Ovunque Andrai

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà a Beatrice? Non va a scuola e si reca al cimitero. (67%)

...un equilibrio sopra la follia

Ovviamente, quella notte, non chiusi occhio.

5,30. La sveglia interruppe i miei pensieri e le mie lacrime. Mi alzai dal letto, dovevo prepararmi per andare a scuola, quella fottuta scuola… in cui tutti mi avrebbero trattata come se fossi un handicappata… no, non mi andava di subire! Non mi andava di sentirmi dire dai professori “Come va Bea?” No, non potevo sopportare tutto ciò…

E poi… quella maledetta nostalgia, che nessuno poteva o avrebbe potuto capire… Mi mancava… Ho deciso: sarei andata da lui!

*

Mi lavai, mi vestii, come se fosse tutto normale.

-“Mamma, io esco!” gridai uscendo dalla porta.

Non seguì nessuna risposta.

***

Arrivai al cimitero. Non c’era nessuno.

Dopo aver vagato lungo quei viali così silenziosi, trovai la tomba di Andrea…

C’era una targhetta:

“perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”

Vasco… il suo cantante preferito… anche se la sua vita era diametralmente a quella cantata da Vasco nelle sue canzoni… Lui era sempre attento a tutti, sempre pronti a dare una mano… mi diceva sempre: “C’è sempre l’occasione per volere bene a qualcuno” ed a pensarci… proprio questo suo ideale lo ha portato… via da me…

Buttai lo zaino per terra e mi sedetti: guardavo quella frase, la sua foto, il suo nome e piangevo!

Chiusi gli occhi ed ecco un’immagine chiara, nitida:

c’eravamo io e lui, sdraiati su un prato.

-Guarda quella nuvola- disse lui -quella che sembra un cuore.

-la vedo – risposi.

-Sappi che nel mio ci sarai sempre tu…

Quelle parole arrivarono come un fulmine a ciel sereno. Arrossii, come sempre…

-Dai, scema! non puoi sempre arrossire! – mi canzonò.

-Scema sarà tua sorella!- scherzai. E così cominciammo a solleticarci e ridemmo, ridemmo come matti… sembrava che fossimo infiniti, in quel momento… Poi una voce interruppe il mio ricordo.

-Manca anche a me… – sussurrò una voce.

Mi voltai, di scatto.

-Tu? 
-Si io – rispose una voce familiare.

Era il sacerdote che ieri aveva fatto il funerale ad Andrea

-Non dovresti stare a scuola?
-E tu non dovresti stare a sgranare rosari? – ringhiai.

Non rispose, anzi… sorrise e si sedette accanto a me.

-Forse ieri sono stato troppo scontato! Avrei potuto dire altre cose, ma sai… non mi sembrava il caso, c’era tanta gente…

Io non risposi, non me ne fregava niente di lui e delle parole che aveva detto ieri durante l’omelia della messa.

-Sai, in casi come questi, le parole non servono a niente…

Continuava a parlarmi, sperando in una mia risposta… risposta che non arrivò mai. Capì, allora, che era indesiderato così si alzò.

forse alla fine di questa triste storia qualcuno troverà il coraggio per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio per vivere davvero ogni momento con ogni suo turbamento e come se fosse l’ultimo. – Poi gettò una rosa e si voltò, per andarsene…

-Fremo! – gridai
-Si?
-Quello era…
-Credi che un prete non ascolti Vasco?
-No ma… perchè…
– Perchè proprio quelle parole? 
-Già… sembrano…
-Sembrano dette a te, vero?

Rimasi in silenzio… aveva fatto centro! E sembrava quasi che tutto l’odio stesse per sparire, tutta la tristezza per svanire… No, no… non potevo permetterlo: la rabbia era una protezione verso il mondo, non potevo mostrarmi così fragile… 

-Vieni a trovarmi, se ti va…

Poi si voltò e se ne andò. Io rimasi lì, sola, a metà strada fra la disperazione e  la nascita di una nuova speranza…

Cosa succede ora?

