E io scelsi la vodka

Dove eravamo rimasti?

Perchè Sara deve chiamare SUBITO Adele? Adele deve raccontare la notte folle che ha passato Sara senza sapere che Sara non ricorda nulla (71%)

Il dentista

Subito? Per lei il Subito non esiste. Adele è una di quelle ragazze che se le dai un appuntamento ritarda il cento per cento delle volte. Ha la capacità di essere in ritardo anche quando è lei che ha scelto l’orario dell’appuntamento.

“Sara ti ricordi che l’appuntamento dal dentista è fra mezz’ora vero?”. Mia sorella era tornata sull’uscio della porta e mi guardava annoiata consapevole che mi avrebbe detto qualcosa che mi avrebbe fatto scattare come un grillo.

Vorrei chiamare Adele subito come mi aveva detto lei, ma devo assolutamente scappare dal dentista. Guardo la poltrona accanto al mio letto sicura di trovarci jeans e maglioncini utilizzati nella settimana e infatti eccoli lì. Prendo il jeans più facile da tirare fuori dall’ammasso di vestiti, tiro fuori un maglioncino grigio stropicciato, lo odoro e sembra essere pulito. Li indosso nel giro di pochi secondi, mi guardo allo specchio e mi rendo conto di sembrare una pazza appena risvegliata in un vicolo dopo una sbronza. Cosa importa? Sto andando dal dentista che mi vede da quando avevo sette anni circa. Se non si è scandalizzato nel vedermi con il “mono-sopracciglio” e un’acne esplosiva, non vedo perché dovrei scandalizzarlo ora.

È una legge matematica: se tu non ti sistemi prima di uscire, anche solo per andare a fare la spesa, è statisticamente provato che incontri l’uomo della tua vita.

Allora, sono sette mesi che non incontro un essere umano di sesso maschile che possa essere definito minimamente accettabile, non sarà una mattinata dal dentista a cambiarmi la vita.

Mi infilo le prime scarpe che trovo e nel giro di tre minuti sono già in macchina. Appoggio la borsa nel sedile accanto e mi rendo conto di aver preso la stessa che ho utilizzato ieri sera. Troppo elegante per come sono vestita. Guardo l’orologio, manca un quarto d’ora all’appuntamento. La borsa non sarà un problema.

Arrivo ad un semaforo e diventa rosso come tutte le volte che si ha fretta. Metto una mano nella borsa e frugo alla ricerca del cellulare. Trovato. Cerco Adele tra gli ultimi numeri chiamati. Chiamo Adele. Segreteria telefonica. Come sempre. La richiamerò più tardi, anche se sono molto curiosa.

Arrivo dal dentista. Solo cinque minuti di ritardo, colpa del semaforo. Entro nella sala d’attesa e vedo almeno venti persone sedute ad aspettare. Mi sento terrorizzata all’idea di dover aspettare così tanto. Le sale d’attesa dei medici sono una specie di girone dell’inferno. Forse me lo meriterei un bel girone dell’inferno, ma non oggi, non ora.

Vado dalla segretaria tanto simpatica che solitamente mi fa saltare la fila.

“Buongiorno Sandra, c’è il dottore?” sfodero il mio sorriso a tremila denti nel tentativo di ingraziarmela il più possibile.

Sandra alza lo sguardo dal monitor del computer sorridente. Per fortuna sembra che la mia tecnica funzioni ancora.

“Sara mi dispiace, ma dovrai attendere perché il tuo appuntamento era un’ora fa e adesso c’è troppa gente.” Il sorriso di Sandra era solo una trappola. Aspetta. Un’ora fa? Mia madre.

Ok, non posso chiamarla facendole il terzo grado perché lei comincerebbe ad elencare mille motivi per cui io dovevo ricordarmelo e non lei, per cui lei è stressata e piena di lavoro e io me ne frego ecc.

Meglio che ingoio il boccone amaro e aspetto. Mi siedo in sala d’attesa accanto ad una signora nell’unica sedia libera.

