Venuta al mondo

Dove eravamo rimasti?

Dunque, scrivere per voi è stato veramente un piacere. Scegliete a sentimento. Peccato (83%)

Il mio peccato più grande

Perdonami, Padre, perché ho peccato.

Non sono stata una buona ragazza cattolica o comunque niente che ci si avvicinasse lontanamente. Non che io stia cercando redenzione o cose del genere, ma mi sembra almeno doveroso spiegarti perché le cose sono andate per come sono andate. 

Ho analizzato bene i peccati di cui hai reso colpevole l’umanità – diciamo che tra i dieci comandamenti e i peccati capitali, uno pure che respira male tu ti incazzi – e sono arrivata alla determinazione che tra tutti quelli che ho commesso, ne esiste uno che mi appartiene più di tutti. 

Di certo non è l’invidia, fortunatamente per me non ho mai avuto niente da invidiare a nessuno, o comunque è sempre stata un’invidia buona, tipo “guarda quella gran puttana con la taglia 40” oppure “nella prossima vita voglio rinascere Blake Lively o una fottuitissima modella di Victoria’s Secret”. 

Robe così.

Credo che neanche l’accidia mi appartenga più di tanto, cioè, io sono una pigra, chiariamoci, e non mi è mai venuta la (mal)sana idea di andare a correre alle sette della domenica mattina o qualsiasi altro giorno della settimana, ma neanche passo le giornate svaccata sul divano. 

Per quello che riguarda la lussuria, non vado in giro con le mutande di cemento armato rinforzato al titanio ma neanche con il cartello attaccato al culo con su scritto “#unacertaragazzaperilsociale”; sono una selettiva, e comunque il sesso piace. 

Non sono neanche una che lancia i tavoli o le persone quando si incazza, anche se, devo ammetterlo, un paio di volte ci sono andata vicina. 

…senti, Dio, è inutile che mi guardi con quella faccia, che proprio tu hai l’apocalisse facile, quindi poche storie. 

Magari la gola potrebbe essere il mio peccato, ma più che altro per questioni generiche. Tengo sangue del sud nelle vene, tra mia madre e le mie nonne, il fatto che non mi abbiamo servita al posto della porchetta al pranzo di Natale è già un miracolo. 

Il mio peccato, caro Dio, è l’avidità. 

Io nella mia vita ho voluto di più. Più tequila, più parole, più libri, più sbronze, più viaggi, più amore, più amici, più cose belle, più racconti, più tutto. 

Non credo di aver scelto questo peccato, penso che un peccato ti capita e basta. E comunque, se l’avessi potuto scegliere non avrei di certo scelto questo. Ti condiziona troppo, a maggior ragione quando non trovi chi soddisfa i tuoi “di più”.

È che arrivi a fare troppo affidamento sulle  persone, che poi non sono mai persone e basta, diventano speranze, tu ti affezioni e quello che resta della tua emotività da carota va a puttane. 

Poi incontri un certo ragazzo e lì è finita proprio. Incontri un certo ragazzo e i tuoi “di più” prendono forma, hanno una voce, un viso e delle mani. E tu non sai se sentirti in colpa per tutto quello che ti sta capitando o esserne contenta. Poi lui ti mette le mani addosso e tu non ti ricordi neanche come ti chiami. 

Arrivi al punto in cui il tuo peccato ha un nome, un corpo e ti tiene ferma per i fianchi. E tu ti senti un Dio, e te ne fotti che è immorale, da stronzi o scorretto. Lui stai lì e a te non te ne frega un cazzo di cosa sta capitando nell’universo. 

Lui era tutto quello da cui io dovevo stare lontana, ma siamo fatti per trasgredire. In un modo o in un altro cerchiamo qualcosa che non si deve fare per sentirci ancora, nonostante tutto. 

Probabilmente è per questo che non sono stata in grado di resistergli.  Erano tutti i “di più” di una vita che mi guardavano dritto in faccia e mi parlavano. Non che me ne penta, ma certo mi ha portato un bel po’ di guai.

 
Scusami, sto divagando. Per raccontarti bene di un certo ragazzo mi servirebbe molto più tempo e l’anestesia sta svanendo. 

E niente, caro Dio, questo è quanto.Volevo raccontarti del mio miglior peccato, sappi però che non ti chiederò il perdono o altre cose molto cattolicheggianti, non credo che ci sia motivo di scusarsi perché nella vita si vuole di più. Anzi, ci si dovrebbe scusare perché si è preteso troppo poco.

Il mio peccato mi si addice, cioè, fa molto me. Sono contenta di averlo. 