  • Presa dai pensieri, Beatrice non si accorge di una macchina che sta passando e viene investita. (17%)
    17
  • Lungo la strada verso casa Beatrice viene aggredita (50%)
    50
  • Beatrice torna a casa. Sua madre si è accorta della sua assenza da scuola. (33%)
    33
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27 Commenti

  1. Niente incidenti o aggressioni, please. Eravamo con l’atmosfera epica del mitico Vasco, non tingiamo di rosso le strade! 😉 Facciamo che torna a casa.
    Ce l’hai fatta a tornare, eh!

  2. Recupero oggi questo testo che, a quanto vedo, è rimasto a lungo sospeso, come un singhiozzo troppo a lungo trattenuto.

    Mi piace molto, sappi che ti seguo, mi piace inoltre questo mix fra letteratura e musica (benchè non ami Vasco nel contesto mi ha toccato) e quindi io sarò qui a leggere il seguito di questa storia.

  3. cercavo un autore che come me tentasse di dare voce ad una donna. Per non sentirmi solo in questa improvvida avventura.
    Ho trovato e la tua storia dai prodromi così speculari alla mia.
    Voto per il fidanzato (la foglia si stacca quando muore, no?)
    Ti seguo

  4. Fidanzato di Beatrice…
    bello questo incipit, ti dà un senso di nebbia alla storia che prosegue sfumata come se la protagonista ancora non credesse nella realtà di ciò che sta accadendo.
    Mi piaci come autore, ti seguo 🙂

  5. Molto coinvolgente questa storia.. mi piace molto il tuo stile, è particolare.. ti fa immergere nel racconto come se lo stessi vivendo in questo momento.. Bravo davvero!
    Io ho votato per l’amico, che forse per Beatrice era qualcosa in più..
    Aspetto gli altri capitoli.. 🙂

  6. Ciao! Bell’incipit, complimenti! Mi cattura e e mi ha convinta a voler seguire il resto della storia! Io voto per il migliore amico..aspetto il prossimo capitolo! 😉

  7. Ciao Federico!
    Sono contento che hai iniziato una nova avventura, lo speravo.
    Mi piace come incipit, lo stile specialmente crea l’atmosfera adeguata alle circostanze.
    Hai una grane dote descrittiva a mio avviso, a differenza mia tu riesci a descrivere perfettamente l’ambiente senza troppi fronzoli, essendo conciso e per nulla prolisso.
    Bravo!

    Il padre.

    A presto =)

    p.s. Mi piacerebbe un tuo commento sotto la mia storia, (passa anche senza votare se vuoi, non è per i punti), sono curioso di sapere che ne pensi perchè, ricordando il tuo passato racconto, non so come potresti reagire. ahahahaah

  8. Ciao! La nostra protagonista ha lo stesso nome! XD
    Tutti quei puntini di sospensione mi disturbano un po’, diventano pesanti quando sono così tanti, si vede che è una scelta stilistica, ma fatico a condividerla.
    Perché il link? E perché hai invertito le parole? io ho sempre sentito dire “nomen omen”, mai “omen nomen”!
    Per il resto la scrittura mi piace, aspetto i prossimi capitoli per farmi un idea più chiara vista la brevità del primo.
    Ho scelto il padre, sorridere al funerale di un amico o di un fidanzato mi sembrerebbe poco carino per la famiglia del defunto. =)
    Ciao!

    • Ciao! Si, i puntini di sospensione sono una scelta stilistica: vorrei dare un senso di incertezza ed indefinitezza. Mi dispiace che ti disturbino ma abbi pazienza, andando avanti ce ne saranno sempre di meno! Per quanto riguarda il link: ho visto fare questa cosa da altri ed ho voluto provare. Per ultimo: l’inversione di parole. A dir la verità ho semplicemente sbagliato a scrivere ma siccome lo scrittore “crea” nuovi mondi e nuovi orizzonti, potremmo dire che, in un momento di così grande tristezza, Beatrice ha perso ogni certezza ed in un certo senso anche un modo di dire o proverbio come quello è una certezza… Grazie per aver letto!

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