L’isola dei bruti

Afa e sangue

Scacciando una fastidiosa zanzara, il maresciallo Molinaro si passò il fazzoletto sul viso. Nonostante fosse solo l’inizio di giugno, l’afa aveva avvolto la piccola cittadina in un caldo e appiccicoso abbraccio. Originario di Pozzuoli, non si era mai abituato all’opprimente umidità della bassa padana. In particolar modo, quando il sole del primo pomeriggio sembrava voler fonderti col terreno. Sbuffando e imprecando, si diresse verso le uniche altre due persone presenti. Decisamente sovrappeso, anche quei pochi passi lo costrinsero a riprendere fiato.

Capuano!- sbraitò –Hai rintracciato il capitano?

Il brigadiere Capuano, fisico da culturista e sguardo impertinente, mostrò il proprio cellulare.

-L’ho chiamato più volte marescià, ma non risponde. O ha messo il silenzioso, oppure semplicemente non vuol rispondere, visto che squilla-

Originario del sud come Molinaro, a differenza del suo superiore sembrava non soffrire per nulla la tremenda afa. Il maresciallo soffocò un’altra imprecazione. Il capitano Scaccabarozzi non gli era mai stato simpatico, ma si trattava pur sempre del comandante della stazione.

-E non stare li impalato, riprova!-

Alzando le spalle, il brigadiere si allontanò di qualche metro. Il maresciallo, rivolse quindi la propria attenzione verso l’altra persona che, durante lo scambio tra i due, aveva pensato bene di starsene in disparte.

Non riesco a credere che tu possa essere coinvolto, Bortolo. Ma che cavolo ci facevi in questo posto, a quest’ora, e con questo caldo?- 

Inclinando la testa di lato, colui che aveva ritrovato il corpo lo guardò come avrebbe fatto con un bambino duro di comprendonio.

-C’è un fiume appena al di la dell’argine sciùr marescial, e io sono un pescatore, se lo ricorda vero?-

Bortolo esibì un ampio sorriso. In tal modo, scoprì gli unici due denti che gli erano rimasti in bocca.

-Ce l’ha mica una cicca sciùr marescial? Le ho finite, ed è da più di un’ora che il suo gorilla mi trattiene!-

Ignorandolo, Molinaro l’oltrepassò e si accovacciò a fianco del cadavere.

Quando Capuano l’aveva chiamato, una mezz’ora prima, l’aveva ascoltato incredulo e sbalordito.

Marescià, corra subito. Mi trovo all’isola dei bruti, sembra che abbiano fatto la festa all’onorevole!-

A parte il profondo taglio alla gola, il corpo sembrava non presentare altre ferite visibili. Cos’aveva portato Carlo Dalle Vedove, candidato alle imminenti elezioni, nonché esponente di spicco del partito di maggioranza, in quel posto?Quel tratto di boscaglia, meglio conosciuto come “isola dei bruti” era noto per essere un ritrovo di omosessuali e spacciatori di droga. Una sorta di terra di nessuno, dove persino le forze dell’ordine, se non a colpo sicuro, osavano mettere piede. Togliendosi il berretto, si asciugò i capelli fradici. Di li a una settimana sarebbe dovuto andare in ferie e quel mentecatto, tra l’altro non troppo simpatico, aveva deciso di farsi ammazzare proprio in quel momento. Maledizione!

Capuano!– urlò rialzandosi.

Senza troppa fretta, il brigadiere ripose il cellulare nel taschino.

-Il comandante era a giocare a tennis marescià. Aveva il cellulare nella sacca, ecco perché non rispondeva-

A tennis! Il cittadino più illustre di Castellana moriva accoppato, e lui stava a tirar palline. E con quel caldo poi!

-Porta Bortolo in caserma, Capuano. Raccogli la sua deposizione e poi mandalo a casa, aspetto io il capitano

Il pescatore guardò prima uno e poi l’altro.

-E le mie sigarette?-

Era ormai pomeriggio inoltrato quando, la Punto di servizio, si arrestò davanti alla villetta dei Dalle Vedove. Il capitano Scaccabarozzi, dopo aver sostituito maglietta e calzoncini con la divisa d’ordinanza, precedette Molinaro lungo il sentierino in ghiaia che conduceva all’ingresso. Alto e magro, dimostrava molto meno dei suoi quarant’anni. Sportivo praticante, amava in particolar modo il footing mattutino e il tennis. Non beveva e non fumava e, in tal senso, non perdeva occasione di riprendere il maresciallo, accanito fumatore e più che discreto bevitore. Dopo aver suonato il campanello, il capitano si voltò.

