo che i suoi genitori sarebbero stati felici del suo bel gesto. Mentre radunava le pecore e si avviavano verso il piccolo villaggio nel quale abitava, lui la riempì di domande, chiedendole come facesse a non sapere dove abitasse. Si stupì parecchio nell’apprendere che lei, non solo aveva vissuto senza mai uscire dal luogo in cui viveva, ma addirittura non conosceva quasi nulla del mondo esterno.
Quando arrivarono nei pressi della sua capanna, il ragazzino si scusò spiegandole che non tutti al mondo vivevano come lei e che molti in realtà avevano appena del cibo sufficiente per nutrirsi.
La piccola fu benevolmente accolta dai genitori del pastorello, che condivisero con lei il loro pasto. Lei si sentì in colpa per quel gesto, perché aveva compreso che quelle persone si erano private di una parte della loro misera cena per lei, così, mentre pensava ad un modo per ripagarli, la sua mano scivolò nel grembiulino e tirò fuori una di quelle strane pietruzze dorate che aveva trovato nello sgabuzzino.
«So che forse non vale nulla, ma vorrei darvi questa bella pietrina per ripagarvi della vostra gentilezza» disse la bambina, rivolgendosi alla madre del ragazzo. Questa rimase a bocca aperta nel vedere quella grossa moneta d’oro, che valeva quasi quanto la sua casa. Il marito della donna consigliò alla bambina di tenere per sé quel tesoro, ma la principessa non riusciva proprio a capire per quale motivo erano così sconvolti da quella piccola pietra dorata, finché il ragazzino non le spiegò a cosa servivano le monete e quanto in realtà valessero. La bambina allora rovesciò sulla tavola il contenuto della tasca del suo grembiule e decine di monete rotolarono fuori in ogni direzione. Voleva regalarle a quella brava gente, perché potesse avere una vita migliore.
Meravigliati, i genitori del ragazzo le domandarono chi mai fosse per girare da sola con tutto quel denaro, senza nemmeno sapere cosa fosse, ma ottennero solo qualche vaga risposta. Nemmeno lei sapeva chi fosse davvero o come tornare a casa. La donna ascoltò il racconto della bambina e poi si voltò verso il marito.
«Non possiamo lasciarla andare in giro da sola, povera piccola. Non sa nemmeno dove vive. E se qualche brigante la rapisse per rubarle il denaro?» Era preoccupata all’idea che la bambina potesse incorrere in qualche pericolo, perciò propose al marito di tenerla con loro, finché non fosse stata in grado di trovare la strada di casa.
L’uomo, che nel profondo del suo cuore aveva sempre sperato di avere una figlia, accettò di buon grado l’idea e decise che l’avrebbe trattata esattamente come se fosse sua figlia.

E' passato un po', ma è arrivato di nuovo il momento di scegliere e, forse, di cambiare momentaneamente punto di vista...

  • Meglio restare ed osservare ciò che accade alla principessina... (0%)
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  • Perché non scoprire che fine ha fatto quella strana veggente? (50%)
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  • Spostiamoci al castello, dove il re è venuto a conoscenza che la principessa è scomparsa. (50%)
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46 Commenti

    • Grazie 😀 è bello tornare a scrivere di nuovo. Spero di esser riuscita a mantenere lo stesso tono e ritmo delle parti precedenti 🙂
      E’ dispiaciuto anche a me per la Balia, ma ho pensato che fosse la scelta migliore. Magari potremmo fare qualcosa per lei in futuro, niente è stato ancora deciso e siamo solo a metà storia 😀

      Ti auguro una piacevole giornata e un felice inizio settimana ^^

  1. La storia sta procedendo meravigliosamente bene, il capitolo relativo all’incontro tra la principessina e il pastorello non era facile da svolgere, ma tu ci sei riucita in modo eccellente. Sono sicura che ne verrà fuori una splendida fiaba!

  2. Voto per la casa del medico… Un medico che dice di voler aiutare e invece fa strani esperimenti sarebbe interessante.
    Continuo a leggere con piacere! Sei brava, e Una buona fiaba non si rifiuta mai. Ti segnalo solo una svista a inizio capitolo : “rimpiangeva di rado l’isolamento e la reclusione” non è corretto, perché se li rimpiangeva allora significa che li voleva, mentre non è cosi. Al massimo rimpiangeva di aver fatto la scelta di stare in isolamento.
    Alla prossima!

  3. Stai procendendo benissimo nello svolgimento della storia, molto particolareggiata e realistica la descrizione del carro. della fuga e della torre, che tuttavia riescono a conservare il tono sognante e vagamente magico delle fiabe.
    Complimenti alla tua bravura!!

  4. Ciao,
    voto ache io per nascondino, fa molto alice nel paese delle meraviglie! =)
    Secondo me devi trovare un nome alla principessa, non puoi passare 10 capitoli con l’anonimato, qualcosa tipo le fiabe tradizionali che usano un aggettivo o una caratteristica fisica (biancaneve, cenerentola, la bella addormentata, cappuccetto rosso…).
    Vedo che ti piace l’espressione “alquanto”, però in tutti e due i casi la trovo decisamente fuori posto, non so come dire… io sono “alquanto dispiaciuta” se perdo il mio programma tv preferito non se mi portano via la mia unica figlia, o se non riesco ad averne! lì sono sconvolta del tutto, non solo un po’. 😉
    “La balia perlustrò l’intera torre, riccamente arredata e colma di qualunque cosa si potesse mai desiderare. La donna depose la piccola in…” toglierei la ripetizione del soggetto e unirei le due frasi: “…potesse mai desiderare, poi depose la piccola in…”
    Per il resto mi sembra davvero ben scritto e scorre via piacevolmente. Aspetto il seguito.
    Ciao =)

  5. Scorrevole ed efficace anche questo secondo episodio. Mi piace molto che questa storia abbia tutti gli elementi delle favole di un tempo, senza nessuna velleitaria ricerca dell’originalità a ogni costo. Però ho scelto l’opzione meno scontata: la principessa (che non chiami mai per nome) scopre la porta dello sgabuzzino.
    Nello sgabuzzino dovrebbe esserci solo oro, no? La piccola sa di essere una principessa? Probabilmente no. Allora si chiederà da dove viene tutto quell’oro…

  6. Ciao! Mi piacciono moltissimo le fiabe e a casa ne ho una gran collezione, con il tono ci sei e la storia comincia bene. Ho votato la casetta anche io, perché mi incuriosisce l’acida balia. La torre faceva un po’ troppo Raperonzolo.
    Il mio consiglio è di togliere ciò che è in eccesso, ti faccio qualche esempio: potevi lasciare “veggente” invece di “chiaroveggente”, “arrovellarti” invece di “arrovellartici”, “strappargliela” piuttosto che “strappargliela via”, ecc. Non che siano errori, ma renderebbero la tua narrazione più tersa e limpida.
    Sono alla ricerca di lettori critici per la mia storia quindi se vuoi vieni a vendicarti con qualche critica cattiva, mi farebbero molto piacere!
    Ciao! =)

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