Il Trono degli Incipit

Dove eravamo rimasti?

Nessuno sembra preoccuparsi più di tanto della misteriosa tregua. Che fine avrà fatto il nemico? Re Moccia attende: sarà il potere di lord Moreno, il cantore maledetto, a possedere i confratelli più deboli e scatenare una rivolta. (43%)

Stecca

Nell’accampamento regnava il disordine. Moccia estrasse Amore Selvaggio – la sua mazza ferrata – dal cranio del piccolo uomo, spargendo poltiglia cerebrale a destra e manca. Il piccolo uomo era stato uno scout dei Guardiani, ma adesso era dura definire cosa fosse.
– Seppellite questa mezza carcassa 3MST – disse a uno dei farabutti che aveva al suo fianco.
– Come dite, mio signore? –
– Tre metri sotto terra, idiota. –
Detestava non essere capito al volo, ma si trattava di un piccolo sacrificio per una grande ascesa. Aveva fatto un buon lavoro radunando tutti quei bimbiminchia delle terre ghiacciate. Li aveva persuasi narrandogli alcune tra le più belle favole che avesse mai ideato. “Mazza al centro” e “Scusa ma ti prendo a botte” erano tra le favorite; le raccontava di fronte al fuoco scoppiettante di un bivacco, la notte, e questo alzava il morale della sua armata. Aveva ammaliato quei selvaggi, e giorno dopo giorno l’esercito s’ingrossava. Giungevano da ogni dove, lo acclamavano come “Re oltre l’Incipit”, un nome che non gli dispiaceva affatto. “Non saranno un granché svegli” pensò “ma almeno riconoscono le mie doti e mi amano. Non come la gentaglia di Uèsteroz”.
Superavano in abbondanza il numero dei Guardiani, ormai. L’attacco che avevano lanciato la sera prima era solo un assaggio di quello che attendeva i Guardiani: la Barriera era destinata a cadere.
Conosceva bene quel luogo. Conosceva le terre. Era stato lui stesso un Guardiano, dopo che il continente intero lo aveva costretto in esilio. “Le tue storie sono deplorevoli.” Riusciva ancora a udire la voce del sovrano, allora giovane e meno ubriaco, ma sempre col collo insaccato e quell’aria da ebete stampata sul volto. Costanzo Baraccon lo aveva spedito alla Barriera, non prima di aver fatto bruciare tutti i suoi testi. I suoi ricordi, le sue ballate… Un’intera carriera evaporata tra le fiamme. Lo aveva costretto a fissare quel rogo fino all’ultima esalazione di fumo. Negli anni a seguire, Moccia non avrebbe mai scordato lo sguardo maligno del Re, i suoi occhi perversi che brillavano di un rosso bagliore mentre lui versava anche l’ultima delle sue lacrime sul suolo arso, sulle braci del proprio passato.
Moccia strinse la collana fatta di lucchetti. In lontananza, un gruppo di bimbiminchia stava abbattendo degli alberi. Un fabbro batteva con impeto sull’incudine. Tutti sembravano voler battere qualcosa. In quel soave disordine, lui aveva bisogno di una sola persona. Si avviò verso la Tenda del Comando.

Nella grande tenda, l’unica fonte di luce era data da un braciere che sprigionava una strana essenza. Gli ricordava le foglie di qualcosa che aveva fumato in giovinezza. Un sapore raro, lì nelle lande al di là dell’Incipit.
I lucchetti erano appesi ovunque, e presto se ne sarebbero aggiunti altri. Quando Moccia aveva iniziato a credere nelle antiche e oscure divinità degli Estronzi, aveva appreso poteri che il continente intero ignorava. Uno di quei poteri risiedeva proprio nei lucchetti, ch’erano in grado di intrappolare e bloccare l’anima di ogni testo, ogni poema o ballata che circolasse in Uèsteroz. In quella tenda erano racchiuse infinite storie, che non avrebbe restituito al mondo prima della sua morte. D’altronde se lo meritavano: d’ora in avanti, sarebbe stato lui l’unico e incomparabile cantastorie.
Un uomo s’introdusse furtivo nella tenda.
– Lord Moreno. A che punto siamo? –
– Ci stiamo dentro. Alla grande, oh. –
Si erano incontrati oltre la Barriera, lui e Moreno. Questi era un giovane confratello ma, a differenza sua, non aveva scelto di tradire i compagni per allearsi ai bimbiminchia. Era stato cacciato dai compagni stessi per aver cantato sei ore di fila. Alla Barriera non lo volevano più, così lui aveva giurato vendetta. Moccia si era da subito accorto della sua intonazione, nonché di un potere assai speciale… La voce di Moreno avrebbe risvegliato gli Estronzi dal Sonno Eterno. Convinti di ciò, Moccia e Moreno si erano recati nell’estremo Nord, dove era partita una litania estenuante. Al suo termine, gli Estronzi erano dalla loro. Docili e quanto mai affamati.
Quello che Moreno stava cercando di fare, adesso, era qualcosa di prodigioso: mantenere due sortilegi in contemporanea. Con una strofa avrebbe controllato gli Estronzi, con l’altra avrebbe plagiato le menti più deboli all’interno della Barriera. Aveva già buttato un seme della follia. Quel seme stava per germogliare tra i confratelli.
– Dunque siete pronto per sferrare l’attacco decisivo? – domandò al compagno.
– Minchia sì – rispose il cantore, chiaramente in estasi e in botta di qualche erba.
Moccia si lasciò sfuggire un sorriso. “Costanzo Baraccon… Venti anni fa distruggesti ogni traccia della mia esistenza, facendoti beffe di me. Adesso sto per restituirti tutto con gli interessi. I Sette Regni crolleranno e—”
Qualcosa di umido gli bagnò l’addome. Fece per toccarsi, era denso e… rosso… Moccia si voltò piano – poteva sentire già il gelo penetrare nelle sue membra.
Moreno ghignò. – Stecca. –

Lord Moreno diventa il nuovo "Re oltre l'Incipit". La sua marcia sembra inarrestabile. Cosa accade intanto a sud della Barriera?