Che poi… 

Riapro gli occhi stordita, la luce bianca del neon mi esplode nelle pupille e mi fa male. Passa qualche secondo prima di riuscire a vedere bene.
Accanto al mio letto c’è un certo ragazzo, ha l’aria stanca e mi sorride. 

– Buongiorno, meraviglia. 

– Buongiorno, ragazzo. Come stai?

– Ma bene. Tu? 

– Ma bene.

 – Ancora?

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162 Commenti

  1. Bello bello bello
    Direi il tuo capitolo migliore… ho votato peccato e non potevo aspettarmi di meglio
    “Io nella mia vita ho voluto di più”
    Il capitolo si riassume in questa frase, a metà dello scritto. E non solo il capitolo…
    Grazie per questa storia, a presto 🙂

  2. Hola! Per il momento l’ho solo iniziato e ti devo dire che… Complimentazzi. Mi piace il modo in cui ti esprimi, credo che per questa sera mi fermo qui con la lettura, “sennòfinisceapornoadesso” haha 😀
    Sono molto curioso, spero che questo commento contribuisca agli incipicosi che appaiono in alto a sinistra. A proposito, a che servono? 😐

    • Ciao Josno’!! Mi fa piacere che ho letto la mia storia 😀 leggi anche il resto così mi sblocchi dal pareggio ahahahah.

      Il commento serve solo all’inizio, credo che tu debba votare il sondaggio e seguire la suora per i punti. Gli incipoits servono per dare visibilità e premi alla storia. Io tipo vorrei il premio copertina…. 😀

  3. Cercano di trovare un senso.

    Iniziavo a perdere la speranza. Non ho voluto commentare il tuo ultimo episodio perchè stavi diventando monocorde. Lo stesso tono, il sarcasmo, il cinismo indirizzato a tutti nello stesso modo. Impossibile che le persone siano identiche, impossibile che noi le percepiamo tutte uguali. Ma tu parlavi di entrambi nello stesso modo e con la stessa sufficienza. E finalmente hai fatto – in questo episodio – una riflessione su te stessa… e forse, chissà, se saremo fortunati, arriveremo a un climax. 😉

          • Ma il titolo e il fatto che ci sono due tizi, non mi aveva troppo spinta a indagare, poi oggi che volevo leggere una cosa nuova ti ho presa e ho letto tutto e ne sono pure felice.Venuta al mondo poi l’hi rivalutato come titolo, ma perdonami il mio utero partorisce più bambini che orgasmi ultimamente.Quindi daje e facce sogna’! Lui ci piace un sacco proprio, ma lei è un eroina proprio!

            • Eh, in effetti la trama non era proprio “coinvolgente” questa è la mia prima storia e non sapevo bene come muovermi all’inizio, comunque sono un sacco contenta che ti stiamo piacendo.

              Lui mi inizia a starmi un po’ sulle palle a dirtela tutta. Prima c’è, poi la fa andare via, poi torna di nuovo. Dice cose losche. Lei più che un’eroina mi inizia a sembrare un po’ scema che ancora non lo posa. Tu che dici?

              • Allo’, mo ho una tastiera posso rispondere come si deve e senza sembrare analfabeta.
                Lui:è la quinta essenza dei calci in bocca,ma è come la cocaina,fa male,ti fotte il cervello,ma una volta provata so cazzi farne a meno.
                Lei:si e’ giocata qualcosa che va ben oltre le mutande,ma resta in ogni caso abbastanza lucida da non seguire sempre l’istinto animale,io per esempio lo avrei spogliato sul pianerottolo e fanculo i vicini,lei no.Lei gli da filo da torcere e fa che poi alla fine e’ lui che si mette nelle sue di mani?Non e’ che sta chiedendo questo e finge di essere ancora padrone del gioco?
                Mi sono dilungata lo so!Non e’ un commento e’ prendiamoci proprio un caffe’ sulla situazione!

            • Ma guarda, il caffè se vuoi te lo offro pure! Basta che svisceriamo la situazione. Ahahahah.

              Più o meno è come hai detto tu, è la definizione di lui come “la quintessenza dei calci in bocca” mi piace parecchio.

              Lei non ha mai avuto accanto una persona così, vorrebbe lanciarsi in questa cosa ma si è messa troppi limiti.
              Lui sarebbe la sua rivoluzione praticamente.

