Carpe Diem

Presentazioni

Il mio nome è Silvia, Silvia Gregoretti, e da due mesi vivo in una nuova città che si affaccia sul Lago Maggiore, nel Nord Italia, chiamata Vasia. Devo ammettere che la trovo bellissima rispetto a quella in cui vivevo fino a poco fa. Borcaccia non mi era mai piaciuta. Si trova in Lombardia, di piccole dimensioni, ma infinitamente caotica, e l’incredibile capacità della gente di rendere la vita impossibile a qualcuno attraverso maldicenze e pettegolezzi aveva fatto in modo che la odiassi per sempre, anche se era proprio lì che avevo lasciato gli anni ed i ricordi migliori. Infatti, io e mia madre non ci eravamo trasferite per piacere, eravamo state obbligate. Tre anni prima, mio padre stava tornando a casa dopo un’importante riunione di lavoro, quando all’improvviso la sua auto aveva sbandato ed era finita in un dirupo profondo decine di metri. I soccorsi erano riusciti a recuperare il suo corpo dopo due giorni di intenso lavoro, ma per lui non c’era più niente da fare. Dissero che papà non portava la cintura di sicurezza ed era morto sul colpo, dopo aver sbattuto violentemente la testa sul parabrezza. Non seppi mai cosa avesse provocato di preciso l’incidente. Forse un colpo di sonno o una curva presa a velocità troppo elevata, ma non era importante. L’unico aspetto della vicenda che riuscii ad assimilare era che mio padre era morto. In quel momento avevo capito che non l’avrei più trovato seduto in salotto sulla sua poltrona, con gli occhiali sul naso, intento a leggere il giornale, mentre aspettava che rincasassi la sera quando uscivo. Non avrei più potuto rifugiarmi tra le sue braccia dopo una delusione d’amore, o qualche altro problema adolescenziale. Papà non ci sarebbe stato più, punto. Ma se questa tragedia aveva lasciato nel mio cuore una cicatrice insanabile e mi aveva portata a maturare uno spiccato istinto di sopravvivenza, quasi al limite dell’ossessivo, a mia madre aveva portato via qualsiasi gioia di vivere e donato, invece, un costante desiderio di alcol. Pochi mesi dopo la scomparsa di mio padre, aveva iniziato a bere. All’inizio faceva in modo di non farmelo capire, si chiudeva in camera sua la sera e non ne usciva più fino alla mattina seguente, ma col passare del tempo questo suo problema era divenuto impossibile da trascurare. Tornava a casa dal lavoro già ubriaca e, barcollante, se ne andava di sopra a continuare a peggiorare la situazione. Diverse volte era capitato che dovessi chiamare l’ambulanza perché lei era svenuta o caduta dalle scale. Ma era nel fine settimana che non si controllava, sapendo di non avere nessun impegno. Se ne stava barricata in camera per due giorni interi, uscendo solo per andare in bagno quando era sicura che non fossi in giro. Non ricordavo nemmeno più che aspetto avesse mia madre da sobria. Quando ci incontravamo per fare colazione la mattina, aveva perennemente un aspetto orribile, occhiaie profonde e puzzava di whisky. Non mi rivolgeva nemmeno la parola, ma ero sicura che non lo facesse perché in quei rari momenti di pseudo-lucidità si vergognava di se stessa e di cos’era diventata. Era un miracolo che non l’avessero ancora licenziata dalla libreria in cui lavorava, ma ero sicura che presto sarebbe accaduto. La odiavo per questo. Invece di essere forte ed affrontare il dolore per la perdita di papà in modo diverso, si abbandonava alla felicità illusoria regalata per breve tempo dall’alcol. Così, tutte le responsabilità erano ricadute su di me. Ero stata costretta a pulire il suo vomito, a infilarla nella doccia e lavarla quando era troppo ubriaca per farlo da sola e controllare costantemente che non combinasse disastri per quasi due anni. Poi un giorno, circa un anno prima, mi ero stufata e avevo preso una drastica decisione. Mi ero informata riguardo gli orari degli incontri che si svolgevano presso la sede degli alcolisti anonimi di Borcaccia e avevo iniziato a trascinarla lì di forza ogni mercoledì sera. Avevo, inoltre, preso coraggio ed ero entrata in camera di mia madre, buttando nella spazzatura qualsiasi bottiglia vi avessi trovato. Per evitare che ricadesse nel vizio a mia insaputa, la accompagnavo al lavoro di persona e andavo a prenderla. Fortunatamente ero sempre stata brava a scuola e le continue entrate ed uscite all’infuori dell’orario scolastico non avevano avuto alcuna ripercussione sul mio andamento. A poco a poco, nell’arco di sei mesi, mia madre era riuscita a tirarsi fuori dal tunnel oscuro dell’alcolismo e aveva riacquistato la sua dignità. A quel punto, però, erano stati i continui pettegolezzi dei vicini, le occhiate di disprezzo che le lanciavano appena la incontravano e i bisbigli che si scambiavano in sua presenza, a far vacillare la sua nuova determinazione, così l’avevo convinta a cambiare città. Ci serviva aria nuova per una vita nuova. E così avevamo fatto. Qualche mese prima, mi ero iscritta al liceo scientifico della città, mia madre si era trovata un lavoretto part-time in un’altra libreria e ci eravamo trasferite a Vasia.

