L’ancora

Dove eravamo rimasti?

Per voi la penultima scelta, l'ultima sarà scegliere di leggere il finale. Il sussurro del vento. (60%)

Fenice

Tabacco, whiskey e sabbia di mare, l’odore di suo padre.

Sopra le spalle a proteggerla dal vento gelido dell’inverno del mar Mediterraneo c’era solo il suo abbraccio.

Lalie era triste quella sera e suo padre, anche se non lo dava a vedere, lo era più di lei.

L’indomani sua madre Claire e suo fratello Claude l’attendevano a Marsiglia per festeggiare l’ultimo giorno dell’anno insieme. Non avrebbe mai visto l’anno nuovo in faccia ma questo non poteva saperlo nessuno, nemmeno lei.

«Che hai che non va, Lalie?»

Lei parlò, lo sguardo rivolto al mare. «È questo momento. È tanto bello da essere triste.»

Lui le sistemò una lunga ciocca bionda dietro l’orecchio. «Ci saranno altre vacanze, Lalie.»

La ragazza prese un lungo, lento respiro. «Grazie di tutto, papà. A casa non è la stessa cosa da quando… non vivi più con noi.» La sua voce vacillò mentre tacque sulle circostanze del divorzio tra lui e sua madre ma strinse i pugni e andò avanti. «Voglio che tu sappia che sei stato la mia ancora e lo sarai sempre

«Lalie…» Fu l’unica cosa che lui riuscì a dire. La strinse più forte per un po’ fino a che il sussurro del vento divenne troppo incalzante e li costrinse a ritirarsi nelle cabine.

A Lalie piacevano le tempeste. Nelle ore trascorse in mare con la sua famiglia ne aveva guardate a centinaia. Quella notte quando il rumore del tuono la svegliò, la ragazza salì sul ponte della barca per godersi la sua tempesta ma un’onda improvvisa la trascinò oltre il parapetto e le gelide acque del mediterraneo la reclamarono per sempre.

Suo padre dormiva, troppo ubriaco per sentire le grida o per essere svegliato dal rumore della tempesta.

Così il mare fu l’unico testimone di ciò che accadde quella notte.

*

«Ci siamo.» ansima Louis.

I tre si fermano all’ombra di un albero davanti al cancello arrugginito di un cimitero. Il vecchio ha le guance arrossate, il nodo della cravatta allentato e il fiato corto per la salita. Rovista nelle tasche della sua giacca mentre i due ragazzi si asciugano il sudore dalla fronte. Felipe si lascia sfuggire verso di disappunto quando Louis tira fuori una lunga sigaretta dalla tasca.

«’fanculo.» mormora il vecchio. Fa scattare l’accendino e tira una lunga boccata di fumo nei polmoni.

Gli occhi di Felipe incontrano per un istante quelli di Âmbar ed entrambi decidono di tacere.

Sono stati giorni difficili per Louis, dopotutto.

“Se una giuria ti ha dichiarato innocente non significa che tu lo sia.” Le parole che Claude ha rivolto a Louis quel mattino dopo la sentenza risuonano ancora nella testa di Felipe.

Louis ha voltato le spalle al figliastro prima che lui potesse aggiungere altro ma dalla sua espressione è stato facile intuire che fosse pienamente d’accordo con lui.

Poi con un solo cenno del capo li ha guidati per un’ora sotto il sole cocente, tra le strade di quella città estranea.

Felipe ha guardato gli altri due con preoccupazione crescente per tutto il tragitto. Lui troppo vecchio, lei…

Il rumore del tacco della scarpa elegante che calpesta il mozzicone lo distoglie dai suoi pensieri. Osserva Louis aprire il cancello e spostarsi silenzioso tra le lapidi.

Camminano per diversi minuti e sulla sommità di una collinetta il vecchio crolla in ginocchio di fronte alla statua di un angelo dalle ali incrostate di nero. Felipe lo ha visto urlare, imprecare, ridere ma non ricorda di averlo mai visto piangere.

«È un posto bellissimo, Louis.» Le guance di Âmbar sono rigate di lacrime, come le sue.