              • Metti a fare il caffe’,lo zucchero no grazie che mi lievita la cellulite.
                La rivoluzione, perche’ limitarsi ad un regime di vegani e qualunquemente che girano vestiti come i manichini di Zara quando a questo mondo e’ capitata l’eccezione.
                A me i vegani fanno compassione poverelli,cazzo, mangiano la quinoa,cazzo e’ la quinoa??
                Quando ci si pone dei limiti,inevitabilmente ci si sta negando una possibilita’ che si finirebbe poi con il rimpiangere amaramente.
                Lei dovrebbe giocarsela da qui al decimo capitolo,dovrebbe viversela tutta questa faccenda,i rimpianti pesano troppo e di rimorsi non se ne hanno mai abbastanza.
                Avere il rimorso significa averci quantomeno provato.Ci sta che lui faccia svegliare il prossimo con uno stravaffanculo luminoso scritto in fronte,ma anche Pepper era snervata da Tony Stark,sono certa che un paio di volte gli avrebbe voluto sfondare la faccia a calci,ma ha resistito.Pepper sapeva che uno come lui e’ unico nel bene e nel male, con il suo ego fuori dalla grazia di Cristo (cioè se stesso!) valeva la pena rischiare.
                La protagonista ha il dovere morale verso se stessa di giocare questa assurda partita come fossimo in mortal kombat, colpo su colpo.Sono o non sono due titani?Lei se molla vuol dire che si e’ sopravvalutata e ha perso.
                Quindi che lui la spogli o se la dicano tutta,lei ci stara’!
                Grazie per il caffe’ era buonissimo!

  4. Ugh…vegani. Metterei l’opzione -lei esce dal bagno, schiaffeggia il vegano con un pezzo di carne cruda e fugge col tizio chiuso in bagno, gridando “Dov’è il tuo Dio ora?”-
    Comunque, “un certo ragazzo” la salva da questo supplizio.

  5. spiegami, e poi ti scopo… [mi sono lanciato in una profezia]
    all’indovinello invece ho risposto un vecchio “amico”… o era un “vecchio” amico… bho… non ricordo più
    😉
    ti s…eguo

  6. Ne accadono di cose strane nella vita. Che sfiga si ritrova questa qua. Parzialmente la capisco ancora. Ma non ci sono più queste donne ?? Le amerei alla follia.

    Ad ogni modo facciamo un certo ragazzo! 🙂

    Io l’ultima battuta onestamente mi ha messo in un certo che di fantascientifico. Tuttavia … 🙂

  7. Secondo me ti manca la visione d’insieme. Se presi singolarmente, i tuoi episodi sono divertenti e si raccontano bene, ma leggendoli uno dopo l’altro danno l’idea che il plot sia slegato… o non ci sia proprio. Questo rende il tuo senso dell’umorismo, la tue battute ironiche e acute, la tua intelligenza nel dettagliare, una trappola per cliché sempre pronti ad accerchiare i tuoi personaggi. Farei una scaletta, se fossi in te, e studierei una strada da prendere. Questo accrescerà il tuo talento esilarante…
    Vinci tutto, comunque, con la battuta: scopami, poi ti spiego.
    😉

    Un certo ragazzo.

    • Ciao Ale, ormia quando pubblico un episodio aspetto sempre il tuo commento! 🙂

      Per un certo senso hai ragione, non c’è una trama molto alla deriva, più che altro perchè è la prima volta che mi cimento in un racconto così lungo e concatenato. Devo farci l’abitudine, sarà questione di tempo. 🙂

      • Grazie, cara 😉 in effetti io credo fermamente che gli autori tra loro siano complementari, tu hai qualcosa che io non ho e io ho qualcosa che tu non hai, entrambe possiamo imparare l’una dall’altra. A me manca la tua ironia, per esempio. Se un giorno verrai a leggermi, spero saprai consigliarmi in questo senso.. 😉 quello che manca a te… un po’ l’ho già detto 😉 bacio.

  8. Questo episodio mi è parso caotico… tra i dialoghi e i pensieri tra te e te medesima, uniti poi alla voce narrante… direi cho ha iniziato a girarmi la testa. Ho intra-percepito il senso del tutto e l’ho trovato divertente e malinconico al contempo… ma intra-percepire non è ciò che preferisco fare, quando leggo…
    Intanto andiamo dal’americano 😉

  9. lo sai che la capisco ? Ai miei colleghi di corso ed ai miei amici delle volte che mi esce dovrebbero fare una statua per le discussioni tra il mio emisfero destro e quello sinistro. Il problema è che quel creativo parlante oltre a subire le pressioni dal muto e genio matematico si deve beccare anche gli schizzi improvvisi del subconscio. Anche se la colpa rimane sempre di mister Left. Meno calcoli per favore è meno razionalizzazioni. Right ha right(diritto) a fare un po di suo comodo. Capito ?

