Un re che amava troppo

Dove eravamo rimasti?

E' passato un po', ma è arrivato di nuovo il momento di scegliere e, forse, di cambiare momentaneamente punto di vista... Spostiamoci al castello, dove il re è venuto a conoscenza che la principessa è scomparsa. (50%)

Una triste novella

Da quando aveva affidato la sua unica figlia alle cure della balia, non era trascorso giorno senza che il re non pensasse a lei. Sentiva terribilmente la sua mancanza, e cercava in ogni modo di resistere alla tentazione di sellare il cavallo e correre da lei per assicurarsi che stesse bene.
Nonostante tentasse in ogni modo di dimostrarsi sereno agli occhi della moglie e dei sudditi, il sorriso faticava a tornare sul suo volto e il suo cuore era colmo di dolore. Passava le giornate ad ascoltare i bisogni del popolo, preoccupandosi di mandare avanti il regno, ma la notte, mentre l’intero castello dormiva, incapace di riposare si alzava dal letto per recarsi nella stanza che era appartenuta alla principessina, anche se per poco.
Tutto era rimasto esattamente uguale a prima e la polvere rappresentava l’unico testimone del tempo trascorso. Il re si era opposto all’idea di cambiare anche solo il più piccolo dettaglio, compresa la culla, che sembrava rispecchiare perfettamente il vuoto che sentiva dentro. Era proprio quell’oggetto che il sovrano fissava per ore, domandandosi quale aspetto avesse ora la sua bambina e cosa stesse sognando in quel momento. Se la immaginava correre per i corridoi della torre in cui era stato costretto a rifugiarsi lui stesso da bambino, quando la guerra aveva bussato alle porte del regno.
Una sera, mentre il re si trovava sulla torre più alta del castello, intento ad osservare il sole che tramontava dietro le montagne, una delle sue guardie lo raggiunse, avvisandolo che una donna chiedeva di lui con la massima urgenza. Seccato per l’interruzione, il sovrano rimproverò l’uomo per averlo disturbato, rammentandogli che le udienze si tenevano al mattino e che, se questa donna aveva bisogno di parlargli, poteva presentarsi nuovamente l’indomani.
La guardia si scusò immediatamente, sostenendo che era stato l’anello con lo stemma reale che la donna portava con sé a convincere il soldato che si trattasse di una questione importante. A quelle parole il re si volse di scatto, strappando l’anello dalle mani dell’uomo e avvicinandosi ad una delle torce per poterlo osservare meglio. Ogni membro della famiglia reale portava un anello simile al dito: nel suo era incastonato un diamante, mentre in quello della sua sposa era incastonato un rubino. Quell’anello, invece, recava uno zaffiro, la pietra che il re stesso aveva scelto personalmente per sua figlia.
Stringendo con forza l’oggetto, il re si precipitò verso le scale e corse nella sala del trono, dove la donna lo attendeva. Non appena entrò, intravide una figura corrergli incontro.
«Mio signore imploro il vostro perdono» esclamò la balia tutto d’un fiato, inginocchiandosi ai suoi piedi.
«Dov’è mia figlia?» urlò il re, afferrandola per le braccia e sollevandola bruscamente.
La donna, terrorizzata dal suo atteggiamento, non poté fare a meno di rivelargli che la bambina era uscita dal nascondiglio sopra le montagne a causa di una sua distrazione.
Il re gettò la donna a terra e ordinò alle guardie di rinchiuderla nelle prigioni sotterranee. A nulla valsero le suppliche che la balia gli rivolse e le sue urla riecheggiarono per l’intero castello, finché i soldati non la condussero nelle segrete.
Disperato e consapevole di non poter divulgare la notizia che la principessa in realtà era viva e che vagava sperduta nel suo regno, o peggio, nei regni confinanti, il re si lasciò cadere sul trono. Il cuore lo incitava ad andare a cercare la figlia, ma non poteva andare a bussare ad ogni porta del reame, senza contare che non aveva idea di quale aspetto potesse mai avere la bambina. Nessuno eccetto la balia era in grado di riconoscerla. O forse no.
La veggente con cui aveva parlato anni prima e che gli aveva predetto il futuro di sua figlia, di sicuro era in grado di trovarla. Rinvigorito da quel pensiero, il re si alzò e radunò tutti i soldati che aveva a disposizione, a cui diede l’ordine di sellare i cavalli e di correre per l’intero regno alla ricerca della veggente. La donna era famosa in tutto il mondo per le sue profezie e premonizioni. Trovarla non sarebbe stato difficile, pensò il re, ma si sbagliava.
La donna, infatti, si era travestita e si era rifugiata anni prima nei pressi del villaggio in cui si trovava ora la principessina, in attesa del suo arrivo. Sapeva da tempo che prima o poi il re avrebbe mandato i suoi uomini a cercarla e non ci aveva impiegato molto a nascondere le sue tracce.
E mentre gli anni passavano e il re continuava a cercarla, la veggente rimaneva in attesa e osservava la principessa crescere e divenire sempre più bella, senza mai avvicinarsi a lei.
Non era suo compito interferire con il suo destino o, almeno, non ancora.

