Una rondine dalla coda blu.

Dove eravamo rimasti?

E adesso? A voi la scelta della metafora conclusiva. Tramonto. (71%)

Tornare a volare.

– Prima di lasciarvi all’ultimo episodio, ci tengo a ringraziare ognuno di voi per aver dedicato del tempo alla mia prima storia su questa piattaforma; spero di essere stata una lettura piacevole e di non avervi annoiato. E adesso, bando alle ciance, andiamo a scoprire il finale! –

La brezza del mare era particolarmente piacevole quella mattina. Nonostante fosse settembre inoltrato, le giornate erano ancora calde a sufficienza per poter permettere ai bagnanti dell’ultima ora di fare un tuffo. Margherita aveva sempre adorato andare al mare in quel periodo dell’anno, senza la calca tipica delle ferie di agosto e senza l’afa soffocante che rendeva stare in spiaggia una prova di forza. Alle otto di mattina era sola, seduta sul bagnasciuga mentre guardava l’orizzonte e si godeva un po’ di pace. 

Davide era morto da ormai due anni. Era stato sepolto a Rometta, un paese in provincia di Messina dove era cresciuto e in cui vivevano i suoi genitori. Margherita aveva deciso per la seconda volta di passare le ferie lì. Il giorno precedente aveva passato tutto il pomeriggio con lui: gli aveva raccontato cosa le era successo negli ultimi mesi, aveva confessato quanto sentisse la sua mancanza, quanto era difficile, ma voleva anche tranquillizzarlo, perchè nonostante tutto stava andando avanti, come gli aveva promesso.

L’unica preoccupazione delle ultime settimane di Davide era, infatti, che lei non sarebbe riuscita a superare quel dolore e si sarebbe spenta insieme a lui; ne era terrorizzato.

“Dovrai rifarti una vita senza di me. Visitare i luoghi che hai sempre sognato, batterti per le cause che ritieni giuste, trovare un uomo che ti desideri almeno quanto me e costruire una casa con lui. Tu andrai avanti, Margherita. Anche se all’inizio non vorrai farlo, anche se ti sembrerà di tradirmi, giurami che lo farai.”

Venir meno a quella promessa avrebbe significato voltare le spalle al loro amore, e fu l’unica cosa che le permise di salvarsi quando il mondo sembrò non avere più niente da offrirle. 

Prima di quella tragica notte in cui un pezzo di Margherita era scomparso insieme a Davide, erano riusciti a ritagliarsi alcuni momenti di sfuggevole gioia all’interno di quello che furono diciotto mesi di declino infernale. Si era licenziata subito dallo studio di Bologna e si era trasferita a Berlino per stargli vicino; Rebecca le permise di abitare con loro e Margherita si trovò un impiego come lavapiatti in un ristorante per contribuire alle spese. In un primo momento uscivano e cercavano, per quanto possibile, di comportarsi come una coppia normale; avevano ispezionato la città da cima a fondo, giocando a fare i turisti impegnati  in un lungo viaggio, poi l’avevano resa casa loro, vivendola e assaporandola come se ci avessero sempre abitato.

I mesi passarono, ma la speranza che aveva animato inizialmente Margherita fu presto disattesa: le condizioni di Davide peggiorarono rapidamente, fino a che l’unica soluzione possibile divenne il trapianto di polmoni. Polmoni che non arrivarono mai nel petto di Davide, perchè non si trovava in cima alla graduatoria. Così lo vide spegnersi, giorno dopo giorno, mentre lei non poteva far altro che assistere impotente. Quando morì, una parte di lei fu felice che quegli occhi che l’avevano guardata così sofferenti avessero smesso di patire. 

