Carpe Diem

Dove eravamo rimasti?

Silvia, confusa e disperata, e non riuscendo a dare una spiegazione al folle comportamento di Matteo... Segue la macchina di Samantha in cerca di risposte (43%)

Pensieri

Un turbinio di emozioni contrastanti si alternava dentro me mentre camminavo su una spiaggia quasi deserta, appena fuori il centro abitato di Intra. Era lì che mi rifugiavo ogni volta che avevo bisogno di calmarmi o di pensare in modo lucido: una piccola lingua di sabbia mista a ghiaia che si tuffava direttamente nell’acqua cristallina del Lago Maggiore. Raggiunsi il mio punto preferito, un angolino in disparte con un grosso masso franato dalla montagna alle mie spalle chissà quanto tempo prima, e mi sedetti, appoggiandovi contro la schiena e lasciando vagare lo sguardo sullo specchio calmo e piatto che mi stava di fronte. Mi lasciai cullare dal rumore rassicurante delle onde. Avevo un disperato bisogno di fare ordine tra i miei pensieri. Troppe cose erano accadute e, tutte, troppo in fretta. Pensai a mia madre e avvertii una morsa afferrarmi all’altezza dello stomaco. Dove poteva essere? E, soprattutto, il suo era stato un gesto lucido e premeditato oppure era stata sopraffatta da una ricaduta nell’alcol e si era allontanata in stato alterato, magari finendo per perdersi o, peggio ancora, ferendosi senza avere la possibilità di chiedere aiuto e fare ritorno a casa? Ad essere onesta, l’ultima ipotesi non mi convinceva granché, considerati gli armadi della sua camera da letto vuoti, ma una parte di me non riusciva in alcun modo ad accettare neanche la prima. Ero stata alla stazione di Polizia, subito dopo aver scoperto la sua scomparsa, ma l’agente che aveva ascoltato il resoconto di ciò che era avvenuto mi aveva risposto, incurante dell’espressione sconvolta che dovevo aver dipinta sul volto e degnandosi di rivolgermi a malapena un paio di domande su qualche dettaglio di poco conto, che mia madre poteva essersi allontanata di sua spontanea volontà e che sarebbe stato meglio aspettare almeno ventiquattro ore per dare l’allarme. 

«Vedrai che sarà tornata molto prima di allora» aveva detto, accompagnandomi alla porta.

Di ore ne erano passate più di quarantotto, mia madre non era rientrata a casa e io non avevo ancora fatto ritorno alla centrale poiché, in fondo, sapevo benissimo che sarebbe stato del tutto inutile. Avrei voluto poter fare qualcosa, ma la verità era che non c’era assolutamente niente che potessi fare. Ovviamente, sarei presto tornata dalle forze dell’ordine per la denuncia e per avviare le sue ricerche, ma, ne ero certa, non l’avrei trovata. Se mia madre se ne era andata senza lasciare alcun messaggio, poteva solo voler dire che non volesse neanche essere rintracciata ed era sempre stata una donna molto testarda e perfettamente in grado di ottenere quello che voleva.

Ricacciai indietro le lacrime e tirai un lungo sospiro, cercando di impormi di calmarmi. 

In quel momento, la mia attenzione venne catturata dal passaggio di un cigno che nuotava placidamente sull’acqua, ad appena qualche metro di distanza da me. Sembrava così pacifico e, allo stesso tempo, sicuro di sé e, per qualche motivo a me ignoto, mi fece venire in mente Matteo. Quel ragazzo rappresentava un qualcosa di assurdo ed inspiegabile. Era piombato nella mia vita così, all’improvviso, in un momento in cui io mi ero ritrovata ad avere un disperato bisogno di qualcosa che lui, quasi come per magia, mi aveva offerto: conforto e, soprattutto, un lavoro. Non avevo mai creduto in stronzate astratte come il destino o cose simili ma, se ci pensavo ora, sembrava che la sua comparsa fosse stata predisposta per incrociare la mia strada esattamente nel momento più opportuno. Da chi? Beh, a questo non ero in grado di rispondere. Una forza superiore, probabilmente. Un qualcosa che muoveva i fili dell’esistenza dell’umanità intera, dall’inizio dei tempi. 

 Mi riscossi bruscamente da quei pensieri, stavano sfociando nell’assurdo. Quello di cui mi importava, però, era capire cosa intendesse quel ragazzo con le strane parole di qualche ora prima. Non potevo negare che, nonostante mi avesse ferita con il suo comportamento ambiguo, allo stesso tempo, ne volessi sapere di più. Mi alzai, mi era ben chiaro cosa dovessi fare.

***

Trascorsi il pomeriggio al lavoro e, quando finalmente giunse l’ora di chiusura, mi precipitai fuori dal negozio, imboccando la via che portava al centro di recupero, fuori città. Mentre camminavo, la Mini rossa di Samantha mi superò, diretta, a gran velocità, nella mia stessa direzione. Scorsi chiaramente la ragazza alla guida, che però non parve accorgersi di me e proseguii per la sua strada. 

Quando giunsi in prossimità dell’edificio, notai subito la stessa auto parcheggiata davanti all’ingresso e mi nascosi dietro ad un muretto. Non dovetti attendere molto prima di veder uscire Matteo che, guardandosi attorno con aria nervosa, salì a bordo. Ero troppo lontana per distinguere chiaramente le parole tra loro ma, dopo uno scambio che mi parve molto animato, entrambi scesero dalla macchina, rientrando dalla stessa porta da cui era uscito Matteo, poco prima. Avevo una sola possibilità. Sgusciai fuori dal mio nascondiglio e li seguii.

Eccoci, finalmente, giunti in prossimità del gran finale...Silvia, seguendo Samantha e Matteo, all'interno dell'edificio, scoprirà:

  • Entrambi fanno parte del centro di recupero, poiché entrambi responsabili di ciò che, apparentemente, aveva commesso, in passato, Matteo (20%)
    20
  • Che i due nascondono un terribile segreto che non riguarda solo lei, ma migliaia di altre persone ignare (0%)
    0
  • Una terribile verità che metterà in discussione la sua intera esistenza e tutto ciò che è accaduto fino a quel momento (80%)
    80
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238 Commenti

  • Ciao Mica.
    Ho trovato la tua storia spulciando nei racconti e mi è sembrata interessante, nonostante il genere non proprio nelle mie corde.

    Il racconto è ben scritto, ma come dice Flavia, ad un certo punto sembra quasi tutto troppo accelerato, come a voler “saziare” il lettore inserendo tante, forse troppe, vicende. Ma nel complesso la storia è godibile.

    Ormai sei arrivata al capitolo finale, e dunque non voto, ma lascio a te e a chi ha partecipato attivamente alle votazioni la scelta del finale.

    Al prossimo capitolo e alla prossima storia!

  • Ciao Mica,
    Silvia continua a essere rassegnata nei confronti di sua madre (ma io spero ancora che nell’ultimo capitolo la madre si faccia viva anche solo mandandole un messaggio), quindi, visto che non ci sono novità in proposito, avrei sviluppato maggiormente la seconda parte, con la discussione tra Samantha e Matteo.
    Voto per la terribile verità.
    A presto!

  • Che bello, sei tornata finalmente! Mancavano i tuoi racconti!!
    Io proprio come Silvia sono curiosissima di comprendere meglio le parole di Matteo, di vedere cosa si cela dietro a quelle frasi pronunciate. Per cui ho votato la prima e non vedo l’ora di sapere come continuerà 😍

  • Ciao Mica,
    vedo che hai cominciato questa storia nel 2015, ma non è mai troppo tardi! Ho letto tutti i capitoli e devo dire che mi ha fatto piacere leggere una storia quasi completa, soprattutto in questo periodo in cui il sito è un po’ disabitato.
    Leggendo il primo capitolo, Silvia mi ha ricordato la protagonista del mio precedente racconto (che ho pubblicato sempre qui su The Incipit), Giada: anche suo padre è morto e sua madre, soprattutto dopo la perdita del marito, diventa ludopatica.
    La tua storia è scorrevole ed è scritta molto bene. Tuttavia, dal secondo capitolo in poi, si svolge tutto nell’arco di due giorni e alcune cose, secondo me, risultano molto affrettate (la madre che scappa, Silvia che racconta tutto a Matteo, Matteo che le offre il lavoro, Manuela che si confida subito con Silvia, Silvia che comincia a provare qualcosa per Matteo). E poi: ma possibile che Silvia si rassegni subito alla partenza di sua madre e non cerchi nemmeno di contattarla? Questa è una questione che affronterei, almeno nel capitolo finale.
    Mi incuriosisce il personaggio di Samantha, perciò voto l’opzione per cui Silvia segue la sua auto in cerca di risposte.
    A presto!

    • Ciao Flavia! Innanzitutto, grazie per aver dedicato del tempo alla mia storia! Onestamente, ti confesso di essere perfettamente d’accordo su quanto hai detto. Rileggendo, ieri, i capitoli scritti fino ad ora mi sono accorta io stessa di molte incongruenze. Credo che ciò fosse dovuto al fatto di essermi lasciata prendere dall’ansia di dover sintetizzare tutto quello che avevo da dire, all’epoca, ma cercherò di rimediare (per quanto, ormai, mi sia possibile) negli ultimi due capitoli. E devo dire che mi hai incuriosita con le somiglianze tra i personaggi delle nostre storie, passerò presto a leggerti! Buona giornata!

    • Ho concluso anche la seconda parte di “Dark fang” ed ho scritto uno spin-off/prequel riguardante un personaggio introdotto in “Dark fang 2”.
      Ho scritto anche un racconto rosa, se ti interessa, ed una rivisitazione di “Cappuccetto rosso”.

      Ah, grazie anche al sito, ho completato un libro che avevo in mente di scrivere. 🙂

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