Mentre il re è alla ricerca della veggente, per la principessa è venuto il momento di partire alla ricerca delle proprie origini...

  • … cercando di ritornare nella torre in cui aveva trascorso la sua infanzia. (33%)
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  • … recandosi presso una strega dalla dubbia fama. (67%)
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  • … chiedendo aiuto ad un potente mago. (0%)
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46 Commenti

    • Grazie 😀 è bello tornare a scrivere di nuovo. Spero di esser riuscita a mantenere lo stesso tono e ritmo delle parti precedenti 🙂
      E’ dispiaciuto anche a me per la Balia, ma ho pensato che fosse la scelta migliore. Magari potremmo fare qualcosa per lei in futuro, niente è stato ancora deciso e siamo solo a metà storia 😀

      Ti auguro una piacevole giornata e un felice inizio settimana ^^

  1. La storia sta procedendo meravigliosamente bene, il capitolo relativo all’incontro tra la principessina e il pastorello non era facile da svolgere, ma tu ci sei riucita in modo eccellente. Sono sicura che ne verrà fuori una splendida fiaba!

  2. Voto per la casa del medico… Un medico che dice di voler aiutare e invece fa strani esperimenti sarebbe interessante.
    Continuo a leggere con piacere! Sei brava, e Una buona fiaba non si rifiuta mai. Ti segnalo solo una svista a inizio capitolo : “rimpiangeva di rado l’isolamento e la reclusione” non è corretto, perché se li rimpiangeva allora significa che li voleva, mentre non è cosi. Al massimo rimpiangeva di aver fatto la scelta di stare in isolamento.
    Alla prossima!

  3. Stai procendendo benissimo nello svolgimento della storia, molto particolareggiata e realistica la descrizione del carro. della fuga e della torre, che tuttavia riescono a conservare il tono sognante e vagamente magico delle fiabe.
    Complimenti alla tua bravura!!

  4. Ciao,
    voto ache io per nascondino, fa molto alice nel paese delle meraviglie! =)
    Secondo me devi trovare un nome alla principessa, non puoi passare 10 capitoli con l’anonimato, qualcosa tipo le fiabe tradizionali che usano un aggettivo o una caratteristica fisica (biancaneve, cenerentola, la bella addormentata, cappuccetto rosso…).
    Vedo che ti piace l’espressione “alquanto”, però in tutti e due i casi la trovo decisamente fuori posto, non so come dire… io sono “alquanto dispiaciuta” se perdo il mio programma tv preferito non se mi portano via la mia unica figlia, o se non riesco ad averne! lì sono sconvolta del tutto, non solo un po’. 😉
    “La balia perlustrò l’intera torre, riccamente arredata e colma di qualunque cosa si potesse mai desiderare. La donna depose la piccola in…” toglierei la ripetizione del soggetto e unirei le due frasi: “…potesse mai desiderare, poi depose la piccola in…”
    Per il resto mi sembra davvero ben scritto e scorre via piacevolmente. Aspetto il seguito.
    Ciao =)

  5. Scorrevole ed efficace anche questo secondo episodio. Mi piace molto che questa storia abbia tutti gli elementi delle favole di un tempo, senza nessuna velleitaria ricerca dell’originalità a ogni costo. Però ho scelto l’opzione meno scontata: la principessa (che non chiami mai per nome) scopre la porta dello sgabuzzino.
    Nello sgabuzzino dovrebbe esserci solo oro, no? La piccola sa di essere una principessa? Probabilmente no. Allora si chiederà da dove viene tutto quell’oro…

  6. Ciao! Mi piacciono moltissimo le fiabe e a casa ne ho una gran collezione, con il tono ci sei e la storia comincia bene. Ho votato la casetta anche io, perché mi incuriosisce l’acida balia. La torre faceva un po’ troppo Raperonzolo.
    Il mio consiglio è di togliere ciò che è in eccesso, ti faccio qualche esempio: potevi lasciare “veggente” invece di “chiaroveggente”, “arrovellarti” invece di “arrovellartici”, “strappargliela” piuttosto che “strappargliela via”, ecc. Non che siano errori, ma renderebbero la tua narrazione più tersa e limpida.
    Sono alla ricerca di lettori critici per la mia storia quindi se vuoi vieni a vendicarti con qualche critica cattiva, mi farebbero molto piacere!
    Ciao! =)

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