Bloody Amnesy

Dove eravamo rimasti?

Da che parte andrà Cameron? Dritto (60%)

Non aprite quella porta

Andai dritto. Non sapevo cosa aspettarmi. Sicuramente niente di buono. Le pareti del corridoio erano spoglie. Continuai a camminare. Il passaggio sembrava non finire mai.

«Dovrò pure arrivare da qualche parte. Spero.» Dissi io, quasi arrendendomi.

Il corridoio mi diede ragione. Davanti a me comparve una parete con una sola porta.

«Finalmente.» Esclamai. Mi sentivo osservato. Guardai dietro di me. Nessuno. Dovevo aspettarmelo.

Attraversai la soglia e mi ritrovai in casa mia. Ero confuso.

«Ma che diavolo?!»

Chiusi la porta dietro di me. Sentii delle voci provenire dal soggiorno. Mi suonavano familiari. Andai in sala e vidi Amber e io in una delle nostre discussioni sul dove passare le vacanze.

Mi misi a piangere. Felicità? Tristezza? Probabilmente tutte e due.

Mi sentii nuovamente osservato. Mi guardai attorno. Ancora nessuno.

«Devo rinfrescarmi le idee.» Mi dissi. Uscii in giardino dalla porta sul retro. O almeno l’intenzione era quella. Mi ritrovai sì fuori casa, ma non nel giardino della mia abitazione.

Ero in riva al lago. Mi guardai dietro: la casa era sparita. Di essa rimase solamente la porta.

Tra poco scomparirà anche la porta, ne sono sicuro.” Pensai.

La richiusi – inutilmente – dietro di me. La mia previsione era corretta. Nessun segno del – forse mai avvenuto – passaggio della casa.

Mi sedetti su di una panchina. Sentivo Amber al mio fianco. Guardai di fianco a me. Amber era lì. Mi sorpresi. Anche lei si girò e mi sorrise. La sua bocca non conteneva più i suoi denti, ma delle zanne. La cosa mi spaventò. Mi allontanai, cercando qualcosa per difendermi.

La creatura che aveva assunto le sembianze della mia Amber mi saltò addosso, atterrandomi. La fissai negli occhi. Erano azzurri e tranquilli, ma incutevano comunque terrore. Sembrava sorridere, mostrando le zanne. La saliva che scendeva dai suoi denti mi gocciolava addosso. Spalancò le fauci.

***

Urlante, scattai sul letto. La mia fronte era imperlata dal sudore.

«Era solo – dissi ansimando. – un sogno. O meglio, un incubo.»

La stanza era buia. L’unica luce era quella che filtrava dalla finestra

Di fianco a Cameron ci sono Frank e Nicholas, i quali vengono svegliati dalle urla del ragazzo. Cosa vedremo nel prossimo episodio?

  • Proponete voi. (67%)
    67
  • Cameron viene dimesso, ma entrambi i gemelli muoiono (33%)
    33
  • Cameron viene dimesso, ma uno dei gemelli muore (0%)
    0
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48 Commenti

  1. Ciao Davide! Scrivi davvero bene e credo tu sia abbastanza imparziale e oggettivo da darmi consigli sulla punteggiatura, se ti va.
    By the way, mi piace da matti l’atmosfera horror/onirica, mi immerge un po’ come fanno i fumetti di Dylan Dog (li adoro!!).
    Ho votato per il suggerimento.
    Mi piacerebbe entrare un po’ nel clou delle indagini che si stanno svolgendo in parallelo alle vicende del protagonista. E’ interessante che il migliore amico sia in polizia, e potrebbero crearsi situazioni conflittuali intriganti (tipo Dylan e l’Ispettore Bloch, se hai presente).
    Mi piace… a presto!

