Una rondine dalla coda blu.

Su i bicchieri, giù i pensieri e giù... per terra!

Era una serata come tutte le altre, con la solita birra, la solita gente e la solita camminata traballante per le strade di Bologna verso il portone di casa. A Margherita non passava neanche per l’anticamera del cervello di alzare gli occhi al cielo per contemplare le stelle che lo decoravano; aveva smesso di farlo da tanto tempo ormai, da quando Davide era partito per risanare la sua ferita, aprendone di conseguenza un’altra nel cuore di qualcun altro.

Così rientrò dentro il suo palazzo e salì le scale, non senza qualche problema. ‘Sia benedetto ‘sto corrimano!” esclamava di tanto in tanto quando riusciva a mantenere l’equilibrio e passare al gradino successivo. Casa sua era in preda al caos, ed entrando inciampò sul portaombrelli finendo a terra. Stavolta non intendeva rialzarsi: era a casa, era al sicuro, ora. Il mondo con tutti i suoi tranelli non poteva più nuocerle. Restò lì, immobile, sfinita, con la testa appesantita dalla sua nuova fiamma di nome tequila, e si abbandonò a un sonno profondo.

Sentì il cellulare vibrare nella tasca; erano le tre di notte. Si trattenne dal desiderio di lanciare in fondo al corridoio il tecnologico rompiscatole e sbloccò la tastiera. Un messaggio, da un numero non presente in rubrica. Troppa stanchezza per poter anche solo provare ad associare una serie di numeri a un volto.

‘Sono uno stronzo, lo so, ma non stavo giocando. Perdonami.’

‘Fottiti’ fu il primo pensiero.

Si era ricordata di chi era il numero che aveva cancellato: Giuliano, il ragazzo di quattro anni più grande di lei con cui era andata a letto un paio di volte nell’ultimo mese. Aveva smesso di farsi sentire, abbandonandola come è solito fare con i cani durante il periodo delle vacanze estive. Margherita non aveva pianto, non le importava granché di lui a dir il vero; era arrogante, presuntuoso e permaloso. Ma era bello, di una bellezza che era solita di un modello da rivista, inoltre la faceva ridere, e questo le bastava per il momento. Perciò, quando si ritrovò di nuovo sola, la situazione non poté che peggiorare.

La lasciavano tutti, amici compresi; partivano, si sposavano, trovavano compagnie più divertenti e si dimenticavano nel giro di un paio di mesi di quella ragazza dai capelli neri come il catrame e gli occhi di un azzurro chiarissimo. Restava sempre solo in compagnia di sè e di un gattino grigio che ogni tanto miagolava alla sua porta in cerca di cibo. Anche lui voleva qualcosa da lei, voleva strapparle un gesto, una delicatezza che avrebbe potuto riservare per qualcun’altro. Magari per se stessa. E invece no, lei prontamente gli versava un po’ di latte freddo; sapeva che non sarebbe restato per il momento delle coccole, nessuno restava mai del resto, ma fiduciosa ci sperava lo stesso.

Sperava che un giorno, in barba ai pronostici, sarebbe arrivato qualcuno senza pretese, senza veleni da somministrare, solo con due spalle grandi da poterla racchiudere tutta, strappandole via quel carattere da corvo che le era venuto a suon di schiaffi. E sapeva che un giorno sarebbe tornata quella che era, o almeno, questa convinzione era l’unica cosa a spingerla ad alzarsi dal letto la mattina. Sempre se di letto si può parlare.

Alle otto, infatti, la sveglia che suonava nella sua camera le fece presente che sarebbe stato il caso di darsi una mossa; Margherita si alzò da terra frastornata finendo col calpestare il cellulare lasciato decisamente fuori posto.

‘Cazzo, bene. Buongiorno!’ lo schermo era tagliato a metà da un graffio profondo e l’oggetto stava consumando i suoi ultimi attimi di vita. Poi anche lo schermo si spense, inesorabilmente. ”Ecco un altro che se ne va” pensò.

Che lavoro fa la protagonista?

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62 Commenti

  1. Amianto?
    Acc…. mi hai proprio colpita e affondata con questa rivelazione…. in questo modo la reazione di Davide torna ad avere un senso, tutto acquista profondità di campo, armonia. E ora andrei verso un suggestivo tramonto…

    • Tramonto, eh? 🙁 sigh.. Pare essere l’opzione preferita!
      Spero di non essermi troppo arrampicata sugli specchi con tutte queste rivelazioni e di aver reso abbastanza bene la complessità della situazione. Grazie di avermi accompagnata fin qui! Spero di non deludere nel finale 🙂

  2. Immagino che si sia innamoraro di Rebecca,altrimenti non ha del tutto senso quello che ha fatto, poteva comportarsi diversamente, credo.
    Mi è stato suggerito di leggerti e sono contenta di averlo fatto, la tua storia mi è piaciuta finora e anche la freschezza che mostra il tuo modo di raccontare. Brava.
    Seguo volentieri.

    • Sono stata addirittura consigliata? Che onore 😀
      Sono molto felice che ti sia piaciuta e spero che anche questo episodio sia stato all’altezza. Purtroppo non ha vinto la tua opzione, quindi forse non sarai del tutto d’accordo su come si stanno mettendo le cose. Spero comunque di non averti delusa! 🙂

  3. Non aveva il coraggio di farla soffrire. Quali che fossero le reali condizioni di Davide ( innamorato di un’altra, moribondo lui o moribonda lei, futuro padre) l’unica cosa che conta è che non ha avuto il coraggio di dirle la verità. La verità ci rende liberi: liberi dai dubbi, dai rimorsi, persino dai rimpianti. Non sapere cosa succede ci annebbia i piensieri, ci incastra in un loop di domande inascoltate e senza risposta. Perciò lo rimprovererei di non aver parlato, di non essersi spiegato…

    Perdona il ritardo.

