Yuki e il destino

L’inizio

Di solito le famiglie avevano tradizioni da tramandarsi di generazione in generazione, noi invece avevamo un segreto. Ne venni messa a conoscenza una sera d’estate ascoltando di nascosto una conversazione tra gli uomini della mia famiglia.

Stavo rientrando a casa quando davanti al cancello della villa intravidi una luce provenire dalle finestre della biblioteca. Mentre presi le chiavi dalla borsa e entrai nel cortile, scelsi di andare a vedere chi c’era in biblioteca. Mi avvicinai per guardare meglio e dalle tende socchiuse vidi mio padre insieme al nonno. Per fortuna la porta finestra era aperta e entrai da lì. Non feci rumore per sorprenderli, ma furono loro a sorprendere me. Stavano litigando. Rimasi nascosta lì dietro senza sapere cosa fare se non ascoltarli. Furono raggiunti da mio fratello e mio padre gli chiese che cosa avesse deciso.

«Non c’è altra soluzione, dobbiamo invocarlo.»

Ma il nonno s’infiammò per quelle parole. «Tu non sai con chi abbiamo a che fare e credimi è meglio se continui ad ignorarlo. Quello che proponi è inaccettabile!»

Mio padre provò a farlo ragionare, ma il nonno divenne ancora più violento. «L’ultima volta che l’ho visto è stato il giorno in cui mio padre ha dato la vita per lui. E quell’animale non ha fatto niente per salvarlo! Per decenni ho saputo farne a meno. Se tu lo asseconderai sarà la nostra fine.»

Mio fratello non colse la provocazione rimanendo impassibile. «Sei tu che ignori come stanno le cose. L’equilibrio è spezzato, la guerra è alle porte. Lui rimane la nostra unica soluzione, nel bene o nel male.»

Mio padre con la stessa freddezza di mio fratello ricordò al nonno del legame che ci univa ancora a lui. «Allontanandolo dalla nostra famiglia ci hai esposti tutti al pericolo. E’ solo pura fortuna se non ci è ancora accaduto niente. Noi abbiamo bisogno di lui, è l’unica soluzione che abbiamo di affrontare ciò che potrebbe accadere.»

Mio padre concluse dicendo che la maggioranza voleva invocarlo e che il nonno non poteva fare altro che accettarne la decisione.

«Avete appena firmato la vostra condanna a morte.»

Con queste ultime parole il nonno uscì dalla biblioteca e lì lasciò da soli. Mio padre andò a prendere un libro da uno scaffale e lo poggiò sul tavolo. A giudicare dalla grandezza doveva essere l’atlante di Iris, mentre mio fratello ne prese un altro che tenne in mano. Tutti e due furono intenti a sfogliare le pagine dei due libri e quando trovarono quello che stavano cercando si misero a discutere sul da farsi.

Mio fratello poggiò sull’atlante il suo libro. «Credo di aver capito dove si trova. E’ proprio qui, nella grotta vicino al lago.»

«Sono già andato a controllare, ma non l’ho trovato. Penso che quella un tempo era la sua dimora. No, ciò di cui siamo venuti a conoscenza è il passato. Credo che l’unico altro posto dove potremmo cercarlo sia tra le montagne. Alla cascata c’è un lago. E’ abbastanza nascosto, un luogo adatto per lui.»

Rimasi ad osservarli mentre continuavano la loro ricerca. Mio fratello tirò in ballo anche me. «E con Sara che facciamo?»

«Non le è ancora successo niente, quindi reputo inutile coinvolgerla. Anche tua madre è della stessa idea.»

Oltre la porta della biblioteca sentii provenire la voce di mia madre. Mio padre e mio fratello interruppero il loro lavoro e andarono a vedere che cosa volesse. Io sbucai fuori da dietro la tenda, posai la borsa e le chiavi sul tavolo. Osservai i libri lasciati aperti. L’atlante era aperto sulle pagine della regione dove vivevamo. Il foglio riportava le coordinate della nostra città Yuki e dei territori nei suoi dintorni. Era poggiato sopra a un libro dalle pagine ingiallite, doveva essere molto antico. Non riuscii a leggere cosa c’era scritto perché dalla porta lasciata aperta vidi una nuvola di fuoco propagarsi lungo il corridoio.

