L’alchimista Dimenticato

Vittoria e sciagura

Ho sempre ritenuto stolte le persone che pur credendo a Dio non credono nel suo potenziale. Poche sono quelle che credono l’opposto.

Questa fu la frase che i due ragazzi trovarono in quel luogo proibito, su un vecchio quaderno d’appunti, più vecchio di quanto fossero loro.

Sotto la frase si riusciva a leggere un nome: Ermet van heim.

-Si! È lui.-

-Bene, prendi il quaderno e torniamo di sopra prima che ci scoprano.-

I due ragazzi s’alzarono dall’archivio su cui si eran chinati. Si guardarono in torno prima di proseguire, l’oscurità regnava in quel luogo dimenticato e sconosciuto ai molti se non fosse per la flebile luce che si portavano appresso.

-Cosa c’è Eram?-

Il ragazzo cupo guardava il suo compagno, era teso e in ascolto.

-Nulla, Alfid mi è sembrato di sentire qualcosa… avanziamo.-

Alfid guardò l’amico preoccupato ma non diede troppo peso alle sue parole, così in quel luogo tetro cominciarono a tornare da dove eran venuti.

Il nobile uomo guardava con disinteresse le palpebre di un suo sottoposto muoversi a ritmo, cadenzando ogni tanto qualche parola o frase degna del suo interesse. Parlava in modo amichevole e concitato, con un tono quasi informale. Ma ciò non infastidiva quel nobiluomo. Annoiato ascotava finchè il discorso non toccò d’un tratto un fatto curioso per le sue orecchie. 

-Il vecchio archivio dici?- Intervenne con una punta di curiosità il nobiluomo.

Il chiacchierone notando il suo improvviso interesse si agitò ancor di più mentre osservava ammirato i suoi splendidi occhi.

-Si signore, è la più antica di tutta l’accademia e…-

Il nobiluomo lo interruppe:

-In effetti tra tutte le cose a cui uno come me deve pensare non sembrava conveniente una mia supervisione, ho affidato interamente il compito al vecchio Set. Son passati anni ormai, mi domando se a qualche impavido individuo non sia venuto in mente di… non so se mi spiego.-

Il chiacchierone  titubò ma riniziò subito a parlare:

-Certo certo signore, capisco perfettamente cosa intende, ma non dovete preoccuparvi per quello, vedete…-

Si fermò un attimo, richiamando alla mente ricordi orrendi, a stento riuscì a finire la frase.

-C’è, c’è una… insomma una specie di guardiano.-

Il nobiluomo parve confuso, poi il suo sguardo si soffermò sul braccio del suo interlocutore di cui una metà era inesistente.

-Non serve che aggiungi altro Carloh, non abbiam nulla da temere dunque.-

Come di consueto ritornò al suo studio e si mise a pensare.

-Finalmente fuori da quel maledetto postaccio Alfid.-

Eram felice guardò l’amico.

-Già… anche se… ho la sensazione di essere scampati a qualcosa di sinistro.-

-Poco importa siamo fuori adesso e… porco orco siamo in ritardo per il consiglio.-

Senza dir nulla Alfid si mise a correre seguito a ruota dall’amico.

Corsero attraverso i corridoi tra un folla di concitati studenti, il marmo rifletteva le loro lucide figure, uno biondo come il grano dei campi, l’altro capelli neri come l’abisso degli abissi. Formavano una bella coppia insieme, a detta di molti, eran brillanti e intelligenti all’accademia. Seppur ben visti non molti osavano avvicinarglisi troppo per timore dei segreti che custodivano. Almeno dal punto di vista dei più piccoli.

-Eccoci arrivati.-

-Merda han già cominciato.-

Aprirono lentamente il portone cigolante che avevan di fronte e si ritrovarono davanti una moltitudine di occhietti che li fissavano, Eram non badò a quelli ma ai due occhi minacciosi del professore. Muti come pesci si misero al loro posto sulla tavola rettangolare.

