Il Trono degli Incipit

Dove eravamo rimasti?

Come reagirà Fabrice Corona? Fabrice trova l'impeto per contrastare il nemico. (57%)

Quiete o tempesta?

A metà mattinata, dopo avere notato enormi nubi scure sulle vette a nord-est, Morpheus si era accampato nella radura di un bosco a cui le intemperie avevano derubato le foglie. Gli alberi erano un raccapricciante miscuglio di legna scarnificata e radici nodose. Qui aveva acceso un fuoco, si era riscaldato e aveva consumato un kebab mentre il suo palafreno, Cuscino, brucava quei pochi fili d’erba che trovava tra il terriccio innevato e le rocce.
Così si era addormentato – per la settima volta nell’arco di due giorni – e aveva sognato numerose faccende che, sebbene non lo riguardassero, ricorrevano nel suo repertorio onirico.
Aveva solcato acque gelide in direzione della Baia dei Trichechi, danzato al chiaro di luna con degli uomini che indossavano maschere di gomma dalla forma equina, orinato nelle bevande servite alla corte di un signorotto, e infine si era ritrovato a parlare con un corvo. Aveva tre pidocchi, così ricordava.
Svegliandosi di soprassalto, si era accorto che il sole era già alto nel cielo e la meta ancora distante. Cuscino gironzolava per la radura sbuffando, ed era già un miracolo che lui non si fosse trovato appeso alla fune di qualche brigante del Nord. La guerra era finita da tempo, ma i malviventi continuavano a fare quello che sapevano fare meglio.
Le nubi si erano spostate lungo l’orizzonte, eppure la sagoma della Barriera aveva un’aria più tetra del solito. Un luogo tutt’altro che ospitale, ma lui percorreva la Strada del Re, da sud fino a Grande Infermo e poi oltre, per barattare reliquie che, a dispetto della palese inutilità, la gente bramava oltremodo. Alla Barriera c’era sempre qualche idiota che, acquistandogli quelle cianfrusaglie, gli permetteva di mettere da parte un bel gruzzolo.
“Presto o tardi mi comprerò una bella casetta in riva al mare” aveva pensato mettendosi nuovamente in marcia.

Quando giunse alle porte della Barriera, il sole stava calando. Trovò un insolito spiegamento di Guardiani della Botte. Se ne dicevano tante, su questi uomini: ch’erano ex-criminali, che avevano “preso il nero”, che proteggevano i Sette Regni dai bimbiminchia al di là dell’Incipit… Ma lui era convinto che stessero lì per un motivo più semplice. Lo diceva il nome: difendevano le grandi botti di vinoh accatastate nelle cantine, in attesa che il Re venisse a saggiarne la qualità o se ne facesse inviare un paio ad Approdo dell’Incipit.
– Altolà, straniero! – gridò un tizio con l’elmo ammaccato. Reggeva una picca, o forse era la picca a reggere lui.
– Sono Morpheus della casata Goodnight. Sono qui per commerciare. –
– Morpheus chi? – domandò un altro guardiano. Aveva gli occhi storti.
– Ah, io lo conosco! – esclamò un terzo. – È quel tipo che mi ha venduto un triangolo con quattro lati!
– Cosa ti ha venduto…? Bah, fatelo passare. Ehi, straniero Goodnight. Hai sentito? Puoi passare dal cancello, ma ti avverto: c’è un po’ di tensione nella fortezza.
Morpheus drizzò la schiena. – Come mai? Brutte notizie? –
– È per via della battaglia – intervenne il guardiano con gli occhi storti. – Ma per il momento li abbiamo respinti.
“Respinti chi? I bimbiminchia?” Preferì non porre domande a quegli zotici, quindi li salutò cordialmente e oltrepassò il varco. Una volta dentro si caricò la grande sacca con la mercanzia sulle spalle, affidò Cuscino a uno stalliere e si diresse a passo deciso verso la fortezza. Il cortile degli addestramenti era vuoto.
– Ehi, straniero. – la voce proveniva da una scalinata. Era un ragazzo dai capelli ricci corvini, l’elsa di una spada che spuntava da dietro la schiena. Scese le scale e gli porse una mano. – Josno’. –
– Morpheus Goodnight. –
– Siete arrivato in un momento atipico, sapete? –
– Io non so nulla, Josno’. Che sta succedendo? –
– Seguitemi. Ve lo mostrerò. –

Ad accoglierli, nella fortezza, vi era un immenso banchetto con ogni genere di portata che un essere umano potesse immaginare.
– Sapevo di una battaglia – disse Morpheus. – Ma qui festeggiate… –
– Merito dell’uomo che vedete in piedi su quel tavolo. Sì, proprio lui – Josno’ puntò l’indice verso un tipo robusto al centro delle attenzioni. Quando si avvicinarono al tavolo, lo udirono raccontare: – E così, insomma, mi sono detto… Questo brutto ceffo è da solo, gli dò due schiaffi e vediamo se ha ancora il coraggio di parlare. Sapete, Corona non perdona. – Lui è l’eroe della fortezza – spiegò Josno’. – Ha affrontato un emissario degli Estronzi. –
– Santa merda – si lasciò sfuggire Morpheus. – Ci sono degli Estronzi alle porte? –
Josno’ annuì. – Li controlla uno stregone, un cantore maledetto. Abbiamo dovuto usare dei tappi per le orecchie, ma qualcuno non ce l’ha fatta… –
Josno’ indicò un confratello che se ne stava in un angolo, con lo sguardo vacuo, a ripetere queste parole: – Goemonnonridemaèforte, Jigenfumalesuesigastorte. –
– È andato. Totalmente impazzito. –
– Lo vedo. Dunque avete respinto il nemico? –
– In verità non lo sappiamo – disse Josno’. – D’un tratto sono scomparsi. –
Uno strano brivido percorse la schiena di Morpheus.

