Kyatho Brane l’Ammazzamostri

Dove eravamo rimasti?

Come continua la storia? Esecuzione del lepomino (50%)

L’esecuzione

La piazza principale era situata a ridosso del muro orientale. Al centro della piazza c’era una piccola torre a due piani alta circa venti metri.

    Attorno alla torre era radunata una folla curiosa. Circa un migliaio di persone, lo sguardo rivolto sopra la torre. Lì, dei Preti Bianchi e degli uomini di Lord Wylton stavano bruciando qualcosa accanto a una gabbia non molto grande, due metri per lato. L’odore era dolciastro e cadaverico, simile a quello di una fragola in decomposizione. Kyatho e suo fratello si avvicinarono.

     Tycho ruppe il ghiaccio. «Quella cosa ci voleva dentro la sua pancia, adesso è dentro una gabbia».

     «Magari ci voleva uccidere per divertimento» disse Ky. «I gatti lo fanno»

     «Adesso ci divertiamo noi».

     Ai bordi esterni della folla, staccato dalla massa di persone, un uomo a cavallo contemplava l’esecuzione. Ky lo riconobbe. Era quel Ser Lennarion Llantday, uomo dei Wylton. Era vestito con una tunica bianca, tutt’uno con il cavallo. Solo pochi giorni fa suo padre lo aveva ringraziato per aver catturato la stessa bestia che adesso stavano ammazzando pubblicamente. Ky voleva dirgli grazie di persona. Si gli avvicinò.

     «Ser Llantday!» disse Ky.

     «Signorini Brane, è un piacere rincontrarvi» disse. Gli occhi erano incollati sull’esecuzione. «Sapete perché bruciano l’erba?»

     “Sarà un’erba sacra, astragalo o mellonia”. «E’ doveroso accenderla, il profumo è un dono per Alhus.»

     «Questo odore mi si è attaccato alle pareti del cranio. Secondo me lo vogliono rincoglionire» disse Tycho.

     Ky stava per gridare a Tycho qualcosa, ma Ser Llantday proruppe in una sonora risata.

     «Il signor Tycho Brane ha perfettamente ragione. L’odore da fastidio anche a me. Serve per tramortire la bestia». La risata di Llantday divenne un mezzo sorriso. «I lepomini hanno la pelle dura, ma le radici di verbena bruciate li inducono in allucinazione. Quando respirano il suo fumo, restano immobili e immersi nei loro pensieri. Non mi risulta complesso mettermi nella testa di un lepomino durante la caccia, ma mettersi nella sua testa durante un’allucinazione è diverso». Il sorriso era scomparso. Gli occhi cercavano di carpire qualcosa di invisibile e lento nell’aria. «Funziona anche meglio con un po’ di sciroppo di elicrisio, ma pianta di elicrisio più vicina probabilmente è a cinquecento leghe da qui. E poi è quasi impossibile convincere le bestie a ingerire qualcosa, con la verbena è molto più semplice. Cresce spontanea attorno alla città. L’abbiamo raccolta appena dopo avere incontrato Lord Brane, i suoi uomini e voi».

     «Volevo ringraziarvi per quello che avete fatto per la mia famiglia» disse Ky.

     «Volevo ringraziarvi anche io» aggiunse Tycho. Contemplava quel cavaliere in silenzio, accigliato.

     «Sono un umile servitore, un granello di sabbia nel deserto del mondo». Il cavaliere abbozzò un sorriso. «Siamo tutti granelli, Alhus è l’oasi al centro del deserto, più grande del deserto.»

     «Questo è Alhus ed è molto di più. Senza…» un rumore interruppe Ky.

  La gabbia sbatté. Si sentì il tonfo, ma la vibrazione fu strozzata dalle scintillanti catene d’acciaio. Il fumo e il legno ovattarono un suono lamentoso al suo interno, a metà tra il verso di un orso e le urla isteriche di una bambina sotto tortura.

     «Senza di voi sarei morto.» disse Ky.

     I preti gridarono la prima parte della preghiera.

     «Stssss…» fece Ser Llantday al cavallo.

     Il suo animale infatti incominciò a scalpitare sul posto e a guardarsi attorno, innervosito da quella scena. Il cavaliere affondò le dita nella criniera dell’animale. Entrambi chiusero gli occhi. Ser Lennarion incominciò a percorrere la criniera lentamente fino alla testa. Entrambi riaprirono gli occhi.

     La folla incominciò a mormorare ad alta voce.

     «Mi avete salvato la vita» disse Ky.

     I preti ormai stavano urlando.

     «Dite grazie all’ambizione» disse Lennarion.

     «Cosa intendete dire?»

     Quattro uomini diedero colpi violenti alla gabbia. La gabbia si aprì. Il brusio della folla si tramutò in un urlo di stupore.  

     «Avremo modo di riparlarne».

     Due guardie sollevarono da sotto le braccia la creatura, che scalciava e sembrava voler arrampicarsi lenta nell’aria. Era grande poco più di un cane da caccia. La postura semieretta era a metà tra quella di una scimmia e quella di una rana, gli arti posteriori piegati e quelli anteriori lunghi davanti al corpo. La faccia differiva da quella di un lupo solo per il muso smussato e la bocca esageratamente ampia, che partiva da metà guancia. Gli occhi erano grandi, arcuati e affilati, simili a quelli di una bella donna. Per il resto non differiva da un semplice lupo con la pelliccia bruna. Non appena gli uomini i Wylton lo trascinarono sul ceppo, quello emise un latrato, diverso da quelli che Ky aveva sentito in precedenza.

     «Nauuu! Rhooo!»

     Sembrava simile all’unico monosillabo che qualunque uomo avrebbe detto in quelle circostanze.

Come continua la storia?

  • Robaccia nelle fogne (56%)
    56
  • Torneo (44%)
    44
  • Duello tra Wylton e Oaklynn (0%)
    0

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139 Commenti

  1. Ciao,

    Ti confesso che sono capitato qui leggendo i tuoi commenti critici su altri racconti, volevo capire da cosa originasse tanto spietato rigore. Ho letto la tua storia e i commenti degli altri lettori. Probabilmente qualcuno ha esagerato, ma mi pare una sorta di fallo di reazione. Però io voglio pensare che la tua spietatezza sia dettata dal desiderio di stimolare lo spirito critico degli altri di modo che ti dicano tutto, ma proprio tutto, senza inutili remore. In questo caso, dovresti accettare quasi ogni osservazione che ti viene fatta, perché sono piuttosto argomentate. Invece non mi sembri molto equanime nell’interpretazione delle critiche che invochi. Ad esempio: ribattere che ‘chiunque sia’ è riferito ai dieci cavalieri ti espone alla controreplica che allora devi coniugare il verbo al plurale. Almeno quando l’errore è palese, accettalo. Detto, scusa, scritto questo, devo dire che non ho capito molto del racconto: mi pare un susseguirsi di frammenti slegati e un po’ confusi. È tutto un po’ sfuocato, non capisci chi devi seguire, cosa sta succedendo, dove stanno andando tutti, vedi i cavalieri che si squartano sulla montagna sopra il protagonista… Boh…Ho certamente notato un miglioramento nello stile dai primi capitoli, ma non sbagliare un congiuntivo al quarto capitolo non è poi una cosa di cui vantarsi particolarmente. Bon, finisco, ché è pure tardi. Non volermene per il tono, se non avessi capito che lo apprezzi avrei cercato di essere più diplomatico, o più probabilmente non avrei proprio commentato.

    • ” ma non sbagliare un congiuntivo al quarto capitolo non è poi una cosa di cui vantarsi”
      Secondo me, la negazione nella prima parte andrebbe tolta (“ma non sbagliare…” -> “ma sbagliare…”)

      A parte questo (e tenendo conto che ho smesso di seguire la storia -anche se non ho mai premuto il tasto “segui”- dopo 3 o 4 episodi), sono sicuro che tu abbia ragione.

    • Ciao,

      Un esempio di come scrivere bene è ugualmente utile di un esempio di come NON scrivere. Considerando che il livello medio di scrittura qui dentro è bassissimo, questo sito è una miniera. Mi serve per riconoscere gli errori. E’ come esercitarsi continuamente a riconoscere cosa NON fare.

      La mia è una scelta di crescita. Considerato che poi stimolo gli altri senza manco che se ne accorgano fornendo consigli tecnici (per quanto basilari siano quelli che conosco io) e piccole incazzature (che rendono più volenterosi di impegnarsi di più 🙂 sono anche contento di fare del bene.

      Quando ho scritto questo racconto scrivevo leggermente sopra o leggermente sotto la media di questo sito, cioè scrivevo di merda. Non mi sono più dedicato alla scrittura ma nel frattempo ho letto abbastanza, adesso vediamo cosa combino.

      Ripeto, il congiuntivo sbagliato è derivato da un copia incolla sbagliato. Quel verbo è un copiaincolla di un altro verbo di un’altra frase. Se non ricordo male subito dopo c’è lo stesso verbo o uno simile.

      Esattamente come quel tuo “NON SBAGLIARE”, anziché “sbagliare”.

  2. Ciao,
    Torneo.
    Non dico nulla in più che non ti sia già stato fatto notare nei commenti sottostanti, una progressione della qualità della scrittura si nota, anche se un po’ “timida” diciamo. Lo stile paratattico lo trovo confacente alla tua narrazione, tuttavia gli errori grammaticali (specialmente all’inizio) e qualche frase qua e là “sballata” hanno penalizzato il racconto. Sono venuto a leggerti avendo notato i tuoi commenti disseminati nelle altrui storie, e mi hai incuriosito. Non nascondo un po’ di delusione e disappunto leggendoti, visto le numerose letture (anche filosofiche a quanto ho capito) a cui ti sei dedicato. D’altro canto un conto è leggere ed un conto è scrivere, sei al tuo primo scritto in assoluto a quanto ho capito, quindi come inizio ci può stare, anche io sono esordiente, la seconda storia in assoluto che scrivo è quella che sto faticosamente sviluppando proprio su questo sito, sbagliando si impara, ma ritengo pure che un bagno di umiltà non guasti mai.

