Carpe Diem

Dove eravamo rimasti?

Durante il pranzo con Matteo, Silvia... Non riuscirà a sapere nulla di più riguardo Samantha e avverrà un altro incontro con lei che la farà rodere ancora di più di gelosia. (54%)

Menzogne

Il resto della mattina trascorse in modo esasperatamente lento. Non riuscivo a concentrarmi sulle varie lezioni che si susseguivano. Il mio pensiero continuava a tornare a Matteo e al suo strano comportamento di qualche ora prima. In primis, mi ero pentita di aver accettato il suo invito. Perché gli avevo detto di sì?

Perché, semplicemente, muori dalla curiosità di sapere chi sia e cosa rappresenti per lui quella ragazza, urlava una vocina nella mia testa in risposta. E come darle torto, dopotutto? Odiavo la sensazione di formicolio allo stomaco che non potevo fare a meno di provare in presenza di quel ragazzo e, soprattutto, detestavo il modo in cui mi ero lasciata andare con lui a confidenze così tanto private. Il problema, però, era che, da quando lo avevo conosciuto, non riuscivo più a resistere al desiderio continuo di volerlo rivedere. Tutta quella faccenda si stava trasformando in un controsenso. Avevo una sola regola, di norma: mai mostrare agli altri le proprie debolezze. Il che, tradotto, significava: mai dare a qualcuno le armi giuste per poterti ferire. E, nonostante le catastrofi che avevano sconvolto la mia vita fino a quel momento, ero sempre riuscita a mantenerla. Ma c’era qualcosa in Matteo che era riuscita a farmi mettere in discussione tutto ciò e a fare in modo di, senza nemmeno accorgermene, rendermi vulnerabile ai suoi occhi. E, nonostante questo mi rendesse furiosa con me stessa, continuavo a balbettare ed arrossire come una scolaretta non appena lo incontravo. Sei patetica, Silvia.

Lo squillo della campanella interruppe bruscamente il corso dei miei pensieri. L’ora della fine delle lezioni era giunta. Raccolsi il mio zaino percependo il mio cuore accelerare di qualche battito e lasciai l’edificio.

Non appena mi fui lasciata alle spalle il cancello della scuola, iniziai a guardarmi in giro alla ricerca di Matteo, tirando un gran sospiro di sollievo quando lo scorsi in lontananza camminare nella mia direzione. Per un attimo, avevo temuto che non si sarebbe presentato.

«Ehi, ciao Silvia» mi salutò, non appena mi raggiunse.

Notai che, rispetto a quella mattina, aveva uno sguardo strano. Sembrava irrequieto e continuava a guardarsi nervosamente intorno.

«Ti piace il kebab?» domandò, subito dopo.

Annuii e lui, immediatamente, si avviò lungo la strada da cui era venuto.

«Andiamo, allora. Ti porto da Alì. È il migliore ed è qui vicino.»

Camminammo per un po’, immersi nel silenzio, ognuno perso nei propri pensieri. Continuavo a scorgere Matteo con la coda dell’occhio che scrutava ogni via che stavamo attraversando con un fare quasi guardingo e la cosa mi stava mettendo a disagio.

«C’è qualcosa che non va?» mi decisi a chiedere, dopo un po’. Mi sorpresi quasi da sola del tono infastidito con cui pronunciai la domanda, ma il suo comportamento stava iniziando a diventare davvero inopportuno, a mio parere.

Il ragazzo, un paio di passi avanti a me, si immobilizzò all’istante e si voltò. Nel giro di una frazione di secondo, vidi prendere forma sul suo viso un’espressione di disperazione pura. In modo del tutto inaspettato, sferrò un violento pugno al tronco dell’albero lì di fianco, sbucciandosi le nocche.

«Sì» rispose, passandosi la mano incolume fra i capelli. «Tutto. Tutto non va, Silvia. Tutto questo è ingiusto. Tu non lo meriti. Nessuno di noi lo merita! E io così non posso continuare.»

La sua voce aveva assunto una nota a metà tra il furioso e l’afflitto. Lo fissai per un attimo, turbata. Con la mano insanguinata e il viso contorto in una smorfia di dolore quel ragazzo, che fino a qualche ora prima aveva ai miei occhi un aspetto così genuino e affascinante, ora mi appariva grottesco. Avvertii un’ondata di confusione mista a rabbia assalirmi. Si stava, forse, prendendo gioco di me? Lo trovava divertente? Raggirare la povera, piccola e indifesa ragazza sfigata, già messa a dura prova dalla vita. Di che si trattava, una scommessa persa con gli amici, magari?

«Ascoltami bene» sibilai, a quel punto, trattenendo a stento la collera. «Non ho idea di che cosa tu stia parlando, ma adesso me ne vado. Tutto questo non mi fa ridere.»

Mi voltai e, mentre mi incamminavo nella direzione opposta da cui eravamo giunti fino a lì, lo sentii bisbigliare qualcosa.

«Cos’hai detto?» urlai, esasperata. «Parla più forte, maledizione, non ti sento!»