Felipe lascia che il suo sguardo vaghi sulla città. Sembra che siano le ali dell’angelo a dispiegarla di fronte a loro. E il mare che luccica sullo sfondo ha una sfumatura sinistramente simile a quella degli occhi di Claude.

“Anche quando tutto tace,

il mare è come l’anima,

non fa silenzio mai.”

In memoria di Lalie Bernard

Louis rompe inaspettatamente il silenzio. «Claire mi amava più di quanto io amassi lei ma lei decise di lasciarmi quell’inverno. Aspettava che io smettessi di bere per amore loro ma non accadde mai. Non riuscì ad accettare la perdita di sua figlia. Un anno dopo la sua scomparsa si gettò dal balcone del quinto piano.» Il vecchio prosegue con voce tremante. «Rimase in vita ma era un fottuto vegetale. Claude non mi lasciò mai avvicinare a lei. Mi ha detto solo che pianse. Pianse tutti i giorni finché morì, pochi anni dopo.»

Âmbar fa un passo avanti e appoggia una mano sulla spalla del vecchio. «Non è stata colpa tua.»

«Sì, invece.»

«No, ti dico. Non hai esitato a salvare me e non avresti mai esitato a salvare lei. Mai.»

«Distruggo tutto ciò che tocco. Dovreste andare via.»

Stavolta è Felipe a parlare. «Não, Louis. Noi resteremo con te.» Il ragazzo prende la mano del vecchio e la porta sulla pancia appena accennata di Âmbar. Lo sguardo vitreo di Louis si tinge di incredulità. «Hai donato a entrambi la nostra seconda possibilità e adesso siamo noi ad offrirne una a te. Andiamo a casa.»

Âmbar posa la sua mano sulle loro. E dopo un minuto interminabile il vecchio si alza. Ha uno strana strana luce negli occhi.

«Andiamo. Il mare ci aspetta.»

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362 Commenti

  1. Vorrei scusarmi con tutti per il ritardo.
    E quando dico ritardo, intendo vero ritardo (circa cinque anni)!
    Non so chi leggerà il finale di questa vecchia storia ma sappiate che l’ho scritto più per me che per voi. Dovevo a Louis, Felipe e Âmbar il loro finale ma non volevo scriverlo per non lasciarli mai andare.
    E infine l’ho fatto.
    D’altra parte meglio tardi che mai, giusto?

    • Io l’ho letto. E mi è piaciuto. E capisco che dovessi il finale ai tuoi personaggi, è un pensiero che ho avuto più volte (quando scribacchiavo 😀 ).
      Mi fa piacere che tu abbia trovato il tempo per terminare questa storia, che mi era rimasta impressa.
      E pazienza, se vorrai sparire per altri cinque anni, capirei anche questo.

      Ciao, buona vita

      • Ciao JAW, felice di rivederti ancora qui.
        Il mio “ritorno” è stato come incontrare un amico che non vedevo da lunghissimo tempo e inutile dire quanto questo amico io l’abbia trovato cambiato!
        In ogni caso spero di tornare a farmi viva molto prima di cinque anni. Magari cinque giorni!

        Ciao, a presto

        • Ti sono sembrato un po’ sbrigativo, eh? Ti chiedo scusa, in realtà non ero sicuro che avrei ottenuto una risposta da te, sarà perché mi è capitato di commentare un’altra autrice che si è fatta viva dopo un silenzio lunghissimo e in quel caso non ho avuto alcun feedback. Ci sono rimasto malissimo 😀
          Per questo sono contentissimo che tu mi abbia risposto. Cambiato? Be’, sì, senz’altro. Se non altro perché non scrivo da un pezzo. Ero molto più attivo, prima, pensa che avevo (e ho) tre account su questa piattaforma, anche se ne usavo al massimo due alla volta (e no, non mi regalavo incipoints ,al massimo mi scappava qualche doppio commento agli autori – o autrici – che apprezzavo di più). Adesso, nulla, non scrivo né qui né altrove. Però se tu riprendi a scrivere ti leggerò con piacere.
          A proposito, Moneta ricambia il tuo saluto ed è contenta esattamente quanto me che ti sia fatta viva 😉
          Come scrivevo un tempo:
          Ciao, a presto
          O, se preferisci
          Ciao ciao

          • Jaw, no niente affatto, la risposta un po’ distaccata è assolutamente giustificata. D’altra parte cinque anni si fanno sentire!
            Ho trovato il sito molto trascurato, non tanto dagli utenti quanto dagli stessi creatori. È un peccato vederlo abbandonato a se stesso. Vedevo (e vedo ancora per certi versi) in TheIncipit una forte potenzialità e un minimo sforzo potrebbe ancora ribaltarne le sorti.