    Buone feste.
    Istinto =)

  3. Confermo quanto detto da Aria. Sono arrivata al terzo capitolo e lo trovo tremendamente noioso, sconclusionato, grammaticalmente scorretto, stentato e banale. Non hai la più pallida idea di chi siano i tuoi personaggi, di cosa provino, di come possano reagire le persone di fronte alle varie incombenze che possono capitare loro. La tua narrazione è fredda, sbrigativa, vuota, non dà e non lascia assolutamente niente. E, ovviamente, non è originale, ma questo l’hai già detto tu stesso. Prima di criticare gli altri, comincia criticando te stesso, perché gli errori che hai fatto sono veramente agghiaccianti. Forse sei tu che dovresti impegnarti in letture migliori, non io.

    • Sì anche io ho la stessa impressione quando leggo i primi capitoli.
      Mi piace sentirlo dire, mi dà voglia di migliorare.
      Se leggi gli ultimi, però, sono sicuro che li troverai stilisticamente più puliti. Leggi l’ultimo e dimmi se lo stile ti sembra migliorato anche di poco! 🙂
      Come ti dicevo questa è la prima cosa in assoluto che scrivo, avevo solo scritto alcuni articoli accademici.

      “Prima di criticare gli altri, comincia criticando te stesso.” Chiaro, lo faccio già.

      • Non ho intenzione di leggere l’ultimo come non ho voglia di leggere quelli che lo precedono. Mi sono presa la briga di fare tutto questo per cercare di illuminarti su quanto il tuo comportamento sia assurdo, saccente e fastidioso per uno che non può vantare né originalità né men che meno una buona conoscenza della lingua italiana senza, a quanto pare, ottenere l’effetto desiderato. Un conto è conversare e provare ad aiutarsi a migliorare, un conto è denigrare e sminuire racconti che, in tutto e per tutto, sono migliori dei tuoi, per sentirtelo più grande. Come ho già detto, evidentemente devi avere qualcosa da compensare così facendo. Non v’è altra spiegazione.

  4. “La luce della luna era intensa e azzurrognola” non ho mai visto la luce della luna azzurra.
    “Se le guardie lo avrebbero scoperto, lo avrebbero fermato” orrore grammaticale.
    “Se mi attacca, corro dietro urlando” corre dietro dove? Dietro cosa?
    “tra quelle dannatissime felci” non è scritto in prima persona, ma in terza, quindi al massimo dovrebbe pensarlo il personaggio. Inutile in una descrizione.
    “Scattò dietro d’impulso, urlando” semmai scatto INdietro.
    “Si era lasciato quella figura dietro di lui” è orribile da sentire.
    “mandi dieci cavalieri a prendere quella cosa, chiunque sia” se è una cosa non è una persona, quindi chiunque non ha senso.
    “Chiunque avesse cercato di assaltarli di notte, in una foresta, mentre dormivano, tra poco avrebbe dovuto vedersela con più di trenta cavalieri” prova a rileggerlo, e anche a leggere un po’ di più.
    ” se avesse visto davvero quella figura o se la fosse sognata” si dice se l’avesse sognata o se se la fosse sognata. L’italiano non è un’opinione.
    “obiettato” obbiettato, non obiettato.

    • “La luce della luna era intensa e azzurrognola” non ho mai visto la luce della luna azzurra.
      E’ vero. Ho appena controllato, la luna può apparire rossa, arancio ma non blu. Pensavo ad un effetto delle nuvole, ma in realtà non avevo una immagine ben precisa in mente di quello che volevo scrivere.
      Comunque in un fantasy un lettore non può dire di no ai fenomeni strani. Anche se non era quella la mia intenzione, poteva darsi che in un’altro mondo le lune fossero blu.
      Come le ragazze con gli occhi viola.

      “Si era lasciato quella figura dietro di lui” è orribile da sentire.”
      Per me no. Gradirei sentire altre opinioni.

      “mandi dieci cavalieri a prendere quella cosa, chiunque sia” se è una cosa non è una persona, quindi chiunque non ha senso.
      “chiunque” è riferito ai cavalieri

      “Chiunque avesse cercato di assaltarli di notte, in una foresta, mentre dormivano, tra poco avrebbe dovuto vedersela con più di trenta cavalieri” prova a rileggerlo, e anche a leggere un po’ di più
      Non capisco.

      ” se avesse visto davvero quella figura o se la fosse sognata” si dice se l’avesse sognata o se se la fosse sognata. L’italiano non è un’opinione.
      Pardòn.

  5. ” Le betulle si fecero più grandi” le betulle sono betulle, dubito fortemente che possano farsi più grandi.
    “Il sentiero sboccò in uno spiazzo circondato dagli alberi” superfluo, dal momento che sono in un bosco.
    “Con il naso talmente lungo che quasi gli toccava le labbra sottili” lungo non vuol dire che cade verso il basso, quindi insensato.
    “Ebbe l’ardore” al massimo ebbe l’ardire, sicuramente non l’ardore.
    “…incominciarono a tirare in direzioni opposte le gambe di un altro cavaliere. Fino a quando uno dei…” punto non necessario, stacco della frase inutile.
    Secondo.