  4. Piano, piano, piano, ehi ehi… come corri!!!
    Un attimo. Aspetta un attimo.

    Gianluca vola via il tempo di una passata di sesso narrata in superficie.

    Paolo invia un indirizzo – quello che abbiamo tanto agognato e poi ottenuto subito – con un messaggio e senza una parola, un’obiezione, una richiesta di non fare sciocchezze, niente, le manda l’indirizzo, neanche fosse quello per il giardino zoologico…

    Infine nelle opzioni APPARE il sospirato Davide che forse la vuole vedere, forse no… come? così? doveva essere un personaggio da sperare di trovare, non da trovare al volo!!!!!!

    Vabbè, ti perdono perchè la storia mi piace, e lo sai, però…oh! Calma! Mistero! Tensione amorosa… ok? 😉 😉 non così in fretta, direbbe qualcuno…!
    Non le vuole parlare. ( con questa opzione mettiamo sale sulla ferita e infittiamo il mistero. Magari c’è qualcosa che lo blocca, qualcosa che noi non sappiamo… )
    😉 😉
    Però sei brava, ecco.

    • Effettivamente mi rendo conto di essere stata un po’ sbrigativa, ma deriva dal fatto che già nel precedente episodio era stato deciso cosa avrebbe fatto Margherita (ovvero partire per Berlino) e quindi questo non poteva che essere un intermezzo 🙂 procederò con più calma nei successivi, anche perché ormai siamo vicini al “momento della verità” 😛 🙂 🙂

  5. Forse Margherita non desidera troncare quella storia, al momento, per questo ho proposto la ricerca dell’indirizzo di casa. Inoltre un confronto diretto con Davide potrebbe farle capire una volta per tutte se la storia con lui può andare ancora avanti oppure no.
    La scrittura è chiara e scorrevole.
    Ti seguo. Alla prossima! 🙂

  6. Cavolo! 🙁 è la giornata in cui ogni volta che voto qualcuno, finisce 50 e 50… ops… io comunque dico che lo cerca… cerca il suo indirizzo… certo non so se sia il caso che addirittura prenda un aereo… però… 😉
    Dal momento in cui ho letto il titolo dell’episodio mi è balzata in mente una canzone… leggevo e la sentivo … finché ritrovo il titolo nel tuo testo… la canzone di Battiato. Diosanto, coincidenza o telepatia? Oppure sei stata semplicemente empatica nello scrivere… 🙂
    Bravissima.
    ( oh… voglio sapere perché sta a Berlino!)

    • Ho raggiunto il mio scopo allora! 🙂 adoro quella canzone e sono contenta che chi mi legga la conosca e possa sentire l’atmosfera che crea (e per chi non la conoscesse, offro un buono spunto per rimediare :P)
      Io stessa sono molto combattuta su come far procedere la storia, non saprei cosa votare questa volta 😀

  7. Facciamo che sa dove si trova… ma facciamo anche che sa qualcosa in piu’… che già sono arrabbiata che mi hai lasciata appesa!!! ma che fai, mi concludi la scena sul più bello?! ahahahaha
    brava, andiamo avanti! Oh, poi mi hai presa troppo sul serio, dicevo “non metterci troppo a pubblicare”, ma non intendevo “così in fretta!!!”
    😉

  8. Ciao! Ottimo incipit, scritto bene e scorrevole. Non è mica da tutti, sai! 😉 Bellissimo il titolo, sono stata catturata da quello. “La lasciavano tutti, amici compresi…restava solo in compagnia di sé”. Frase che mi ha colpito molto e che, probabilmente, rispecchia un po’ la situazione di tutti… chi ci lascia, chi ci cancella, chi parte, chi è preso dalle proprie cose ecc ecc… Ho scelto l’avvocato, mi sembra la giusta via di mezzo tra le altre due professioni. 😀
    P.s. scusa il papiello! 😉

    • Grazie mille, mi fa davvero piacere leggere le riflessioni di chi “sta dall’altra parte” 🙂 e in effetti uno degli obiettivi è proprio racchiudere in Margherita qualcosa che (purtroppo) tutti hanno dovuto affrontare. Vedremo lei come reagirà 😉
      Per ora siamo in condizione di parità!

  9. Ciao, e benvenuta ! 😉
    Io notoriamente non sono lettrice di genere rosa… ma questo incipit è ben scritto, fluido, coerente e interessante, per cui ho deciso di seguirti.
    La donna, spoetizzata quanto basta per essere lontana persino da un gatto ritenendo che anche lui l’avvicini per opportunismo, se così anaffettiva e ferita, non può essere un’impiegata. Sarebbe in cerca di avventure eccitanti – non dico necessariamente amorose ma di ogni tipo – pur di non banalizzare troppo la sua vita, se fosse un’impiegata. Perché messo così – “impiegata” – significa tutto e niente e lei non mi è sembrata impersonale. Non è nemmeno una giornalista, poiché ( e io lo so bene) sarebbe agguerrita, non atterrita. Per cui ho votato per un avvocato: la giusta dose di cinismo, di autoirinia, di cultura… ma spesso sono stressati, gli avvocati. 😉
    al prossimo episodio.

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