Fu un attimo alla quale seguirono urla ancora più concitate e una voce che sovrastando le altre incitava ad uccidere tutti quanti. Mi affacciai nel corridoio e capii che eravamo stati attaccati. Degli uomini armati erano entrati in casa. Andai alla porta finestra e quando scostai la tenda vidi delle figure scure correre per il giardino in tutte le direzioni. Intanto il fuoco aveva iniziato a distruggere ciò che c’era fuori.

Istintivamente mi fiondai sul tavolo, presi il libro con il foglio e mi nascosi dietro gli scaffali di una libreria incapace sul da farsi. Sentii qualcuno entrare nella stanza. Attraverso lo spazio vuoto sopra i libri intravidi un uomo con un mantello nero e il cappuccio calato sulla testa, fermo ad osservare l’atlante sul tavolo. La mia borsa, però, tradì la mia presenza e lo fece girare di scatto per guardarsi intorno. Cominciò a cercarmi e fui costretta a fuggire via. Riuscii a scappare dalla porta finestra mentre l’uomo incappucciato rimase fermo sulla soglia a guardami.

DA QUALE ELEMENTO RIPARTIRA' SARA?

  • Leggerà cosa c’è scritto nel libro che ha portato via con sé. (55%)
    55
  • Tenterà di capire chi era l’uomo incappucciato. (18%)
    18
  • Dal discorso fatto dal padre e dal fratello su cosa stavano cercando. (27%)
    27
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205 Commenti

  1. Bello il finale, bella la copertina, brava l’autrice. Hai dimostrato abilità nel cimentarti in un nuovo genere e devo dire che hai saputo costruire una storia davvero sopra le righe, intensa, a volte correndo troppo, altre fermandoti troppo, ma nell’insieme mantenendo il guisto passo. Brava, Danica. E adesso?

    • Hai ragione, e adesso? 😀 Beh, la prima cosa è che non finirò mai di ringraziarti perché non manchi di essere presente. E sono contenta che questa storia ti sia piaciuta. Penso proprio che coglierò il tuo suggerimento riguardo il romanzo. Voglio prendermi del tempo per ampliare questo racconto e provare a farne un romanzo. Poi, sicuramente, ritornerò con una nuova storia su TI . A presto! 🙂

  2. mi hai fatto venire il fiatone… e anche ansia mentre leggevo
    🙂 il finale mi è piaciuto – anche un pizzico commovente, brava

    ora aspetto che passi a leggere e commentare, voglio chiudere in fretta il racconto… sta diventando vecchio in attesa di voi amici lettori 🙂

    grazie
    gf

  3. Con mio rammarico devo dire di non essere riuscito a seguirti sempre, ma il tuo stile di narrazione è davvero eccellente: preciso ed elegante, appropriato per raccontare in maniera realistica di creature volanti e battaglie aree, che sono riuscito a immaginarmi nitidamente. Un vero piacere da leggere. Voto per una conversazione tra Migi e Sara.

  4. Sara si sacrificherà pur di rimandare Migi nella tomba.
    Lo so’, è triste. Ma non è detto che tutte le storie debbano finire col “e vissero tutti felici e contenti”
    Superlativa descrizione della battaglia. Mi dispiace che debba finire, ma sono certo che saprai stupirci con un altro racconto.
    Ciao.

    • Quando ho letto allegramente, mi ha fatto pensare a “Tutti insieme appassionatamente”. Non proprio come Julie Andrews, ma anche Sara gliele “canterà” (a modo suo) ai due draghi e pure all’ordine segreto … naturalmente aiutata dagli altri draghi. 😀

  5. Spalleggiata!
    Ma dove trovi ispirazione? Cosa hai letto sull’argomento? Veramente ottima, questa storia. Persino le opzioni aprono a importanti scenari senza essere mai buttate a caso. Questa potrebbe essere la tua strada narrativa, Danica, ci avevi già pensato? Ti viene naturale, con soluzioni intelligenti e un plot sempre più intrigante. Pensaci, bene. Potresti scrivere un romanzo.