    • ” Le betulle si fecero più grandi” le betulle sono betulle, dubito fortemente che possano farsi più grandi.
      E’ la prospettiva di un corpo in movimento.

      “Il sentiero sboccò in uno spiazzo circondato dagli alberi” superfluo, dal momento che sono in un bosco.
      In effetti…

      “Con il naso talmente lungo che quasi gli toccava le labbra sottili” lungo non vuol dire che cade verso il basso, quindi insensato.
      Be’, no. Naso lungo può significare anche lungo in senso verticale, non solo sporgente.

      “Se le guardie lo avrebbero scoperto, lo avrebbero fermato” orrore grammaticale. – Già! XD Quei due avrebbero sono frutto di un copia e incolla su Word che non ho corretto. Erano la stessa parola. Ovvio che conosco i tempi!

      “Ebbe l’ardore” al massimo ebbe l’ardire, sicuramente non l’ardore.
      Pardòn.

      “…incominciarono a tirare in direzioni opposte le gambe di un altro cavaliere. Fino a quando uno dei…” punto non necessario, stacco della frase inutile.
      In che senso?

  6. “Di mattina il cielo era bianco” non ha senso, il cielo non è bianco.
    “Improvvisamente, sul sentiero comparve un cadavere dilaniato” i cadaveri non si muovono, quindi non appaiono improvvisamente dal nulla e non hai scritto che i personaggi stavano camminando.
    “Schizzi giganteschi” se sono schizzi non sono giganteschi.
    “Kyatho notò Alena intimare Jordy” non si intima qualcuno, si intima A qualcuno.
    “Il teschio era spellato” un teschio è un osso senza pelle, spiegazione PLEONASTICA.
    “Non devi temere chi commette questi peccati per farci terrorizzare” non ha senso.
    E questa è solo la prima parte.

    • “Di mattina il cielo era bianco” non ha senso, il cielo non è bianco.
      Invece sì! Il cielo può essere completamente coperto dalle nuvole! Al massimo quel “di” non va bene.

      “Improvvisamente, sul sentiero comparve un cadavere dilaniato” i cadaveri non si muovono, quindi non appaiono improvvisamente dal nulla e non hai scritto che i personaggi stavano camminando.
      Qui in effetti dovevo specificarlo.

      “Schizzi giganteschi” se sono schizzi non sono giganteschi.
      Schizzo: Lo schizzare, il liquido schizzato: uno s. di fango, di vernice, d’inchiostro; anche, la macchia che produce su una superficie, su una parete, sulla stoffa. spruzzo, spruzzata, schizzata, getto, zampillo, fiotto; macchia, chiazza,
      Non c’è scritto da nessuna parte che dev’essere piccolo, controlla tu stessa.

      “Kyatho notò Alena intimare Jordy” non si intima qualcuno, si intima A qualcuno. – Giusto.

      “Il teschio era spellato” un teschio è un osso senza pelle, spiegazione PLEONASTICA.
      In effetti sì.

  7. Ciao, dopo un pò di assenza sono riuscito a recuperare gli episodi ( mi ero fermato al quarto). Allora, senza dubbio c’è un enrome salto di qualità dai primi, confusi episodi agli ultimi che hai pubblicato. Le descrizioni sono molto vivide, in particolar modo quelle del quinto episodio (la cinta muraria e i vari fregi e statue che la adornano) sono molto suggestive, complimenti. Ho votato per “torneo” (scusa per la parità), mi sembra la cosa più naturale come proseguimento della storia (anche considerando l’esecuzione del lepomino, a carattere cerimoniale, quasi una apertura dei giochi, se non sbaglio pure altri hanno avuto questa stessa impressione). Aspetto i prossimi episodi.

      • Dipende da cosa vuoi ottenere, cosa intendi per miglioramento. Semplicemente considerando il format qui sul sito (storie brevi, 5000 caratteri) il miglioramento più consono sarebbe “limare” le descrizioni, renderle più snelle con poche frasi ad effetto. Tuttavia dipende sempre dal tipo di scena che vuoi descrivere. Ad esempio nella scena delle mura descrivi una situazione in cui l’elemento principale è proprio l’enormità di dettagli e la sensazione di maestosità che suscitano, quindi una descrizione articolata è funzionale, anche se non proprio adatta al format della storia (mentre va bene per un romanzo o una storia più estesa). Usare lo stesso tipo di descrizione per un personaggio (descrizione fisica) o per un macchinario o scena di battaglia (in cui la sintesi dà una idea migliore della velocità dello scontro, a mio parere) possono invece rendere il racconto più pesante.

