Carpe Diem

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Matteo per convincere Silvia delle sue buone intenzioni? Le offrirà un lavoro presso il negozio di frutta e verdure gestito da sua madre. (50%)

Dannata debolezza

Quando i miei occhi si furono asciugati, lasciandomi il volto arrossato e leggermente appiccicoso, mi resi conto di cosa avevo appena fatto. Mi alzai di scatto dalla panchina, vergognandomi di me stessa e della mia stupidità. Non esisteva nessuna scusa possibile che potesse giustificare il mio comportamento. Ma cosa mi era saltato in mente? Come avevo potuto raccontare gli affari miei, quelli che mi portavo nel cuore da anni, al primo sconosciuto che mi era capitato sotto mano?

Vedendo che mi ero allontanata di qualche passo, Matteo si alzò a sua volta e mi chiamò.

«Aspetta!» disse, raggiungendomi e afferrandomi per un braccio. «C’è ancora qualcosa che devo dirti.»

Io mi divincolai dalla sua stretta e lo fissai furiosa.

«Non mi importa di quello che puoi avere ancora da dirmi. Ho già parlato abbastanza io. Lasciami andare a casa, adesso. So badare a me stessa, senza che sconosciuti si immischino nella mia vita.»

Era ingiusto il mio comportamento e lo sapevo. Me la prendevo con quel ragazzo per aver ascoltato i miei problemi e lo accusavo di essere un ficcanaso, quando invece ero stata io a raccontargli ogni cosa di me.

«Ah, non ti importa?» chiese lui, osservandomi con un sorriso che non riuscii a decifrare. «E come pensi di badare a te stessa se non hai nemmeno un lavoro con cui mantenerti?»

Quelle parole e, soprattutto, il tono con cui le pronunciò mi ferirono, facendomi salire nuovamente la collera. Detestavo che qualcuno mi facesse notare qualcosa di cui io ero già perfettamente a conoscenza.

«Si può sapere cosa vuoi da me?» gli gridai, allontanandomi da lui. «Cosa te ne importa di quello che faccio o non faccio? Non ti conosco nemmeno, eppure ti permetti di dare giudizi ed esprimere pareri che nessuno ti ha chiesto!»

Matteo mi raggiunse e mi afferrò il braccio di nuovo, ma questa volta si fermò davanti a me, puntando i suoi occhi azzurri e meravigliosi dritti nei miei.

«Hai ragione, Silvia, scusami» disse, cambiando tono di voce e assumendo un’espressione che mi parve sinceramente dispiaciuta. «È solo che io voglio aiutarti. Siamo partiti con il piede sbagliato, è vero, ma quello che ho da dirti potrebbe interessarti.»

Non riuscii a resistere a quel suo sguardo, quasi implorante, e annuii, concedendogli la mia attenzione.

«Mia madre ha un negozio di frutta e verdura, in centro. Sta cercando qualcuno che l’aiuti qualche pomeriggio alla settimana, in modo da avere del tempo libero per staccare un po’. È da molti anni che ha aperto questa attività, ma adesso la vedo veramente stanca. Posso lasciarti il suo biglietto con l’indirizzo, se vuoi. Puoi presentarti da lei in qualsiasi momento tu voglia.»

Per quanto mi infastidisse l’idea di essermi abbandonata alla debolezza e aver spifferato i fatti miei a quel ragazzo, di certo non ero così stupida da lasciarmi sfuggire un’offerta di lavoro, cosa di cui in quel momento avevo un disperato bisogno. Sapevo che dovevo accettare, era l’unico modo per mantenermi e andare avanti.

Afferrai il foglietto che mi tendeva Matteo e me lo misi in tasca.

«Dì a tua madre che passerò da lei domani pomeriggio.»

Matteo sorrise, sembrando sinceramente contento della mia decisione.

«Sarà sicuramente felice di saperlo, ne sono certo.»

Feci per voltarmi e andarmene, ma una domanda mi assillava. Mi girai di nuovo verso di lui e questa volta fui io a fissarlo negli occhi.

«Perchè stai facendo tutto questo per me?» domandai, rabbrividendo nell’aria fredda autunnale. «Non ci conosciamo nemmeno.»

«Te l’ho detto il motivo» rispose lui, distogliendo lo sguardo. «Mia madre ha bisogno di qualcuno che l’aiuti e tu hai bisogno di un lavoro. Penso che questo sia un ottimo compromesso.»

«E perché non la aiuti tu, allora?» domandai, a bruciapelo.

Non mi convincevano quelle risposte vaghe, mi sembrava come se mi stesse nascondendo qualcosa.

«Perché io mi occupo di…altro.»

Avevo colto perfettamente la leggera esitazione prima di pronunciare l’ultima parola, ma decisi di non insistere, tanto non avrei ricavato nessuna informazione utile.

«Ad ogni modo, ti ringrazio per l’aiuto. Davvero, mi hai tirata fuori da un bel guaio.»

«Te la caverai, Silvia» disse, con un tono di voce quasi dolce. «Mi sembri una ragazza forte e, nonostante tutto quello che ti è capitato, so che la fortuna tornerà a sorridere anche a te, prima o poi.»