Mi raccomando maresciallo. La signora è una persona molto sensibile, ci vuole tatto. Avrebbe potuto darsi una ripulita però, quelle chiazze non le donano di certo!-

Stringendo i pugni, Molinaro biascicò qualcosa di indecifrabile ma, prima che il superiore potesse chiedergliene conto, la porta si aprì.

Buon pomeriggio capitano. Come mai questa visita? Se cerca mio marito…

Francesca Dalle Vedove si bloccò di colpo. I grandi occhi azzurri si rabbuiarono e le mani, dalle dita lunghe sottili, si incrociarono sul petto.

-Che succede mamma? Cosa vogliono i carabinieri?-

Alle sue spalle, era comparso un giovane alto e muscoloso. I capelli, ricci e fluenti, incorniciavano un volto scuro e ombroso.

Proprio l’opposto del padre” ebbe modo di pensare il maresciallo.

William, unico figlio dei Dalle Vedove, scostò la madre con delicatezza.

-Ebbene?– ripeté squadrandoli entrambi.

Non porto buone notizie– disse il capitano – Posso entrare?

Come procediamo, a parte il caldo?

  • Quella sera, si riunisce il consiglio comunale, di cui faceva parte anche Dalle Vedove. (0%)
    0
  • In caserma, nel frattempo, il brigadiere Capuano riceve una strana telefonata. (25%)
    25
  • Appresa la tremenda notizia, Francesca lancia accuse ben precise. (75%)
    75
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254 Commenti

  • Per una storia veramente bella non poteva che esserci un finale inaspettato e originale, bravo Danio! Purtroppo non sono riuscita ad essere sempre presente a causa del lavoro frenetico degli ultimi tempi, ma ho recuperato ora! Una bellissima storia, riuscita veramente bene. Ti faccio i miei complimenti e provvederò al più presto a leggere il tuo nuovo racconto che mi incuriosisce parecchio! 😀 a presto!

  • Ciao Danio 🙂
    Sei riuscito a chiudere tutto in un capitolo, bravo 🙂
    Avrei preferito un finale più ampio, forse qualche spiegazione in meno nel racconto di davide ti avrebbe aiutato. Chissà. Sappi che ti capisco, i 5000 caratteri sono anche un mio problema.
    La storia, comunque, è riuscita e per questo i complimenti sono dovuti.

  • Bel finale, hai saputo dare tutte le spiegazioni, pur se in uno spazio ristretto. Il tuo brigadiere e il maresciallo potrebbero diventare protagonisti di una serie di racconti, ci hai pensato? Molto bravo Danio, aspetto con ansia la tua prossima storia dove forse, magari in un altro genere, potresti sviluppare maggiormente la tua tendenza all’ironia. Grazie per questa bella storia, a presto 🙂

  • il genere che hai scelto non è facile da scrivere e ormai è stato inventato tutto da una infinita marea di autori altolocati… ammiro il coraggio e l’impegno che hai dimostrato, la storia c’è e ovviamente lo spazio era insufficiente a gestirla al meglio. Unico suggerimento possibile per il prossimo racconto noir che scriverai è questo: costruisci una scaletta e una sinossi che scandisca gli avvenimenti e i personaggi nei capitoli… così quello che potrebbe non starci lo potrai “tagliare” ed eliminare dal racconto, sviluppando meglio il necessario “letterariamente” parlando.
    Buon lavoro prossimo, sicuramente farai faville. Per il resto debbo condividere alcune delle osservazioni che sono state fatte (per esempio frettolosità), fanne tesoro! ciaoooo

    • Ed io accetto con grande favore le tue osservazioni.
      Non sempre è facile districarsi nel giallo-noir puro, ne so qualcosa.
      Ma mi reputo anche uno “scribacchino” poliedrico, non è detto che il prossimo racconto sia ancora un giallo, vedremo.
      Per quanto riguarda la frettolosità, rispondo a te come ho fatto con altri lettori.
      Lungi da me trincerarmi dietro ai caratteri ammessi, però sono arrivato all’ultimo capitolo costretto a dare spiegazioni logiche doverose.
      Come ha detto qualcuno di molto autorevole nei commenti, la poesia ne perde a discapito della logica, e aggiungo purtroppo.
      Grazie di nuovo e a presto 🙂