  8. Ciao, ho votato “torneo” perché ho pensato che la creatura sul ceppo fosse una sorta di rito d’iniziazione. Anch’io ho notato che il tuo stile narrativo si confà più ad un romanzo che ad un racconto e non ti nascondo che ho avuto difficoltà a seguire la storia. Ho il tuo stesso problema e credo che scrivere su “the incipit”, grazie ai commenti dei lettori, possa senza dubbio aiutarci a ridimensionare le nostre storie, rendendole più simili ad un racconto e di più facile lettura. Ti seguo.

  9. Oddio, il protagonista mi sta ancora antipatico! xD Vabbè, ci farò l’abitudine.
    Ho votato per il duello: non vedo l’ora di godermi un po’ d’azione. 🙂

    Questo episodio mi ha definitivamente convinto di una cosa: stai scrivendo con un ritmo “romanzesco”, diluito, non adatto ai racconti, specie a quelli di questo sito, che hanno un limite di lunghezza ben definito.
    Nella tua prossima storia (semmai vorrai pubblicarne un’altra) dovrai riflettere soprattutto su ciò per migliorare la leggibilità. 😉

    Alla prossima!

  10. Sono dell’idea che scrivere un racconto fantasy in 5000 caratteri per capitolo sia un’impresa al limite dell’impossibile proprio perché per delineare uno scenario fuori dal normale servirebbero molte spiegazioni e fiumi di parole… Per non parlare dei personaggi! I fantasy si distinguono per averne dozzine ed ognuno dovrebbe essere ben caratterizzato per restare impresso nella memoria del lettore… Nonostante questo però trovo la tua storia interessante quindi ti seguo… Voto per l’esecuzione, vediamo come va…

    P.S. Ho visto in questi giorni Star Wars per l’episodio della caverna che mi dicevi… Ti devo ringraziare perché è diventata la mia saga preferita! Ciao 🙂

  11. Facciamo che l’analisi te la faccio in mail, carissimo virtuoso. 😉 richiede troppe righe….
    qui ti dico solo una piccola cosa:
    Di mattina il cielo era bianco, e una fitta nebbia invadeva la foresta.<> disse Ky rivolgendosi a Ser Mand.

    Di mattina? Era bianco? Al limite del colloquiale.
    L’incipt è la prima frase con cui si apre un raconto/romanzo.
    E la tua prima frase è “di mattina il cielo era bianco”.
    Cosa????????
    Sul serio?
    Dai, si scherza. Ti dico in mail.

  12. Ho votato per l’arrivo a Garford, il dolore alle mani non mi convinceva. Non saprei dirti.

    Qui di seguito ti scrivo le impressioni concernenti l’interezza del racconto.
    Bello tutto il piccolo viaggio fatto finora dai personaggi, molto hard fantasy direi (la foresta, la prateria, i cattivi ecc…), tutto sterminato e avvolto di magnificenza, come del resto i dialoghi, che si sposano molto bene con l’ambiente circostante.
    Manca un po’ di ritmo, di imprevisti, tutto un po’ troppo scorrevole, ma negli ultimi due capitoli migliora qualcosa, speriamo.
    Nel complesso è bella soprattutto l’impostazione culturale (miti che si intravedono, frasi fatte che si intersecano nei dialoghi, gerarchie, etichetta e via discorrendo).
    Inoltre non è normale che finora il protagonista mi stia antipatico ahah, ma forse tutto ciò ha un suo scopo. Oppure è solo una mia impressione.
    Piccolo appunto: sono simboli matematici, sarebbe corretto usare « e ».

    Al prossimo episodio. E che Alhus ce la mandi buona! 🙂

      • Quando dico scorrevole non mi riferisco allo stile e a come scorre il testo, ma alla storia. Ho precisato che mancano imprevisti, almeno per come li intendo io e…boh a me sembra di essere chiaro, spero si sia capito 🙂
        Tento in un altro modo: se io scrivo la storia di A che si sveglia, si fa la barba, va al lavoro e poi torna a casa con l’autobus, cena e…fine. Che razza di storia è? Il testo può essere bellissimo, ma nessuno ne sarà catturato.
        Ovviamente qui non è esattamente così: qui il fascino della scoperta di un mondo può anche giustificare un inizio in cui stenti l’azione. Fermo restando che è una mia impressione. 😉

  13. Eccomi, ho fatto un salto! Sono contento di trovare un fantasy e, in special modo, qualcosa che ricordi sia Game of Thrones che The Witcher, come tu hai scritto. Ricorda un po’ il viaggio narrato nel “Cavaliere dei Sette Regni”, e la presenza di demoni mi riporta con la memoria alle praterie infestate dai demoni putrefatti di Witcher 2.
    Ho pochi consigli da darti, ma di sicuro qualcuno ci ha già pensato. Il testo sembra ben scritto, con dettagli fisionomici dei personaggi, tic, descrizioni del paesaggio e della flora. Cerca però di curare meglio l’ortografia. Scrivi bene, davvero, ma i refusi sono insidiosi e spezzano la lettura. Ho trovato alcuni errori sparsi, nulla di irrimediabile ovviamente.
    Usa alt+212 del tastierino numerico per scrivere “È” invece di E’.
    Fai attenzione ai punti mancanti in alcuni dialoghi, e nei punti che non dovresti mettere. Per esempio: <> disse l’uomo. Diverso se scrivi qualcosa del tipo: <> L’uomo aveva la voce roca e autoritaria.
    Nel capitolo 3, a un certo punto scrivi: “Se le guardie lo avrebbero scoperto, lo avrebbero fermato”. Avessero!
    Per il resto la storia mi incuriosisce, per cui continuerò a leggerla. Alla prossima.