Mi sorprese con quella frase gentile e dovetti ammettere che mi fece piacere. Abbassai lo sguardo, arrossendo.

«Grazie di tutto, davvero» mormorai, mentre sentivo le lacrime minacciare di esplodere dai miei occhi. «Sarà meglio che vada adesso.»

Matteo annuì, regalandomi un sorriso che mi fece uno strano effetto, mi salutò e poi si voltò, dirigendosi nella direzione opposta alla mia.

Rimasi per un attimo a fissare inebetita la sua figura alta e slanciata che si allontanava, indecisa se ringraziare la mia stupidità per essermi confidata con lui o se cominciare a preoccuparmi di quello che da quel momento avrebbe potuto provocare nei miei sentimenti.

Imboccai la via di casa, senza riuscire a darmi risposta.


Silvia si presenterà nel negozio di frutta e verdura della madre di Matteo e qui...

  • Verrà assunta nel negozio, ma si troverà male e se ne andrà molto presto. (0%)
    0
  • Viene assunta e scopre di dover lavorare ogni giorno fianco a fianco con Matteo e questo la turba, mettendo in subbuglio i suoi sentimenti. (21%)
    21
  • Dopo essere stata assunta, viene a conoscenza di nuovi aspetti della personalità del figlio della sua capa, ma per il momento non lo rivede. (79%)
    79
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238 Commenti

  • Ciao Mica.
    Ho trovato la tua storia spulciando nei racconti e mi è sembrata interessante, nonostante il genere non proprio nelle mie corde.

    Il racconto è ben scritto, ma come dice Flavia, ad un certo punto sembra quasi tutto troppo accelerato, come a voler “saziare” il lettore inserendo tante, forse troppe, vicende. Ma nel complesso la storia è godibile.

    Ormai sei arrivata al capitolo finale, e dunque non voto, ma lascio a te e a chi ha partecipato attivamente alle votazioni la scelta del finale.

    Al prossimo capitolo e alla prossima storia!

  • Ciao Mica,
    Silvia continua a essere rassegnata nei confronti di sua madre (ma io spero ancora che nell’ultimo capitolo la madre si faccia viva anche solo mandandole un messaggio), quindi, visto che non ci sono novità in proposito, avrei sviluppato maggiormente la seconda parte, con la discussione tra Samantha e Matteo.
    Voto per la terribile verità.
    A presto!

  • Che bello, sei tornata finalmente! Mancavano i tuoi racconti!!
    Io proprio come Silvia sono curiosissima di comprendere meglio le parole di Matteo, di vedere cosa si cela dietro a quelle frasi pronunciate. Per cui ho votato la prima e non vedo l’ora di sapere come continuerà 😍

  • Ciao Mica,
    vedo che hai cominciato questa storia nel 2015, ma non è mai troppo tardi! Ho letto tutti i capitoli e devo dire che mi ha fatto piacere leggere una storia quasi completa, soprattutto in questo periodo in cui il sito è un po’ disabitato.
    Leggendo il primo capitolo, Silvia mi ha ricordato la protagonista del mio precedente racconto (che ho pubblicato sempre qui su The Incipit), Giada: anche suo padre è morto e sua madre, soprattutto dopo la perdita del marito, diventa ludopatica.
    La tua storia è scorrevole ed è scritta molto bene. Tuttavia, dal secondo capitolo in poi, si svolge tutto nell’arco di due giorni e alcune cose, secondo me, risultano molto affrettate (la madre che scappa, Silvia che racconta tutto a Matteo, Matteo che le offre il lavoro, Manuela che si confida subito con Silvia, Silvia che comincia a provare qualcosa per Matteo). E poi: ma possibile che Silvia si rassegni subito alla partenza di sua madre e non cerchi nemmeno di contattarla? Questa è una questione che affronterei, almeno nel capitolo finale.
    Mi incuriosisce il personaggio di Samantha, perciò voto l’opzione per cui Silvia segue la sua auto in cerca di risposte.
    A presto!

    • Ciao Flavia! Innanzitutto, grazie per aver dedicato del tempo alla mia storia! Onestamente, ti confesso di essere perfettamente d’accordo su quanto hai detto. Rileggendo, ieri, i capitoli scritti fino ad ora mi sono accorta io stessa di molte incongruenze. Credo che ciò fosse dovuto al fatto di essermi lasciata prendere dall’ansia di dover sintetizzare tutto quello che avevo da dire, all’epoca, ma cercherò di rimediare (per quanto, ormai, mi sia possibile) negli ultimi due capitoli. E devo dire che mi hai incuriosita con le somiglianze tra i personaggi delle nostre storie, passerò presto a leggerti! Buona giornata!

    • Ho concluso anche la seconda parte di “Dark fang” ed ho scritto uno spin-off/prequel riguardante un personaggio introdotto in “Dark fang 2”.
      Ho scritto anche un racconto rosa, se ti interessa, ed una rivisitazione di “Cappuccetto rosso”.

      Ah, grazie anche al sito, ho completato un libro che avevo in mente di scrivere. 🙂

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