La madre di Silvia ricomincerà a bere anche nella nuova città o sarà in grado di prendersi finalmente cura della figlia?

  • Fugge dalla città, abbandonando la figlia al proprio destino. (57%)
    57
  • Si trasforma in una persona completamente diversa, attenta alle esigenze della figlia e tornando com'era prima della morte del marito. (36%)
    36
  • Inizialmente ricade nel vizio, ma appena se ne accorge reagisce per il bene della figlia. (7%)
    7
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232 Commenti

    • Ho concluso anche la seconda parte di “Dark fang” ed ho scritto uno spin-off/prequel riguardante un personaggio introdotto in “Dark fang 2”.
      Ho scritto anche un racconto rosa, se ti interessa, ed una rivisitazione di “Cappuccetto rosso”.

      Ah, grazie anche al sito, ho completato un libro che avevo in mente di scrivere. 🙂

    • Ciao Vai Tra! Innanzitutto grazie per essere passato da queste parti, in secondo luogo desidererei due chiarimenti.
      Se mi scrivi “racconti troppo e alcuni termini sono troppo astratti” gradirei che tu mi facessi anche qualche esempio, in modo da cercare di migliorare e comprendere i miei errori.
      E poi, ecco, l’ultima frase non l’ho proprio capita. “Le tematiche non le ho trovate interessanti”. Ma scusa, se sei arrivato a leggere fino a quest’ultimo capitolo vuol dire che almeno leggermente “queste tematiche” hanno stuzzicato la tua curiosità. Oppure hai commentato sulla base di un unico paragrafo letto? In questo caso non avresti avuto modo di scoprire realmente quali tematiche affronto e il tuo commento risulterebbe un po’ campato in aria. Nulla di personale, però se mi lasci un commento contenente delle critiche gradirei che queste fossero costruttive, nel senso che vorrei mi aiutassero a capire cosa effettivamente non ti è piaciuto o cosa preferiresti vedere scritto in un altro modo. Letto così, il tuo commento risulta solo come un modo per ricevere attenzione e voti alla tua storia o di criticare unicamente per il gusto di farlo.
      E con questo non voglio dire che non sopporto che qualcuno disprezzi le mie storie, anzi. Altre persone mi hanno lasciato commenti non troppo positivi, ma mi hanno elencato anche cosa non li convincesse. Troppo facile dire “non mi piace” e basta. Fammi sapere cosa pensi realmente di questa storia e considererò il tuo commento come valido. Accetto le critiche, purché siano sensate. Poi, per l’amor del cielo, nemmeno lo scrittore più affermato e ingegnoso di questo mondo potrà mai piacere a tutti, si sa, e non sarò di certo io a cercare di ottenere il contrario 🙂

      • “la trovo bellissima” astratto, raccontato
        “non mi era mai piaciuta” qui racconti prima di mostrare;
        “infinitamente caotica” il termine “infinitamente” è astratto e piuttosto abusato; e comunque avresti potuto sostituire l’aggettivo “caotica” con un’ immagine concreta
        “rendere la vita impossibile a qualcuno attraverso maldicenze e pettegolezzi” banale
        “eravamo state obbligate” raccontato
        “intenso lavoro” espressione preconfezionata
        “sbattuto violentemente” espressione preconfezionata; “sbattere” include già il “violentemente” immagina una cosa che “sbatte delicatamente”: allora tocca
        “assimilare” non mi piace
        “velocità troppo elevata” puzza di espressione preconfezionata
        “questa tragedia aveva lasciato nel mio cuore” banale
        “cicatrice insanabile” espressione preconfezionata
        “mi aveva portata a maturare uno spiccato istinto di sopravvivenza” banale
        “si vergognava di se stessa e di cos’era diventata” banale, preconfezionato

        Mi fermo qui, probabilmente lo stile non cambia dal primo all’ultimo episodio.

        “Letto così, il tuo commento risulta solo come un modo per ricevere attenzione e voti alla tua storia o di criticare unicamente per il gusto di farlo”

        Che te ne fai di tutti gli altri commenti buonisti? Questo lavoro serve a me e a te. Devi cercare l’errore anche dove non c’è se vuoi qualcosa di valido.

        Come leggere e analizzare i grandi autori aiuta a capire le sottigliezze e le soluzioni brillanti, criticare gli esordienti (come me) mi esercita a ricordare quello che non devo fare.

        Mi piacerebbe sinceramente che qualcuno lo facesse su di me, in modo tale da analizzare le possibili soluzioni assieme.