Provo a richiamare Adele. Segreteria telefonica. Ok, le mando un messaggio su whatsapp nella speranza che appena si sveglia lo guarda e mi richiama. Apro la casella di whatsapp e trovo conversazioni di tutti i generi. Vedo che ho contattato vecchi amici che non sentivo da una vita. Apro una conversazione a caso e noto di avere inviato un messaggio vocale. Doppio disastro. Non solo non ho idea di cosa diavolo ho combinato, in più non posso ascoltare questi messaggi e dovrò aspettare di uscire da questo sala d’attesa.

Sara devi stare calma. Al massimo avrai inviato messaggi incomprensibili mentre eri ubriaca. Ti è già capitato e non è successo nulla.

Io non ci riesco a stare calma perché quel nome che ho visto tra le conversazioni aperte non dovrebbe comparire lì neanche se la Terra fosse stata invasa dagli alieni e dovessi avvisarlo. Mi ero ripromessa..in realtà avevo promesso ad Adele che quel nome doveva scomparire dalla mia mente, dal mio universo.

Mentre cerco di immaginare cosa diavolo potrei aver mai detto in quei messaggi vocali, sento aprirsi la porta della sala d’attesa. Un tipo entra e si appoggia al muro accanto alla porta. È alto, stranamente almeno dieci centimetri più di me. Io sono una vatussa di quasi un metro e ottanta da quando sono entrata al liceo. Un disastro per qualsiasi ragazza che non porti la tagli trentotto e non partecipi a concorsi di bellezza. Alza lo sguardo dal cellulare. Mi becca ad osservarlo. Imbarazzata da morire abbasso lo sguardo nella speranza che il suo essere assonnato non gli abbia fatto notare nulla. Le mie speranze crollano quando sento dei passi avvicinarsi alla mia sedia.

 “Sara?!”

Chi sarà questo tipo?

  • il ragazzo a cui ha mandato il messaggio vocale (33%)
    33
  • una vecchia fiamma che non vede da anni (0%)
    0
  • uno incontrato la sera prima (67%)
    67
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37 Commenti

  • I miei complimenti, la tua storia funziona. L’idea di rendere Bridget Jones – la citazione nel titolo è perfetta – protagonista di una notte da leoni è molto interessante. Sara è divertente e folle, si merita davvero il paragone con la sua più illustre collega pasticciona; il tuo stile mi piace: scrivi bene, il tuo testo si legge facilmente. Stai solo attenta al modo in cui sviluppi le relazioni tra Sara e gli altri personaggi della storia, che, anche se sono solo secondari, devono essere vivi e ben caratterizzati. Detto questo, scelgo anche io la vodka e continuo a seguirti.

    • Ti ringrazio per i complimenti e per i suggerimenti che seguirò!! Bridget è da sempre stata un pò la mia eroina e questa storia la sta riportando indietro nel tempo a quando aveva vent’anni. Diciamo che io la immagino proprio così!
      Spero che continuerai a seguire la mia storia e spero di sorprendere te e gli altri lettori sempre di più!

  • Ho votato per il tizio incontrato la sera prima 🙂
    Mi piace l’attesa che crei con il semplice fatto che, in mezzo a quella gente, non possa aprire e ascoltare i messaggi vocali. Questo è un imprevisto; a mio parere ogni racconto dovrebbe vantare dei buoni imprevisti per mettere in difficoltà i personaggi.
    Dunque ci chiediamo: “Chissà cosa contiene quell’audio e a chi lo avrà inviato”. Ed è anche per questo che ho optato per il tizio conosciuto la sera prima e NON per il ragazzo a cui ha inviato l’audio: vorrei ritardare il più possibile la risoluzione del quesito appena posto, mi piacerebbe che il contenuto dell’audio fosse una rivelazione che ricomporrà – o quasi – l’intero puzzle, ma non adesso.
    Brava, continua così!

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