  • Caro Danio,
    come ti capisco… 😉 quando nel finale ci si trova a dover spiegare… si perde un po’ di poesia a beneficio della logica… ma tu sei riuscito egregiamente a chiudere il cerchio e non avevo dubbi, diventi sempre più abile. Capisco anche la reazione di Francesca che – alla luce di quelle sconcertanti confessioni – non ha avuto altra scelta se non di farla finita…
    Complimenti, caro 😉

    • La logica, la maledetta-benedetta logica 🙂
      Ho ricevuto molte critiche per questo finale, ma non l’avrei cambiato per nessuna cosa al mondo. Colpi di scena surreali sarebbero stati inappropriati, credo di aver “agito” nel migliore dei modi.
      Grazie carissima per avermi seguito sino in fondo. Non so quando tornerò, è un periodo un po incasinato nella vita “reale” ma potrebbe anche darsi che domattina, svegliandomi, mi ritrovi davanti a un foglio vuoto e bianco con l’adrenalina a mille 🙂
      Ciao 🙂

  • Ciao,
    a questo punto posso dire che la soluzione dell’enigma è coerente con lo svolgimento e gli indizi rilasciati, nonché con l’aura di “zozzura” che avvolgeva la misteriosa isola: devo dire che ti sei giostrato molto bene la centellinazione delle rivelazioni, non era affatto un genere facile ma l’hai affrontato con abilità.
    La parte dell’aggressione finale forse è un po’ troppo cinematografica, ma non mi è dispiaciuta.

    • Il padre di William era lanciato in politica. Uno scandalo l’avrebbe rovinato e ha quindi accettato quella soluzione.
      Sulla frettolosità concordo anch’io, ma come ho già detto in precedenza, i limiti imposti sono sempre traditori. Probabilmente devo ancora imparare a dosare il tutto, ma ce la posso fare 🙂
      Grazie per avermi seguito sino ad ora 🙂

  • uhm… spiacente ma il finale non mi ha soddisfatto: i carabinieri sono stati troppo spettatori in questo racconto, per i miei gusti. Tutto si è svolto senza che loro servissero a qualcosa. La loro presenza od assenza nella storia non cambiava assolutamente un tubo di tutto quello che è successo!

    Seguirò il prossimo racconto sulla fiducia (dato che la vicenda è stata comunque bella ed interessante), ma spero che migliorerai la gestione.

    Ciao 🙂

    • Sarei presuntuoso a pensare di poter piacere a tutti 🙂
      In effetti, i carabinieri hanno fatto poco o nulla in questa storia. Se non quella di una presenza costante e a volte un po comica, ma vedo che non è bastato.
      Poco male, raccolgo umilmente il tuo consiglio e cercherò sicuramente di migliorare la gestione anche se, come ben sai, nell’economia dei caratteri a nostra disposizione risulta sempre un po difficile.
      Grazie comunque per avermi seguito sino in fondo, te ne sono veramente grato.
      Ciao 🙂

  • Ciao, carissimo.
    Scusami, ero in vacanza in ospedale… 😉
    Io sono in netta minoranza… opterei per la sparizione di Davide… comunque vorrei un finale a sorpresa… non voglio decidere ora di vedere Francesca col coltello puntato alla gola o con una pistola in mano, vorrei fossi tu a stupirmi, come abilmente sei riuscito a fare finora. 🙂

  • Finalmente riesco a collegarmi di nuovo! Avevo già letto il capitolo, ma, non potendo entrare nel mio account, non mi era consentito commentare. Trovo questo episodio davvero avvincente e convincente, una splendida “volata” verso il finale che sarà senz’altro sorprendente. Voto anch’io per Francesca superstite e spero che saprà spiegarci tutta la storia. Ho sempre dimenticato di farti i complimenti anche per la copertina. Attendo con ansia il finale, complimenti, bravissimo 🙂

  • Ciao Danio! Come ti ho promesso ecco la valutazione completa del tuo racconto. Te la mando anche in PDF, nel caso ti dovesse servire per altre cose. Grazie ancora per quello che hai fatto e fai per Hikale 😉

    Torna Danio Mariani, con un racconto giallo con tratti comici. Non si parte all’avventura, ma si indaga su dei casi di omicidio che avvengono proprio all’”Isola dei bruti”. Il racconto gioca sulle caratteristiche del giallo, presentandosi come ben scritto e con un “finale a sorpresa” che certamente smuoverà le carte in tavola.

