Carpe Diem

Dove eravamo rimasti?

Silvia si presenterà nel negozio di frutta e verdura della madre di Matteo e qui... Dopo essere stata assunta, viene a conoscenza di nuovi aspetti della personalità del figlio della sua capa, ma per il momento non lo rivede. (79%)

Il Giardino della Frutta

Il pomeriggio seguente, mi presentai davanti al negozio della madre di Matteo alle quattro. Si trovava in centro, tra una macelleria e una libreria, e da fuori appariva come un locale di modeste dimensioni, zeppo di scaffali carichi di ceste verdi, da cui traboccava ogni sorta di frutta e verdura. Una grossa insegna campeggiava sull’ingresso e recava la scritta Il Giardino della Frutta e, confrontando il nome con quello scritto sul foglietto che mi aveva lasciato Matteo il giorno prima, fui sicura di trovarmi nel posto giusto. Sbirciai attraverso le vetrate e vidi che all’interno, dietro ad un bancone di legno, c’era una donna leggermente robusta con i capelli lunghi e scuri, intenta a servire due clienti. Attesi che finissero di pagare ed uscissero poi, prendendo un grande respiro per farmi coraggio, spinsi la porta ed entrai.

La mia entrata fu accompagnata da uno scampanellio elettronico collegato alla porta e la madre di Matteo alzò immediatamente lo sguardo dal giornale che stava leggendo, posandolo su di me. Mi avvicinai a lei, incerta su cosa dire, ma fui preceduta dalla sua voce calda e cordiale.

«Ciao!» mi salutò con entusiasmo. «Tu devi essere Silvia, giusto?»

«Buongiorno. Si, sono io» risposi timidamente.

«Non darmi del lei. Io sono Manuela e per me è un immenso piacere conoscerti.»

Mi tese una mano grassottella e io gliela strinsi, rispondendo educatamente.

Osservai meglio la donna. Poteva essere sulla cinquantina, aveva un viso rotondo e leggermente arrossato e gli occhi scuri. Nell’insieme, donava una sensazione di serenità e gentilezza che mi piacque fin da subito.

«Matteo mi ha raccontato quello che ti è capitato. Povero tesoro, mi dispiace davvero tanto. Voglio che tu sappia, però, che per qualsiasi cosa puoi contare su di me, d’ora in poi.»

Aveva un’espressione sinceramente addolorata e questo la rese ancora più simpatica ai miei occhi. Avevo sempre detestato le persone che si fingevano tristi per le disgrazie che avevo subito, dimenticandosi, meno di un secondo dopo, persino della mia esistenza.

«Ti ringrazio davvero tanto, Manuela, ma ho imparato a cavarmela benissimo da sola. Mi basta avere il lavoro che mi hai offerto, riguardo a tutto il resto posso arrangiarmi.»

Non volevo sembrare scortese con quelle parole, ma non desideravo nemmeno divenire una specie di parassita per qualcun’altro o un modo per espiare i propri errori passati. Avevo badato a me stessa per quasi due anni e sapevo di poterlo fare di nuovo.

«Molto bene» rispose la donna, con un tono di voce leggermente risentito. «Se comunque dovessi avere bisogno di qualcosa, non esitare a chiamarmi.»

Annuii, cercando di convincerla a tranquillizzarsi e Manuela sembrò darsi finalmente pace.

«Vieni» disse, porgendomi un grembiule verde scuro, «ti mostro il negozio e come funzionano le cose qui dentro.»

La sua voce era tornata gentile e premurosa e sembrava essersi dimenticata completamente dello scambio di parole di poco prima.

Iniziò mostrandomi i vari scaffali, elencandomi le differenze principali tra frutta e verdura della stessa specie, ma con caratteristiche diverse. Poi passò a spiegarmi il funzionamento della bilancia, i prezzi dei vari prodotti in vendita e il modo corretto per fare cassa.

«Perché hai assunto me invece di farti aiutare da Matteo?» chiesi a bruciapelo, mentre Manuela mi faceva vedere come bagnare alcuni ortaggi durante il pomeriggio.

La donna sembrò per un attimo presa alla sprovvista dalla mia domanda. Sapevo che non erano affari miei, ma la curiosità mi tormentava dal giorno prima e non avevo saputo resisterle.

«Beh, prima o poi verresti comunque a saperlo, quindi forse è meglio che sia io a dirtelo» rispose lentamente, fissandomi. «Matteo non può aiutarmi in negozio perché, ogni pomeriggio, deve recarsi alla comunità di recupero, appena fuori città.»

Quelle parole mi spiazzarono completamente. Avrei potuto immaginare di tutto, ma di certo non una spiegazione come quella che avevo appena ricevuto.