      • Ciao Mica, purtroppo Vaitra è un personaggio particolare e svariate volte fa questi commenti non del tutto chiari e poco gentili. Il mio consiglio? Lascialo perdere, la storia è bella ed è un peccato che tu non sia ancora andata avanti! Ma che ti è successo? Lavoro? Sei scomparsa ahah XD Torna presto 😉

        • Ciao Mingo! Grazie del supporto! 🙂 dispiace tanto anche a me di non essere riuscita ad andare avanti con il racconto e nella lettura delle altre storie in questi ultimi mesi, ma il lavoro e un trasloco hanno completamente assorbito tutto il mio tempo e le mie energie. Sto iniziando ad essere un po’ più libera ora, e penso proprio che avrò da recuperare! 🙂 Grazie ancora Mingo!!! 😀

  1. A costo di mandarti in parità, dico che Samantha è l’assistente sociale che segue Matteo. Se la parità rimane, ti toccherà farli diventare anche parenti. 😉
    Mi è piaciuto questo episodio.
    P.s. Mi sa’ che i complimenti per la copertina non te li ho mai fatti, Rimedio adesso. Complimenti. 😀

    • Ciao Danica! Scusa per il ritardo nel rispondere al tuo commento e nel leggere i tuoi nuovi capitoli, ma sono stata nuovamente senza internet! Ti ringrazio per i complimenti e leggerò al più presto il seguito della tua storia! 🙂

    • Ciao Trix! Grazie per essere passata a leggere il mio nuovo capitolo! Sono riuscita a trovare un momentino libero per scriverlo, prima di lunedì 😉 non ci resta che aspettare il seguito per scoprirlo, dunque 😀 a presto!!!

    • Ciao (posso chiamarti Carlo o mi attengo a Valerio? :D)! Ti ringrazio per aver letto il mio nuovo capitolo e per il complimento! Grazie davvero! E mi fa piacere che tu possa trovare qualche somiglianza reale nei miei personaggi 😉 vedremo quale opzione vincerà 😀

  2. Mica, come ti avevo promesso, oggi tocca a te ;). Kal ti saluta e ti ringrazia :D.

    Autore: Mica93

    “Carpe Diem” ha una trama coinvolgente e una penna molto delicata, che declina diverse tematiche senza lasciare nulla al caso. L’autrice mostra il viaggio introspettivo di Silvia Gregoretti e di come un volto amico possa fare la differenza quando si incontrano serie difficoltà nella vita.

    La trama

    Silvia Gregoretti, adolescente portata per lo studio, deve crescere prima del tempo per via di diversi problemi famigliari: suo padre è morto sul colpo in un incidente e la madre, inizialmente dedita all’alcol, sembra averla abbandonata. Nell’incontro inaspettato con un ragazzo e con sua madre, Silvia riprenderà fiducia in se stessa e (forse?) una nuova famiglia, anche se la madre potrebbe tornare (forse?). La storia è ancora alla sesta puntata, quindi non si può delineare ancora totalmente la trama, ma solo auspicare dei colpi di scena che sicuramente cambieranno la vita di Silvia e di Matteo. Tutta la storia viene raccontata grazie alle impressioni di Silvia, che mostra tutto in prima persona.

    I personaggi

    I personaggi sono ben delineati e mostrano il minimo di introspezione necessaria, perché si prendono in considerazione solo i pensieri di Silvia, mentre degli altri personaggi non ne cogliamo il pensiero. I personaggi si presentano pochi e funzionali all’interno della storia.

    Silvia. Protagonista del racconto, si muove a metà tra l’adolescenza e l’età adulta. Ovviamente, ragiona come una ragazza della sua età, anche se è molto matura: la sua determianzione si evince, più che essere detta e questo lo rende un ottimo personaggio, in cui immedesimarsi (una proiezione dell’autrice? In questo caso riuscita).

    Matteo. Gentile e premuroso, Matteo si disvela pian piano. Sebbene un estraneo che aiuti senza cattive intenzioni sia un po’ irrealistico, nella vita ci sono anche persone buone e Matteo le rappresenta, nonostante gli errori del passato.

    Il padre di Silvia. Compare solo come fantasma, o meglio, come ricordo felice, ma questo personaggio risulta determinante nella vita di Silvia e il suo eco potrebbe portare belle sorprese.

    La madre di Silvia. La madre, figura di contorno, ma significativa per i problemi che crea, è un asso nella manica che consigliamo di tenere in considerazione.

    Manuela, la madre di Matteo. Donna forte esteriormente, ma fragile dentro, Manuela si presenta a Silvia come una seconda mamma, più che come un datore di lavoro. Vedremo il suo sviluppo nel corso della vicenda.

    Le ambientazioni

    Le ambientazioni sono essenzialmente due: Borcaccia, che racchiude il passato di ricordi amari di Silvia, e Vasia, dove la ragazza vive una sorta di rinascita. Le due ambientazioni sono “a chiasmo”, cioè in netta opposizione tra loro, quasi a evidenziare la crescita della protagonista. La descrizione del negozio di frutta, in contrapposizione alla scuola, oppure in contrapposizione al centro di recupero, dà da supporto all’intera vicenda. Sembra che i luoghi siano in realtà cornici di qualcosa di più intimo, come avviene per il Lago Maggiore, luogo di incontro tra i due ragazzi.

    Ritmo e stile

    Il testo è scorrevole e non manca di sentimento, senza cadere nel dolciastro, prima trappola del genere rosa. Le vicende si susseguono come nella vita reale e lo stile accompagna il tutto, giustapponendo le frasi e senza l’uso di un periodale troppo complesso.