Il professore serio riniziò a parlare fissando ogni tanto di malo modo i due amici:

-Eh ehm, dicevamo, miei giovani alchimisti, ripeto per i due ritardatari, che qui riuniti al piccolo consiglio ci stiamo addestrando per ciò che il futuro ci riserverà. Essere padroni di se stessi vien prima di saper padroneggiare gli elementi, non solo fisici ma anche…-

-Sempre le solite cagate…- sussurrò intanto Alfid ad Eram.

-San parlar bene, ma se dovessero andare all’azione non saprebbero mettere in pratica una sola delle virtù che predicano.-

Alfid aveva ragione, quell’uomo era addestrato ad insegnare, ma non sapeva quel che diceva.

-…perciò si richiede il coraggio e l’onore verso la nostra gloriosa capitale a costo delle nostre vite. Ve lo ricorderò sempre. Ora iniziamo con l’argomento di oggi…-

Furon queste le ultime parole che Eram ascoltò dal professore prima di tuffarsi tra i fitti appunti che aveva recuperato dall’antico archivio, gli ultimi rimasti di suo padre. Apparte la frase iniziale, le pagine erano piene di strani ideogrammi e cerchi alchemici, non riusciva a capirci nulla ma sapeva che era importante.

Finito il piccolo consiglio gli studenti si ritirarono, anche Eram stava per farlo quando la voce del professore lo richiamò da dietro.

-Posso avere il libro che stavi leggendo per cortesia?-

Sentiva dal profondo che doveva scappare ma la paura lo inchiodò al suo posto. 

-Ermet van heim…- lesse il professore che imbiancò di colpo.

-Eram, ci vediamo nel mio studio.- 

-Eram. 

Quale elemento caratterizzerà il prossimo episodio?

  • Pura oscurità (22%)
    22
  • Freddo ghiaccio (22%)
    22
  • Scintille (56%)
    56
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93 Commenti

  • Uò! Non me lo aspettavo! No, sul serio: sembrava volessi far sprofondare tutto nell’abisso ed invece sei riuscito a tirar fuori un finale degno di questo nome!

    Sulla storia in generale: è molto bella ma si sentono i vari cambi di idea che sono sopraggiunti con l’avanzata dei capitoli; per la prossima volta cerca di avere qualche paletto fermo (o dillo esplicitamente che non sai dove andare a parare 😉 ).

    Alla prossima storia.

    Ciao 🙂

    • We grazie mille, anche per avermi seguito dopo tutto questo tempo nonostante le pause. Nella prossima storia non preoccuparti mi costruirò dei pali fissi e la svilupperò sicuramente meglio, a tal fine mi prenderò un periodo di pausa per studiarmela meglio. Nel frattempo leggerò le vostre storie visto che non sono stato così attivo nel farlo con quelle altrui per mancanza di tempo collegandomi solo ogni tanto per scrivere un capitolo contro anche la mia voglia.
      Ricordati comunque che la storia ha comunque un finale in sospeso, non ho voluto dare una fine catastrofica ma nemmeno lieta, perchè i Cristalli sono sempre presenti nelle profondità della terra, il loro utilizzo può essere estremamente costruttivo ma allo stesso tempo molto distruttivo. Comunque in tutte le mie storie ci sarà un filo conduttore che le ricollegherà tutte alla fine. (spero in questo modo di aver chiarito e aver approfondito meglio il concetto che volevo dare, ce ne sarebbero molti altri che temo purtroppo che non si siano capiti).

  • Ciao Liky, bentornato!!!! Che fine avevi fatto?
    Sarà dalla fine della mia ultima storia che sei svanito ahahahah, comunque mi sono riletta gli ultimi due episodi per ricordare tutto e devo confermare quello che ti dissi all’inizio, la storia è avvincente 😉
    Impediamo alla bolla di infrangersi!

    • Ciao Dragon, questo capitolo era più informativo e calmo in preparazione dei due capitoli finali, il fatto che sia confuso può derivare dal fatto che ho dovuto attuare molti tagli nel testo per non fuoriuscire dal limite dei caratteri. Grazie del commento, potresti dirmi i punti che non hai capito così posso capirli anchio e migliorarmi.

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