Jadi

Dove eravamo rimasti?

Nel penultimo episodio non dovrebbero esserci domande, è come votare uno spoiler. Quindi semmai vi chiedo di provare ad indovinare se: La sentinella ha mentito tutto il tempo (opzione Horror) (50%)

L’ultima scelta

Mi proponi di tornare indietro? Di rimediare ai miei sbagli? No amico mio. E’ tutto compromesso.
Ormai non c’è più nulla per cui tornare. Come?
No, ti prego, non voglio ricordare! Mi fa troppo male!
Va bene, che tu sia maledetto!
Quel giorno arrivai a capire il dolore che il mio egoismo gli aveva inflitto. E compresi con quanto amore lui lo aveva sopportato.
Ma più di tutto mi fu chiara la fallacia dell’immagine che di lui mi ero costruita. Quella di un uomo forte, un obelisco eretto per me e che sarebbe stato lì per sempre. Volevo crederlo, mi conveniva crederlo.
Ma lui non era così. Lui aveva bisogno di me. Era fragile, sofferente, esausto.

Dopo il suo ultimatum ci sentimmo ancora. Lui non tornò mai sui suoi passi e io non feci mai la mia scelta. Così troncammo.
Con dolorosa lentezza trascorsero, giorni, settimane, mesi. E nulla di quanto avevo sperato si realizzò. Il figlio tanto desiderato non arrivò. La mia insoddisfazione crebbe. Mio marito restò fedele a se stesso. Io uguale. Nulla più cambiò. Tranne il vuoto che mi portavo dentro.
Così, in quello che sarebbe stato il mio ultimo giorno sulla faccia della terra, decisi di telefonargli.

Sono le sette e cinquanta. Ancora distesa sul letto, aspetto che mio marito esca. Sento il cancello chiudersi. Attendo ancora qualche istante. Ecco il rombo sommesso della sua auto che parte.
Mi alzo, raggiungo il telefono e chiamo Yuri.
Sono elettrizzata come la sera dopo la cena libanese. Voglio gridargli che lo amo. Che scelgo lui. Che sono sua per sempre.
Una voce mi risponde che l’utente non è raggiungibile.
Resto un po’ interdetta, non ricordo fosse mai accaduto prima. Lui c’era sempre.
Lascio trascorrere un po’ di tempo, col pensiero fisso di lui. Poi richiamo. Niente. Ancora irraggiungibile.
Le ore passano interminabili e i miei tentativi si infrangono contro la solita voce elettronica.
Sono le quindici e trenta. Decido di chiamare il suo ufficio. Mi risponde Davide, un suo collega.
“Buona sera, Davide. Cercavo Yuri. E’ in ufficio?”
Nessuna risposta. Davide era lì, muto.
“Pronto? Mi senti?”
“Si. Ecco… ehm” balbetta lasciando seguire un altro interminabile silenzio.
“Davide, che succede?”
“Scusami, pensavo lo sapessi”
“Sapere cosa?” chiedo allarmata
“Ecco…”
“Davide, cosa dovrei sapere?”
“Ecco, lui… non c’è più”
“Cosa cazzo stai dicendo?”
“Ti prego, stai calma”
“Davide, cazzo. Cosa significa che non c’è più?”
“Si è tolto la vita. L’estate scorsa. Lo hanno trovato nella sua camera d’albergo con un …”
Il cellulare mi scivola via dalle mani. Sento una sensazione di gelo nella testa. Vedo davanti a me il suo ultimo sorriso. Sento sul volto la sua ultima carezza.
Mi sento pervadere da una calma irreale. So cosa devo fare.
Esco, monto in auto e parto. Imbocco la strada che porta al laghetto. Tante volte ho fantasticato di andarci con lui. A questo fugace pensiero mi spunta un sorriso.
Non ci sono mai andata con lui, ma è lì che lo raggiungerò!
Davanti a me la lancetta del tachimetro segna centosessanta. Sento il rumore di assi di legno che si spezzano e mi vedo librare in aria.
“Yuri, volo da te” sussurro.
E poi il buio.

Ed eccomi qui. Con te che ti prendi gioco del mio dolore. Merito l’inferno e non torno indietro. Non c’è più nulla per cui valga la pena vivere.

_______

Tornare indietro? Quel che è fatto è fatto amica mia. Le traiettorie vanno in una sola direzione. La Fonte le genera per lasciarle andare verso il loro destino. Un destino di amore, di fede e di speranza.
Ci ha messi al mondo per guardare avanti, dato i sogni per inseguirli e un’anima per crederci. E ci ha dato la forza per riuscirci.
Riuscirci, mia cara, è il nostro scopo. Ed è anche ciò che mantiene in vita la Fonte.
Non ti chiedo di tornare. Ti offro l’ultima chance di salvare la Fonte. L’ultima possibilità di scelta.
Il cancello alla mia destra conduce in un altro mondo, un’altra traiettoria. Una in cui tu non esisti ancora e il tuo destino è tutto a compiere.
Quello alla mia sinistra conduce all’oblio. Di te non resterà che polvere. La tua esistenza, come infinite prima di te, troverà la sua fine.
Anche adesso, con la minaccia che incombe su di lei, la Fonte non tradisce il suo scopo.
Ti lascia libera di servirla oppure no.
E questo è quanto.

_______

Non si può sfuggire alle scelte, amici miei. Non si può vivere ignorandole.
Anche non scegliere è in definitiva una scelta: quella sbagliata, come Jadi ha avuto modo di scoprire.
E quando sei al termine del tuo viaggio, comunque tu ci sia arrivato, ciò che ti aspetta in fondo è ancora una scelta.
L’ultima.
Ragazzacci, mi dispiace tanto ma funziona così.
Quale sarà la vostra prossima scelta?
Non serve chiederselo, serve compierla.
A me non resta che augurarvi che sia quella giusta. Nel frattempo starò qui ad aspettarvi per discuterne faccia a faccia. Ah-ah.
E questo è quanto, cari miei.

Come dite? Jadi?
Oh imperdonabile. Dimenticavo il finale.

Beh, siamo ancora qui, no?
E se ci siete voi, c’è anche la Fonte. Voi cosa ne dite?
Potrei aggiungere altro ma… questa è un’altra storia.

Bon voyage mes amis

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134 Commenti

  1. Ciao!! 😀
    Scusa il ritardo! Mi è piaciuta tantissimo questa storia, in cui ci hai fatto rivivere la vita di Jadi, condizionata e guidata dalla completa libertà di accettare o rinunciare a una determinata azione. Persino il non prendere una posizione in merito è una scelta in sè, una sorta di rifiuto ad agire, se vogliamo. Ho trovato stupendo il finale proprio per questo!
    Ancora complimenti!! 😀
    A presto!!

  2. Ciao nicux!
    Non so bene come iniziare questo commento. So che può suonare banale, ma sei stato bravissimo. Un finale stupendo ed emozionante dall’inizio alla fine!
    Questo viaggio nei ricordi di Jadi è stato dolce e amaro: abbiamo visto i momenti felici e la gioia dell’amore, e abbiamo sofferto quando lei non è riuscita a concretizzarlo, fuggendo dalla scelta più importante.
    “Non si può sfuggire alle scelte, amici miei. Non si può vivere ignorandole.
    Anche non scegliere è in definitiva una scelta: quella sbagliata, come Jadi ha avuto modo di scoprire.
    E quando sei al termine del tuo viaggio, comunque tu ci sia arrivato, ciò che ti aspetta in fondo è ancora una scelta.
    L’ultima.”
    Semplicemente meravigliosa! Complimenti! ^__^

    • Hai colto i due temi portanti della storia e che mi stanno molto a cuore. L’amore che in un modo o nell’altro diventa discriminante nelle scelte che dobbiamo continuamente fare. E l’inevitabilita’ di compierle.
      Spesso siamo convinti che una scelta riguardi le opzioni che abbiamo, e invece credo che riguardi il coraggio di dire SI oppure rinunciare. Cosi’ si spiega che evitare di scegliere e’ di per se una scelta, quella di rinunciare.
      Cmq non voglio annoiarsi, ma ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti e spero di sia divertita.
      Grazie ancora
      N

  3. —————————
    Beh, siamo ancora qui, no?
    E se ci siete voi, c’è anche la Fonte. Voi cosa ne dite?
    Potrei aggiungere altro ma… questa è un’altra storia.

    Bon voyage mes amis
    ——————————————–
    E con questo, applaudo 😀

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Grazie Red, soprattutto per aver seguito con pochi altri la lunga gestazione di questa storia. Mi sono reso conto che e’ passato piu’ di un anno dal primo episodio.
      Sono contento che ti sia piaciuta.
      N

  4. Un altro bellissimol capitolo…che ci lascia ancora col fiato in sospeso sul futuro di Jadi. Ho votato l’opzione fantasy anche se spero che saprai farci assaggiare un po di tutti questi “sapori”.
    Non farci aspettare troppo! Ciao

  5. “La vita è il prodotto residuo non compensato nel bilanciamento delle equazioni inerenti alla programmazione di Matrix: tu sei il risultato finale di un’anomalia che nonostante i miei sforzi sono stato incapace di eliminare da quella che altrimenti è un’armonia di precisione matematica. Sebbene resti il problema costantemente arginato essa non è imprevedibile e pertanto non sfugge a quelle misure di controllo che hanno condotto te, inesorabilmente, qui.” (“Matrix Reloaded”, L’Architetto)

    Vale come proposta, ammesso che si capisca qualcosa?

  6. Abracadabra anche per me! Dalle bolle di sapone ecco un altro ricordo d’infanzia…
    Complimenti! Anche questo capitolo si legge d’un fiato…e come altri hanno già scritto non vedo l’ora di leggere il seguito. Dietro questa storia apparentemente da romanzo rosa…..cosa si potrà mai nascondere? Sono molto curiosa!!!

    • io credo che definire rosa un romanzo solo perchè leggiamo di una storia d’amore sia un po’ riduttivo. Non ricordo di aver mai letto nessun genere in cui non vi sia una storia d’amore. Credo che l’amore sia il pilastro che regge qualunque avventura (o disavventura) umana… e spero che questa storia ne dia testimonianza anche esplicita.
      Grazie per avermi dato l’opportunità di esprimere queste considerazioni in cui credo molto.

  7. Abracadabra, è l’unica soluzione possibili, qua ci vuole la bacchetta di Mago Merlino.

    Lo guardo uscire dalla mia stanza e capisco che sta u-scendo dalla mia vita.
    Ci penso e intanto lo perdo. Ci penso ancora adesso che l’ho perso.
    Queste due frasi sono magistrali.
    Questo racconto si legge benissimo e vorresti che non finisse mai, perciò non farti attendere tanto per il prossimo capitolo.;)

  8. Ho recuperato i capitoli, d’un fiato direi.
    Allora, troppe cose dovrei dire. Intanto complimenti per il tuo tentativo ben riuscito di entrare nella psicologia-emotività di una donna.
    Poi, a mio avviso la tua storia fa la differenza, perché è piena di spunti di riflessione, fa pensare, non mancano i flash back e ti rivolgi al lettore. A proposito di questo ultimo punto, secondo me dovresti sistemare meglio la questione della voce narrante, a quel punto il racconto si trasformerebbe in una perla.
    Alle volte ho fatto fatica a seguire i passaggi di verbi tra passato e presente.
    L’unica cosa che mi lasciata un po’ così è quando lei gli ha detto amore e allora mi sono chiesta: così di punto in bianco? Non bastava che l’abbracciasse?
    Comunque voto Yuri si rivela e attendo prestissimo il seguito, voglio vedere cosa succede.
    Complimenti per i riferimenti alla religione e per le continue note raffinate e originali.

    • Grazie a te per la ricca recensione. Hai colto anche la mia difficoltà ‘ nel coniugare i tempi verbali sui diversi piani narrativi. Mi sono lanciato senza paracadute. Grazie davvero, cerco di fare tesoro dei tuoi suggerimenti

  9. Non ho letto altre cose tue ma questa storia mi ha preso molto.
    Alcune frasi sono brevi, concise, trascinanti. Ti invidio: riesci a descrivere molto bene il sentire umano. Voto Yuri.

    • Ciao!!
      Non sono mai andato via, ma come spesso accade, la vita ti trae fuori da dove vorresti stare…
      E’ difficile scrivere e leggervi con assiduità… ma non vado mai via…
      Grazie degli apprezzamenti e a presto.

  10. L’unica opzione interessante/fattibile/”utile”, a mio parere, è il scoprire chi sarà a fare il primo passo.

    Ora che ci penso, credo che avresti fattmo meglio ad inserire il racconto nel genere rosa. Però non so come vuoi sviluppare la storia e, di conseguenza, potresti aver inserito l’opera nel genere corretto.

  11. Vorrei sapere chi sta ascoltando la sua storia.
    Poi però dovrai anche dirmi di più tra lei e yuri… 😉
    Non dovresti – piccolo suggerimento, poi fai tu – raccontare e anticipare. O racconti, o anticipi. Per esempio nella frase:
    “A proposito, buon compleanno”
    “Oh… grazie ma… chi te lo ha detto?”
    Lui era così. Ti sorprendeva sempre. Come un illusionista. ….

    Ecco, anche se lei lo sta raccontando a qualcuno ( che poi se vince l’opzione scopriremo nel prossimo episodio chi sia) l’anticipazione toglie il gusto della scoperta al lettore, per cui io l’avrei girata così:
    ….
    “…. grazie, ma chi te lo ha detto?”
    Quella fu la prima volta che Yuri riuscì a sorprendermi.

    Comunque mi piace molto il modo in cui racconti. 😉

    • Si concordo, generalmente eccedo in senso opposto…
      In questo caso non volevo dare troppo enfasi a questa peculiarità di Yuri, se non come nota di colore. Ho in mente ben altri colpi di scena 🙂
      Grazie del complimento, li apprezzo molto

  12. Lo stile è particolarmente efficace nel definire l’arrabbiatura di Jadi per la situazione in cui si trova; l’enigmatico uomo è molto intrigante, sembra avere un qualcosa che suggerisce un’aura quasi “soprannaturale”… vedremo se si rivelerà nocivo e benefico per la protagonista! Voto per capire con chi stia parlando Jadi, mi hai incuriosito! ^_^

        • Jadi parla un po’ a ruota libera… in modo frammentario…
          c’è da comprenderla, non dev’essere molto facile mantenere equilibrio e lucidità se sai di essere morta 🙂
          Però, in effetti, qualcosa che ha detto ce lo rivela:

          “Prima voglio che ti sia chiaro come si possa vivere una vita faticosa e avara, estranea alle esigenze più profonde del cuore e avere l’impudenza di chiamarlo amore.
          E’ in quella esatta accezione che io ho amato mio marito. Ed è bastato per restarne attaccata anche quando il vero amore mi ha sparato fuori dalla stratosfera”

          Il “vero amore” di cui parla potremmo verosimilmente sospettare sia proprio Yuri.

    • Ok, ok… se sono riuscito a indurti a scomodare pilastri della letteratura comincio a farmi paura da solo 🙂
      Cmq grazie della roboante critica. Sono contento che ti sia piaciuta la mia scelta “tecnica”, da lettore piace molto anche a me, perchè ti permette di vivere “nel” personaggio osservare il mondo coi suoi occhi.
      Ho fatto questa scelta perchè sebbene il tema mi sia chiaro, la trama è interamente improvvisata. Sarà Jadi a dettare il racconto, io mi limitero a trascriverlo.
      Ciao

    • grazie Annarita, la resa agli sbagli del passato. La rassegnazione ad un epilogo di dannazione. La domanda che mi pongo e che mi trascina nella realtà di Jadi è: “Deve davvero finire così o la salvezza è ancora possibile?”. Onestamente non saprei, continuerò a scavare nel mondo interiore della nostra sfortunata amica in cerca della risposta. Stiamo a vedere.

    • Grazie Maria.
      Vuoi la verità? Scrivere qualcosa che esca dalla testa di una donna che si guarda dentro è piuttosto presuntuoso da parte mia, non trovi?
      Tuttavia non è mia intenzione dimostrare come le donne pensino e reagiscano. Piuttosto indagare sulle loro scelte e quanto l’ambiente che le circonda le mettano spesso di fronte a scelte obbligate.
      Non so quanto possa riuscire nell’intento. Ma voglio provarci.

    • Hai colto l’aspetto che più mi intimidisce di questa storia. Lo dico perchè benchè mi sia chiara l’intenzione, non so proprio come riuscirò a portare avanti un soliloquio lungo dieci capitoli. Sto facendo un salto nel buio. Conto sul vostro aiuto e sulla vostra pazienza.
      Grazie Nick

    • se ti riferisci al genere, neanche io.
      C’è il dramma interiore di Jadi, ci sarà una discreta quantità di eros e ci sarà anche un po’ di polverina magica (o puzza di zolfo, se preferisci).
      Quindi alla fine decidetelo voi come considerarla.

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