«È tutta una menzogna, Silvia. Le nostre vite lo sono, i nostri sentimenti. È tutta una cazzo di bugia! Vorrei poterti dire tutto, ma non posso, non qui e non ora…loro mi cercheranno, tra qualche secondo saranno qui e mi trascineranno via e io non potrò…»

Fu solo il suo tono disperato che mi costrinse a guardarlo in faccia e, non appena lo feci, vedi che stava piangendo e la cosa mi sconvolse profondamente.

In quell’istante, dal fondo della strada, sopraggiunse un’auto rossa a tutta velocità. Quell’auto rossa, notai.

Non appena ci raggiunse, vidi Samantha inchiodare con la macchina di fianco a noi e sporgersi dal finestrino.

«Ehi, bel biondino, che fai, non sali?»

Silvia, confusa e disperata, e non riuscendo a dare una spiegazione al folle comportamento di Matteo...

  • Incuriosita dalle frasi pronunciate da Matteo, inizia ad indagare da sola su quali possano essere le risposte riguardo ciò che lui intendeva (43%)
    43
  • Tronca i rapporti con Matteo, sfuggendo a lui e a qualsiasi domanda quel ragazzo porti inspiegabilmente con sé (14%)
    14
  • Segue la macchina di Samantha in cerca di risposte (43%)
    43
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238 Commenti

  • Ciao Mica.
    Ho trovato la tua storia spulciando nei racconti e mi è sembrata interessante, nonostante il genere non proprio nelle mie corde.

    Il racconto è ben scritto, ma come dice Flavia, ad un certo punto sembra quasi tutto troppo accelerato, come a voler “saziare” il lettore inserendo tante, forse troppe, vicende. Ma nel complesso la storia è godibile.

    Ormai sei arrivata al capitolo finale, e dunque non voto, ma lascio a te e a chi ha partecipato attivamente alle votazioni la scelta del finale.

    Al prossimo capitolo e alla prossima storia!

  • Ciao Mica,
    Silvia continua a essere rassegnata nei confronti di sua madre (ma io spero ancora che nell’ultimo capitolo la madre si faccia viva anche solo mandandole un messaggio), quindi, visto che non ci sono novità in proposito, avrei sviluppato maggiormente la seconda parte, con la discussione tra Samantha e Matteo.
    Voto per la terribile verità.
    A presto!

  • Che bello, sei tornata finalmente! Mancavano i tuoi racconti!!
    Io proprio come Silvia sono curiosissima di comprendere meglio le parole di Matteo, di vedere cosa si cela dietro a quelle frasi pronunciate. Per cui ho votato la prima e non vedo l’ora di sapere come continuerà 😍

  • Ciao Mica,
    vedo che hai cominciato questa storia nel 2015, ma non è mai troppo tardi! Ho letto tutti i capitoli e devo dire che mi ha fatto piacere leggere una storia quasi completa, soprattutto in questo periodo in cui il sito è un po’ disabitato.
    Leggendo il primo capitolo, Silvia mi ha ricordato la protagonista del mio precedente racconto (che ho pubblicato sempre qui su The Incipit), Giada: anche suo padre è morto e sua madre, soprattutto dopo la perdita del marito, diventa ludopatica.
    La tua storia è scorrevole ed è scritta molto bene. Tuttavia, dal secondo capitolo in poi, si svolge tutto nell’arco di due giorni e alcune cose, secondo me, risultano molto affrettate (la madre che scappa, Silvia che racconta tutto a Matteo, Matteo che le offre il lavoro, Manuela che si confida subito con Silvia, Silvia che comincia a provare qualcosa per Matteo). E poi: ma possibile che Silvia si rassegni subito alla partenza di sua madre e non cerchi nemmeno di contattarla? Questa è una questione che affronterei, almeno nel capitolo finale.
    Mi incuriosisce il personaggio di Samantha, perciò voto l’opzione per cui Silvia segue la sua auto in cerca di risposte.
    A presto!

    • Ciao Flavia! Innanzitutto, grazie per aver dedicato del tempo alla mia storia! Onestamente, ti confesso di essere perfettamente d’accordo su quanto hai detto. Rileggendo, ieri, i capitoli scritti fino ad ora mi sono accorta io stessa di molte incongruenze. Credo che ciò fosse dovuto al fatto di essermi lasciata prendere dall’ansia di dover sintetizzare tutto quello che avevo da dire, all’epoca, ma cercherò di rimediare (per quanto, ormai, mi sia possibile) negli ultimi due capitoli. E devo dire che mi hai incuriosita con le somiglianze tra i personaggi delle nostre storie, passerò presto a leggerti! Buona giornata!

    • Ho concluso anche la seconda parte di “Dark fang” ed ho scritto uno spin-off/prequel riguardante un personaggio introdotto in “Dark fang 2”.
      Ho scritto anche un racconto rosa, se ti interessa, ed una rivisitazione di “Cappuccetto rosso”.

      Ah, grazie anche al sito, ho completato un libro che avevo in mente di scrivere. 🙂

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