Il Trono degli Incipit

Dove eravamo rimasti?

Lord Moreno diventa il nuovo "Re oltre l'Incipit". La sua marcia sembra inarrestabile. Cosa accade intanto a sud della Barriera? Barbara d'Urson, regina dei Sette Regni, riceve un messaggio dalla Barriera. (80%)

Moreno sta arrivando

– Le donne devono stare a casa! – continuava a gridare il bifolco, il volto incandescente sotto la chioma grigia.
– Innanzitutto – ribatté Barbara d’Urson – moderate i toni. –
– TUU modera i toni! TUU! Capra! –
“Questo è troppo.” Barbara si alzò dallo scranno alla destra del Trono degli Incipit, il quale era vuoto poiché Costanzo, la sera prima, ci aveva dato dentro col vinoh. Era impensabile che presenziasse all’udienza col popolino.
– Capra! Capra! Capra! –
– Guardie! – urlò furiosa. – Quest’uomo ha dimenticato le buone maniere, come si evince dal suo nome. In quanto madre, io mi dissocio. Sbattetelo in una cella; che non si azzardi mai più a rivolgermi parola! –
La Guardia Renale si affrettò a cingere il bifolco in un abbraccio d’acciaio e, nonostante le sue altisonanti proteste, lo scortò in luoghi più consoni.
Barbara tornò a sedersi sullo scranno, si sistemò i capelli e, con il più ampio sorriso del suo repertorio, invitò l’ospite seguente a farsi avanti.
Era un ometto calvo e pieno di pustole. Indossava un saio e dei sandali in legno. Una povera creatura castigata dalla guerra, ecco cosa doveva essere.
– Mia signora – esordì l’ometto. – Il mio nome è Pipin. –
– Voi mi state dicendo che vi chiamate Pipin? –
– Err… Sì, mia signora. Vengo qui di fronte al Trono perché la mia famiglia è stata… è stata… –
– È stata?! –
Di colpo, Pipin scoppiò in lacrime. Tutti gli astanti abbassarono lo sguardo e si percepì un moto di disagio nell’aria.
– Avanti, raccontatemi cosa è accaduto alla vostra famiglia – lo incitò Barbara. Alla regina non si poteva nascondere alcun dettaglio.
Pipin si ricompose e scandì la voce con un colpetto di tosse.
– Avevamo una piccola dimora a sud est della grande città. Un luogo tranquillo, fino a quando non sono passati degli uomini vestiti di nero che… –
– Aspettate! Voi mi state dicendo che erano uomini, e vestivano di nero? –
– Err… Sì, mia signora. Sembravano cavalieri, ma i cavalieri dovrebbero difendere i deboli! Questi ci sono entrati in casa, si sono appropriati dei nostri beni e…
– È stato ‘li zingheri, sono stati! – urlò una vecchia signora tra la folla di persone in attesa. – Zingheri! –
Barbara non vi fece caso, la donna doveva già essere affetta dalla demenza senile che dilagava nei Sette Regni.
Pipin stava per ricominciare a piangere, quando trovò la forza per dire: – Quando la mia povera moglie ha detto loro che potevano prendersi tutto, loro hanno interpretato alla lettera: si sono presi mia moglie, in ogni maniera possibile! Mi hanno costretto a guardare, poi l’hanno… l’hanno… sgozzata.
– Questa storia è veramente triste – ebbe da concordare Barbara. Annuì a se stessa. – Davvero triste. Poiché l’argomento mi sta a cuore, vorrei che ci raccontaste nel dettaglio come i barbari hanno perpetuato la violenza, dal momento in cui possedevano vostra moglie a quando l’hanno sgozzata. Delle gesta veramente brutali e indicibili, perdonatemi se posso apparirvi triste, la verità è che lo sono! Qualcuno ha un fazzoletto? –
A quel punto, Pipin era corso via in preda alle lacrime. A nulla valsero i tentativi di recuperarlo, dunque Barbara si accigliò. “Questa poteva essere una storia interessante, è un vero peccato che non ce la voglia raccontare.”

Più tardi, nella sua stanza, Barbara si denudò. Amava specchiarsi, osservare le proprie forme e parlare con esse. Sembrava passato un secolo da quando suo marito l’aveva presa e posseduta con la forza di un cinghiale. Del cinghiale aveva mantenuto solo l’aspetto – e forse anche il verso. Null’altro. Nell’udire le parole del povero Pipin, Barbara si era raffigurata nei panni della donna oggetto di violenze barbariche. Per un attimo, aveva desiderato essere lei.
– Toc toc – disse una vocetta da dietro un muro.
– Tirchion! – Barbara sussultò. Il nano era in anticipo.
– Toc tocchete! – continuò a dire la vocetta.
– Sta’ zitto, razza d’imbecille! –
Si avvicinò al muro e, premendo una sequenza di tasti nascosti tra le mattonelle, attivò un meccanismo e smosse una sezione della parete.
– Eh eh eh – sghignazzò il nano. Era brutto forte, eppure…
– Tirchion, quante volte ti ho detto di aspettare che dia la buona notte al nostro re? –
– Ma il re dorme – obiettò quello. – Che ce ne frega a noi? –
– Dovrò prima assicurarmene. Lo sveglierò, gli dirò che è finito il vinoh e non c’è motivo per alzarsi dal letto. Dopo… dopo potrai passare da me. –
Lanciò uno sguardo assai provocante al nanetto, che per poco non le sbavò addosso. Quando quello allungò una mano per toccarla, lei lo schiaffeggiò.
– Ahia! Cazzo! –
– Ti ho detto dopo. Avanti, torna nel muro. –
Così Tirchion fece. Era il più brutto dei guitti di corte, eppure sapeva come darle piacere di notte, quando Costanzo se la russava forte. Sapeva come sculacciarla per bene, oh sì…
All’improvviso qualcosa colpì Barbara su una gamba. Era una cacata di piccione. Fece per spalancare la bocca, poi si accorse di un piccolo rotolo di pergamena al suolo. Lo aprì e lo lesse d’un fiato:

“La Barriera è caduta. Moreno sta arrivando.”

