Il Trono degli Incipit

Jo Sno’ e la Barriera

Era una notte come le altre, lì sulla barriera che divideva il mondo civilizzato da quello scempio di landa sterile e ottenebrosa che gli uomini chiamavano “al di là dell’Incipit”. Si diceva infatti che, in quelle zone fatte di fredde alture, laghi ghiacciati e di boschi assopiti dal gelo, gli Incipit si perdessero nel nulla, come se a scriverli fossero state le mani dei morti.
“Fantasmi?” pensò Josno’, stringendosi nel mantello ricavato da una Pantera-Inchiostro. No, era molto più probabile che si trattasse dei bimbiminchia: selvaggi senza un passato effettivo, senza una storia, che se ne stavano là nei boschi, e sulle fredde alture, a intonare canti distorti, assorti in rituali che lui non intendeva nominare.
Veneravano déi maledetti dal mondo e facevano tutto il possibile per disperdere gli Incipit del continente. Josno’ non credeva nella magia, ed era ben poco incline alla preghiera – ancora ricordava quella volta in cui aveva battuto un mignolo sullo spigolo di una rastrelliera: aveva imprecato i Sette dèi e pure tutti gli altri, mortacci loro. Tuttavia, si ritrovò ad ammettere che qualcosa di oscuro e soprannaturale era in atto al di là dell’Incipit. Da qualche tempo, tutte le storie che venivano scritte in Uèsteroz duravano assai poco, come se un sortilegio le consumasse nell’arco di pochi minuti e le dissolvesse nel nulla.
“È opera di quei selvaggi, di quei bimbiminchia.”
Avevano anche un re, così si diceva. Il suo nome era Moccia, ma in molti lo chiamavano semplicemente “Re oltre l’Incipit.” Era chiaro il suo intento: dichiarare guerra ai Sette Regni e diffondere il verbo dell’ignoranza. In passato doveva essere stato un bardo o qualcosa di simile, un cantastorie maledetto con grandie di manezza. No, manie di grandezza, ecco.
E forse era per questo che aveva venduto la propria anima a un dio oscuro, per ottenere il dominio e il monopolio degli Incipit. Aveva stretto alleanza con personaggi beffardi: un certo lord Moreno, che combatteva usando la propria voce, e ser Schettino, con la sua flotta proveniente dalle Isole Capovolte. Dopo di che, aveva fatto trapelare in Uèsteroz le sue storie malate, poemi disgustosi affidati a piccioni viaggiatori. Oltre ai poemi, ovviamente, erano piovute numerose cacate sulle genti dei Sette Regni: da Grande Infermo – città nota per le limitazioni dei suoi abitanti – ad Approdo dell’Incipit, da Castel Grafite a Dorme – l’antica patria in cui tutti dormivano.
“Al loro risveglio” pensò Josno’ “troveranno le strade lorde di sterco di piccione”.

Aveva quasi finito il suo turno sulla barriera, quando qualcosa attirò il suo udito. Era un rumore flebile che giungeva da…
“Dannazione…” pensò. E poi “Merda!” Erano voci. Voci che appartenevano ai selvaggi, ai bimbiminchia al di là dell’Incipit.
Avrebbe voluto dare immediatamente l’allarme, eppure qualcosa lo tenne inchiodato sul posto. Le parole… Quelle dannate parole gli stavano entrando nel cervello. Era un canto di guerra che si espandeva sempre di più, che si avvicinava come un ciclone. Le parole erano…

“Che confusiooone… Intorno a me… È quasi cooome… Dopo una BOOOMBA!”

Quale sarà la reazione di Josno'?

  • Josno' trova la forza per reagire e riesce a dare l'allarme. (100%)
    100
  • La voce al di là dell'Incipit è troppo forte, e Josno' perde i sensi. (0%)
    0
  • La voce al di là dell'Incipit è troppo forte, e Josno' si lascia dominare da essa. (0%)
    0
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99 Commenti

  1. Ma il collo di Costanzo era un “collofit dinoerre”? E lei, la De Phil, ha detto: piacerebbe con la “erre” moscia?
    No, perchè conta. Accidenti se conta.
    🙂
    Bravo, acrobata della parola. Ti voglio leggere ancora, non sparire.

