Avventure di una Terra futura

Dove eravamo rimasti?

A breve una svolta e un lungo e avventuroso viaggio. Come si comporterà, però, il Misterioso Uomo con i ragazzini della Banda di ZinZin? Ci entra un poco in confidenza (50%)

Occhio al sottoposto

[NdA: a questo punto l’Avventura prende una nuova piega e anche il tempo verbale dovrà adattarsi. Perdonate il gradino.]

 

Eravamo coi ragazzini della Banda di ZinZin, narcotizzati e intrappolati nella rete, dove rimasero schiacciati a penzolare tutta umida notte fluviale.

Il giorno dopo fu ZinZin il primo ad aprire gli occhi. Erano nella cabina della barca che avevano cercato di derubare, accasciati in fila sul pavimento: tutti e cinque avevano una pesante catena intorno ad una caviglia, per cui al massimo potevano stare ritti in piedi, sull’attenti, magari.

ZinZin sentiva tutte le ossa doloranti e incriccate, e si vedeva numerosi lividi sulle braccia e le gambe ossute. Per non parlare del tremendo cerchio che gli pulsava nella testa.

 

Provò a scuotere i compagni che aveva di fianco.

«Bozzo… andiamo BozzoBurgo, svegliati!»

Quello iniziò a stirarsi, ancora mezzo intontito. Bozzo era il paffuto cuoco della Banda, attivo solo ai fornelli. Quelle rare volte che andava con gli altri a rubare, era per scegliersi degli ingredienti speciali che richiedevano la sua personale valutazione.

L’altra era la sua migliore spalla, ed essendo nel gruppo l’unica femmina, era scherzosamente detta “la Signorina” (attenzione però a chiamarla così, altrimenti unghiate e morsi!).

Era cauta, astuta come una gatta, e in testa aveva un pelo corto e acceso come una fiamma.

«Ehi Rossina…»le fece piano ZinZin, ruzzandola un poco col gomito.

Quella schizzò subito carponi: «CHI E’, CHE SUCCEDE??»

«Shht! Calmati, sono io. ZinZin. Stai bene Rossina? Siamo prigionieri!»

Quella si guardò subito intorno, facendo la conta.

«Gli altri dove sono?»sussurrò riferendosi agli animali della Banda che non vedeva – ovvero il pappagallo già menzionato, una piccola scimmia e due svelti topolini –.

«Non lo so. Spero solo che quell’Uomo non gli abbia fatt…»

«NIENTE, vivi anche loro! Per il momento… – una voce tonante, proveniente da un oblò sopra le loro teste, eruttò all’improvviso nella cabina, inchiodandoli per lo spavento – …ED ORA CHIUDETE LA BOCCA! O ve la chiudo io.»

Rimasero muti a lungo.

Poi, bisbigliando, svegliarono anche gli altri due che si misero a massaggiare le membra intorpidite prima ancora di mettere a fuoco qualsiasi cosa.

Nessuno si azzardò ad escogitare una fuga.

La luce verde smeraldo del primo pomeriggio entrava da fuori.

ZinZin si mise seduto a studiare un po’ la cabina. Sulla plancia coi bottoni e le leve, c’era un timone d’ottone e, a fianco, una grossa branda sfatta. In un altro angolo c’era una panca di legno, con l’annesso tavolo coperto da carte e oggetti mai visti prima.

Fu attirato da una lanterna dalle finiture argentate e sofisticate. Era strana perché le facce che dovevano essere di vetro trasparente per lasciar passare la luce, erano invece di una specie di ambra, nera come la pece, ed erano tutte traforate da minuziosi e precisi intagli. Come per far proiettare alla luce dei disegni.

Nient’altro nella cabina. Nemmeno il loro carceriere, che se ne stava sul ponte esterno, lanciando la barca tra gli ostacoli e le diramazioni del Mid Jeguri – il Grande Fiume.

La poppa dell’imbarcazione blopbloppeggiava nella scia lasciata da un inconfondibile motore a idrobolle.

 

Rimbalzarono veloci sull’acqua fino all’imbrunire e per tutto il tragitto i ragazzini se ne stettero buoni e in silenzio.

Ad un tratto la barca incominciò a rallentare e si fermò col motore acceso per qualche attimo. Poi fece pochi metri e si arrestò definitivamente.

Intorno a loro era buio pesto.

tump, tump, TUMP…

Nel silenzio totale, sentirono passi dirigersi verso la cabina in cui stavano rannicchiati e tremanti.

«… che facciamo ora??»

 

La porta si aprì e comparve un grosso uomo, con un lume in mano. Era piuttosto anziano, ma energico e possente. La barba era grigia e i bagliori della candela facevano danzare delle ombre sinistre sulla profonda cicatrice che gli tagliava perpendicolarmente un occhio.

«CHISSEI, CHEVVUOI??» sbraitò ZinZin impulsivo come al solito, nonostante la gran fifa che aveva in quel momento.

Il suo sciocco slancio venne troncato sul nascere da un’occhiata che gli fece rizzare la pelle d’oca.

 

Il Misterioso Uomo, poi, cominciò a parlare.

 

«Avete tentato di derubarmi. »… paura.

«Ho quindi tutte le ragioni per farvi del male…» … terrore.

Si sedette sulla panca rimuginando, mentre borbottava tra sé e sé: “quasi quasi però… mah, forse con un po’ di… magari allora…”

Tamburellava con le dita sul tavolo e, intanto, li puntava con la luce, fissando le cinque faccette terrorizzate.

 

Poi sbam! li fece saltare sbattendo un grosso pugno sul tavolo.

«Sì, ho deciso!» esclamò.

«Banda di ZinZin!(so chi siete, canaglie maledette!)…»disse alzandosi in tutta la sua stazza.

«Vi darò un’occasione. Un’occasione d’oro…»

«VOI diventerete il MIO EQUIPAGGIO per un’Avventura da intrepidi! E questo sia il vostro PRIMO ORDINE sotto il mio comando!»

Il primo. Di certo non l’ultimo: «IN PIEDI ADESSO, PELANDRONI!»

 

 

La comitiva si è formata! Nel prossimo capitolo il Misterioso Capitano avrà in mente una destinazione. A voi. Dove si va?

  • A Nord, verso la cittadina di Icemburg Mektel: lastre di ghiaccio, miniere metalliche e intimi focolai al cui tepore si trincano alcolici. (48%)
    48
  • A Sud, verso Orlea del Sol. Salsedine, odore di pesce, carrucole ed enormi velieri, ecco quello che ci troverete. (29%)
    29
  • A Sud-Ovest, verso Sahbraht Al Jaluff: la polverosa Città dei Tappeti che sorge arroccata tra le aride rocciosità del Grande Deserto. (24%)
    24

Voti totali: 21

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89 Commenti

  1. Credo che il miglior consiglio che ti possa dare sia: leggi molto. Ci sono diverse cose che non funzionano. La prima parte è troppo raccontata… E, a mio giudizio, la descrizione della ‘tua’ terra futura un po’ troppo ricca e particolareggiata (piuttosto che spararci tutto e subito sarebbe stato meglio mostrarci le cose un po’ alla volta, anche perché la chiusa del terzo episodio lascia pensare che la tua sia una storia in movimento). E poi, anche a rischio di sembrare brutale, certe cose non si possono proprio leggere: “notte buia e temporalesca”? “in piedi pelandroni?”… E ti scongiuro lascia perdere i neologismi onomatopeici. La lingua italiana ha parole a sufficienza. Ciao e scusa la schiettezza.