    • Non nego che mi piacerebbe arrivare a scrivere un romanzo. Il cassetto è già pronto! 😀 Per adesso riesco a scrivere solo racconti.
      Riconosco che, tra i generi che ho provato a scrivere qui su TI, ho incontrato meno difficoltà con il fantasy (così come con il genere rosa) rispetto ad esempio al genere giallo. Quindi, concordo pienamente con il tuo punto di vista. 🙂
      Per scrivere questo racconto, mi sto basando più sulle nozioni apprese qui e là (film e libri soprattutto). Riguardo l’ispirazione, mi siedo davanti al portatile e mi chiedo “bene … e adesso che faccio?”. Inizio a pensare e il resto viene da sé. 😀

    • Thomas fa parte dell’ordine segreto, perché vuole un potere superiore (che solo Waru e Migi hanno). Ma il luogo comune è quello che per ottenere quel potere serva un legame di sangue con uno dei due draghi. Però il legame con Waru o Migi è letale. Lui rivela che non è ricorso a questo tipo di legame, ma che ha trovato un’alternativa. Così lui pensava d’essere scampato alla morte e di avere il potere tutto per sé. Solo che non è proprio andata come lui aveva pensato.
      Spero d’essere stata chiara. 🙂

  6. Sara combatterà assieme a Yuki contro Waru e Migi, i quali avranno ripreso la loro forma draconica (potresti utilizzare questo termine, al posto di “sembianze di drago”).

    Ogni volta che leggo “Migi” (lo leggo “Mighi”), mi viene in mente l’anime “Parasyte”, perché uno dei protagonisti si chiama proprio così.
    La parola migi (sempre pron. mighi), in giapponese, significa “destra”.

    • Quando ho letto “training autogeno” mi hai fatto sorridere. 😀
      La verità è che penso che una storia debba saper coinvolgere chi la legge. Ad esempio come i racconti che hai scritto tu o di altri autori che ho imparato a apprezzare qui su TI. Essere riuscita nello stesso intento non può che farmi piacere. 🙂

  7. “che svettava più altro degli altri.” Piccola svista: hai messo una “r” in più.
    “Mentre il principe si allontanò”. In questa frase avresti dovuto scrivere “allontanava”.
    “Sato verrà invasa dal altri nemici.” Altra piccola svista.

    Minimi (e minuscoli) refusi a parte, bell’episodio. Bisogna organizzarsi per bene, prima di partire: Sara e Conrad tornano alla città di Yuki.

  8. Preferisco essere ottimista e li spingo verso la città dei cavalieri senza macchia.
    La storia si fa sempre più intrigante. Sei riuscita persino a ricordarmi “La Storia Infinita” in questo viaggio fantastico, cosa che – credimi – non è un complimento ma una vera positiva sorpresa. Quello è uno dei romanzi che ho amato di più.

  9. Ciao Danica! Bellissimo anche questo episodio, come d’altronde mi aspettavo. Mi piace questa storia e trovo che sia scritta in veramente in modo impeccabile! Io voto per re Julius che si oppone alla partenza di Sara. Al prossimo! 😀

  10. I Cavalieri dell’Ordine Segreto l’aggrediranno di sorpresa.

    Il drago lo hai descritto proprio come me lo ero immaginato ^_^
    Tutta l’ambientazione onirica mi è sembrata ben sviluppata: dà pace ed armonia ed anche un senso di inquietitudine.
    Si iniziano a tirare le fila. Interessante la questione dell’Ordine Segreto: quindi mi sembra giunto il momento di farlo entrare in scena.

    Ciao 🙂
    PS: Parto Lunedì e torno il 26 a notte, quindi mi sa che ci rileggiamo al mio ritorno ^_^
    Buone vacanze!