  14. Dunque il fantasy è un genere difficile per tanti motivi, rendere credibile un mondo popolato da strane creature, draghi, nani, elfi e re è un’impresa in cui non sono riusciti in molti, su tutti Tolkien, Lewis, Lloyd Alexander, R.E. Howard e, più recentemente, Neil Gaiman, Terry Brooks e, naturalmente, George R.R. Martin (se te ne sei perso qualcuno di questi ti consiglio di fiondarti in libreria a farti una bella scorta). Recentemente sul sito LandeIncantate è apparso un tutorial dal titolo “come creare un mondo fantasy in sette giorni” una lettura molto utile che credo potrebbe interessarti. Detto questo veniamo al racconto. Se devo essere sincero ho fatto un po’ di fatica a seguire la storia, poiché sei agli inizi credo faresti meglio a concentrarti su un gruppo più ristretto di personaggi (sono più facili da gestire). Le descrizioni sono troppo vaghe sia quelle fisiche che quelle psicologiche (praticamente inesistenti). Dovresti provare a dare più carattere ai tuoi personaggi, renderli identificabili al di là del ‘nome’ e farti anche una scaletta degli eventi credo aiuterebbe (e magari visto che si tratta di una storia in movimento potresti anche abbozzare una mappa dei luoghi)… Preciso che i miei sono consigli non critiche, sei molto giovane e hai tutto il tempo per miglior arti… E poi se vuoi vendicarti, sai dove trovarmi…

    • Sì, meno personaggi. In effetti lo spazio è poco. Be’, le descrizioni psicologiche vengono fatte con le scelte dei personaggi.

      Per quanto riguarda il worldbuilding, immagino ti possa risultare difficile crederlo, ma ho passato dagli 11 ai 19 anni a inventare mondi ogni giorno. Sono ridicolmente veloce e originale, sono una specie di autistico del wordbuilding.

      • Perché mai dovrei pensare una cosa del genere? Il worldbuilding è uno degli aspetti più sottovalutati da chi prova a scrivere fantasy (specie da chi scrive racconti). Il fatto che tu, non solo sappia cosa sia, ma che ti diverti a farlo è un’ottima cosa. Ti consigliavo il tutorial solo perché, personalmente, l’ho trovata una lettura interessante. Ciao.

  15. Ciao, sì in effetti noto delle somiglianze con Game of Thrones, soprattutto per l’impostazione nobiliare dei personaggi e per le citazioni delle divinità, comunque mi sembra abbastanza distaccato, non mi dispiace per niente, pertanto ti seguo!
    Occhio a piccoli refusi grammaticali qua e la, per il resto mi sembra un fantasy sufficientemente valido. Voto per un assalto, che magari da modo di mostrare le doti combattive dei personaggi.

  16. Voto anche io “dolore alle mani”. Ti dirò, ho trovato il terzo capitolo un pò confusionario, mentre il quarto è quello che sinora mi è piaciuto di più. Si vede che stai progredendo nello stile, magari metti un pò più di carattere addosso ai personaggi. Ricorda che il formato qui è una storia breve, quindi pochi personaggi ben caratterizzati hanno più impatto di una pletora di persone introdotte in un paio di righe ( il vincolo di 5000 caratteri a capitolo è una brutta bestia). Parere personale, da prendere cum grano salis 🙂

  17. Ho votato per il dolore alle mani: mi sembra un elemento interessante.
    Mi piace il tuo stile; molto interessante anche la commistione dell’elemento sacrale-religioso a quello epico.
    Un ultimo dettaglio tecnico: se ti piace usare queste virgolette: <> potresti usare i caratteri speciali; in questo modo potresti risparmiare dei preziosi caratteri (se è nel tuo interesse risparmiare).
    Alla prossima!

  18. Ciao, devo dire la verità: per capire alcune parti, ho avuto bisogno di rileggerle più volte. Forse perché trovo il genere fantasy abbastanza difficile da comprendere.
    Attenzione, alla fine del capitolo hai scritto due volte la stessa frase.
    Ho scelto l’opzione del contingente, anche se io non lo immagino piccolo.

  19. Ho letto adesso il profilo dell’autore. Ma allora sei giovane!!! E io che ti avevo dato del lei nell’ultimo commento (avevo guardato solo la foto del profilo)… Vabbé.
    Due commenti tecnici e specifici:
    -“Ser” si scrive “Sir”;
    -una ripetizione nella frase: “accigliava un occhio e muoveva la bocca dal lato dell’occhio accigliato”.
    Mi piace l’imitazione dello stile epico: mi ricorda il Signore degli Anelli (non ho ancora letto Martin). Il racconto è scorrevole e di piacevole lettura. Continua così, ti seguo.
    E se per caso avessi anche tu qualche consiglio tecnico da darmi, sarebbe ben accetto!

  20. Comunqueh, Allora, sebbene, orsidunque, per quanto, chje ore sonho? A si, bene bene.!;: premesso che la pizza di questa mattina era fredda, e quindi la forza di Coriolis non mi ha permesso di degustare il caffeffe. Hai visto? la matita è appena andatata. Se tu mi lasicassi pensare tranquillamente ad un modo migliore per pazzia, io fare la ruota?

    Partiamo ora con una analisi introspettiva personale e tota<lmente oggettica ter lertzo racconto. partendo dal finale, direi che la storia inizia a macinare il grano. Sicuramentee, la tramoggia che ti oh prestato è servita allo scopo!
    La corrente discendente del moto perpetuo generatosi con il ritmo del racfconto sarebbe sufficiente, secondo la tabella del dottor Nocoldiz, sufficiente sufficientemente appropiata alla creazione di un emozione di un exmoto in greco tale altersì ad interessare un lettorer disattento.

    Siccome mi sono annoiato a leggere la tua parafrasi della divina commedia in greco ed ebraico, e contando cher Dio non esiste, il buon babbeo, figlio di babbei, proveniente da babele (in babilonia), avrebbe la congiuntivite. Se poi, contiamo anche il fatto che sto scrivendo con tre braccia di cui una tiene una tazzina di porcellana all'agrodolce, ho bisogno di una pausa di riflessione in camera dei miei genitori. ma questo, a dire la verità, non mi interessa molto.
    E ho il cellulare scarico, mannaggia

    Ma ciò non cionta.La tua storia ha infatti un'alto potenziale cinese esplicitabile in diverse forme. La tua storia deve infatti far esplicitare il concetto stesso di fantastico. E' come eseguire un operazione a quore aperto utilizzando martello, scalpello, e un coltello con lama da dodici. Opinel, credo. e solo così, con il quore pulsante potrai capire che vi è un errore, tanto che l'ho scritto con la Q.

    Sperando che tu abbia apprezzato di cquore il mio commento, ti auguro tanti cari saluti, un bacione alla mamma, california e… viva lo gjoioso imperator che lo tutto vede ed ei assaie lo governa et impera dominem sub Juilio su tutto lo mondo et amen.

    Viva lo Imperatore!

  21. Allora, lasciando da parte i vari errori grammaticali e di distrazione, in due episodi non ci ho capito niente. La storia é frammentaria, poco avvincente e noiosa. Il protagonista non ha minimamente assunto dei connotati che facciano appassionare il lettore, anzi, sembra quasi un ritardato. Questi demoni non si sa bene cosa vogliano, quali siano le loro motivazioni, e i personaggi che finora sono apparsi nella storia (i quali sono stati nominati una o due volte così, random) non hanno il benché minimo spessore. Stile pessimo e banale. Un presuntuoso tentativo di fantasy, decisamente mal riuscito.

      • Per quanto riguarda il primo episodio, già dal dialogo iniziale sugli animali la storia risulta confusa, soprattutto nella parte in cui scrivi degli orsi e dei lupi dell’Ovest. Il fatto che sappiano riconoscere i gemelli non ha rilevanza, almeno non in questo contesto. Come lettrice ho faticato molto, forse anche per il fatto che ti sei perso la seconda parte del periodo ipotetico, sempre in quel dialogo (hai scritto “se e”). Questa confusione nei discorsi diretti persiste per tutto l’episodio. La parte che si salva è di sicuro la macabra descrizione del cadavere, è dettagliata e ben fatta. Anche nel secondo episodio il pezzo forte restano le descrizioni, anche se potresti cercare di coinvolgere tutti e 5 i sensi per rendere l’atmosfera più verosimile), ma preferirei più introspezione psicologica. Penso sia più interessante conoscere i personaggi per il carattere che per la descrizione fisica, la quale, sebbene sia dettagliata, risulta comunque superficiale per la comprensione della storia. Purtroppo anche qui mi sono persa, non riesco proprio a capire il senso della storia. Alla fine quello che fa Kyatho è un sogno? E’ la realtà? Non è chiaro. E perché sta accadendo tutto ciò? Anche questo purtroppo resta un mistero nonostante ci siano già due episodi. Manca la consistenza narrativa, uno schema da seguire. Spero di essere stata esaustiva.

        Grazie per avermi fatto notare l’errore, starò più attenta quando scriverò dal telefono 🙂

        • “Il fatto che sappiano riconoscere i gemelli non ha rilevanza” a me sembrava la frase migliore. Non l’hai capita, forse in effetti era un po’ ostica. In sostanza volevo dire che riescono a riconoscere un umano da un’altro talmente bene che riuscirebbero a distinguere due gemelli. Pensi che sia difficile da capire? “Come lettrice ho faticato molto” immagino, anche io ho avuto difficoltà rileggendo questa schifezza. Per quanto riguarda l’introspezione psicologica, preferisco descriverla ‘con i fatti’, cioè con la narrazione. Sto cercando di imitare lo stile di Martin, e lui fa così.