    Tematiche

    Le tematiche principali sono:

    L’abbandono;
    La riscoperta di se stessi;
    La morte;
    I problemi sociali (dipendenze, reati, ecc.);
    La vita, intesa come sopravvivenza.

    Le tematiche sono appena accennate, ma vale la pena indicarle al lettore, in modo che ci si soffermi un po’. All’autrice si consiglia di continuare a inserire queste tematiche con un velo, come si sta già facendo, per evitare che queste prendano il sopravvento sulla storia.

    Punti da approfondire

    Oltre ad alcuni personaggi che compaiono e scompaiono, sarebbe molto interessante vedere un cambiamento nel pensiero di Silvia, in modo da mostrare la rinnovata maturità che, giorno dopo giorno, questo amore e questa nuova vita le stanno regalando.

    Riflessioni finali e mercato editoriale

    Fuori dal rosa di tipo commerciale, la storia rientra nelle cosiddette “Storie di vita”, interessanti nel panorama delle grandi realtà editoriali. Si consiglia, se non è stata già fatta, la lettura di Sara Rattaro di Garzanti, che ha fatto di questo genere un nuovo modo di concepire il romanzo. La formula del racconto resta ottima per non divagare, ma concorsi a tema potrebbero essere un ottimo modo per emergere nel panorama editoriale.

  3. Per come è finito l’episodio voto per il passaggio in macchina e la ragazza. Perché lui mi ha dato la sensazione che la sorpresa non gli sia piaciuta e approfittando della ragazza e della sua macchina se ne andrà via con lei. Ma scommetto che non è nessuno di importante per lui. 😉

    • Ciao Danica! 🙂 grazie per essere passata a leggere il mio nuovo episodio! 🙂 chissà chi sarà questa ragazza (se risultasse quella come opzione maggiormente votata) e in che modo è legata a Matteo…ancora non voglio svelare nulla! 😀 a presto!!!

  4. Ciao Mica! Finalmente posso leggere un altro dei tuoi entusiasmanti episodi! Mi piace la piega che sta prendendo la storia! Voto la comparsa di una terza persona, anche se come diceva Renato Zero “il triangolo no, non l’avevo considerato” ahahah! Un bacio, complimentoni, a presto!! <3

  5. No… no… io voglio una cena e vorrei che parlassero… sì lo so che si poteva complicare la cosa ulteriormente però, dopo tutta quella strada, con tutti i suoi ripensamenti, vorrei che lei avesse modo di parlare con lui ora… 😉

  6. Povero! Certo che a tutti e due sono capitati dei genitori disgraziati!!! Però, nella disgrazia, forse Silvia potrà trovare in Manuela le attenzioni e la protezione che sua madre non è più in grado di darle. Carina la cosa. Tra le opzioni non ho trovato quella che mi sembra più adatta: non gli dice di conoscere il suo passato e attende che sia lui a raccontarle i propri guai come lei ha fatto con lui in precedenza. Questo sarebbe un ottimo modo per instaurare un vero e proprio rapporto di fiducia. Mah, comunque sono davvero curiosa di conoscere il seguito…
    Grande Mica!
    Baci dalla zia.

    • Ciao zia!!! 🙂 sono veramente sfortunati questi due in effetti, non c’è che dire! 🙂 mi piace la tua opzione! E condivido pienamente anche il fatto di Silvia che potrà trovare in Manuela alcune attenzioni di cui, altrimenti, non potrà più godere! 🙂 Grazie zia per i consigli e per continuare a seguire questa mia storia! Mi fa davvero un immenso piacere! Un bacione immenso a tutti!!!! 😀

  7. Certo che tu sei davvero in gamba, ragazza. 😉 complimenti sinceri.
    Diciamo che lo va a cercare per parlargli.
    In quanto alla rivelazione sul passato di Matteo… è molto drammatica… la figura paterna torna come un cerchio che si apre e si chiude, in questo racconto. Voglio vedere cosa ne verrà fuori, prima di farmi un’opinione definitiva. 😉

  8. Eccomi 😀 allora, devo dire che la mamma già in pochi gesti mostra la sua personalità e la poveretta di Silvia se la deve accollare, ma fa parte del gioco… Tra le opzioni non ce n’è una che mi piaccia totalmente, quindi vado x la terza cosi da dare un impulso forte al racconto 🙂 cmq ti volevo fa i complimenti perché ho notato che ti seguono in tanti, brava! Ciao 🙂

  9. Scelta difficie…
    Che dubiti dell’innocenza di Matteo mi sembrerebbe strano, anche se potrebbe avere degli sviluppi inaspettati. Che lo vada a cercare per parlargli non ne vedo il motivo. Che lo trovi da solo in un vicolo che sta da schifo aggiungerebbe quel giusto tocco di tristezza/drammaticità

  10. Sono proprio curiosa di scoprire cos’ha da “nascondere” il fusto. Sicuramente nulla che non sia lecito perché questo tipo è davvero una bella persona, però è un po’… misterioso.
    Attendo con ansia e, nel frattempo, ti mando tanti tanti baci.

