E io scelsi la vodka

Dove eravamo rimasti?

Cosa volete che succeda adesso? Fabrizio farà ripercorrere a Sara le cose successe la notte prima (75%)

La villa

Fabrizio mi sta trascinando lungo la strada che si trova sotto lo studio del dentista. Non so dove mi stia portando, ma, in fondo, sono stata io a chiedergli di aiutarmi a ricordare. Ancora mi chiedo come la mia mente abbia potuto stare a sentire se stessa e non me: sta diventando proprio complicata da gestire.

Mentre mi tiene per mano io lo guardo da dietro e mi scappa un sorriso. Sembra proprio la versione maschile di quelle foto che girano sul web di quel tipo che ha fotografato la sua ragazza che lo trascinava in giro per il mondo. Ricordo che quando vidi quelle fotografie pensai subito che, a differenza delle solite campagne femministe, queste foto rappresentavano perfettamente il ruolo della donna nella vita di un uomo: non un essere superiore, ma una guida.

Signorina, ti sei dimenticata che è lui che sta guidando te adesso?

E’ vero! Ma stranamente mi piace farmi guidare da questo essere umano. La sua mano è morbida e calda. Il mio sguardo passa dall’osservare le nostre mani unite, al suo braccio: ha una camicia blu, ma le maniche le ha alzate ed eccola lì. Una vena parte dal suo polso e gli attraversa il braccio fino al gomito. Sento che le mie gambe cominciano ad essere meno solide. Le vene sul braccio accendono la mia libido, mi fanno passare da “brava ragazza dagli occhi da angioletto” a “ninfomane nel braccio della morte”. Quando vedo una vena su un braccio maschile perdo il controllo perchè è come se quella vena potesse essere un contatto tra le sue viscere e le mie. Quando racconto di questa mia mania, le persone mi guardano inorridite come se avessi detto che mi piacerebbe fare sesso con un cavallo.

Stai divagando al tuo solito!!

Siamo arrivati davanti ad una macchina e Fabrizio si è fermato. Cerca le chiavi nella tasca senza lasciarmi la mano neanche un attimo. Chiavi trovate. Apre la portiera del passeggero e mi infila dentro. Si mette alla guida e parte.

La macchina è estremamente pulita. Ho paura pure di spostare un piede e sporcare il tappettino che giace senza una macchia sotto le mie scarpe. Che poi io sono la persona più maldestra che esiste: sicuramente farò qualcosa che rovinerà la perfezione di questa macchina. Devo stare immobile.

Squilla un telefono. La suoneria mi sembra familiare, ma non voglio crederci: è il mio telefono. Mi abbasso lentamente per prendere la borsa che ho lasciato cadere ai miei piedi quando Fabrizio mi ha infilata dentro la macchina. Prendo il telefono che squilla senza sosta. Ma chi diav…

È mia madre!

“Pronto mamma!” rispondo tenendo la voce bassa perché non vorrei far capire a Fabrizio che ho una madre petulante.

“SARA!! Dove diavolo sei? Mi ha chiamata il dentista e mi ha detto che hai saltato pure la visita di oggi? Pensi che si scherza con i denti? Pensi che ti pagherò l’apparecchio se ti si rovinano? Mica sei figlia del presidente!!” con la sua solita moderazione mia madre ha già programmato il mio futuro da povera sdentata che vivrà sotto i ponti. Ora il prossimo attacco sarà “perché non smetti di lavorare in quella bettola, ti laurei e ti cerchi un buon lavoro così non devo più mantenerti?”. Come riesce lei a creare la terza guerra mondiale da una pulizia dei denti nessuno potrà mai farlo.

“Sara ma ci sei? Io non ho tutto il giorno perché IO lavoro!!” insiste senza sosta.

Mi devo inventare qualcosa. Ma cosa?

“Sono dovuta andare da una mia amica che non stava bene ed era sola a casa. Torno stasera” e chiudo la telefonata mentre sento in lontananza le sue urla. Spengo il telefono così evito che richiami come una pazza invasata.