    • Grazie del voto e del commento.
      L’idea per questo racconto l’ho avuta circa un anno e mezzo fa. Nel file originale gli avvenimenti erano totalmente diversi. Iniziano a discostarsi già dal secondo episodio. L’incontro con Amber, nella prima versione, era un sogno e non era in ospedale, perché riusciva ad arrivare dai gemelli e chiedeva aiuto a Nicholas. Anche il nome di Amber era diverso, infatti si doveva chiamare Sandra e il protagonista (come in “Fight club”) non aveva nome.

  2. Avendo letto anche il secondo episodio ed il primo, ora ne ho la conferma. Premesso che comunque preferisco il secondo, tu fornisci immagini molto belle in sé. Il problema è che a me sembrano puramente descrittive. E questo alternarsi, sinceramente, sarebbe una bella cosa se fosse chiarito e descritto anche questo un pochino meglio.

    L’ultimo episodio secondo me lo hai scritto un po’ di fretta. Anche le opzioni, senza offesa, ma potevi sceglierle un po’ meglio. Voglio dire devono dare secondo me qualche possibilità al lettore, ma scelte vere.

    Scusa se appaio come un rompiballino, ma io ti devo dire quello che penso. 🙂

    Ho scelto dritto! 🙂

    • Grazie del commento e, soprattutto, del voto. Mi hai tolto dal pareggio, poiché non potevo dividere il personaggio in tre! 😀

      In effetti hai rgione, su quest’ultimo episodio. Il fatto è che lo avevo scritto a parte e lo avevo copiato (cancellandolo dal file in cui lo avevo scritto e salvandolo senza testo) sul sito ma, per colpa dei problemi di connessione che ho col mio pc (perde il segnale senza riuscire a recuerarlo), ho perso totalmente l’elaborato e, non ricordandomi più esattamente cosa avevo scritto, l’ho riscritto così come lo leggi.
      “tu fornisci immagini molto belle in sé. Il problema è che a me sembrano puramente descrittive” Cosa intendi? Puoi spiegarti meglio?
      “E questo alternarsi, sinceramente, sarebbe una bella cosa se fosse chiarito e descritto anche questo un pochino meglio.” Stessa cosa di prima.

      • Non fai parlare secondo me il protagonista. Non fornisci secondo me un che di pensiero. Mettiamola in questi termini per farmi spiegare.

        Supponiamo per ipotesi che vada a descrivere la passata di pomodoro. Obiettivamente parlando dovrei definirla come una purea di pomodoro, vellutata, di sapore dolciastro.

        Soggettivamente ? E’ la madre per gli spaghetti. Poi messa con la pancetta, ottieni una amatriciana favolosa. Lo senti il suo odore ? Com’è squisito dopo la cipolla abbrustolita. Così diventa dolce al punto giusto. Fintanto che non addento la pancetta.

        Mi auguro che tu non sia vegano, sennò dovrei chiederti scusa per l’esempio. Il concetto è che quando parlo in prima persona, devo esprimere un qualche che di personale.

        A me sembra invece che mentre tu fai parlare il protagonista, sembra un occhio che registra un po’. Non ti pare forse un filino asettico ?

        Per la seconda parte, invece, potresti risolvere il problema un po’ con il corsivo (che aiuta tantissimo in queste situazioni) ed un po’ descrivendo per bene riprendendo da circa avevi lasciato. Cioè devi fare proseguire le due storie e far capire da dove hai ripreso. Perlomeno io le ho intese come due storie.

        Spero di averti risposto adeguatamente! 🙂

  3. Dio mio! Dieci per l’azione ma stai attento. Alcune cose magari possono suonarmi un po’ incoerenti come lo sfascio del mobilio in quella situazione. Perlomeno io non l’ho capito. E’ vero che sei riuscito a prendermi, cosa un po’ difficile, ma è anche vero che dovresti, secondo me, pensare anche ad un filo logico o, se lo hai già fatto, a metterlo bene comprensibile. 🙂

    Ti seguo però, visto che son curioso. Finalmente qualcuno che mi prenda dalle prime righe. Succede così poco … 🙂

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