    • Ciao Danica! 🙂 grazie per aver seguito anche questo mio capitolo! A breve pubblicherò il prossimo episodio, ma credo che sarà proprio questa la scelta vincente 😉 non resta che scoprire cosa apprenderà Silvia dunque 😀

  11. Fruibile devo dire. Che caratterino. Carino devo dire. Ci sta il classico orgoglio femminile direi! 🙂

    Sarebbe stato divertente che non lo assumesse. Lo so, son un filino sadico. Vorrei che sia assunta ma senza vedere per il momento il suo amico! 🙂 Ciao! 🙂

    Il ragazzo spaccia ? O gioca a poker ? Fa scommesse ? In tal caso gli direi congratulazioni. Ha fatto la scelta giusta forse! 😛

    • Ciao! 🙂 grazie per aver seguito anche questo nuovo episodio! 🙂 ahah addirittura inquietante? Beh, effettivamente al giorno d’oggi è parecchio difficile imbattersi in gentilezza inaspettata da parte di uno sconosciuto. E se, per sbaglio capita, possiamo pur star certi che voglia qualcosa in cambio. Chissà se sarà lo stesso anche per Silvia e Matteo….:D

  12. Ciao Mica!!
    Splendido anche questo episodio! 🙂
    Io voto per far venire Silvia a conoscenza di particolari del figlio, anche se per il momento non lo rivede! Ma meglio così, la distanza aiuta i rapporti ahahahahaha 😀
    Un bacio, al prossimo episodio <3

  13. Ti seguo perché le premesse sono interessanti, mi chiedo quale sia il vero scopo di questo giovane che si dimostra tanto disponibile ad ascoltare le vicissitudini di Silvia… mi domando se la storia manterrà un’atmosfera triste oppure se riserverà alla ragazza qualche sviluppo solare che le restituisca la voglia di vivere: in ogni caso voto per il B&B nel quale trasferirsi ^_^

    • Ciao Nickleby! 🙂 grazie per aver letto e commentato la mia storia! Mi fa piacere che tu la possa trovare interessante! Devo confessare che, se dipendesse totalmente da me, sarebbe ora che Silvia iniziasse ad avere qualche esperienza felice nella vita..ma non resta che proseguire e stare a vedere cosa deciderete tutti insieme 😀 Grazie ancora! 😉

  14. Come inizio non è male. Devo dire che l’inizio è poco rosa, visto il tipo di racconto che stai scrivendo. Per fortuna è arrivato questo ragazzo. 🙂 Chissà se nascerà una storia tra di loro.
    Comunque, andando contro corrente ho votato per il B&B economico. Un po’ perché Silvia il lavoro se lo può trovare da sola. Un po’ perché mi immagino che, vista la spesa che comporta una sistemazione del genere (seppur economica), lei sarà costretta a trovarsi qualcosa di ancora più economico in futuro. Le soluzioni non danno mai benefici duraturi e i problemi non finiscono mai.
    Per il resto ti seguo … 😉

    • Ciao Danica! 🙂 grazie per aver letto la mia storia! Effettivamente devo dire che hai ragione, l’inizio non è per niente rosa, ma mano a mano che proseguirò con la storia lo diventerà sempre di più 🙂 concordo con te sul fatto dei problemi che non finiscono mai..
      Grazie dell’appoggio! 😀

  15. Sempre più avvincente!!! Ma quella sciagurata della madre che fine ha fatto??? Sono assolutamente favorevole all’offerta di lavoro: la rende indipendente (cosa di cui ha bisogno più urgente al momento) e crea la possibilità di frequentarsi e conoscersi meglio. Grande Micaela, continua così!!! Baci.

    • Ciao zia!!! Mi fa davvero tanto tanto piacere che continui a seguire questa storia! Eh, fai proprio bene a definire sciagurata la madre di Silvia, perché se n’è andata, abbandonando la figlia al proprio destino senza troppi problemi 🙂
      Un immenso bacione!!!

  16. Ciao! Poco da dire, la figura del ragazzo era la base… infatti ho apprezzato questo tuo ultimo capitolo 😀 l’idea che l’ospitasse a casa sua mi attirava però alla fine preferisco che le offra lavoro, così che si vedano più spesso senza forzare le cose… al prossimo! 😉

    • Ciao! 🙂 ti ringrazio per aver letto anche quest’ultimo capitolo 🙂 si, prima o poi la figura di un ragazzo sarebbe dovuta saltare fuori 🙂 a questo punto non resta che aspettare e vedere quale sarà l’opzione scelta dalla maggioranza (anche se, personalmente, anche io spero in quella di offrirle lavoro per il tuo stesso motivo) 😀

  17. Ho votato per la ospitera’ a casa propria perche’ mi aspetto qualcosa di piu’ misterioso da lui, la madre fruttivendola non me la figuravo che ne so, vedevo un austera donna nobile decaduta, ma il problema e’ che forse ho identificato troppo il personaggio con certi miraggi del passato!Sto tutta confusa peggio di Silvia!

    • Ciao! 🙂 grazie per aver seguito anche questo capitolo 🙂 a dire la verità, io la madre del ragazzo la immagino piuttosto normale 🙂 ma per quanto riguarda i misteri che si porta dietro, verranno a galla molto presto! 🙂

  18. Allora ho votato un paio d’ore fa circa ma voglio farti anche il commentino.

    Allora la lettura risulta più che gradevole. Si fa leggere ed è scritto anche grammaticalmente molto bene. Adoro anche l’immagine di lei con suo padre che tira i sassi sul lago. E’ qualcosa che spiega di come può crescere affetto ed amore anche da una cosa forse infantile e semplice (Io a proposito è già tanto se arrivo a quattro in genere due o tre di saltelli)

    Solo un paio di appunti mi vengono perché sono il classico rompiscatole che vuole un filo logico efficiente, in particolare sulle scelte.

    Sinceramente non ho capito le problematiche del ragazzo che sarebbero dovute essere presenti come da opzione; non importa a me comunque perché quando è ben scritto un testo il resto per me può quasi letteralmente andarsi a benedire, specie i piani “iniziali”.

    La mia critica però verte più sulle opzioni: voglio dire questo come forse è già arrivato qualcuno prima di me.

    La ragazza mi pare con la grandezza del suo problema (non dimentichiamolo: ha un problema grave non avendo una madre che provvede in qualche di modo) non abbia modo di permettersi un B&B che, non so, ma reputo personalmente più caro della sistemazione casalinga. Qua però posso sbagliare in quanto forse son ignorante in materia.

    Ospitarla in casa propria così mi pare quasi una dichiarazione e non lo reputo proprio il caso. Per quanto riguarda l’offerta di lavoro forse sì, però sai, non so quanto “piccola” è Silvia. Lavoro minorile ai quattordici anni mi fa pensare che non sia una cosa proprio legalissima nonostante tutti i problemi di questo mondo.

    Ecco, forse sono un po’ intransigente e puntiglioso e magari è ingiustificato, ma ecco, era giusto per dirti che delle tre opzioni non è che mi convincano particolarmente a filo logico della storia. Anche se ho scelto l’ultima, dato che studenti lavoratori alle superiori esistono ma che abbiano già la maggiore età o quasi prossimi (ho mia cugina che lavora in un bar la notte).

    Basta, se ho detto cazzate, voglio chiedere scusa a chi le ha lette.

    Ciao! 🙂

    • Ciao Valerio! 🙂 innanzitutto ti ringrazio per il complimento sulla parte grammaticale. E poi anche per i dettagli che mi hai fatto notare.. mi fa piacere parlarne perché vuol dire che forse non mi sono spiegata bene bel racconto e avrò occasione di migliorarmi grazie a te 🙂 per quanto riguarda l’età della ragazza, mi sembra di ricordare che tu non avessi letto il mio primo capitolo e in quello avevo scritto che Silvia si era trasferita nella nuova città in tempo per frequentare la quinta del liceo, quindi avrebbe diciott’anni, se non proprio compiuti, comunque li avrebbe fatti di lì a tre mesi al massimo, ma questo non l’ho specificato. Comunque nell’episodio di oggi ho scritto che il ricordo risaliva a 14 anni prima e poi, più avanti,” con la frase “come solo una bambina di quattro anni…” ho ribadito la sua età 🙂 quindi potrebbe benissimo lavorare essendo maggiorenne. Per l’opzione dell’ospitarla a casa è decisamente fuori luogo, lo ammetto, ma non me ne veniva in mente una terza decente 🙂 per il bed and breakfast, invece, sarebbe fattibile poiché, lavorando lo stesso, rientrerebbe più agevolmente in costi del genere piuttosto che in un affitto. E per quanto riguarda le problematiche del ragazzo che non ho spiegato pienamente, infine, mi sono limitata a darne un accenno attraverso le sue caratteristiche fisiche poiché nell’opzione scelta dalla maggioranza avevo scritto “dall’aria problematica” e non che avrei spiegato esattamente quali fosseroquesti problemi

      • Perché desideravo dare spazio a questo aspetto più avanti..ho parlato del suo sguardo duro e della sua espressione adulta, sperando di creare in lui questa “aria problematica” appunto..spero di essere riuscita a chiarire i tuoi dubbi e ti ringrazio per il commento! 😀

      • Non credo proprio per il B&B. Un lavoro con la casa in affitto la credo più economica come soluzione! 🙂

        Può però scegliere di cambiare casa, magari con studenti universitari. Non so se magari ti può ispirare come idea! 🙂

        Comunque va bene. Ho letto l’analisi dei fatti e ciò e quanto mi basta! 🙂

        Ciao. Un bacio! 🙂

        • Mi sono informata a dovere al riguardo ed effettivamente hai ragione 🙂 un B&B risulterebbe troppo costoso per una ragazza con un lavoro parte-time..ti ringrazio per avermelo fatto notare, in modo da non scrivere assurdità! 🙂

            • Non arrampichiamoci sugli specchi! 😀 !!!!! Anche perché qui o almeno con me non ne hai motivo! 🙂

              Nessuno fa niente per niente. Vuoi un’idea ? Che lavori nel Bed&Breakfast anche se non quest’ultimo non credo abbia la quantità di personale di un hotel.

              E comunque vai tranquilla! La storia a me piace finora! Stai attenta un pochino alle conseguenze di ciò che scrivi e continuerà ad andare bene! 🙂

    • Ciao Alessandra! 😉 grazie per aver seguito anche questo episodio! 🙂 si, effettivamente risulterebbe parecchio sfrontata come proposta quella di ospitare a casa propria una ragazza appena conosciuta e in uno stato palesemente di shock e disperata! Sarebbe un po’ come approfittare di lei 🙂 se devo essere sincera quell’opzione l’ho messa per ultima proprio perché al momento non riuscivo a farmi venire in mente niente di brillante 🙂 grazie anche per il complimento! 🙂

  19. Non sapevo di avere una nipote scrittrice! Che splendida sorpresa e… che grande scrittrice! Sei proprio come tua zia…
    Scherzi a parte, molto bella la tua storia.
    Sei riuscita a raccontarla come se l’avessi vissuta in prima persona, cosa molto difficile penso.
    Mi è piaciuta e non vedo l’ora di leggere il seguito.
    Ciao, creatura divina.

  20. Potrai pensare che si tratti di una scelta non da me… ma opto per un cucciolo di cane. Una ferita da abbandono non si supera con un colloquio. Non può bastare un ragazzo gentile e tantomeno una ragazza che non ha mai avuto un problema ( ma ne esistono? ) 😉
    Un cane è l’ideale in un momento come quello… ma sono sicura che lei ce la farà.
    Brava.

    • Ciao Alessandra! 🙂 grazie per aver letto anche questo secondo episodio! Effettivamente hai ragione, da come ho scritto l’opzione della ragazza senza un solo problema risulta parecchio inverosimile, ma mi sono lasciata prendere dalla paura di non avere abbastanza spazio 🙂 Intendevo più una cosa del tipo “una ragazza abituata ad avere qualsiasi cosa desiderasse dalla vita e subito, una piuttosto viziata, abituata a prendere decisioni unicamente egoistiche che potessero giovare soltanto a lei” e, nello specifico, per il fatto di non avere avuto mai un problema volevo dire che non si era mai trovata ad affrontarne di seri e spiacevoli perché fino a quel momento c’era sempre stato qualcuno (sua madre o suo padre, perlopiù) che li aveva risolti al posto suo. Insomma, mi accorgo di aver reso piuttosto male quella frase e ti ringrazio per avermelo fatto notare! 😀 e per quanto riguarda la scelta del cane, anch’io sono convinta che in momenti difficili la presenza e l’affetto di un cucciolo possano aiutare più di mille parole! Ti ringrazio per l’attenzione! 😀

  21. Mi ci rivedo molto nel NON ascoltare Schopenhauer. Fortuna che la scuola superiore è finita e ora posso concentrarmi a NON ascoltare tutto il resto.

    Debbo essere sincero e dire che la storia non vedo ancora dove vuole andare a parare (lo sappiamo tutti benissimo che è la storia che controlla lo scrittore e non viceversa, dannazione :P) però mi piace come scrivi e il fatto che sia in prima persona, si ha più empatia emotiva. Beh rimanderò quindi i pareri sulla storia a più avanti quando la trama sarà bella che svicerata e per ora mi limito a votare controcorrente per la ragazza, fremo per un po di conflitto di personalità.

    • Ciao! 🙂 ah, ma allora non sono l’unica ad aver trovato poco interessante (per non dire per niente) la filosofia! 😀

      Per quanto riguarda il fatto di non capire ancora dove la storia voglia andare a parare, lo capisco benissimo poiché, se devo essere sincera, la trama è in continua evoluzione nella mia testa. Un po’ per via delle scelte dei lettori e un po’ perché ogni volta mi ritrovo a cambiarne un pezzo nella speranza di migliorarla. E’ incredibile, ma anche se rileggessi cento volte quello che scrivo, potrei essere sicura di cambiarne cento volte il contenuto! 😀 sarà insicurezza? Non ne ho idea! 🙂 comunque sia, questo mistero riguardo la piega che prenderà la storia è un lusso che mi sono concessa solo momentaneamente, dato che per adesso ho scritto solo due episodi di otto, ma mi riprometto di iniziare ad improntare la storia in una direzione ben definita dal prossimo capitolo 😀 Ti ringrazio per l’attenzione! 🙂

  22. Beh devo dire che m hai saputo prendere con questi disagi adolescenziali. Seppur ho letto il secondo capitolo soltanto decido di seguirti! 🙂

    Ho scelto il ragazzo perché questa è una storia d’amore ed ho capito a mie spese nei miei racconti che temporeggiare non paga! 🙂 Ciao! 🙂

    • Ciao Trix! 🙂 grazie per il consiglio e il complimento! Vediamo come andrà avanti, ma spero vivamente che, qualunque sia l’esito finale tra le varie opinioni, la storia non prenda una piega banale o scontata..il mio intento sarebbe quello di renderla l’esatto opposto, fino alla fine! 🙂

  23. ciao! 🙂 ahahahah! Devo ammettere che ci starebbe davvero bene, solo che dovrei cambiare il genere di romanzo, da rosa a giallo! 😀 parlando seriamente, grazie per aver letto anche questo episodio! Staremo a vedere che piega prenderà la vicenda 😀

  24. Bello questo ep, molto sentito 🙂 alla fine quando scrivi “ma di una cosa ero certa…” pensavo: ok, ora si pone come obiettivo di uccidere sua madre” ahahahah scherzi a parte, opto per il ragazzo, darebbe sicuramente il tocco in più, seppur classico… al prossimo!