    • Felice che ti sia piaciuto. 😀
      I draghi bianchi hanno sempre un loro fascino. 😉 Scherzo! Per i cavalieri dell’ordine segreto mi sa che dovrai aspettare ancora un po’.
      Per adesso ti auguro di divertirti durante le tue vacanze. Di sicuro, quando tornerai, troverai il prossimo episodio. 😉

  11. Ciao! 🙂 finalmente riesco a recuperare i capitoli persi della tua storia! 🙂 questo racconto è davvero bellissimo e ben scritto, complimenti! Io voto per Sara che avrà un breve contatto con il drago Yuki. Mi ispira questo drago! Al prossimo! 🙂

    • Chiedo scusa. La domanda corretta era: “Ma chi sarà a farle da insegnante?”
      Per il pugno do la colpa a Luca Luppolo Sborgia. Se vedi il suo commento più giù, consiglia proprio di pestarlo il ragazzo. Come potevo ignorare questa ipotesi? In effetti mica poteva passarla liscia, aveva rubato il libro. 😀

    • Ti ringrazio del commento!
      Ammetto di aver letto il primo della saga pochi mesi fa. Però no, non l’ho usata come fonte di ispirazione. L’anno scorso ho scritto un racconto breve ispirandomi al personaggio di Daenerys Targaryen (Il trono di spade). Da quel racconto ho tratto il primo episodio e adesso approfitto dello spazio che TI offre per ampliarlo e dargli una “veste” nuova. Grazie anche ai vostri spunti. 🙂
      Magari userò le nozioni apprese sui draghi nei libri di Licia Troisi più avanti. Grazie dello spunto. 🙂

  12. Verde e giallo.

    Danica, mi permetto di farti una nota a margine…
    Questa ragazza ha scoperto un segreto legato alla sua famiglia. La casa di questa ragazza ha preso fuoco. La famiglia di questa ragazza è dispersa. E tra l’altro lei non riesce a trovarli. Il villaggio intero in cui è cresciuta questa ragazza è arso tra le fiamme… possibile che lei ce lo racconti come fosse una telecronaca? Ma quando soffre?
    La storia è molto interessante, dimostra che hai una fervida immaginazione, che il plot potrebbe dimostrarsi davvero intrigante, da far impallidire Divergent e chi per esso… però, Danica, è un fantasy, sì, ma questa è anche una storia dai contorni drammatici e non puoi mancare di inserire elementi drammatici, soprattutto quando sei nella mente di lei. Che, mi pare, ne ha già passate tante in soli due episodi… che non basta una vita intera di un uomo comune, per contarle allo stesso modo. 😉

    • La tua nota è più che giusta. Mentre scrivevo l’episodio ho preferito utilizzare tutto lo spazio possibile per spiegare la storia il più dettagliatamente possibile. Sicura di poter tornare su Sara e sui suoi sentimenti più avanti. In più non nego che l’atteggiamento freddo è voluto per una ragione. 😉
      Comunque ti ringrazio per le tue dritte. 🙂

  13. Ciao Danica! Bell’incipit, complimenti! Mi intriga davvero! Molto bella anche l’ambientazione e la narrazione. Io voto per “leggerà cosa c’è scritto nel libro…”
    Seguo questa storia davvero con piacere e aspetto il prossimo episodio! 🙂

  14. Verrebbe spontaneo aprire subito il libro, ma immagino che, se fossi appena scappata via, la prima cosa che mi chiederei è “chi sia l’uomo incappucciato”. E così ho votato.

    L’idea di plot non mi dispiace. Non è che io sia una patita di draghi, anche se leggendo le storie fantastiche di Ferdinando de Blasio qui dentro ( cercalo, è bravissimo, vale la pena leggerlo, soprattutto ora che stai scrivendo uesta storia) ho un po’ cambiato idea, ma la tua mi intriga. L’incipit ( le prime due righe proprio, dico) è perfetto, se non fosse che dovevi metterci un punto. Però è bello davvero. Hai fatto solo tanta confusione con i personaggi …. li nomini tutti insieme nella stessa frase troppo spesso: padre, padre del nonno, nonno, fratello… 😉 😉
    felice di ritrovarti e curiosa di vedere come te la cavi coi draghi, seguo!

  15. Bell’inizio, complimenti!
    Voto “dal discorso fatto dal padre…”, mi sembra la scelta più naturale (e non esclude che la protagonista si metta a leggere il libro, più avanti nella storia). Vediamo come prosegui 🙂

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