Fabrizio si gira e mi fa un sorriso complice. Solo ora mi accorgo che ha i denti perfetti, bianchi, dritti. Potrebbe fare la pubblicità per qualche dentifricio.

Posteggia la macchina davanti ad una villetta. Mi guardo intorno per cercare di ricordare questo luogo. Adele mi ha detto che è venuta a prendermi qui. Dovrò pur ricordarmi qualcosa. Fabrizio mi viene ad aprire la portiera e mi prende di nuovo per mano. Mentre apre il cancello di casa sento nell’aria odore di mare. Apre il cancello e vedo un giardino enorme. Prato ovunque, alberi altissimi, siepi che seguono il giardino per evitare che qualche estraneo possa guardare dentro. Sembra un sogno. Eppure questo sogno mi sembra di averlo già fatto. Questo giardino non è la prima volta che lo vedo.

Intanto Fabrizio mi ha trascinata fino all’ingresso della casa. In confronto al giardino, la casa sembra molto semplice, quasi deludente.

Entriamo e tiriamo dritto in un corridoio. In fondo c’è una porta. Mentre mi trascina però noto che in questo corridoio ci sono tante porte. Una è mezza aperta, cerco di guardare dentro, ma mi tira subito via.

“Sei curiosa, ma devi aspettare” mi sussurra all’orecchio dopo avermi attirato a sé con uno strattone.

Ok, adesso ho quasi paura. Mi chiedo perché diamine mi sono lasciata trascinare fino a qui.

Mi infila dentro l’ultima porta e inizia a baciarmi. Cavolo se sa baciare! Ma cosa significa tutto questo?

Vuoi lasciarti andare per una volta?

Ok! Mi lascio andare….

Cosa succederà adesso?

  • Sara non riuscirà a lasciarsi andare e scapperà via dalla villa (0%)
    0
  • Sul più bello Fabrizio sarà interrotto e Sara rimarrà sola nella villa (50%)
    50
  • Sara si lascerà andare e scoprirà la verità (50%)
    50
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37 Commenti

  1. I miei complimenti, la tua storia funziona. L’idea di rendere Bridget Jones – la citazione nel titolo è perfetta – protagonista di una notte da leoni è molto interessante. Sara è divertente e folle, si merita davvero il paragone con la sua più illustre collega pasticciona; il tuo stile mi piace: scrivi bene, il tuo testo si legge facilmente. Stai solo attenta al modo in cui sviluppi le relazioni tra Sara e gli altri personaggi della storia, che, anche se sono solo secondari, devono essere vivi e ben caratterizzati. Detto questo, scelgo anche io la vodka e continuo a seguirti.

    • Ti ringrazio per i complimenti e per i suggerimenti che seguirò!! Bridget è da sempre stata un pò la mia eroina e questa storia la sta riportando indietro nel tempo a quando aveva vent’anni. Diciamo che io la immagino proprio così!
      Spero che continuerai a seguire la mia storia e spero di sorprendere te e gli altri lettori sempre di più!

  2. Ho votato per il tizio incontrato la sera prima 🙂
    Mi piace l’attesa che crei con il semplice fatto che, in mezzo a quella gente, non possa aprire e ascoltare i messaggi vocali. Questo è un imprevisto; a mio parere ogni racconto dovrebbe vantare dei buoni imprevisti per mettere in difficoltà i personaggi.
    Dunque ci chiediamo: “Chissà cosa contiene quell’audio e a chi lo avrà inviato”. Ed è anche per questo che ho optato per il tizio conosciuto la sera prima e NON per il ragazzo a cui ha inviato l’audio: vorrei ritardare il più possibile la risoluzione del quesito appena posto, mi piacerebbe che il contenuto dell’audio fosse una rivelazione che ricomporrà – o quasi – l’intero puzzle, ma non adesso.
    Brava, continua così!

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