La pace è in pericolo. Nuovi nemici, nuove minacce caleranno dal Nord come una scure sui Sette Regni. Come agirà Barbara d'Urson?

  • Chiedendo consiglio a Tirchion. Non prima di averne tratto piacere. (80%)
    80
  • Chiedendo aiuto a suo marito il Re. Per nulla sobrio. (20%)
    20
  • Convocando un Concilio Ristretto. Così ristretto che dovrà tenerlo in uno sgabuzzino. (0%)
    0
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99 Commenti

  1. Ma il collo di Costanzo era un “collofit dinoerre”? E lei, la De Phil, ha detto: piacerebbe con la “erre” moscia?
    No, perchè conta. Accidenti se conta.
    🙂
    Bravo, acrobata della parola. Ti voglio leggere ancora, non sparire.

  2. Rispondo alla maniera di Josno’: “non lo so” xD

    Nono dai, seriamente, io opto per il drammatico, magari con la d’Uurson che fa una delle sue espressioni addolorate nel mezzo ahaha

    Al prossimo!

  3. Ho votato per la svolta horror ma solo per vedere all’opera il tuo genio irriverente con un genere che, almeno, fino a qui, hai solo sfiorato… Bello, bellissimo, spassosissimo… Mi spiace quasi essere arrivati alla nona. Aspetto con ansia e un pizzico di precoce nostalgia il prossimo e, ahime, ultimo episodio…

    • Grazie per i complimenti, Lou. Non avrei dato venti centesimi a questo racconto, e invece scopro con piacere che si fa piacere 🙂
      In quanto al finale… È dura, in effetti. Posso provare a completare il testo e chiudere ogni quesito lasciato irrisolto, oppure dividere la storia in due parti e usare una nuova sezione per approfondire e continuare le vicende con calma.
      Ci penserò in questi giorni, con la massima spensieratezza ovviamente.
      Grazie ancora per avermi letto fin qui 🙂

  4. Non fa ridere.

    Per imparare a fare battute intelligenti ti consiglio di iscriverti al forum di Spinoza.it (se non lo conosci è il miglior sito di satira in Italia) e incominciare a copiare gli utenti storici del sito. Io ci ho bazzicato per un sei mesi e ho la sensazione di fare battute più intelligenti adesso.

    • Grazie, non lo conoscevo ma approfondirò volentieri. Mi dispiace che non ti abbia nemmeno fatto sorridere; in verità questo non è il mio genere ma ho voluto fare un piccolo esperimento per cominciare su The Incipit. Siccome all’inizio era una roba buttata lì per caso, ammetto che dal primo capitolo agli ultimi si notino un po’ di differenze, almeno nella cura di alcuni dettagli. Alla prossima!

  5. I miei più sentiti (e divertiti) complimenti per la tua imperdibile saga. Un po’ Terry Pratchett e un po’ nonciclopedia… Ho votato per la tortura e la gogna (non oso immaginare quali terrificanti sofferenze dovrà sopportare il povero Schettino). Attendo impaziente il prossimo episodio…

    • Ciao Silvia, anche per me è un piacere.
      Se non ti chiedo troppo, ti andrebbe di argomentare il commento? Vorrei capire cosa ti infastidisce; se pensi che stia usando una storia già fatta e affermata per trarre un qualche genere di profitto ti posso assicurare che sei fuori rotta. Non ho bisogno di usare le idee altrui e chi mi conosce lo sa. All’inizio credevo che si potesse scrivere più di una storia per volta, così ho esordito con questo raccontino che sì, è una palese presa in giro di una saga che ormai è entrata nel pensiero collettivo. Probabilmente anche mia nonna conosce a memoria i simboli delle casate di Westeros. Sono convinto che sappia anche parlare in alto valyriano. Comunque, se vorrai spiegarmi la natura del commento io sarò qui ad ascoltare!

        • Allora ci siamo fraintesi! Credimi, fino al tuo primo commento non avevo idea dell’esistenza di un fantasy/humor. Quando ho letto Milf Italy ho sorriso nel ritrovare il nome di Lele Mora, ma si tratta comunque di due ambientazioni del tutto diverse.
          Il mio incipit nasce sulla piattaforma 20lines (amici liners potranno confermare) e l’idea era quella di riproporlo e testare l’esperimento con le opzioni finali di ogni capitolo. Lo sto scrivendo solo per far divertire chi ha cominciato a leggerlo ed è chiaramente indirizzato a chi sa orientarsi un poco nel mondo di Westeros. I personaggi dello spettacolo e della politica sono un tratto comune ma, converrai con me, sono i primi elementi a cui pensiamo se vogliamo far ridere. A me scappa da ridere, se m’immagino Maurizio Costanzo seduto sul trono di spade.
          Spero di averti convinta, poiché davvero copiare un’idea è l’ultima delle cose che farei – specie appena arrivato su questo sito.
          È molto più probabile che ti offra un caffè… Pace? ^_^
          Credimi, fino al tuo primo commento non avevo proprio aperto Milf Italy. Abbiamo Lelemor di Arcor in comun

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