            Io ho scritto altrove in questi cinque lunghi anni (niente di importanza o degno di nota, in realtà) e questo è parte del motivo per il quale ho abbandonato questa storia e TheIncipit stesso. Tanto tempo fa avrei voluto scrivere un racconto per ogni genere, più che altro per mettermi alla prova, oggi non so più se ne valga la pena…

            Proprio leggendo il racconto di Moneta ho appreso la sua identità (non troppo) segreta. Mi fa piacere ritrovarti qui. Spero che un giorno potremo tornare a leggere a vicenda le nostre storie. Nel frattempo ti saluto.
            A presto!

  2. Ecco finalmente ho letto (e riletto) tutto il racconto e non posso che aspettare e quindi scegliere di leggere il finale. Ho scelto il sussurro del vento. L’ho scelto perché mi ha fatto immaginare di essere su una barca, lontana, sull’oceano selvaggio. Mi ha fatto sentire il profumo della salsedine. È stata una storia densa e tormentata, la tua scrittura ha assorbito i miei sensi e acceso le mie sensazioni. Brava. Davvero.

    • Misaki le tue parole mi riempiono di gioia.
      Nel corso di questi quattro lunghi anni ho riletto tante volte questo racconto e devo dire che cambierei tante cose ma non l’atmosfera che ho creato, della quale ero e resto profondamente innamorata.
      Mi sento anche davvero tanto in colpa per avervi fatto aspettare così tanto. Come ho detto più su, ho scritto questo finale più per me che per voi, ma spero che in un modo o nell’altro questa fine riesca ad arrivare a tutti coloro che si sono lasciati avvolgere da quel profumo di salsedine.

      • Trix, finalmente!
        Perdona il ritardo ma volevo ricavarmi un po’ di tempo per rileggere tutta la storia prima di terminarla. È proprio una bella sensazione, sai? Che tu abbia voluto e potuto terminarla, qualunque sia la motivazione.
        Grazie, di cuore. Per questo finale doloroso e pieno di speranza. Per i segni sulla pelle, le pagine volanti, l’odore del vento.
        Un abbraccio.

        • Alessandra,
          le tue parole mi fanno battere il cuore, davvero. Non riesco a credere che tu abbia riletto tutta la storia per gustarti un finale che ha tardato così tanto ad arrivare.
          Ti ringrazio tanto per le tue parole. L’abbraccio lo ricambio io, stretto stretto

  3. Odore di fiori, mi pare che in questo racconto gli aromi siano importanti.
    Dunque Louis non è nient’altro che un naufrago; è morto una volta sommando ai lutti l’odio sordo di un figliastro che ha trovato un modo più efficiente di elaborare il lutto. Un naufrago come Ambar e come lei ha scelto il mare come rinascita. E Felipe? E’ il trait d’union? La forza della speranza?
    Ottimo come sempre.
    Ma ti fai desiderare troppo! 🙂
    Ciao Ciao

    • Felipe è il cuscinetto, Moneta. Senza di lui Louis e Âmbar non durerebbero nemmeno trenta secondi. Sono, sì, anime affini ma fin troppo.
      Non saper azzeccare le tempistiche è sempre stato uno dei miei grandi difetti. Un altro, pensa un po’! Ci provo sul finale, ma non prometto nulla.

  4. Il sussurro del vento… come quello che mi ha trascinato sin dalle prime parole cariche di freddezza, quella di cui era impregnata la conversazione tra padre e figlio per poi condurmi tra lo sciabordio delle onde insieme al dolore di Louis che si è poi trasformato in speranza, quella di una nuova famiglia con Felipe e Ambar.
    Grande Trix.