  • Il castellano zoppo di Grande Infermo recluta uomini per difendere il Nord. (0%)
    0
  • Costanzo Baraccon, sovrano di tutto e di tutti, beve del vinoh. (20%)
    20
  • Barbara d'Urson, regina dei Sette Regni, riceve un messaggio dalla Barriera. (80%)
    80
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99 Commenti

  1. Ma il collo di Costanzo era un “collofit dinoerre”? E lei, la De Phil, ha detto: piacerebbe con la “erre” moscia?
    No, perchè conta. Accidenti se conta.
    🙂
    Bravo, acrobata della parola. Ti voglio leggere ancora, non sparire.

  2. Rispondo alla maniera di Josno’: “non lo so” xD

    Nono dai, seriamente, io opto per il drammatico, magari con la d’Uurson che fa una delle sue espressioni addolorate nel mezzo ahaha

    Al prossimo!

  3. Ho votato per la svolta horror ma solo per vedere all’opera il tuo genio irriverente con un genere che, almeno, fino a qui, hai solo sfiorato… Bello, bellissimo, spassosissimo… Mi spiace quasi essere arrivati alla nona. Aspetto con ansia e un pizzico di precoce nostalgia il prossimo e, ahime, ultimo episodio…

    • Grazie per i complimenti, Lou. Non avrei dato venti centesimi a questo racconto, e invece scopro con piacere che si fa piacere 🙂
      In quanto al finale… È dura, in effetti. Posso provare a completare il testo e chiudere ogni quesito lasciato irrisolto, oppure dividere la storia in due parti e usare una nuova sezione per approfondire e continuare le vicende con calma.
      Ci penserò in questi giorni, con la massima spensieratezza ovviamente.
      Grazie ancora per avermi letto fin qui 🙂

  4. Non fa ridere.

    Per imparare a fare battute intelligenti ti consiglio di iscriverti al forum di Spinoza.it (se non lo conosci è il miglior sito di satira in Italia) e incominciare a copiare gli utenti storici del sito. Io ci ho bazzicato per un sei mesi e ho la sensazione di fare battute più intelligenti adesso.

    • Grazie, non lo conoscevo ma approfondirò volentieri. Mi dispiace che non ti abbia nemmeno fatto sorridere; in verità questo non è il mio genere ma ho voluto fare un piccolo esperimento per cominciare su The Incipit. Siccome all’inizio era una roba buttata lì per caso, ammetto che dal primo capitolo agli ultimi si notino un po’ di differenze, almeno nella cura di alcuni dettagli. Alla prossima!

  5. I miei più sentiti (e divertiti) complimenti per la tua imperdibile saga. Un po’ Terry Pratchett e un po’ nonciclopedia… Ho votato per la tortura e la gogna (non oso immaginare quali terrificanti sofferenze dovrà sopportare il povero Schettino). Attendo impaziente il prossimo episodio…

    • Ciao Silvia, anche per me è un piacere.
      Se non ti chiedo troppo, ti andrebbe di argomentare il commento? Vorrei capire cosa ti infastidisce; se pensi che stia usando una storia già fatta e affermata per trarre un qualche genere di profitto ti posso assicurare che sei fuori rotta. Non ho bisogno di usare le idee altrui e chi mi conosce lo sa. All’inizio credevo che si potesse scrivere più di una storia per volta, così ho esordito con questo raccontino che sì, è una palese presa in giro di una saga che ormai è entrata nel pensiero collettivo. Probabilmente anche mia nonna conosce a memoria i simboli delle casate di Westeros. Sono convinto che sappia anche parlare in alto valyriano. Comunque, se vorrai spiegarmi la natura del commento io sarò qui ad ascoltare!

        • Allora ci siamo fraintesi! Credimi, fino al tuo primo commento non avevo idea dell’esistenza di un fantasy/humor. Quando ho letto Milf Italy ho sorriso nel ritrovare il nome di Lele Mora, ma si tratta comunque di due ambientazioni del tutto diverse.
          Il mio incipit nasce sulla piattaforma 20lines (amici liners potranno confermare) e l’idea era quella di riproporlo e testare l’esperimento con le opzioni finali di ogni capitolo. Lo sto scrivendo solo per far divertire chi ha cominciato a leggerlo ed è chiaramente indirizzato a chi sa orientarsi un poco nel mondo di Westeros. I personaggi dello spettacolo e della politica sono un tratto comune ma, converrai con me, sono i primi elementi a cui pensiamo se vogliamo far ridere. A me scappa da ridere, se m’immagino Maurizio Costanzo seduto sul trono di spade.
          Spero di averti convinta, poiché davvero copiare un’idea è l’ultima delle cose che farei – specie appena arrivato su questo sito.
          È molto più probabile che ti offra un caffè… Pace? ^_^
          Credimi, fino al tuo primo commento non avevo proprio aperto Milf Italy. Abbiamo Lelemor di Arcor in comun

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