  2. Rispondo alla maniera di Josno’: “non lo so” xD

    Nono dai, seriamente, io opto per il drammatico, magari con la d’Uurson che fa una delle sue espressioni addolorate nel mezzo ahaha

    Al prossimo!

  3. Ho votato per la svolta horror ma solo per vedere all’opera il tuo genio irriverente con un genere che, almeno, fino a qui, hai solo sfiorato… Bello, bellissimo, spassosissimo… Mi spiace quasi essere arrivati alla nona. Aspetto con ansia e un pizzico di precoce nostalgia il prossimo e, ahime, ultimo episodio…

    • Grazie per i complimenti, Lou. Non avrei dato venti centesimi a questo racconto, e invece scopro con piacere che si fa piacere 🙂
      In quanto al finale… È dura, in effetti. Posso provare a completare il testo e chiudere ogni quesito lasciato irrisolto, oppure dividere la storia in due parti e usare una nuova sezione per approfondire e continuare le vicende con calma.
      Ci penserò in questi giorni, con la massima spensieratezza ovviamente.
      Grazie ancora per avermi letto fin qui 🙂

  4. Non fa ridere.

    Per imparare a fare battute intelligenti ti consiglio di iscriverti al forum di Spinoza.it (se non lo conosci è il miglior sito di satira in Italia) e incominciare a copiare gli utenti storici del sito. Io ci ho bazzicato per un sei mesi e ho la sensazione di fare battute più intelligenti adesso.

    • Grazie, non lo conoscevo ma approfondirò volentieri. Mi dispiace che non ti abbia nemmeno fatto sorridere; in verità questo non è il mio genere ma ho voluto fare un piccolo esperimento per cominciare su The Incipit. Siccome all’inizio era una roba buttata lì per caso, ammetto che dal primo capitolo agli ultimi si notino un po’ di differenze, almeno nella cura di alcuni dettagli. Alla prossima!

  5. I miei più sentiti (e divertiti) complimenti per la tua imperdibile saga. Un po’ Terry Pratchett e un po’ nonciclopedia… Ho votato per la tortura e la gogna (non oso immaginare quali terrificanti sofferenze dovrà sopportare il povero Schettino). Attendo impaziente il prossimo episodio…

    • Ciao Silvia, anche per me è un piacere.
      Se non ti chiedo troppo, ti andrebbe di argomentare il commento? Vorrei capire cosa ti infastidisce; se pensi che stia usando una storia già fatta e affermata per trarre un qualche genere di profitto ti posso assicurare che sei fuori rotta. Non ho bisogno di usare le idee altrui e chi mi conosce lo sa. All’inizio credevo che si potesse scrivere più di una storia per volta, così ho esordito con questo raccontino che sì, è una palese presa in giro di una saga che ormai è entrata nel pensiero collettivo. Probabilmente anche mia nonna conosce a memoria i simboli delle casate di Westeros. Sono convinto che sappia anche parlare in alto valyriano. Comunque, se vorrai spiegarmi la natura del commento io sarò qui ad ascoltare!

        • Allora ci siamo fraintesi! Credimi, fino al tuo primo commento non avevo idea dell’esistenza di un fantasy/humor. Quando ho letto Milf Italy ho sorriso nel ritrovare il nome di Lele Mora, ma si tratta comunque di due ambientazioni del tutto diverse.
          Il mio incipit nasce sulla piattaforma 20lines (amici liners potranno confermare) e l’idea era quella di riproporlo e testare l’esperimento con le opzioni finali di ogni capitolo. Lo sto scrivendo solo per far divertire chi ha cominciato a leggerlo ed è chiaramente indirizzato a chi sa orientarsi un poco nel mondo di Westeros. I personaggi dello spettacolo e della politica sono un tratto comune ma, converrai con me, sono i primi elementi a cui pensiamo se vogliamo far ridere. A me scappa da ridere, se m’immagino Maurizio Costanzo seduto sul trono di spade.
          Spero di averti convinta, poiché davvero copiare un’idea è l’ultima delle cose che farei – specie appena arrivato su questo sito.
          È molto più probabile che ti offra un caffè… Pace? ^_^
          Credimi, fino al tuo primo commento non avevo proprio aperto Milf Italy. Abbiamo Lelemor di Arcor in comun

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