«So che ti starai chiedendo cos’abbia combinato di male» riprese Manuela, «ma, credimi, lui ha soltanto difeso me. Qualche anno fa è rientrato a casa prima del solito e ha trovato il mio ex marito intento a picchiarmi. Sapeva che spesso succedeva, non era uno stupido e i segni che mi rimanevano sul corpo li vedeva, ma non lo aveva mai colto sul fatto. Quel pomeriggio non ci ha visto più e ha spinto violentemente suo padre, facendogli perdere l’equilibrio e sbattere la testa sullo spigolo della cucina. Morì sul colpo e Matteo fu accusato di omicidio colposo. Non essendo ancora maggiorenne in quell’epoca, fu condannato alla comunità di recupero per cinque anni. Mio figlio è innocente, Silvia, ma sta scontando una pena ingiusta a causa della mia vigliaccheria e paura. Se solo lo avessi denunciato prima…»

Le parole di Manuela si spensero in un sussurro e lei dovette reggersi al bancone per non crollare a terra. Le fui vicino in un attimo e la sorressi, chiedendole se si sentisse bene.

Aveva gli occhi umidi e sussurrò: «È colpa mia.»

Venuta a conoscenza del passato di Matteo, Silvia...

  • Lo troverà solo, in un vicolo, in condizioni pietose e distrutto dal peso della conseguenza delle scelte di sua madre. (21%)
    21
  • Dubiterà della sua innocenza. (16%)
    16
  • Spinta dalla curiosità, lo cercherà per potergli parlare. (63%)
    63
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238 Commenti

  • Ciao Mica.
    Ho trovato la tua storia spulciando nei racconti e mi è sembrata interessante, nonostante il genere non proprio nelle mie corde.

    Il racconto è ben scritto, ma come dice Flavia, ad un certo punto sembra quasi tutto troppo accelerato, come a voler “saziare” il lettore inserendo tante, forse troppe, vicende. Ma nel complesso la storia è godibile.

    Ormai sei arrivata al capitolo finale, e dunque non voto, ma lascio a te e a chi ha partecipato attivamente alle votazioni la scelta del finale.

    Al prossimo capitolo e alla prossima storia!

  • Ciao Mica,
    Silvia continua a essere rassegnata nei confronti di sua madre (ma io spero ancora che nell’ultimo capitolo la madre si faccia viva anche solo mandandole un messaggio), quindi, visto che non ci sono novità in proposito, avrei sviluppato maggiormente la seconda parte, con la discussione tra Samantha e Matteo.
    Voto per la terribile verità.
    A presto!

  • Che bello, sei tornata finalmente! Mancavano i tuoi racconti!!
    Io proprio come Silvia sono curiosissima di comprendere meglio le parole di Matteo, di vedere cosa si cela dietro a quelle frasi pronunciate. Per cui ho votato la prima e non vedo l’ora di sapere come continuerà 😍

  • Ciao Mica,
    vedo che hai cominciato questa storia nel 2015, ma non è mai troppo tardi! Ho letto tutti i capitoli e devo dire che mi ha fatto piacere leggere una storia quasi completa, soprattutto in questo periodo in cui il sito è un po’ disabitato.
    Leggendo il primo capitolo, Silvia mi ha ricordato la protagonista del mio precedente racconto (che ho pubblicato sempre qui su The Incipit), Giada: anche suo padre è morto e sua madre, soprattutto dopo la perdita del marito, diventa ludopatica.
    La tua storia è scorrevole ed è scritta molto bene. Tuttavia, dal secondo capitolo in poi, si svolge tutto nell’arco di due giorni e alcune cose, secondo me, risultano molto affrettate (la madre che scappa, Silvia che racconta tutto a Matteo, Matteo che le offre il lavoro, Manuela che si confida subito con Silvia, Silvia che comincia a provare qualcosa per Matteo). E poi: ma possibile che Silvia si rassegni subito alla partenza di sua madre e non cerchi nemmeno di contattarla? Questa è una questione che affronterei, almeno nel capitolo finale.
    Mi incuriosisce il personaggio di Samantha, perciò voto l’opzione per cui Silvia segue la sua auto in cerca di risposte.
    A presto!

    • Ciao Flavia! Innanzitutto, grazie per aver dedicato del tempo alla mia storia! Onestamente, ti confesso di essere perfettamente d’accordo su quanto hai detto. Rileggendo, ieri, i capitoli scritti fino ad ora mi sono accorta io stessa di molte incongruenze. Credo che ciò fosse dovuto al fatto di essermi lasciata prendere dall’ansia di dover sintetizzare tutto quello che avevo da dire, all’epoca, ma cercherò di rimediare (per quanto, ormai, mi sia possibile) negli ultimi due capitoli. E devo dire che mi hai incuriosita con le somiglianze tra i personaggi delle nostre storie, passerò presto a leggerti! Buona giornata!

    • Ho concluso anche la seconda parte di “Dark fang” ed ho scritto uno spin-off/prequel riguardante un personaggio introdotto in “Dark fang 2”.
      Ho scritto anche un racconto rosa, se ti interessa, ed una rivisitazione di “Cappuccetto rosso”.

      Ah, grazie anche al sito, ho completato un libro che avevo in mente di scrivere. 🙂

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