Margherita ne fu devastata. Non riusciva a credere che fosse possibile sentire un dolore tanto forte e riuscire a sopravvivergli. In quel momento cruciale fu fondamentale l’aiuto che ricevette da Rebecca: sei mesi prima era riuscita ad avere gli organi nuovi, l’intervento era andato bene e non c’erano stati grossi problemi successivamente. Incredibilmente almeno lei sembrava avercela fatta. Era rimasta a Berlino per star vicina a Davide e poi ci restò per Margherita. Si prese cura di lei e si dimostrò essere la sua prima vera amica. Ancora adesso, dopo due anni, si telefonavano e quando era possibile cercavano di incontrarsi per un weekend. Rebecca intanto era tornata a vivere a Roma nella casa di famiglia, e Margherita aveva lasciato una Bologna troppo piena di ricordi per lavorare in uno studio di Firenze.

Davide era ancora nel suo cuore ma, nonostante fosse terribilmente difficile, piano piano stava rimettendo insieme i cocci di se stessa. Ascoltava le onde infrangersi sugli scogli e guardava dritto davanti a sè: sapeva che prima o poi sarebbe tornata a volare. 

Categorie

Lascia un commento

62 Commenti

  1. Amianto?
    Acc…. mi hai proprio colpita e affondata con questa rivelazione…. in questo modo la reazione di Davide torna ad avere un senso, tutto acquista profondità di campo, armonia. E ora andrei verso un suggestivo tramonto…

    • Tramonto, eh? 🙁 sigh.. Pare essere l’opzione preferita!
      Spero di non essermi troppo arrampicata sugli specchi con tutte queste rivelazioni e di aver reso abbastanza bene la complessità della situazione. Grazie di avermi accompagnata fin qui! Spero di non deludere nel finale 🙂

  2. Immagino che si sia innamoraro di Rebecca,altrimenti non ha del tutto senso quello che ha fatto, poteva comportarsi diversamente, credo.
    Mi è stato suggerito di leggerti e sono contenta di averlo fatto, la tua storia mi è piaciuta finora e anche la freschezza che mostra il tuo modo di raccontare. Brava.
    Seguo volentieri.

    • Sono stata addirittura consigliata? Che onore 😀
      Sono molto felice che ti sia piaciuta e spero che anche questo episodio sia stato all’altezza. Purtroppo non ha vinto la tua opzione, quindi forse non sarai del tutto d’accordo su come si stanno mettendo le cose. Spero comunque di non averti delusa! 🙂

  3. Non aveva il coraggio di farla soffrire. Quali che fossero le reali condizioni di Davide ( innamorato di un’altra, moribondo lui o moribonda lei, futuro padre) l’unica cosa che conta è che non ha avuto il coraggio di dirle la verità. La verità ci rende liberi: liberi dai dubbi, dai rimorsi, persino dai rimpianti. Non sapere cosa succede ci annebbia i piensieri, ci incastra in un loop di domande inascoltate e senza risposta. Perciò lo rimprovererei di non aver parlato, di non essersi spiegato…

    Perdona il ritardo.

  4. Piano, piano, piano, ehi ehi… come corri!!!
    Un attimo. Aspetta un attimo.

    Gianluca vola via il tempo di una passata di sesso narrata in superficie.

    Paolo invia un indirizzo – quello che abbiamo tanto agognato e poi ottenuto subito – con un messaggio e senza una parola, un’obiezione, una richiesta di non fare sciocchezze, niente, le manda l’indirizzo, neanche fosse quello per il giardino zoologico…

    Infine nelle opzioni APPARE il sospirato Davide che forse la vuole vedere, forse no… come? così? doveva essere un personaggio da sperare di trovare, non da trovare al volo!!!!!!

    Vabbè, ti perdono perchè la storia mi piace, e lo sai, però…oh! Calma! Mistero! Tensione amorosa… ok? 😉 😉 non così in fretta, direbbe qualcuno…!
    Non le vuole parlare. ( con questa opzione mettiamo sale sulla ferita e infittiamo il mistero. Magari c’è qualcosa che lo blocca, qualcosa che noi non sappiamo… )
    😉 😉
    Però sei brava, ecco.