    Le trame/la trama

    Il Maresciallo Molinaro, proprio vicino alle vacanze, viene chiamato a indagare sul cadavere di un noto onorevole di un paese della Bassa Padana, dove è in servizio. Accanto al Capitano Scaccabarozzi e al Brigadiere Capuano, il maresciallo dovrà indagare su alcuni omicidi che avvengono in un isolotto dimenticato nei pressi del paese, “L’isola dei bruti”.

    I personaggi

    Fin dalle prime battute si conosce chi si occuperà delle indagini. L’ironia tipica dell’autore si manifesta subito e diventa un modo per rendere più scorrevole la narrazione. Si tratta di introduzioni: i personaggi si mostreranno via via. Ognuno segue quello che è il suo copione, senza destare particolari sorprese. È molto probabile che ognuno dia il meglio di sé nel finale. Un personaggio che desta particolare curiosità è William Delle Vedove, dalla natura ambivalente quanto quella del presunto assassino. Gli altri personaggi, invece, sono abbastanza soliti nel panorama del giallo.

    Le ambientazioni

    “L’isola dei bruti” viene presentata fin dalle prime battute, a un primo interrogatorio con il primo testimone. Veniamo a sapere che si tratta di una “Terra di Nessuno”, ma che in realtà non ha niente di speciale e niente a che fare con l’onorevole ucciso. L’ambientazione viene presentata in dialogo, così come i personaggi, ma, oltre a dire che si tratta di un posto per spacciatori, non si dice molto altro, lasciando al lettore il compito di immaginare la scena come desidera.

    Ritmo e stile

    “(…)quando il sole del primo
    pomeriggio sembrava voler fonderti col terreno”.

    “Come avrebbe dovuto comportarsi ora? Tacere o rivelargli la verità”.

    Gli incisi sono il tocco di classe del racconto. Che si tratti di semplici anticipazioni per informare il lettore sui cambiamenti, o semplicemente per scatenare un breve sorriso e rendere tutto più scorrevole, sono sempre utili e sempre al momento giusto, senza strafare. Lo stile dell’autore è quello ironico di chi vede tutto dall’alto, con alcuni tratti cinici di “sberleffo” al povero Maresciallo Molinaro. Le descrizioni veloci e uno stile non troppo elaborato fanno il resto.

    Tematiche

    Le tematiche sono quelle tipiche del giallo: l’omicidio, il tradimento, la Polizia che indaga, ecc. Le tematiche si basano sull’idea di dare un bel racconto da leggere e non hanno la pretesa di dare messaggi dall’alto.

    Punti da approfondire

    Convincente la descrizione del killer, seppur con un paio di cliché tipici dello psicopatico. L’idea è certamente quella di giocarci, cosa che riesce nella presa in giro al brigadiere, ma che non funziona al massimo sul killer (forse era necessario un dettaglio che lo distinguesse e la “lama” non risulta sufficiente, soprattutto per un lettore di gialli incallito). Lo stile c’è, il racconto si legge benissimo, ma consigliamo, anche nel giallo-comico, di approfondire un po’ di più personaggi e ambientazioni.

    Riflessioni finali e mercato editoriale

    “L’isola dei bruti” si presenta come un giallo avvincente, che, una volta sviluppato, potrebbe avere ottime possibilità in ambito editoriale per quelle case editrici che si occupano di gialli e noir e che, di conseguenza, hanno già un bacino di lettori già amante del genere. Si consiglia, in caso di pubblicazione con editore, di concentrarsi sul periodo estivo, per attirare anche quel pubblico che cerca qualcosa “di diverso” da leggere.

    • Che dire Annarita.
      Una recensione simile non l’avevo mai ricevuta, e devo dire che mi è piaciuta molto. L’ho letta e riletta un paio di volte prima di assimilare il tutto, e i tuoi se così vogliamo chiamarli, appunti, rispecchiano quelle lacune che io stesso so di avere.
      Gli approfondimenti, come fai ben notare, sono essenziali in un’ambientazione giallo-noir. Caratterizzare i personaggi principali, dovrebbe essere un punto fermo in questo genere di narrazione.
      A mia discolpa (ma non troppo) 🙂 potrei affermare che i caratteri concessi da questa piattaforma, potrebbero essere un paletto in questo senso. Ma mi limito ad affermare che, con un po più d’esperienza e impegno si potrebbe benissimo sopperire a questa lacuna.
      Detto questo, ti ringrazio e ti aspetto per il (spero) gran finale.
      Un abbraccio e a rileggerci presto 🙂

  • Ciao Danio, ho letto ora tutti gli otto capitoli della tua storia. Ti dirò la verità, non l’avevo fatto finora per via del titolo che non mi ispirava troppo. Invece è molto avvincente e ben strutturata. Ho votato per il maresciallo che ricorda. Spero che il voto sia arrivato 🙂

    • Il titolo.
      Quanto è importante il titolo in una storia? All’inizio non mi preoccupavo, davo un titolo provvisorio e poi mi dicevo: ma si, in fondo cosa vuoi che conti.
      Nulla di più sbagliato credo. E’ il titolo che, come primo impatto, attira il lettore e lo incuriosisce.
      Ancora oggi, spesse volte mi trovo in difficoltà quando inizio una storia. Lo cambio spesso e non sono mai soddisfatto. Diciamo che è il mio punto debole 🙂
      Grazie comunque per aver avuto la pazienza di leggere tutto. Molti, dopo otto capitoli, non ci si mettono neppure.
      Il voto è arrivato, sembra che tutto sia tornato alla normalità.
      Ciao e buona domenica 🙂

      • Eh sì concordo, il titolo è importantissimo, ma non preoccuparti, non sei il solo a trovarsi in difficoltà nello sceglierlo. Non ho fatto alcuna fatica a leggere, come ho già detto la storia intriga e scorre senza intoppi. Felice che il voto sia arrivato, buona domenica anche a te 🙂

  • Ciao! 😉 eccomi, finalmente sono riuscita a recuperare i capitoli! Sempre più intrigante, devo dire! E devo anche ammettere di voler sapere tutto al più presto! Io voto per il maresciallo. Al prossimo! E complimenti!!! 😉

  • Trova il maresciallo.
    Mi sono persa un capitolo mentre mi rilassavo al mare. L’ho subito recuperato con piacere e con altrettanto piacere noto la copertina. E finalmente ho anche scoperto cosa nascondeva Francesca. Non molto rispetto a quanto nasconde il figlio, a quanto pare. Bravo, Danio.

  • Viene aggredito.

    Danio,
    sono stata felicissima quando ho visto la copertina alla tua storia. Tu sei un autore che merita questo e altro. Oltre al fatto che è molto bella, l’immagine gliel’hai suggerita tu?
    La meritavi da un pezzo, in altre tue bellissime storie, e finalmente è arrivata.

    Detto questo, devo fare un appunto al tuo nuovo episodio: hai una scrittura convincente e ben calibrata, frutto di riflessione, ricerca e lettura, immagino, che si avvertono. Una maturazione narrativa, la tua, da applauso. Io non sono nessuno per fare l’analisi a te, ma credimi se ti dico che stai diventando un ottimo e gradevolissimo narratore e che continuerò sempre a leggere le tue storie, mai banali e sempre più elaborate per essere suggestive e avvincenti.

    • Si, Alessandra. Gliel’ho suggerita io dietro loro richiesta.
      Mi ha fatto molto piacere, così come mi fanno piacere i commenti sempre benevoli dei lettori, specialmente i tuoi.
      Per quanto riguarda ricerca e lettura direi che la prima ha un discreto sopravvento. Per la seconda, ahimè, dovrei fare un mea culpa gigantesco. Purtroppo, non riesco a leggere quanto vorrei. Tra lavoro e famiglia, le giornate dovrebbero essere di quarantotto ore e ciò non è ovviamente possibile.
      Però, oltre alle due citate, devo aggiungere che ho imparato e continuo tutt’ora a imparare molto anche dagli altri autori qui, su The Incipit.
      Parlare di te sarebbe troppo scontato, ma davvero ho letto e leggo pezzi veramente interessanti. Un miscuglio di stili e narrativa da cui cerco di estrapolare qualcosa, senza naturalmente snaturare quello che è il mio modo di scrivere.
      Grazie di cuore Alessandra, ci stiamo avviando alla fine ma già non vedo l’ora di iniziare una nuova storia.
      A presto e buone vacanze, se hai la fortuna di poterle fare. Da parte mia, casa e condizionatore, oltre a tanta lettura…finalmente 😉

  • Complimenti Danio! Veramente. Ho letto la storia e hai un modo di dipingere personaggi e situazioni davvero bellissimo. Rendi precisamente l’atmosfera che vuoi creare e scegli benissimo le tempistiche. Magari non ti piace, ma m’immaginavo delle scene alla Montalbano… sfacchinate per arrivare sulle scene sotto il caldo torrido, vedove addolorate, intrighi e giochi politici di un piccolo e mormorante paesino. Anche i personaggi davvero ben caratterizzati e lo stile lineare e scorrevole. Ti seguo, mi piace cosa e come scrivi
    Ps io dico che william torna sui suoi passi per dire il ricordo al maresciallo, ma a quel punto… Zan Zan Zaaan

  • L’assassino si intrufola dalla finestra…
    sai che questo episodio sarebbe stato fantastico se avessi usato la terza persona limitata nella mente dell’assassino, lasciandoci vedere tutto, l’arrivo dei carabinieri, l’incedere di William, le loro chiacchiere… in soggettiva dalla mente del killer. Avresti evitato i cambi scena… però mi è piaciuto molto comunque 😉

  • Mi incuriosisce questo fatto della telefonata a nome del maresciallo, che si tratti di un abile imitatore? In questo caso il nemico sembra essere davvero pericoloso…
    Bravo, riesci sempre a tenere la tensione alta, il racconto si mantiene costantemente interessante: voto per far tornare in mente a William qualcosa di importante ^_^

  • E ti ho portato a 100!! 😉
    Direi che l’assassino si trova costretto a cambiare i propri piani… visto che siamo a metà della storia… bravo, bello questo episodio! Poi l’isola mi attrae.E’ una location fantastica: sa di sporco, di paludoso, ma anche di trasgressivo…
    comunque vorrei sentire anche qualche dichiarazione da parte del ragazzo… fai tu 😉

    • Si, Alessandra. La location piace molto anche a me.
      Come ho già detto in precedenza, una cosa simile esiste davvero dalle mie parti. E ti posso assicurare che gli aggettivi da te usati per descriverla, le calzano a pennello.
      E allora vediamo cosa potrebbe accadere in questa specie di antro dell’inferno 🙂
      Grazie e un abbraccio 😉

  • Sono davvero curioso di vedere la famosa isola e di scoprire i suoi visitatori, certamente persone che non ci tengono a farlo sapere in giro: se i due carabinieri dovessero sorprenderli immagino che incapperebbero in guai seri, forse si ritroverebbero inguaiati anche sul lavoro…. avvincente come sempre, voto per rompere le uova nel paniere all’assassino ^_^

    • In effetti non è una propria e vera isola, piuttosto una penisola visto che è attaccata al terreno 🙂
      Scherzi a parte, si tratta di un luogo che esiste davvero dalle mie parti. Su cosa ci vadano a fare alcune persone, lo scopriremo molto presto insieme.
      Grazie per essere sempre presente Nick, buon week end 😉

  • Stavolta vediamo come agisce il killer. Osserviamo in che modo attira la vittima e vediamo che succede, potrebbe mancare il colpo… potrebbe fallire … ma finora abbiamo visto le vittime già nel campo, attraverso gli occhi degli investigatori. Non sarebbe male ora vedere come si comporta il killer… e perché.
    Bravooooo

  • Ciao! 🙂 Molto bello anche questo episodio, bravissimo! Molto coinvolgente e accattivante, mi piace davvero tanto! Io voto per le vittime che hanno qualcosa in comune. Mi ispira l’idea che in qualche modo si ricolleghino 🙂 Al prossimo! 🙂

  • Questo racconto ha un piacevole sapore “italiano” …. come i vari Camilleri, Carofiglio, Lucarelli… senza quella necessità spasmodica dell’ esotico e-o dell’esagerato a tutti i costi…. e questa cosa mi piace molto….
    Avanti così… ti seguo con attenzione ^^

  • Ciao! Finalmente sono riuscita a trovare il tempo per leggere la tua nuova storia! Sei passato al giallo, noto. Genere fantastico e racconto veramente bello, complimenti! Io voto per un altro cadavere e aspetto il resto! A presto! 🙂

  • complimenti una nuova storia. 😉 ho recuperato il primo e ora posso votare. un altro cadavere, troppo presto per svelare il segreto di Francesca. e l’altra opzione non mi ispira. 😉 e seguo

  • Molto interssato alle prime due opzioni, ma non ho potuto che sorridere all’ultima e votarla. Un altro morto, sviamo i sospetti dalle liti in municipio.. oppure chissà che non trovino proprio l’acerrimo nemico di sempre?
    Trama lineare, molto semplice (per ora), mi ricordano i gialli alla Montalbano 🙂

  • Troviamo un altro corpo a poca distanza dal luogo del rinvenimento, così rendiamo massiccia l’indagine, altrimenti priva di vero mistero ma cincondata da prove circostanziali o indiziarie e accuse poco interessanti ai fini di un’indagine. Una gelosia o una diffamazione possono certo generare un omicidio, ma sono tra i moventi più banali della storia criminale, sono sicura che tu saprai inventare qualcosa di meno scontato che ci lascerà tutti a bocca aperta, per questo io direi di trovare un nuovo cadavere nel campo.
    Detto questo: ti rimprovero i cambi di POV repentini e senza stacco cambio scena… 😉
    al prossimo!!

    • 🙂 🙂
      Touché madame.
      Beh, almeno un paio di capitoli si possono “sprecare” tra prove indiziarie e accuse banali quanto scontate non credi?
      In effetti, a parte le “decisioni” dei lettori, avevo e ho in mente qualcosina, a tal proposito.
      Per ciò che riguarda i mancati stacchi, devo riprendere l’abitudine delle lineette o dei puntini. Poco belli da vedere e spreco di caratteri, ma a questo punto….
      Grazie Alessandra, ti aspetto per il prossimo e resto in attesa del tuo 🙂

      • Certo! Però vorrei precisarti che non ho detto che due capitoli sono pieni di banalità, lungi da me, non hai assolutamente scritto due capitoli banali, dicevo – al contrario – di non scriverne in futuro, cioè di non farlo proprio.. non che lo hai fatto. Per carità.

        In quanto all’ipotesi: si possono sprecare due episodi per degli indizi anche banali, ti rispondo di no. Non si possono sprecare. Perchè nella costruzione di un giallo ogni indizio acquista forma e senso man mano che la storia procede. Per strada si vanno a riprendere piccoli indizi dati in precedenza e si spiega perché siano stati usati prima, quando apparivano irrilevanti e invece poi si scopre che non lo erano affato ma che, anzi, servivano come le mollichine che Pollicino semina sul percorso per ritrovare alla fine la strada di casa. 😉
        Certa che saprai farlo nel migliore dei modi, resto in attesa del tuo prossimo episodio.

  • Vado controcorrente e opto per la telefonata in caserma.
    Di sicuro le indagini devono iniziare, ma ero troppo curiosa conoscere il contenuto della telefonata.
    Ti seguo, vediamo che ha combinato questo Dalle Vedove.
    A proposito, Scaccabarozzi è troppo divertente come nome. Complimenti. 😀

  • Lieto di ritrovarti in questa nuova avventura! Devo dire che al momento la cosa che mi ha colpito di più sono dialoghi, sei riuscito a caratterizzare eccellentemente i personaggi tramite l’utilizzo delle espressioni più appropriate dato il loro background, pertanto il realismo mi sembra pienamente ottenuto. Voto per conoscere queste precise accuse! ^_^

  • Facciamole lanciare delle accuse, così avremo materiale indiziario su cui lavorare nei prossimi episodi.
    A parte alcune descrizioni, devo dire Bravo! Mi sei piaciuto. E ti dirò di più: l’isola dei bruti è un’ottima trovata, non perderla stradafacendo, anzi falla parte del quadro criminale.
    Come sai, ti seguirei in capo a The Incipit! per cui… 😉

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