Custodi di un pericoloso segreto

Dove eravamo rimasti?

La storia è giunta al termine, Cassandra si salverà ma a quale prezzo? Scegli una parola Realtà (57%)

Ritorno alla realtà

Mi svegliai dopo qualche ora, ancora intontita dall’anestesia,  mi sentivo completa, ma allo stesso tempo diversa. Una volta aperti gli occhi feci molta fatica a mettere a fuoco dove mi trovavo: mi rincuorò però la vista del mio amico Leonardo, ancora assopito dopo l’operazione. Accompagnata dal ticchettio del mio cuore amplificato dal macchinario che mi stava monitorando, iniziai a piangere sommessamente. Ricordi tristi e allo stesso tempo bellissimi si facevano strada nella mia mente, tutto era tornato al suo posto e io ricordavo ogni cosa. Anche il motivo per cui avevo chiesto in passato che mi fosse cancellata la memoria:  avevo appreso della morte del mio grande amore, Giorgio Raji, e questo mi aveva gettata nella disperazione più totale. Non riuscivo a vivere senza di lui e per questo avevo chiesto una cancellazione della memoria direttamente  a suo padre, sicura che ne avrebbe compreso le motivazioni.

Ma Giorgio non era morto. Lo avevo appena visto, era in coma. Dettaglio che in passato il Dr. Raji aveva evitato di comunicare. I miei pensieri furono interrotti dalla voce di Leonardo: “Cassandra, ricordi qualche cosa?” mi chiese ancora con gli occhi chiusi. Mi girai verso di lui: “Si, ogni cosa” sospirai lacrimando.

Stavamo ricordando alcuni episodi del nostro passato quanto lo scienziato Nicolas ci interruppe: “Ragazzi, l’operazione è riuscita. L’algoritmo è stato modificato. Ora seguitemi”. Ci alzammo ancora intontiti e ci incamminammo insieme a lui verso l’ingresso dell’ala segreta del piano in cui ci trovavamo. Dopo aver seguito le ultime istruzioni impartite direttamente da Nicolas, ci ritrovammo oltre la stanza che ci aveva celati. In poco tempo ci avrebbero trovati.

Leonardo mi prese per mano e iniziammo a vagare per i corridoi, facendo finta di cercare una via di uscita. Ci trovò in poco tempo l’uomo con il cappello nero, lo stesso che mi aveva rapita qualche giorno prima.

In poco tempo ci ritrovammo legati ad una sedia, con un gruppo di scienziati pronti a recuperare dalle nostre menti i segreti tanto desiderati.  Il Dr. Raji entrò poco dopo nella stanza, scortato da due uomini vestiti di nero. “Ecco il fautore di tutta questa situazione!” disse lo scienziato che qualche giorno prima mi aveva interrogata senza successo. “Dr. Raji, alla fine abbiamo trovato i ragazzi e anche lei! Finalmente oggi otterremo risposte alle nostre domande e potremo dare vita ad un nuovo corso nello sviluppo dell’umanità” continuò lo scienziato mentre veniva portato nella stanza il letto che ospitava Giorgio. Appena lo vidi sentii un tuffo al cuore, speravo si sarebbe svegliato.

Un gruppo di scienziati si riversò intorno a noi e in breve tempo anche io e Leonardo ci ritrovammo sdraiati su un lettino e storditi da un liquido che ci era stato iniettato. Quello che aveva predetto il Dr. Raji si stava avverando: stavano iniziando ad operarci per estrarre i file”

“Dr. Raji, venga: solo lei è in grado di estrarre i file senza danneggiarli”. Il Dr. Raji si avvicinò a Leonardo, fece una piccola incisione nella testa e collegò una porzione del suo cervello ad un cavo collegato ad un computer, ed iniziò ad estrarre i contenuti. Mentre i file venivano estratti, fece la stessa cosa con me e suo figlio. Pur essendo stordita sentivo tutto ma non provavo alcun dolore.

Dopo quaranta minuti i file furono completamente trasferiti e io iniziai a temere per la nostra incolumità: non servivamo più a molto ora. E infatti due uomini si avvicinarono a noi con siringhe piene di liquido verde. Il mio cuore palpitava impazzito, non volevo morire! Durò tutto pochi secondi: si sentirono potenti boati provenire  dal corridoio e le luci si spensero. Noi eravamo preparati a questo, faceva parte del piano. Ci alzammo e iniziammo a correre dalla parte opposta, seguiti dal Dr. Raji che portava fuori di peso suo figlio e un altro scienziato. Eravamo quasi arrivati nell’ala segreta dell’edificio quando udimmo due colpi di pistola alle nostre spalle.

Mi girai di scatto: Giorgio e il Dr. Raji erano stati colpiti a morte, ma né io né Leonardo potemmo fare nulla. Gli uomini che li avevano uccisi ci stavano raggiungendo e lo scienziato che era con noi ci spinse verso la salvezza, per poi morire nell’eliminare ogni superstite del gruppo di scienziati criminali.

Ero sconvolta: aveva appena ritrovato il mio amore e non lo avrei rivisto mai più. Ma questa volta non volevo dimenticare perché tutto quello che accade ha una ragione ben precisa e nel mio caso è servito per essere la persona che sono ora.

Nessuno seppe mai quello che era successo in quell’edificio. E nessuno venne più a cercarci.

La mia vita e quella di Leonardo tornarono alla normalità. Ogni tanto ci vediamo ma non parliamo mai di quello che è accaduto, troppo intenti a ricostruire le nostre vite. 