      • Letto. 😉
        sei andata così in fondo che mi sono persa pure io ! ahahahahaha
        Mah, carissima, che dirti… facciamo che ti ringrazio e basta… stasera sono polemica di mio e tu sei così gentile che non vorrei sfogarmi con te per colpa di altri 😉 Ah, è tornato Napo, se può interessarti… lo trovi tra le storie appena pubblicate… lui vale sempre la pena di leggerlo 😉

        • Se ho detto stupidaggini, ed evidentemente l’ho fatto, hai il mio permesso per darmi dell’imbecille, gentile o no!
          P.S. Napo l’ho già letto da un pezzo. Caso ha voluto che avessi sia il sito che la mail aperta e la notifica non ha fatto in tempo ad arrivare a destinazione che io ero già lì. Seguo in disparte, per adesso, ma seguo, seguo. E chi se lo perde!

          • No, Trix, hai capito male ( ?) , sono arrabbiata ( si scrive con due bì?) con altri… ahahahah e dicevo che ho paura di prendermela con te che ti adoro invece!! ahahhah
            Lo segui in disparte? ummm… e riesci a evitare la sua ombra incombente? eheheheh
            In quanto alla tua analisi…. SIIII!!! hai perfettamente ragione. Arianna è ME. Eve e le altre erano la ME che vorrei essere e non sono. oggi sono io. 😉 peccato che nessuno lo apprezzi… ahahah anche perchè nessuno mi conosce! 😉 vabbè, in fondo è per questo che sono io. Scrivo in incognito…

            • No, mi sono spiegata male, la mia era una battuta male architettata. Non volevo indurti a rispondere bypassando (si scrive con la ypsilon, giuro!) la tua arrabbiatura e per averlo fatto in nome della mia gentilezza ti ringrazio il doppio, anzi, il triplo!
              Io trovo che chi non ci conosce sia capace di osservare tutte le nostre sfaccettature senza limiti, perché chi ci conosce magari le ha sotto gli occhi da sempre e le guarda senza riuscire più a vederle. E io ti apprezzo, per quello che vale!

  5. Felipe sta perdendo, vado matta per i perdenti e lo voto.
    Non so cosa commentare, non ho niente da dire su stile, atmosfera, eccetera, a me piace tutto. Brava. Ah, no, trovato! Eh, eh, hai scritto “Ambar tu..” con solo DUE punti di sospensione! Occhio, eh!! 😀

    Ciao Ciao

    • Io ci provo a scrivere nei tempi ma mi perdo sempre nella messa in opera.
      Mi hai quasi fatta emozionare all’altezza della parola “professionista”. Ma magari!
      Leggo di tutto e non vorrei mai smettere. In generale non amo molto i saggi e leggo tanti romanzi, di ogni genere, di ogni epoca e autore. Eppure studio qualcosa di totalmente differente (ingegneria civile), e mi piace pure. Ho sempre sostenuto che se mi dividessero a metà troverebbero da una parte ingranaggi e dall’altra pagine.
      Consigliami qualche titolo, mi farebbe tanto piacere.

      • Mah, per approfondire un po’ di elementi di scrittura creativa ti consiglio
        Donna Levin, con “Scrivere un romanzo.”
        Una lettura molto preziosa per comprendere nel profondo gli espedienti narrativi da utilizzare quando si scrive una storia.

        Per una lettura che insegna, nel vero senso della parola, poetica, intrigante, avvincente, superiore alla media: leggo assolutamente il romanzo
        Il segreto dei suoi occhi
        di Eduardo Sacheri

        e già che ci sei – ma solo dopo aver letto il romanzo giallo, altrimenti ti rovina la sorpresa – guarda anche il film, hanno trasposto cinematograficamente il romanzo

        Il segreto dei suoi occhi nella versione argentina/spagnola per la regia di Juan José Campanella. ( che per questo ha preso un Oscar a miglior film straniero)

        ( per carità non commettere l’errore di guardare la versione americana con Nicole Kidman, è da arresto… civile e cardiaco)