        • Ciao Drago!
          A Est ci sarebbe lo sconfinato arcipelago creato dal Mid Jeguri e a Ovest la piana del Grande Deserto. E sia che tu vada tra le sabbie, sia che vada nella giungla, troveresti una gran quantità di avventure e cose tanto insolite quanto affascinanti.
          In ogni dove potrebbero spuntare dalle profondità della terra incredibili reperti archeologici e artefatti che testimoniano l’esistenza di un passato super tecnologico.
          Incontreresti i segni della nuova civiltà che si è sviluppata, con i suoi insediamenti, le sue molteplici strutture sociali ed economiche, rotte commerciali e località di produzione.
          Potresti anche incontrare qualche avamposto scientifico, accampamenti sperduti in luoghi estremi dove gli studiosi compiono esperimenti per indagare la Natura.
          Magari potresti imbatterti in una capanna di un Inventore o semplicemente perderti per sempre nelle selvagge immensità che si protendono a Est e Ovest della Grande Via.
          Magari un giorno ci saranno spazio e tempo per parlare di tutto.
          A presto! 🙂

  2. Voto Orlea del Sol, mi incuriosiscono le carrucole.
    Io avrei cambiato la frase cerchio che gli pulsava nella testa, con cerchio alla testa.
    gli fece rizzare la pelle d’oca, d’oca è un rafforzativo? perché penso sia meglio
    gli fece venire la pelle d’oca o gli fece rizzare la pelle.

    • …oppure rizzare i peli. Grande, hai ragione su entrambe le cose, e anche la storia del cerchio avrei fatto meglio a metterla giù semplice. Peccato non poter cambiare 🙁
      Comunque sono stra felice che mi dai consigli di questo genere. E’ un peccato veramente non saperli prima di pubblicare!
      Faccio tesoro della tua opinione.
      A presto Gabriele!

    • Aaaa se vince l’opzione Orlea del Sol, potrebbe esserci una movimentata corsa finale verso qualche atollo caraibico in cui troveranno …
      Orlea del Sol è molto vicina alla Capitale ed è zeppa di Milizie. Avranno un bel da fare tra camuffamenti vari e la ricerca di un mezzo adeguato per la destinazione finale. Tutto ovviamente in incognito, vista l’estrema segretezza del Viaggio.
      Ciao Mary, a presto!

  3. Ecco il nuovo capitolo! Grazie a tutti dei commenti. Al più presto vi risponderò… appena internet di casa mia decide di tornare a funzionare.
    Comunque io dico la mia sulla votazione. Secondo me visto il clima estivo ci sta di più andare in uno dei due luoghi caldi.
    Liberissimi di scegliere comunque… magari preferite pensare a luoghi ghiacciati per combattere l’afa.
    A presto!!

  4. Ho votato per “Rimane misterioso e taciturno, ma inoffensivo.” Non mi sembra tipo da maltrattarli, anche se questa dei ragazzini può essere una vera seccatura.
    Complimenti per lo stile, comunque. Mi piace il tono che narra e mi piace l’ambientazione: è un mondo ben pensato, con delle leggi che sembrano funzionare e con una buona dose di movimento. La città che descrivi non è la capitale, eppure possiamo percepire l’attività che vi è insita. Hai mescolato elementi naturali – o ricavati dalla natura – a quelli di una tecnologia passata, riscoperta o magari scoperta da poco.
    Tutto è avvolto, infine, in una sorta di atmosfera esotica. L’ambiente, il pappagallo, le distese fluviali circondate da giungle, uno strano gas che sembra essere esalato dalla pressione di un frutto… Muy bien!
    Mi piace e ti seguo, continua così!

    • Eccoti accontentato! Arrivano le prime interazioni e si forma la congrega. Piano piano ci sarà sempre più contatto e i personaggi impareranno a fidarsi gli uni degli altri. Vedremo quanto ci metterà il Capitano ad aprirsi ai ragazzini e svelare i suoi misteri. Forse tra poco, forse mai…
      A presto!
      (ps di che atmosfera avresti voglia a questo punto della storia?)

  5. Avrei detto che rimaneva misterioso e taciturno. 🙂
    L’inizio non è male. Per tutto il tempo che ho letto, il tuo uomo misterioso me lo sono immaginata col volto coperto. Mi hai fatto pensare a un personaggio che ho inserito nel mio racconto. 😀 Perché c’è una vera e proprio descrizione, anche parziale intendo.
    Comunque, sono incuriosita di vedere come va a finire e ti seguo. 🙂

    • ciao Gabriele! Mi hai dato uno spunto incredibile! Non avevo mai sentito parlare degli “irregolari di baker street” e sono andato a leggere su internet. Penso proprio che mi abbia tirato fuori un paragone azzeccatissimo e non sai quanto ti ringrazio per questo.
      Grazie, grazie, grazie.
      A presto, spero che continuerai a darmi di questi consigli e trovarmi storie da cui attingere ( e io cercherò di fare altrettanto).
      Ci vediamo al prossimo capitolo, sei un grande!!!

    • No, direi proprio che ci hai preso. Il Misterioso Uomo, qualsiasi strada imbocchi la storia, deve rimanere un po’ misterioso (altrimenti che Misterioso Uomo è ??), e deve avere un passato torbido, di cui si scopre solo qualche frammento a mano a mano che il racconto prosegue. Quindi anche se entra un po’ in confidenza con i ragazzini, rivelerà solo dettagli essenziali su di sé e sulla missione.
      Hai ragione, seguiamoci e consigliamoci, miglioriamoci a vicenda! A presto

  6. Eccomi qua! Grazie al tuo commento sulla mia storia, sono riuscito a trovare questa. E l’Incipit mi è piaciuto molto. Anche l’idea di fare i Ragazzini (la banda di ZicZic) ed il Misterioso Uomo come compagni di viaggio, la trovo una buona idea.
    Io ho votato perché entri in confidenza con loro: lasciarli appesi tutta la notte, mi sembra già abbastanza come punizione 😉

    Per quanto riguarda il problema caratteri: ovviamente possono essere un limite; se è un problema di descrizioni puoi fare una sorta di “edizione estesa” da passare a chi ti segue la storia, contenente le descizioni mancanti (ovviamente un file PDF ospitato da qualche parte). Se sai disegnare, puoi mettere i tuoi disegni on-line e linkarli nelle parole della tua storia (soluzione fatta da qualcuno). Se il problema è la lunghezza della storia, puoi fare in più parti, come ho fatto io ed altri. Oppure puoi fare un misto (io sto facendo un’edizione estesa contenente le descrizioni mancanti e, come avrai notato, son già alla terza parte).

    Ciao 🙂

  7. Voto per l’ambiguità: preferirei che si scoprisse poco alla volta la vera identità del misterioso individuo.
    Originale e interessante l’ambientazione nel mondo fantastico di Flumina.
    Se puoi, aggiungi elementi fantastici e non mettere limiti alla tua fantasia (per es. dove dici: “…e altre innumerevoli cose che potete immaginare con la fantasia”, lì può essere una buona occasione per inserire qualcosa di interessante, senza demandare il compito al lettore).
    Ti seguo! Alla prossima.

  8. “Amici miei, compagni di avventure e voi dall’altra dovrete usare parecchia immaginazione per aiutarmi” Il lettore contemporaneo si distrae molto facilmente. E’ abituato alla velocità di informazione dei media e dei computer, ed è comunque meno ingenuo di uno di 100 anni fa. Ha una offerta gigantesca di titoli, per cui alza il prezzo. Di certo non ti aiuterà a fare nulla. “nell’etere del tempo e dello spazio” che significa? “in uno dei possibili futuri la Terra” qui entri nella filosofia. E io ti consiglio, in quanto scrittore alle prime armi, di lasciare stare, almeno per il momento. “apice della conoscenza tecnologica” la ritengo una ipotesi presuntuosa, in quanto l’autore non ha la più pallida idea di cosa significhi. E poi è una delle peggiori fonti di deus ex machina che posso pensare. “qualcosa di catastrofico… rasoio.” qui non crei per nulla quell’emozione che vuoi suscitare.

    “e altre innumerevoli cose che sarebbe impossibile elencare,ma che potete immaginare con la fantasia”

    Questo è uno dei più gravi orrori che uno scrittore possa fare. Non scrivere mai, mai e poi mai queste frasi, il lettore si sente offeso. E’ lo scrittore che deve fare immaginare al lettore, non il lettore che deve immaginare da sé.

    “una notte buia e temporalesca”
    meno male che hai scritto ‘temporalesca’ e non ‘tempestosa’, se no ricadevi nel banale!
    https://it.wikipedia.org/wiki/Era_una_notte_buia_e_tempestosa

    in generale è troppo raccontato. non è un errore, in un romanzo, raccontare all’inizio, ma qui non hai spazio per incominciare a mostrare.

  9. Benvenuto, Marco. 🙂
    Il tuo è un incipit che fa presa da subito. Le descrizioni dei luoghi e della nuova terra in cui ci troviamo sono ben architettate, tanto da avermi spinta a sperare che un giorno esisteranno davvero quei ruscelli e quelle chiatte, quei moli e quella immensa vegetazione, quelle spedizioni in cui tutto è ancora da scoprire… che qui, nel nostro mondo, abbiamo già scoperto abbastanza da riuscire persino ad annoiarci. 😉
    Per quanto mi riguarda, posso dirti di non pensare alle virgole e roba del genere – anche perchè te la cavi piuttosto bene, devo dire – ma di concentrarti sul plot. In questa piattaforma conta l’idea, non la grammatica. Beh.. certo.. se metti otto punti esclamativi di seguito, becchi una tirata d’orecchie! 😉
    Detto questo, ti seguo volentieri, perchè sarei rimasta anche per ore a Flumina.
    Voto perchè l’uomo misterioso sia in incognito per una missione che si può definire “buona”, ma non per affibiargli da subito connotati di “buon samaritano”,. che non sono necessari, bensì perchè lui prenda in mano la storia e diventi il protagonista!
    Bravo!

    • Wow!!!!!!!!!!! ( nei commenti posso metterceli un po’ di punti esclamativi? 😉 ) questo è’ un gran commento e una bella iniezione di fiducia! Magari arriverà il giorno che smetterò di fare quello che sto facendo e mi dedicherò a tempo pieno alla scrittura. Per quanto riguarda la storia mi dispiace un po’ il limite delle 5000 battute, perché in realtà avrei in mente un mondo decisamente più ampio e articolato. Ma forse questo format mi darà finalmente la possibilità di concludere un racconto coi tempi serrati che mi ritrovo.
      ( ps sto cercando di mettermi in pari con i tuoi racconti per darti qualche parere… Per ora posso dirti che vedendo come scrivi, reputo ancora più importante il tuo commento… Complimenti… Veramente)
      Aggiungo un’altra cosa per quanto riguarda la punteggiatura: vero che non bisogna ridursi a scrivere come si scrive nei sms o su wa, però è anche vero che quel tipo di scrittura e’ immediato e attuale. Soluzione: trovare una via di mezzo e prometto che nei prossimi capitoli lo farò.

      • Continua così!!!!!! ( sì, sui commenti puoi mettere la punteggiatura che preferisci!!! A patto che ti si capisca! ahahah) Grazie per essere passato a leggermi, se vorrai seguirmi, dovrai premere il tasto “segui la storia” per ricevere le notifiche via mail ogni volta che pubblichiamo un nuovo episodio, si fa così. E per scegliere l’opzione che preferisci, devi votarla, cliccando sull’opzione, altrimenti la percentuale resta invariata e vince l’opzione che magari non hai scelto tu. Spero di esseri stata utile. A presto! 🙂

      • Io ho notato quelli più evidenti, come i tuoi commenti messi tra parentesi. Non dico che non devi metterli, ma che potresti metterli in un altro modo.
        Mi spiego: scrivi lo stesso concetto usando altre parole ed evitando le parentesi.

        Un altro errore è dato dalle virgole, che alcune volte non ci sono dove dovrebbero essere, mentre altre volte ci sono dove NON dovrebbero esserci..
        “La città si chiama Flumina e nonostante non sia la capitale del regno di cui vi racconto, ne è certamente il centro commerciale”. Qui dovevi mettere la virgola tra “Flumina e” e “nonostante non”.
        “il Misterioso Uomo, riprende”. Qui la vrgola non ci andava.
        Stai attento, la prossima volta.

        Poi ci possono essere altri errori che mi sono sfuggiti non ho citato qui.

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