    • ciao! 🙂 ahahahah! Devo ammettere che ci starebbe davvero bene, solo che dovrei cambiare il genere di romanzo, da rosa a giallo! 😀 parlando seriamente, grazie per aver letto anche questo episodio! 🙂 Staremo a vedere che piega prenderà la vicenda 😀

  25. Ho votato “Fugge dalla città abbandonando la figlia al proprio destino” perché penso che sia impossibile cambiare di punto in bianco… ci vuole del tempo e sopratutto deve essere lei la prima persona convinta a voler cambiare!
    Aspetto altri capitoli..:-)

  26. Ciao,
    ho letto il tuo incipit tutto d’un fiato, esordisco facendoti i miei complimenti, brava.
    Come incipit direi che ha tutte le caratteristiche per essere considerato molto ben fatto, ci introduci i personaggi, il dramma (amo i drammi) che segna i personaggi, offre diversi spunti di riflessione senza però anticipare troppo, ma solo preludendo delineando i tratti principali, sarà interessante scoprire le reazioni. Poi il tutto sembra una pagina di diario, e questo mi è piaciuto.
    A parte qualche refuso direi che il linguaggio sia adatto.
    Continua così.

    Fuga.

    A presto =)

    • Ciao! 🙂 ti ringrazio per i complimenti e i consigli! Devo chiederti un favore, però..potresti farmi un esempio di qualche refuso di cui mi hai parlato? Perché, probabilmente per mia inesperienza, non riesco a trovarli, ma vorrei evitare di continuare a farne nei prossimi capitoli e migliorare un po’ 🙂 ti ringrazio! 😀

  27. Ciao! Allora… devo ammettere che le primissime righe non mi hanno particolarmente colpito: non mi sono mai piaciuti i racconti che cominciano con “mi presento, sono…” (o cose simili)…però vabbè, quello è solo un mio gusto personale. Ho continuato a leggere e devo dire che sono rimasto colpito: bello, mi piace! Lei che pulisce il vomito, la descrizione fisica della madre distrutta dall’alcool… immagini veramente forti e ben costruite che coinvolgono il lettore nel dolore della protagonista.
    Ho votato “Fugge dalla città, abbandonando la figlia al proprio destino” forse è troppo scontato… ma sono dell’idea che nessuno cambi da un momento all’altro! credo, invece, che il cambiamento sia il prodotto di un lungo percorso di meditazione personale… chissà…magari la madre tornerà più avanti nella storia… 🙂 Buona scrittura!

    • Ciao! Grazie per averlo letto, per i consigli e il complimento! Ad essere sincera, ho optato per un incipit sotto forma di auto-presentazione perché nel caso di questo racconto mi sembrava il più adatto e l’unico che mi permettesse di tracciare un quadro generale riguardo il passato della protagonista e le tragedie che l’hanno segnata, già dall’inizio. A questo punto sono curiosa anche io di sapere come proseguirà, dato che per il momento le due opzioni principali sono perfettamente in parità 🙂
      grazie e buona scrittura anche a te! 😀

  28. Ho letto il tuo incipit, dapprima con distratta curiosità, poi con vera attenzione. Sembra una biografia… è molto sentita. Qualcosa di vero?
    L’ambientazione iniziale, sul lago Maggiore, è la prima cosa che mi ha colpita, dato che anch’io ambientai tempo fa un mio romanzo da quelle parti, luoghi meravigliosi devo aggiungere. Poi la perdita, il lutto, le diverse reazioni della madre e della figlia… sono elementi molto ben posizionati, per così dire, che arrivano al momento giusto (narrativamente parlando). Hai raccontato d’un fiato, quasi a voler creare un approfondito antefatto nel primo episodio per poi portarci nel cuore della storia da ora in poi, per questo sono interessata a leggere il seguito.
    Devo dire brava. Però fai attenzione ai refusi e all’occasionale linguaggio colloquiale.
    Al prossimo.
    Fuga.

    • Ciao Alessandra! Grazie per il complimento! A dire la verità no, nel racconto non c’è nulla di personale, perlomeno non direttamente, però era da tempo che desideravo scrivere qualcosa che approfondisse il tema di come la reazione a tragedie tanto profonde cambi di persona in persona. E per quanto riguarda l’ambientazione del racconto, ho scelto il Lago Maggiore poiché io abito poco distante da Verbania (ho scelto un nome di fantasia nella storia, Vasia, ma è proprio a Verbania che mi riferisco) e sono sempre stata innamorata di questa città..inserirla in un mio racconto mi sembrava doveroso 🙂
      Ti ringrazio per i consigli! Ce la metterò tutta per migliorare! 🙂

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