  6. Ciao,
    Quando – e non mi capita spesso – leggo racconti come questi mi domando chi è che decide che le librerie debbano essere invase da montagne di carta intrise di banalità scritte male quando ci sono persone che hanno qualcosa da raccontare, sanno bene come farlo e nonostante ciò sono lontani da una ribalta simile, a discapito loro e dei tanti lettori che avrebbero se solo venissero giustamente valorizzati.
    Complimenti. Si può percepire, quasi fosse tangibile, quanto ti piace raccontare e certamente lo fai molto bene. Mi piace la storia e soprattutto l’atmosfera, ammiro il modo In cui riesci a rendere in poche parole un’immagine, un’emozione. Finisco qui, non vorrei esaurire i 5000 caratteri, ma sappi che ti stimo.

    • Ciao, Jaw.
      Nella vita reale, dietro Trix intendo, molte persone mi ripetono da anni che ho una grave, grave mancanza verso me stessa, tra le tante: non ho idea di come accettare i complimenti. Rido, nego, faccio finta di nulla, abbasso lo sguardo e arrossisco. Mi è stato fatto notare che nessuna di queste è una reazione adatta, perciò, oggi ti risponderò con un semplice grazie.
      A presto.

  7. Ciao, Trix. Era ora! 😉 E’ stato difficile cosa? Scrivere questo ennesimo gioiellino?
    Se ti serve un mese per scrivere un episodio ma po lo scrivi così, ok, aspettiamo un mese a episodio! 😉
    Io dico goccia di sangue, che avevi dubbi? ahahaha

  8. Indizio.
    Ciao Trix, sono stata trascinata dall’incipit per tutti e sei gli episodi senza mai fermarmi. La trama è molto intrigante e ben costruita, ma ciò che mi ha presa maggiormente è il tuo stile, il tuo modo silenzioso e delicato di afferrare il lettore e immergerlo nel vissuto dei personaggi, di fargli provare sulla pelle il loro stesso stato d’animo: la rabbia, il dolore, l’angoscia, l’impotenza, la rassegnazione, la paura.
    Sono contenta che tu abbia ripreso a pubblicare, perché penso che i tuoi personaggi abbiano il diritto di continuare a “vivere”, qualunque sia il destino che riserverai loro.
    Complimenti anche per la copertina.

  9. sono finalmente arrivato a scrivere il capitolo 6 anche io ma… ho trovato qualcuno più lento di me? tutto bene spero! attendo con vivo interesse il tuo 7° perché non ho nessuna intenzione di raggiungerti (non parlo di punteggio in quanto tu e Alessandra siete giustamente e meritatamente inarrivabili)
    à bientôt
    gianfranco

  10. Ciao trix! Mi scuso per il ritardo, ma il lavoro mi ha impedito di leggere il tuo nuovo capitolo finora. Bellissimo! E soprattutto sono meravigliose le sensazioni che hai trasmesso attraverso la descrizione della casa di Felipe. Complimenti per a copertina! È meravigliosa! Io voto per imprevisto. Al prossimo! 😉

  11. Scrivi bene, rispetto alla media, mi hai ricordato Alessandra per certi versi…
    questa storia mi piace molto e anche la copertina. l’avevo già letta dal telefono ma è impossibile votare da lì, non funziona proprio, non il mio telefono questo sito. comunque ti seguo sei brava e le atmosfere sono bellissime.
    ostacolo

  12. indizio…
    mi sembra la scelta più logica x ritrovare Louis che è scomparso…
    brava. trix, bello questo capitolo….in particolare mi è piaciuta la parte in cui Felipe osserva la ragazza e i suoi tratti, restandone affascinato…
    complimenti!!!