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164 Commenti

  • Ciao Federica,

    Finale amaro.
    L’impressione è che questo ultimo capitolo sia una sintesi dell’epilogo che sviluppato completamente avrebbe occupato molto più spazio, peccato.
    O forse è il contrario, ti sei voluta ‘liberare’ terminando un racconto che aspettava un finale ormai da molto, forse troppo tempo. Se è questo il caso, immagino che ti rileggerò molto presto.

    Ciao!

    • Ciao, hai colto nel segno. Vale la II ipotesi che hai fatto: in realtà questo racconto è partito male fin dall’inizio. Nessuna programmazione (era un esperimento in tal senso) e poi mi sono incartata da sola… che dire, non lo avrei mai pensato. Magari se hai voglia rileggi uno dei vecchi racconti, sicuramente più interessanti. Si tornerò molto presto, con una storia programmata e con tempi mooolto più brevi (1 a settimana). A presto e grazie per aver seguito la storia fino alla fine!!

  • Voto sogno, sempre.
    Del resto, la vita stessa cos’altro è?
    Federica, ti davo per dispersa! cosa è successo? Sono entrato qui dentro che tu stavi terminando il tuo racconto. Ora io ho appena terminato il mio e tu hai ripreso a giocare solo adesso. Non farci aspettare altri due mesi per il finale!
    Ciao a presto

  • Realtà.
    Sono contraria a seguire storie faticose, ovvero storie che ci vuole un anno intero per leggere. Non condivido chi pubblica raramente, tuttavia – per ragioni che non posso spiegarti qui e ora – il tuo racconto lo conosco benissimo. Lo trovo intelligente, originale e intrigante. Qui dico realtà perchè siamo alla fine di un percorso. E dobbiamo tornare alla realtà con le sue scoperte definitive e le sue sofferenze, assumendocene la responsabilità.
    Brava Federica. Se solo tu fossi presente… 😉

  • Molto probabilmente (anzi, sicuramente) la parola sarà legata al prezzo che Cassandra dovrà pagare per salvarsi.

    Partendo che “Memoria” stia per “perdere -di nuovo- i ricordi”, saremmo punto e a capo, come se tutto il racconto non fosse esistito (o quasi).
    L’opzione “Realtà” mi fa pensare che finisca in coma, esattamente come è successo al figlio del dr. Raji.
    “Sogni”, invece, non mi fa venire in mente niente di plausibile.

  • Basta attese e problemi. Direi che il giorno dopo Cassandra trova la password e inizia a ricordare informazioni importanti. Sono felice che tu sia tornata e di aver letto questo episodio. Come già in passato ti ho detto, ancora di più oggi penso che tu sia un’ottima autrice, questo risvolto è bellissimo. Informazioni immesse in tre cervelli, perdita di memoria, lotta per il recupero dati. Stupendo.

  • Ciao, vedo che l’esposizione del mistero sta proseguendo bene, introdurre questa idea dell’algoritmo in tre parti si dimostra vincente per tenere in vita i tre ostaggi, anche se ne consegue che i ricercatori potrebbero giocare con loro come il gatto con il topo. E se uno dei fuggitivi si consegnasse spontaneamente?
    Stiamo a vedere, intanto voto per ricevere subito qualche risposta ^_^

  • La tua storia mi piace perché stai riuscendo a costruire una trama complessa e alquanto originale sfruttando dualismi classici come sogno/realtà o ricordo/perdita della memoria. Stilisticamente non sei perfetta, ma è sempre apprezzabile una scrittura semplice, senza fronzoli, che riesce a trasmettere chiaramente il mondo narrativo dell’autore. Voglio proprio vedere dove andrai a parare… ti seguo!

  • Rinchiusi insieme.
    Ciao, Federica.
    Hai mai sentito parlare di un noto esperimento comportamentale affettuato da un gruppo di scienziati americani negli anni’settanta? Ne hanno tratto anche tre film. Uno in quegli anni, un altro negli’90 e l’ultimo sta per uscire ora al cinema. Ho visto solo il secondo, si intitola The Experiment, ti consiglio di vederlo, potrebbe tornarti utile. Hai una bella mente e tra le mani un gran plot. Seguo volentieri. La copertina, poi, è decisamente inquietante…

  • Farei in modo che Leonardo reperisse informazioni utili. Sono certa che i ricordi di Cassandra siano importanti ma non trovo urgente apprenderli subito. Capire in cosa consiste questo “test” mi sembra più urgente. 😉 ma sono in minoranza…
    La cannuccia col liquido giallo conficcata nella ferita è a dir poco inquietante… 😉

  • Ciao, federica!
    Un nuovo incubo. Immagino servano a risvegliarle a poco a poco la memoria, e nel contempo danno a noi indizi. Per cui direi di vivere un incubo insieme a lei… e poi di saperne di più sui suoi vecchi amici, certo 😉

  • Avrei detto che mostrava delle fotografie. Le altre due opzioni mi sembrano poco verosimili.
    Mi fa pensare più che lui faccia parte della banda di rapitori. Visto che non hanno ottenuto quello che volevano con l’interrogatorio, hanno messo Leonardo a spiarla. Ci sarà da fidarsi di lui? Chissà. 🙂

  • Che bello che bello che bello che bello!! Mi sono già innamorato di questo racconto… Ti prego, continua al più presto… Io voto per la macchina. Credo che la spia sia un nemico che gli vuole far del male fingendo di essere buono… Al più presto!

  • “Cassandra, capelli rossi” mi ricorda qualcuno… 😉
    mi è piaciuto l’incipit, con un po’ più di spazio avresti potuto suddividere le scene in modo molto più accurato, ma qui le cose vanno così, bisogna tirare la corda 😉 Brava Federica, impossibile non seguirti come sempre.

    Entra in gioco un’altra persona.

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