Un misterioso uomo tra i bazar di Flumina
Amici miei, compagni di avventure. Mi dispiace molto che il tempo sia un tiranno perchè vorrei scendere per bene nei dettagli. Ma, da una parte io mi dovrò accontentare di descrizioni sommarie , e voi dall’altra dovrete usare parecchia immaginazione per aiutarmi a giungere a capo di questa avventura pazzesca di cui ho captato casualmente qualche sprazzo lanciato nell’etere del tempo e dello spazio da chissà chi e in chissà quale lontano tempo.
A quanto pare , in uno dei possibili futuri la Terra avrà un destino assai travagliato e alquanto bizzarro agli occhi di noi uomini del passato. Sembra che dopo essere arrivati all’apice della conoscenza tecnologica, dopo aver colonizzato l’intera galassia e anche più oltre, qualcosa di catastrofico sia accaduto, qualcosa di così sconvolgente da mettere in ginocchio l’esistenza umana e lasciarla in bilico sul filo di un affilatissimo rasoio. Ma come sapete l’umano è tenace e caparbio e attaccato alla vita, al punto che quell’evento non ha segnato per niente la nostra fine, ma solo un nuovo inizio, un nuovo entusiasmante sviluppo, anche se, ahimè, immemore della maggior parte del progresso e della storia passati.
La nuova Terra sarà molto diversa, con un grande Oceano che circonda un unico frastagliato continente, che dal Polo Nord si stende fin sotto l’Equatore; appena sotto il Polo, un massiccio montuoso di dimensioni e altezze mastodontiche, che lo rendono inaccessibile. Da questo scende un enorme Fiume che scava un grande canyon, una profonda cicatrice di pareti rocciose in cui esso scorre largo, lento e placido, fino a sfociare nell’Oceano all’estremo Sud.
A Ovest di questo canyon c’è una sconfinata distesa arida, un deserto secco e inospitale. A Est, invece, i rami secondari del Grande Fiume hanno creato un vastissimo arcipelago fatto di corsi, a volte larghi come laghi, a volte sottili come ruscelletti, nel quale punteggiano infiniti atolli e isolotti ricoperti da una fitta e intricata vegetazione giunglosa, che chissà cosa inghiotte e cela.
Ora, a Est e a Ovest l’ambiente è poco ospitale, ricco di pericoli di ogni specie e poche possibilità di riparo; ma lungo tutto il canyon centrale (che il nuovo popolo della Terra chiama “la Grande Via“), nel naturale riparo costituito dalle alte sponde rocciose, l’uomo ha potuto riorganizzarsi e dare vita ad una nuova civiltà, brulicante e viva come non mai.
Circa al centro della Via sorgono una serie di isolotti e qui si sviluppa un’arzigogolata e caotica città, fatta di imbarcazioni, pontili e chiatte, sempre in un frenetico movimento.
La città si chiama Flumina e nonostante non sia la capitale del regno di cui vi racconto, ne è certamente il centro commerciale, il Grande Bazar dove tutti i mercanti della Via affluiscono per comprare e vendere merci di qualsiasi forma, colore, utilità e provenienza: frutti, spezie, rami dalle mille proprietà, barili riempiti di ogni tipo di bevanda e liquido, e altre innumerevoli cose che sarebbe impossibile elencare,ma che potete immaginare con la fantasia.
Di tutte le città della futura Terra, Flumina è sicuramente la più interessante ed eccitante: tra le varie cose che accadono, da qui partono e fanno ritorno avventurose spedizioni commerciali e scientifiche, dirette in terre selvagge ben oltre i luoghi sicuri della Grande Via.
Non è un caso quindi che anche l’avventura in cui vi state per immergere inizi proprio da qui, da Flumina.
Per la precisione comincia in una notte buia e temporalesca, con un misterioso uomo che avvolto nel suo scuro impermeabile traslucido, si aggira su uno scivoloso pontile, tra le bancarelle tendate in cui i commercianti lavorano, vivono, e pure ci dormono, spinti dall’avidità di non perdere occasioni d’affari nemmeno dopo il calare del sole.
La vita a Flumina brulica frenetica anche la notte. Anzi ci sono interi bassifondi ( come quello in cui si aggira il nostro misterioso uomo) che aspettano la notte per svegliarsi e offrire pericolosi prodotti ed illegali servizi ai loschi individui che osano avventurarsi in quel dedalo di moli malfamati.
Il Misterioso Uomo ( così mi tocca chiamarlo, visto che né io né altra anima viva conosce il suo vero nome, sempre che ne abbia mai avuto uno e sempre che anche pur avendolo, esista qualcuno così irresponsabile da volerlo sapere), dicevo, il Misterioso Uomo si sofferma ad un baracchino illuminato da una flebile lampada verdastra e, senza alcuna parola di intesa col losco mercante, gli allunga qualcosa, e questi di rimando gli fa scivolare qualcos’altro in tasca.
Così, in silenzio, nell’oscurità e rapidamente si è concluso chissà quale affare.
Poi il Misterioso Uomo, riprende la sua strada sul molo, si ferma poco più avanti da un ambulante, compra un boccale di una bevanda fumante e dall’odore forte, per poi rincamminarsi e scomparire nuovamente sotto lo scorciante temporale, tra i meandri di Flumina, con passo lento e cadenzato.
Chi è questo Misterioso Uomo? E che intenti lo muovono?
- Il Misterioso Uomo continua a rimanere una figura ambigua e non si capisce se i suoi intenti siano buoni o oscuri (57%)
- Il Misterioso Uomo è effettivamente un tipo losco così come sono loschi i suoi affari (14%)
- Il Misterioso Uomo, nonostante le tenebrose apparenze, fa parte dei buoni e stava agendo in incognito (29%)

17/09/2015 at 09:05
Credo che il miglior consiglio che ti possa dare sia: leggi molto. Ci sono diverse cose che non funzionano. La prima parte è troppo raccontata… E, a mio giudizio, la descrizione della ‘tua’ terra futura un po’ troppo ricca e particolareggiata (piuttosto che spararci tutto e subito sarebbe stato meglio mostrarci le cose un po’ alla volta, anche perché la chiusa del terzo episodio lascia pensare che la tua sia una storia in movimento). E poi, anche a rischio di sembrare brutale, certe cose non si possono proprio leggere: “notte buia e temporalesca”? “in piedi pelandroni?”… E ti scongiuro lascia perdere i neologismi onomatopeici. La lingua italiana ha parole a sufficienza. Ciao e scusa la schiettezza.
03/09/2015 at 11:04
Sempre a sud, è il mio destino.