  13. …mi spiace inserirmi solo ora, però nel prossimo episodio ci sarebbe stata meglio l’insonnia introspettiva dei personaggi e magari un accenno di tempesta per “testare” la tenuta dello strano equipaggio. Con “imprevedibile armonia” subito, anziché un racconto d’avventura potrebbe trasformarsi in un main stream o peggio in una commedia rosa – comunque proseguo a leggere… e vedremo gli sviluppi

  14. Ciao, Trix! Magnifico episodio! E molto bella anche l’aggiunta del collegamento con la descrizione dei Pastel de nata! Io devo ammettere di essere molto indecisa questa volta. Vorrei votare per una nuova casa per Ambar, però vorrei anche sapere ancora di Louis, soprattutto perché ho un brutto presentimento su di lui a causa della tempesta in arrivo di cui ha parlato Felipe. Scelgo per la prima, ma spero di saperne di più anche sulla seconda. A presto! Bravissima! 🙂

  15. In un mondo perfetto cliccando il link sui pastéis de nata si potrebbe direttamente scaricare il dolcetto e gustarlo con la storia, invece resto a sbavare sullo schermo immaginandone il sapore. Mossa sleale prendere i lettori per la gola 🙂 Comunque, voto Louis, voglio capire cosa si cela dietro le sfuriate da vecchio asociale.

    • Gli odori erano il focus dell’episodio, sono felice che sia trasparito il mio intento.

      Provo a dare sempre il massimo ma scrivere di sentimenti così intensi mi coinvolge molto in prima persona. Forse questo pregiudica un po’ la scrittura ma io sono così. Prendere o lasciare
      Ti ringrazio per aver preso. Per ora!

  16. Premesso che comunque mi piacerebbe sapere di più su entrambi (personaggi molto belli nel loro carattere e descrizione più che altro), facciamo magari una capatina in una grotta di un tesoro forse ? o di un veliero ? Oggi ho visto linea blu. Ed ho visto posti in Italia fantastici. 🙂

  17. Seguo, mi piace come scrivi. Hai chiuso bene il secondo episodio. Ho trovato un po’ banale (e anche tu) la metafora sulla quiete prima della tempesta. “«Come potrei dimenticarlo quando il tuo sangue è rimasto attaccato alla suola delle mie scarpe per giorni?»” bella trovata. “Ad ogni tiro il puntino arancione si illumina tanto vicino ai suoi baffi che quasi temo prendano fuoco” mi piace.

    Ho scelto giro turistico del luogo. Naturalmente quel luogo è Cuba negli anni ’80.

    E tu l’ hai mai avuto un attacco di panico?

  18. Qualcosa in più su Louis… please 😉
    Tu riesci a farmi vedere il mare, la linea d’orizzonte, le stelle quando è notte, sei molto abile, è sempre un piacere salire sulla nave con te. Però non condivido la scelta del cambio di PV, generalmente si cambia solo su scena, non su visione. Voglio dire che se scrivi in terza limitata, puoi per ogni scena essere nella mente di un personaggio, ma saltare dalla terza in prima persona è un po’ poco ortodosso… vabbè, bando alle ciance, gettiamo le reti e restiamo con Louis… in questo spettacolare viaggio d’oltremare.

    • L’intenzione era quella di ricorrere alla prima persona solo per capire meglio drammi e comportamenti di Âmbar. Per ascoltarli di prima mano da lei e non filtrati dall’occhio osservatore e attento di Felipe. In realtà è lui il vero narratore di questa storia.
      Qualcosa di più su Louis. Ci sarà da divertirsi.

  19. “C’è un momento, prima della tempesta, in cui il mare fa silenzio. Un attimo, un solo attimo in cui tutto si ferma, nel quale l’acqua inspiegabilmente si placa e l’aria diventa pesante, satura di energia” vale tutta la puntata, la riassume, la racchiude e la svela. Complimenti vivissimi. Ho votato per l’armonia.

  20. Il mio voto ha mandato in pareggio non due ma ben tre opzioni 😀
    Bella la parte in cui parli della tempesta e del mare mentre la lite è bellissima ma ho apprezzato un po’ meno il personaggio di Felipe. Si lascia scivolare addosso tutto, si perde un po’ tra le due forti personalità di Louis e della ragazza. Quando ci dirai il suo nome, a proposito? 🙂

  21. Insonnia.
    Hai dato alla ragazza e a Louis lo stesso tenore emotivo. Dovresti diversificarli. Tuttavia quando parli della “quiete” prima della tempesta, del silenzio del mare, ti dimostri abile osservatrice. Per scrivere bene si deve essere anche ottimi osservatori. Tu lo sei, non c’è dubbio. Devi solo approfondire le caratterizzazioni dei personaggi. Brava.