    Dunque dicevamo ? Ah si. Perché è chiaro che siccome destro è frustrato allora ha tendenze anche sadiche nel prossimo. Perciò ben vengano le problematiche.

  10. Già esatto! Ale te l’ha detto ma io lo sottolineo. Non correre!

    Già meglio rispetto al primo. Hai spiegato un po’ di cose di lui. Il classico tipo “normale” che per assurdo non ti scrolli dalla testa. A volte e sorprendentemente la normalità affascina.

    Però voglio ora storia che prosegue quindi di cosa hanno parlato ?

    • Eh si, ero impaziente di scrivere di lui. Ma ora prometto che mi calmo, ci risentiamo tra qualche giorno! 😀

      Sono davvero contenta che lo trovi divertente, mentre lo scrivevo mi sentivo un po’ imbecille a ridere sola, quindi un sacco di grazie per te! 😀

  11. A parte il fatto che un Novembre non è mai generico e che il tono della voce non può dirsi peccaminoso, ma al limite è generico l’autunno e il contenuto della frase può essere peccaminoso, devo dire che sei molto divertente, intelligente e brava. Scorre, si beve bene questo incipit – e per vendicari ora tu potresti dirmi che un incipit si legge ma non si beve – e ho deciso di seguirti… perchè sì. 😉 Brava.

    Chi è lui.

    • Mi fa piacere che hai deciso di seguirmi! 😀 e il tuo commento mi ha fatto sorridere, ti posso garantire che quello era veramente un generico Novembre e il suo tono di voce è sul serio peccaminoso. 😀

      E guarda che gli incipit si possono bere tranquillamente. Gne’! 😀

      • Nel senso che tu utilizzi un linguaggio troppo parlato. Anche io miro alla narrazione da parlato si ma più che altro nei giochi di ruolo online e non su un racconto dove lo stile narrativo vuole molto la sua parte. Leggendoti invece una persona nota come un flusso di un linguaggio che artisticamente non dice nulla o poco. Ora è vero che in prima persona sei più compresa nell’utilizzo di questo tipo di linguaggio. Ma comunque non lo reputo (personalmente sia ben chiaro) giustificabile. Io voglio una storia, non una via di mezzo tra un dialogo interiore ed un monologo. Perciò non ti ho (ancora) messo segui storia. 🙂 in genere faccio i commenti con i caporiga così che si capisca meglio ma stavolta davvero mi viene complicato. Perdonami.

        • A mio parere la storia c’è, ma chiariamo, è il primo capitolo e c’è ancora un mondo da sviluppare.

          La questione del “dialogo colloquiale” è stata una scelta mirata, penso che mi permetta di coinvolgere di più il lettore, lo rende più partecipe e complice. In un certo senso, “cresce” e vive la storia con la protagonista, considerato che non c’è un filtro tra la narrazione della storia e quello che la protagonista pensa, anzi, la storia è proprio quella che la protagonista pensa. Comunque vedremo come andrà, spero che alla fine seguirai la storia, voglio proprio sapere cosa pensi dei prossimi capitoli. 🙂

          • Forse ho esagerato a far supporre che la storia non ci sia. E’ chiaro che c’è altrimenti non ti metteresti qua a scriverla.

            Il dialogo colloquiale ti dico che secondo me non ha successo perché anche io fino a poco tempo fa la pensavo circa come te. Quando poi ho notato che c’è differenza tra un dialogo ed un testo che si faccia leggere volentieri, ho fatto retro front e quindi ho scritto cercado di inseguire uno stile.

            La storia deve far immedesimare quanto più possibile. Ma un dialogo solo, per quanto bello possa essere, a me pare sterile. Poi ovviamente ognuno fa a modo proprio e lo stile è personale. 🙂

            Se vuoi ti seguo già adesso! 🙂

            • Ma guarda, come preferisci. A me fa piacere se segui me e la storia, più che altro perchè mi interessa la vostra opinione, mi “servite” sopratutto per crescere, il vostro parere è fondamentale, a maggior ragione se la critica è costruttiva e motivata.

              Poi mi diresti in quale racconto hai usato il colloquiale? Vorrei vedere come l’hai usato.

              • Non so se posso parlartene tanto onestamente perché temo di fare dello spam a me stesso cosa che non vorrei. Chiedo scusa eventualmente allo staff e rimuova pure il mio commento se non lo ritiene opportuno. Comunque se vuoi dare una occhiata alle mie storie precedenti, quelle del mio criminale per esempio. Non dico che siano uguali ma un che piccolo di somiglianza lo puoi vedere secondo me! 🙂 Può darsi pure perché queste erano scritte da schifo e non nego la possibilità! 🙂

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