Nessuno sembra preoccuparsi più di tanto della misteriosa tregua. Che fine avrà fatto il nemico?

  • Un imprevisto nello schieramento nemico: Re Moccia è stato tradito da lord Moreno, che aspira a un potere maggiore. (43%)
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  • Re Moccia attende: sarà il potere di lord Moreno, il cantore maledetto, a possedere i confratelli più deboli e scatenare una rivolta. (43%)
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  • Re Moccia guida l'esercito attraverso cunicoli scavati nelle fortezze non presidiate della Barriera. (14%)
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99 Commenti

  1. Ma il collo di Costanzo era un “collofit dinoerre”? E lei, la De Phil, ha detto: piacerebbe con la “erre” moscia?
    No, perchè conta. Accidenti se conta.
    🙂
    Bravo, acrobata della parola. Ti voglio leggere ancora, non sparire.

  2. Rispondo alla maniera di Josno’: “non lo so” xD

    Nono dai, seriamente, io opto per il drammatico, magari con la d’Uurson che fa una delle sue espressioni addolorate nel mezzo ahaha

    Al prossimo!

  3. Ho votato per la svolta horror ma solo per vedere all’opera il tuo genio irriverente con un genere che, almeno, fino a qui, hai solo sfiorato… Bello, bellissimo, spassosissimo… Mi spiace quasi essere arrivati alla nona. Aspetto con ansia e un pizzico di precoce nostalgia il prossimo e, ahime, ultimo episodio…

    • Grazie per i complimenti, Lou. Non avrei dato venti centesimi a questo racconto, e invece scopro con piacere che si fa piacere 🙂
      In quanto al finale… È dura, in effetti. Posso provare a completare il testo e chiudere ogni quesito lasciato irrisolto, oppure dividere la storia in due parti e usare una nuova sezione per approfondire e continuare le vicende con calma.
      Ci penserò in questi giorni, con la massima spensieratezza ovviamente.
      Grazie ancora per avermi letto fin qui 🙂

  4. Non fa ridere.

    Per imparare a fare battute intelligenti ti consiglio di iscriverti al forum di Spinoza.it (se non lo conosci è il miglior sito di satira in Italia) e incominciare a copiare gli utenti storici del sito. Io ci ho bazzicato per un sei mesi e ho la sensazione di fare battute più intelligenti adesso.

    • Grazie, non lo conoscevo ma approfondirò volentieri. Mi dispiace che non ti abbia nemmeno fatto sorridere; in verità questo non è il mio genere ma ho voluto fare un piccolo esperimento per cominciare su The Incipit. Siccome all’inizio era una roba buttata lì per caso, ammetto che dal primo capitolo agli ultimi si notino un po’ di differenze, almeno nella cura di alcuni dettagli. Alla prossima!

  5. I miei più sentiti (e divertiti) complimenti per la tua imperdibile saga. Un po’ Terry Pratchett e un po’ nonciclopedia… Ho votato per la tortura e la gogna (non oso immaginare quali terrificanti sofferenze dovrà sopportare il povero Schettino). Attendo impaziente il prossimo episodio…

    • Ciao Silvia, anche per me è un piacere.
      Se non ti chiedo troppo, ti andrebbe di argomentare il commento? Vorrei capire cosa ti infastidisce; se pensi che stia usando una storia già fatta e affermata per trarre un qualche genere di profitto ti posso assicurare che sei fuori rotta. Non ho bisogno di usare le idee altrui e chi mi conosce lo sa. All’inizio credevo che si potesse scrivere più di una storia per volta, così ho esordito con questo raccontino che sì, è una palese presa in giro di una saga che ormai è entrata nel pensiero collettivo. Probabilmente anche mia nonna conosce a memoria i simboli delle casate di Westeros. Sono convinto che sappia anche parlare in alto valyriano. Comunque, se vorrai spiegarmi la natura del commento io sarò qui ad ascoltare!

        • Allora ci siamo fraintesi! Credimi, fino al tuo primo commento non avevo idea dell’esistenza di un fantasy/humor. Quando ho letto Milf Italy ho sorriso nel ritrovare il nome di Lele Mora, ma si tratta comunque di due ambientazioni del tutto diverse.
          Il mio incipit nasce sulla piattaforma 20lines (amici liners potranno confermare) e l’idea era quella di riproporlo e testare l’esperimento con le opzioni finali di ogni capitolo. Lo sto scrivendo solo per far divertire chi ha cominciato a leggerlo ed è chiaramente indirizzato a chi sa orientarsi un poco nel mondo di Westeros. I personaggi dello spettacolo e della politica sono un tratto comune ma, converrai con me, sono i primi elementi a cui pensiamo se vogliamo far ridere. A me scappa da ridere, se m’immagino Maurizio Costanzo seduto sul trono di spade.
          Spero di averti convinta, poiché davvero copiare un’idea è l’ultima delle cose che farei – specie appena arrivato su questo sito.
          È molto più probabile che ti offra un caffè… Pace? ^_^
          Credimi, fino al tuo primo commento non avevo proprio aperto Milf Italy. Abbiamo Lelemor di Arcor in comun

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