  22. Grazie per avere abbandonato la formattazione “centrato”.
    Ineccepibile la scrittura di questo capitolo. Concordo con Valerio31 su la quiete prima della tempesta.
    E se adesso subentrasse la quiete dopo la tempesta (leggi imprevedibile armonia).

  23. Oooh bella questa parte soprattutto

    “C’è un momento, prima della tempesta, in cui il mare fa silenzio. Un attimo, un solo attimo in cui tutto si ferma, nel quale l’acqua inspiegabilmente si placa e l’aria diventa pesante, satura di energia. Poi d’improvviso un tuono, una folata di vento, le onde e una goccia. E la violenza si abbatte sul mondo come se quella parentesi di calma non fosse mai esistita.”

    Poi il crescendo della misoginia se così possiamo chiamarla di Louis è qualcosa di letteralmente epico! 🙂

    Brava! 🙂

    C’è un momento prima della tempesta in cui il mare è in silenzio!

    Ed infatti proprio per questo voglio passare dalla metafora ad una tempesta vera e propria! 🙂 Au revour! 🙂

  24. Ciao. 🙂 Decisamente io dico spietato cinismo. Devo dire che ho visto solo adesso questa storia e mi son piaciuti entrambi gli episodi. La trama è interessante e poi trovo molto affascinate il tuo modo di raccontare. Sai creare l’attesa al lettore. Complimenti!! Ti seguo. 🙂

  25. Consiglio tecnico:
    evita il centrato, è affascinante se usato con moderazione ma ora i miei occhi piangono ogni volta che cambio riga haha.

    Mi piace il fatto che i periodi sono molto brevi e ben staccati, mi ricorda molto il primo racconto che ho scritto qui su TheIncipit (e che ho già concluso ovviamente).
    Vai forte nelle scene di movimento e sei riuscito bene ad adattare il tuo stile a questo tuo punto forte.

  26. La sonora risata sarebbe l’opzione più inaspettata secondo me. Buona la caratterizzazione di Louis, gli aneddoti su di lui risultano molto interessanti e divertenti, danno alla storia quel tocco di leggerezza in più che manca visti i temi scottanti che tratti in ogni capitolo. Dovresti però, cercare di non iniziare le frasi con “ma”, una volta va bene ma l’hai fatto molte volte in questo capitolo. Prestaci più attenzione perché la tua scrittura è molto buona. Al prossimo capitolo 😀

  27. Continui con la tua descrizione che amo. Che scena brutta quella del padre. Anche e posso garantire che delle volte le parole fanno più male delle botte.

    Dettagli!

    Ad ogni modo congratulazioni! 🙂 Brava! Ho scelto l’animata discussione perché mi pare la scelta più probabile! 🙂

    • Bicchio, devo ringraziarti doppiamente per essere passato.
      Poco tempo fa ho letto l’incipit di una storia già cominciata. Poi, nel caos della metropolitana ho completamente dimenticato titolo e autore. Adesso l’ho ritrovata e vado subito a recuperare ciò che mi sono persa.
      Grazie.

  28. Ben particolareggiato! Questa è quel che definisco una storia bella e che quindi si fa raccontare senza apparire una enciclopedia! 🙂 Ti seguo senz’altro! Bello cacchio! 🙂

    Complimenti! 🙂 La descrizione della stanchezza della persona all’inizio, che suppongo essere la stessa donna dopo, è splendida come anche il dopo! Descritto la barca e la comitiva, poco ma bene! 🙂 Ripeto ti seguo! 🙂

    • Ciao Valerio, appena passata a leggere il tuo incipit, cacchio!
      Mi fa piacere che tu abbia apprezzato, ma hai ragione. Non sapevo che titolo dare e l’ho buttato lì. Azzurro del mare, azzurro del cielo, azzurro come Louisa, azzurro come (non posso ancora dirlo).
      Grazie per l’apprezzamento, mi ha fatto molto piacere.

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