    • Effettivamente mi rendo conto di essere stata un po’ sbrigativa, ma deriva dal fatto che già nel precedente episodio era stato deciso cosa avrebbe fatto Margherita (ovvero partire per Berlino) e quindi questo non poteva che essere un intermezzo 🙂 procederò con più calma nei successivi, anche perché ormai siamo vicini al “momento della verità” 😛 🙂 🙂

  5. Forse Margherita non desidera troncare quella storia, al momento, per questo ho proposto la ricerca dell’indirizzo di casa. Inoltre un confronto diretto con Davide potrebbe farle capire una volta per tutte se la storia con lui può andare ancora avanti oppure no.
    La scrittura è chiara e scorrevole.
    Ti seguo. Alla prossima! 🙂

  6. Cavolo! 🙁 è la giornata in cui ogni volta che voto qualcuno, finisce 50 e 50… ops… io comunque dico che lo cerca… cerca il suo indirizzo… certo non so se sia il caso che addirittura prenda un aereo… però… 😉
    Dal momento in cui ho letto il titolo dell’episodio mi è balzata in mente una canzone… leggevo e la sentivo … finché ritrovo il titolo nel tuo testo… la canzone di Battiato. Diosanto, coincidenza o telepatia? Oppure sei stata semplicemente empatica nello scrivere… 🙂
    Bravissima.
    ( oh… voglio sapere perché sta a Berlino!)

    • Ho raggiunto il mio scopo allora! 🙂 adoro quella canzone e sono contenta che chi mi legga la conosca e possa sentire l’atmosfera che crea (e per chi non la conoscesse, offro un buono spunto per rimediare :P)
      Io stessa sono molto combattuta su come far procedere la storia, non saprei cosa votare questa volta 😀

  7. Facciamo che sa dove si trova… ma facciamo anche che sa qualcosa in piu’… che già sono arrabbiata che mi hai lasciata appesa!!! ma che fai, mi concludi la scena sul più bello?! ahahahaha
    brava, andiamo avanti! Oh, poi mi hai presa troppo sul serio, dicevo “non metterci troppo a pubblicare”, ma non intendevo “così in fretta!!!”
    😉

  8. Ciao! Ottimo incipit, scritto bene e scorrevole. Non è mica da tutti, sai! 😉 Bellissimo il titolo, sono stata catturata da quello. “La lasciavano tutti, amici compresi…restava solo in compagnia di sé”. Frase che mi ha colpito molto e che, probabilmente, rispecchia un po’ la situazione di tutti… chi ci lascia, chi ci cancella, chi parte, chi è preso dalle proprie cose ecc ecc… Ho scelto l’avvocato, mi sembra la giusta via di mezzo tra le altre due professioni. 😀
    P.s. scusa il papiello! 😉

    • Grazie mille, mi fa davvero piacere leggere le riflessioni di chi “sta dall’altra parte” 🙂 e in effetti uno degli obiettivi è proprio racchiudere in Margherita qualcosa che (purtroppo) tutti hanno dovuto affrontare. Vedremo lei come reagirà 😉
      Per ora siamo in condizione di parità!

  9. Ciao, e benvenuta ! 😉
    Io notoriamente non sono lettrice di genere rosa… ma questo incipit è ben scritto, fluido, coerente e interessante, per cui ho deciso di seguirti.
    La donna, spoetizzata quanto basta per essere lontana persino da un gatto ritenendo che anche lui l’avvicini per opportunismo, se così anaffettiva e ferita, non può essere un’impiegata. Sarebbe in cerca di avventure eccitanti – non dico necessariamente amorose ma di ogni tipo – pur di non banalizzare troppo la sua vita, se fosse un’impiegata. Perché messo così – “impiegata” – significa tutto e niente e lei non mi è sembrata impersonale. Non è nemmeno una giornalista, poiché ( e io lo so bene) sarebbe agguerrita, non atterrita. Per cui ho votato per un avvocato: la giusta dose di cinismo, di autoirinia, di cultura… ma spesso sono stressati, gli avvocati. 😉
    al prossimo episodio.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi