Bloody Amnesy

Amnesya

Mi svegliai nel mio letto con un forte mal di testa. Guardai il calendario. Il 14 ottobre. Non ricordavo quello che avevo fatto nei tre giorni precedenti. Più mi sforzavo, più il mal di testa aumentava. Cercando di sopportare il mal di testa, scesi al piano di sotto e andai in salotto. Lì mi accorsi che la maglietta era sporca di rosso. Sangue? Speravo di no. Mi guardai le mani e anch’esse erano macchiate di rosso. La possibilità che fosse sangue stava aumentando.
Accesi la televisione. C’era il telegiornale. La notizia principale era quella dell’assassinio di otto persone. Il mal di testa aumentava. Caddi a terra dolorante. Mi tornò in mente qualcosa. Qualcosa che era meglio non ricordare. Mi trovavo vicino al lago con Amber, la mia ragazza. Era sera, non ricordo di che giorno. Passeggiavamo tranquilli, mano nella mano. Ad un certo punto
mi saltarono addosso e caddi al suolo. Mentre ero a terra, prima di svenire, vidi un’ombra, simile ad un grosso cane, china su Amber. Cosa le stava facendo?
Mi misi ad urlare disperato. Disperato perchè Amber era morta mentre io rimasi in vita. Perché? Perché proprio a me? In preda allo sconforto distrussi metà del mobilio del soggiorno.
Dovevo trovare il colpevole, ma da dove cominciare? Non ero un investigatore. Andare alla polizia? No, non avrebbero creduto alla mia storia. Dovevo chiedere aiuto al fratello di Amber, Frank. Potevo fidarmi solo di lui. Mi avrebbe aiutato a trovare l’omicida. Ma non potevo uscire così. Decisi di farmi un bagno. Mentre mi toglievo la maglietta, mi accorsi di alcuni graffi sulle braccia. Possibile che c’entrino con l’omicidio di Amber? L’emicrania ricomparve, più forte di prima.
Qualcos’altro mi tornò in mente. La figura non era più un’ombra, divenne qualcosa di strano, un animale che sembrava un lupo ma di dimensioni maggiori. Il mal di testa diventava sempre più forte. Divenne così forte che
non riuscivo più a stare in equilibrio. Barcollai un po’ in avanti. Inciampai nella vasca, sbattei la testa e finii in acqua.
Riaprii gli occhi.Non sapevo quanto tempo fosse passato. Vidi solo l’acqua nella vasca. Mi faceva male tutto. Decisi allora di andare a vestirmi. Con fatica mi diressi verso la mia stanza da letto. Appena entrai nella camera, notai che era in disordine. Letto sfatto, vestiti dappertutto, le lettere inviatemi da Amber sparse sul terreno. Cos’era successo? Notai dei peli sul letto. Erano più o meno lunghi, grigio-brunastri.
A che creatura appartenevano? In quel momento suonò il campanello. Misi velocemente i peli nella scatoletta che tengo sempre sul comò vicino al letto, di fianco alle foto di Amber. Andai ad aprire. Era il mio migliore amico Mike. Cosa ci faceva a casa mia? Di solito lo fa per chiedermi dei consigli. Non feci in tempo ad aprire bocca che entrò in casa e mi fece le condoglianze.

«Sono stato sulla scena del crimine, – disse lui. – quella al lago. Mi dispiace tanto.»

Dimenticavo, Mike è un poliziotto della polizia locale.

«Grazie. Vuoi un caffè?»

«Non ti spiace se ne approfitto?»

Mi diressi in cucina a mettere sul fornello la caffettiera. Mike mi chiese se sapevo anche delle altre vittime. Risposi di sì perchè avevo visto il telegiornale. Tornai in soggiorno.

«Quindi sai dei segni di morsi?»

«Già.» In quel momento mi chiesi se potevo dirgli dei graffi sulle braccia e della maglietta sporca di sangue. Stavo per dirglielo, quando la caffettiera iniziò a bollire. Andai a versare il caffè nelle tazzine.

«Sempre un cucchiaio di zucchero?»

«Non ti ricordi? Per me è sempre stato un cucchiaino e mezzo.»

«Già, scusa. Chissà dove ho la testa?»
Finito il caffè, Mike andò dritto al sodo: «Tu c’entri qualcosa con l’omicidio di Amber?»

Rimasi sbigottito. Non sapevo cosa rispondere. Dovevo dirgli che la sera in cui morì Amber ero con lei o no?
Rimasi qualche secondo senza rispondere. «Ma non sei in servizio, adesso?»
«Hai ragione. Ci vediamo.»
Lo accompagnai alla porta. «Alla prossima.»
Speravo di averla fatta franca. Chiusi la porta e mi sedetti con la schiena contro di essa. Pensavo. Pensavo sul da farsi.

Decisi di andare da Frank e Nicholas, i fratelli di Amber, per far loro le condoglianze.

Cosa accadrà nel prossimo episodio?

  • Cameron arriva a casa dei gemelli ma perde i sensi. (25%)
    25
  • Cameron ha un'altra emicrania ed ha un incidente stradale, finendo in ospedale. (38%)
    38
  • Arriva a casa dei gemelli, i quali non sapevano della morte della sorella e aiutano Cameron a ritrovare la memoria. (38%)
    38
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48 Commenti

  1. Ciao Davide! Scrivi davvero bene e credo tu sia abbastanza imparziale e oggettivo da darmi consigli sulla punteggiatura, se ti va.
    By the way, mi piace da matti l’atmosfera horror/onirica, mi immerge un po’ come fanno i fumetti di Dylan Dog (li adoro!!).
    Ho votato per il suggerimento.
    Mi piacerebbe entrare un po’ nel clou delle indagini che si stanno svolgendo in parallelo alle vicende del protagonista. E’ interessante che il migliore amico sia in polizia, e potrebbero crearsi situazioni conflittuali intriganti (tipo Dylan e l’Ispettore Bloch, se hai presente).
    Mi piace… a presto!

    • Grazie del voto e del commento.
      L’idea per questo racconto l’ho avuta circa un anno e mezzo fa. Nel file originale gli avvenimenti erano totalmente diversi. Iniziano a discostarsi già dal secondo episodio. L’incontro con Amber, nella prima versione, era un sogno e non era in ospedale, perché riusciva ad arrivare dai gemelli e chiedeva aiuto a Nicholas. Anche il nome di Amber era diverso, infatti si doveva chiamare Sandra e il protagonista (come in “Fight club”) non aveva nome.

  2. Avendo letto anche il secondo episodio ed il primo, ora ne ho la conferma. Premesso che comunque preferisco il secondo, tu fornisci immagini molto belle in sé. Il problema è che a me sembrano puramente descrittive. E questo alternarsi, sinceramente, sarebbe una bella cosa se fosse chiarito e descritto anche questo un pochino meglio.

    L’ultimo episodio secondo me lo hai scritto un po’ di fretta. Anche le opzioni, senza offesa, ma potevi sceglierle un po’ meglio. Voglio dire devono dare secondo me qualche possibilità al lettore, ma scelte vere.

    Scusa se appaio come un rompiballino, ma io ti devo dire quello che penso. 🙂

    Ho scelto dritto! 🙂

    • Grazie del commento e, soprattutto, del voto. Mi hai tolto dal pareggio, poiché non potevo dividere il personaggio in tre! 😀

      In effetti hai rgione, su quest’ultimo episodio. Il fatto è che lo avevo scritto a parte e lo avevo copiato (cancellandolo dal file in cui lo avevo scritto e salvandolo senza testo) sul sito ma, per colpa dei problemi di connessione che ho col mio pc (perde il segnale senza riuscire a recuerarlo), ho perso totalmente l’elaborato e, non ricordandomi più esattamente cosa avevo scritto, l’ho riscritto così come lo leggi.
      “tu fornisci immagini molto belle in sé. Il problema è che a me sembrano puramente descrittive” Cosa intendi? Puoi spiegarti meglio?
      “E questo alternarsi, sinceramente, sarebbe una bella cosa se fosse chiarito e descritto anche questo un pochino meglio.” Stessa cosa di prima.

      • Non fai parlare secondo me il protagonista. Non fornisci secondo me un che di pensiero. Mettiamola in questi termini per farmi spiegare.

        Supponiamo per ipotesi che vada a descrivere la passata di pomodoro. Obiettivamente parlando dovrei definirla come una purea di pomodoro, vellutata, di sapore dolciastro.

        Soggettivamente ? E’ la madre per gli spaghetti. Poi messa con la pancetta, ottieni una amatriciana favolosa. Lo senti il suo odore ? Com’è squisito dopo la cipolla abbrustolita. Così diventa dolce al punto giusto. Fintanto che non addento la pancetta.

        Mi auguro che tu non sia vegano, sennò dovrei chiederti scusa per l’esempio. Il concetto è che quando parlo in prima persona, devo esprimere un qualche che di personale.

        A me sembra invece che mentre tu fai parlare il protagonista, sembra un occhio che registra un po’. Non ti pare forse un filino asettico ?

        Per la seconda parte, invece, potresti risolvere il problema un po’ con il corsivo (che aiuta tantissimo in queste situazioni) ed un po’ descrivendo per bene riprendendo da circa avevi lasciato. Cioè devi fare proseguire le due storie e far capire da dove hai ripreso. Perlomeno io le ho intese come due storie.

        Spero di averti risposto adeguatamente! 🙂

  3. Dio mio! Dieci per l’azione ma stai attento. Alcune cose magari possono suonarmi un po’ incoerenti come lo sfascio del mobilio in quella situazione. Perlomeno io non l’ho capito. E’ vero che sei riuscito a prendermi, cosa un po’ difficile, ma è anche vero che dovresti, secondo me, pensare anche ad un filo logico o, se lo hai già fatto, a metterlo bene comprensibile. 🙂

    Ti seguo però, visto che son curioso. Finalmente qualcuno che mi prenda dalle prime righe. Succede così poco … 🙂

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