    • Allora hai una bella immaginazione, perché secondo me le descrizioni non sono per nulla decenti. Il mio problema è che stavo cercando di essere molto coinciso e di far susseguire velocemente la storia, in parte perchè in questo racconto sto cercando di imitare lo stile di Martin in parte perché non so scrivere. Per questo ho dovuto adeguare le due o tre descrizioni dell’episodio e renderle più corte. Però penso che siano troppo corte. Devo migliorare molto xD

  22. Devo dire che il primo capitolo non mi faceva presagire nulla, ma ora che siamo al secondo, mi sembra che la storia stia prendendo una sua forma. Però mi farebbe piacere vedere cosa riuscite a fare se inventate una storia dal nulla. Sarebbe una bella sfida immagino.

  23. Giungo pure io a te dopo presa visione di vari commenti lasciati nel sito
    La prima impressione è che si, sai scrivere discretamente ma che delusione!!

    Ti ho visto in giro a criticare aspramente alcube storie per le loro parti descrittive carenti ma ragazzo mio, oure tu non ci scherzi. Cioè da altri pretendi di tutto e da te invece?
    Calma piatta. Tu dici che il tuo testo non ha pretese di originalità e se devo esser sincero, si respira nel testo. La struttura c’è ma…solo quella!

    Ti seguo sperando in un tuo netto miglioramento che possa giustificare le tue pretese sugli altri.

        • Eccomi qui scusa il ritardo.

          Allora si, mi sembra che le descrizioni siano carenti.

          Ok la parte del cadavere è abbastanza funzionale, ma i personaggi ed il luogo della scena sono fumosi ed è un peccato. Tu segui il filone narrativo alla Martin che è un ottimo autore per me (a parte un po’ i passaggi di scena nei libri ) e secondo me dovresti estrapolare da Martin non solo il ritmo, che qui nel tuo testo inizi a creare,ma anche l’abilità narrativa della descrizione anche in semplici tratti. Pet quanto riguarda i tuoi commenti direi che ci vediamo da me se ti va, in modo da parlarne con calma li ok? A presto

        • Ah giusto per onestà intellettuale.

          Non trovo i tuoi commenti ne costruttivi ne critici.

          Non sono costruttivi perché tu evidenzi lacune (quelle che per te sono lacune) senza offrire una reale alternativa. Segnalare potenziali problemi siamo buoni tutti, offrire soluzioni pochi.

          Non li ritengo tecnici per il semplice fatto che tu esprimi un parere. Ti limiti a dire “non va bene, bruttino, non mi ha colpito ” e simili. Ma questo vale per te, mentre un parere tecnico è universalmente riconosciuto, come ad esempio ub errore grammaticale.

          Considerato poi che hai un solo capitolo qui sul sito, sei nuovo , ed è la prima volta che ti cimenti nello scrivere scusami, ma fai un po’ sorridere. Per essere chiaro lo sei (al più lavora sulla formattazione, cioè distanzia con capoversi o vari pensieri).

          Ultima cosa che sento di doverti dire: non puoi pretendere la perfezione dagli altri se tu stesso non la possiedi. Come detto questo capitolo è medio, pochi spunti, nulle descrizioni e ritmo poco curato. Dovresti forse essere più umile con gli altri e non fare il professore. Perché come già detto, mi hai deluso. Dai commenti ti atteggi da guru della scrittura e poi casca l’asino appena ti si legge.

          Il fatto che poi non cerchi di essere originale ti azzoppa molto, perché non osi?
          Punta in alto, se arrivi a metà è già un risultato considerato che parti a zero!

          Così facendo ti seghi le gambe da solo, hai voglia di strisciare fino al traguardo!

  24. Sono passata dopo aver letto vari tuoi commenti sparsi in giro.
    Non male come incipit. Tuttavia mi aspettavo di più considerate le tue dettagliate analisi sui testi altrui. Troppi avvenimenti e personaggi in troppe poche frasi.
    Trovo l’incipit ugualmente interessante. Seguo.

  25. Inizio veloce che costringe il lettore a capire la storia con le azioni e i dialoghi, senza un incipit per capire chi sono, dove sono e cosa ci fanno lì. Non so se sono lì per cacciare il mostro o si sono imbattuti nel cadavere durante una battuta di caccia normale. Vediamo come prosegue 🙂

  26. Storia molto strana, la tua. Non riesco a capire se mi piaccia oppure no, quindi vedrò come la evolverai prima di dare un parere più definitivo. La tua velocità nel descrivere è spaventosa, non dai il tempo al lettore di capire cosa sta succedendo che cambi già scena. Tuttavia non è male. Non è uno stile che condivido, proprio per niente, sono più per una “scrittura poetica” e raffinata, ma nonostante questo non lo disprezzo. Non nella tua storia, almeno. Ti seguo, per ora, ho scorto qualcosa di stranamente piacevole nel tuo racconto. Voglio vederci più chiaro. A rileggerci.

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