Ovunque Andrai

Una bufera di vento e fango

Anche il cielo, come me, avrebbe voluto piangere… ma non lo faceva e se ne stava immobile, grigio, spento a meditare… ed io con lui…

Mi ripeteva in continuazione che ero la sua principessa e che non mi avrebbe mai lasciata… eppure non aveva mantenuto quella promessa e se n’era andato… così… senza avviso…

Se ne andò via come una foglia in un giorno d’Ottobre, ed ora che non c’era più io mi sentivo proprio come quel rinsecchito albero autunnale da cui la foglia era volata via… ed era colpa mia… me lo ripetevo ormai da molto tempo… Avrei potuto fermarlo… ma forse tutto era già stato scritto: le stelle avevano deciso che sarei dovuta rimanere sola… in mezzo ad una bufera di vento e fango… già… perché proprio così era la mia vita: una bufera di vento e fango…

Il fiume di pensieri che scorreva nella mia stanca mente fu interrotto dal rintocco della campana…

Era ora.

Mi alzai dal praticello dove ero seduta e mi incamminai verso l’entrata della chiesa…

C’era gente ovunque… e non c’era da meravigliarsi di ciò: era sempre stata una persona disponibile, altruista ed aveva sempre fatto di tutto per gli altri… già… anche quella sera… quella maledetta sera…

Cercai di evitare gli sguardi dei presenti e mi avviai verso il mio posto, che mia madre stava occupando premurosamente con la sua borsa.

Il vocio fu interrotto dall’entrata del feretro: tutti si alzarono e tacquero; alcuni piansero, altri stavano in silenzio… a guardare quel nero corteo avanzare verso l’altare, dove il sacerdote stava già aspettando…

Altri venivano da me, a consolarmi, a farmi forza…ma erano più distrutti di quanto lo fossi io… e così, anche se il mio cuore piangeva, cominciai a regalare sorrisi… in fondo, se è vero ciò che dicevano i romani, “Omen Nomen“, era quello il mio destino… portare rassicurazione, serenità, beatitudine… anche quando il mio cuore stava per esplodere… era quello il destino di una che, come me, si chiama Beatrice…

Chi è il defunto nella bara che sta avanzando verso l'altare?

  • Il migliore amico di Beatrice (53%)
    53
  • Il fidanzato di Beatrice (20%)
    20
  • Il padre di Beatrice (27%)
    27
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27 Commenti

  1. Niente incidenti o aggressioni, please. Eravamo con l’atmosfera epica del mitico Vasco, non tingiamo di rosso le strade! 😉 Facciamo che torna a casa.
    Ce l’hai fatta a tornare, eh!

  2. Recupero oggi questo testo che, a quanto vedo, è rimasto a lungo sospeso, come un singhiozzo troppo a lungo trattenuto.

    Mi piace molto, sappi che ti seguo, mi piace inoltre questo mix fra letteratura e musica (benchè non ami Vasco nel contesto mi ha toccato) e quindi io sarò qui a leggere il seguito di questa storia.

  3. cercavo un autore che come me tentasse di dare voce ad una donna. Per non sentirmi solo in questa improvvida avventura.
    Ho trovato e la tua storia dai prodromi così speculari alla mia.
    Voto per il fidanzato (la foglia si stacca quando muore, no?)
    Ti seguo

  4. Fidanzato di Beatrice…
    bello questo incipit, ti dà un senso di nebbia alla storia che prosegue sfumata come se la protagonista ancora non credesse nella realtà di ciò che sta accadendo.
    Mi piaci come autore, ti seguo 🙂

  5. Molto coinvolgente questa storia.. mi piace molto il tuo stile, è particolare.. ti fa immergere nel racconto come se lo stessi vivendo in questo momento.. Bravo davvero!
    Io ho votato per l’amico, che forse per Beatrice era qualcosa in più..
    Aspetto gli altri capitoli.. 🙂

  6. Ciao! Bell’incipit, complimenti! Mi cattura e e mi ha convinta a voler seguire il resto della storia! Io voto per il migliore amico..aspetto il prossimo capitolo! 😉

  7. Ciao Federico!
    Sono contento che hai iniziato una nova avventura, lo speravo.
    Mi piace come incipit, lo stile specialmente crea l’atmosfera adeguata alle circostanze.
    Hai una grane dote descrittiva a mio avviso, a differenza mia tu riesci a descrivere perfettamente l’ambiente senza troppi fronzoli, essendo conciso e per nulla prolisso.
    Bravo!

    Il padre.

    A presto =)

    p.s. Mi piacerebbe un tuo commento sotto la mia storia, (passa anche senza votare se vuoi, non è per i punti), sono curioso di sapere che ne pensi perchè, ricordando il tuo passato racconto, non so come potresti reagire. ahahahaah

  8. Ciao! La nostra protagonista ha lo stesso nome! XD
    Tutti quei puntini di sospensione mi disturbano un po’, diventano pesanti quando sono così tanti, si vede che è una scelta stilistica, ma fatico a condividerla.
    Perché il link? E perché hai invertito le parole? io ho sempre sentito dire “nomen omen”, mai “omen nomen”!
    Per il resto la scrittura mi piace, aspetto i prossimi capitoli per farmi un idea più chiara vista la brevità del primo.
    Ho scelto il padre, sorridere al funerale di un amico o di un fidanzato mi sembrerebbe poco carino per la famiglia del defunto. =)
    Ciao!

    • Ciao! Si, i puntini di sospensione sono una scelta stilistica: vorrei dare un senso di incertezza ed indefinitezza. Mi dispiace che ti disturbino ma abbi pazienza, andando avanti ce ne saranno sempre di meno! Per quanto riguarda il link: ho visto fare questa cosa da altri ed ho voluto provare. Per ultimo: l’inversione di parole. A dir la verità ho semplicemente sbagliato a scrivere ma siccome lo scrittore “crea” nuovi mondi e nuovi orizzonti, potremmo dire che, in un momento di così grande tristezza, Beatrice ha perso ogni certezza ed in un certo senso anche un modo di dire o proverbio come quello è una certezza… Grazie per aver letto!

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