Il Trono degli Incipit

Dove eravamo rimasti?

La pace è in pericolo. Nuovi nemici, nuove minacce caleranno dal Nord come una scure sui Sette Regni. Come agirà Barbara d'Urson? Chiedendo consiglio a Tirchion. Non prima di averne tratto piacere. (80%)

Le ore piccole

Stare chiuso all’interno dei muri non era il modo più piacevole per passare il tempo. Attese mezz’ora, poi un’ora, poi due. O almeno questo era quanto percepiva, ma poteva trattarsi anche solo di minuti estremamente lunghi. “O forse giorni?” No, no. “Minuti” era più appropriato per un essere come lui.
Tirchion passò quell’interminabile epoca di buio e di noia grattandosi l’unico testicolo di cui disponeva.
Quando alla fine la pietra si smosse, per la seconda volta, assaporò l’aria. La camera da letto di Barbara era illuminata da poche candele, ciascuna di un colore diverso. Un forte odore di Chanel n.5 permeava l’interno.
– Vieni avanti, mio Gigante… – la regina era appoggiata alla finestra, semi-coperta da una tenda bianca e trasparente.
Si affrettò a entrare, pregustandosi quello che lo attendeva. Erano due settimane che non lo facevano, questo perché la corte era stata quanto mai affollata negli ultimi tempi. Banchetti, musica, spettacoli, l’expo… Era stato costretto a intrattenere una quantità indescrivibile di visitatori, lord minori che giungevano da ogni dove, nobildonne in età avanzata, farabutti che si definivano cavalieri ma a malapena sapevano maneggiare forchetta e coltello a tavola… Due settimane di merda, ecco quanto.
– Avevi intenzione di farmi marcire là dentro? – domandò mentre si levava il farsetto. Colse una nota di disappunto nello sguardo della regina, forse dovuto alla troppa peluria che spiccava sul torace esposto.
– C’è voluto del tempo – spiegò Barbara, scostando le tende e presentandosi alla maniera che lui preferiva: nuda e pronta all’uso.
– E ce ne vorrà molto altro, questa notte – concluse lui. Sfilò anche i calzoni e si erse in tutta la propria bassezza, le mani appoggiate sui fianchi.
– Allora? Da dove cominciamo? Ti sculaccio con l’arricciacapelli come l’ultima volta? –
Barbara lo spinse sul letto e, prima che potesse capire qualcosa, aveva uno dei suoi ridondanti seni in piena faccia. “Così mi farà soffocare…”
– Sono tutta tua! – esclamò la regina.
– Mffm mffm – cercò di dire lui, oppresso da entrambi i seni.
– Mi stai dicendo che mffm mffm? –
– Ti sto dicendo di spostarti un secondo – disse sottraendosi alla morsa – se vuoi che il sangue mi vada nel punto giusto. –
Dopo, fu un turbinio di passione sfrenata, l’apice delle perversioni che aveva solo osato immaginare durante quelle settimane di stallo.
Cose che voi umani… Be’, cose che non si possono scrivere su The Incipit. Non sotto il genere “Humor”, probabilmente.
Quando ebbero finito, Tirchion si addormentò. Sognò di russare e di svegliarsi. Aveva la regina al suo fianco, nel grande letto. Era girata di spalle. Le fece scorrere un dito lungo la schiena e crollò di nuovo. Sognò di fare ancora l’amore con lei, di fare dei selfie e pubblicarli su Facethrone. “Che cazzo significa?”
Al successivo risveglio, la regina era vestita e sorseggiava del vinoh.
– Donna, che ore sono? –
– È ora che ti alzi dal letto. Costanzo soffre di sonnambulismo, lo sapevi? –
– Pure? Non gli bastava aver perso il collo? –
Barbara fece una smorfia desolata, tipica delle sue. Quanto la odiava quando assumeva quelle espressioni.
– Ne soffre da un mese, forse due. A volte me lo ritrovo nel letto. A volte, entra nella camera e rimane di fronte alla porta. –
– E cosa fa? –
– Cosa deve fare? Comincia a parlare come un deficiente. “Demo, demo”… –
– Hai mai pensato di avvelenarlo? –
Barbara aggrottò la fronte. – Poi dovrei sborsare l’intero conio dei Sette Regni per il funerale. Giammai. –
– Ma c’è il Giubileo. –
– Giubicosa? –
Tirchion sventolò la mano. – Lasciamo perdere. – Cominciò a rivestirsi.
– Tirchion… Ho bisogno di un consulto. –
– Ah sì? – fece lui mentre si infilava i calzoni. – Vuoi che ti consigli quali casi disperati invitare in qualità di ospiti d’onore alle udienze del Trono? –
Lei non rispose, ma il suo viso comunicava dubbio e tristezza. Qualcosa di simile. Per la prima volta non sembrava essere un’espressione finta, giudicò Tirchion.
– Dunque? Che c’è? –
– Questo – rispose lei sporgendo un rotolo di pergamena.
Si avvicinò per leggerlo: “La Barriera è caduta. Moreno sta arrivando”.
– Il messaggio è giunto poco dopo che ti sei calato nel muro. –
– Quindi poco prima di recarti a grattare il culo al sovrano, giusto? –
– All’incirca. Tu credi sia possibile che i Guardiani abbiano perso la Barriera? –
– Be’ – disse lui facendo spallucce – tutto può essere. Visto il calibro di quei guerrieri… Codardi e ubriaconi. – “Proprio come il re.”
– Se Moreno è quel Moreno, mi chiedo come abbia fatto a mettere su un esercito. Cosa mi consigli di fare? –
– Convoca un concilio ristretto, no? Che vuoi da me? –
La regina storse la bocca. – L’ultimo concilio è stato così ristretto da doverlo tenere in uno sgabuzzino. No. Io mi fido del tuo giudizio. –
All’improvviso la porta della camera si spalancò. Entrambi rimasero a bocca aperta – Tirchion temeva che fosse il re, invece questo era un uomo della Guardia Renale. Aveva il fiatone e stava per dire qualcosa.

Quali saranno le parole della guardia sulla soglia della stanza?

  • "Per me è la cipolla." (50%)
    50
  • "Il re si è svegliato. Sta venendo qui." (25%)
    25
  • "Navi nemiche in vista." (25%)
    25
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99 Commenti

  1. Ma il collo di Costanzo era un “collofit dinoerre”? E lei, la De Phil, ha detto: piacerebbe con la “erre” moscia?
    No, perchè conta. Accidenti se conta.
    🙂
    Bravo, acrobata della parola. Ti voglio leggere ancora, non sparire.

  2. Rispondo alla maniera di Josno’: “non lo so” xD

    Nono dai, seriamente, io opto per il drammatico, magari con la d’Uurson che fa una delle sue espressioni addolorate nel mezzo ahaha

    Al prossimo!

  3. Ho votato per la svolta horror ma solo per vedere all’opera il tuo genio irriverente con un genere che, almeno, fino a qui, hai solo sfiorato… Bello, bellissimo, spassosissimo… Mi spiace quasi essere arrivati alla nona. Aspetto con ansia e un pizzico di precoce nostalgia il prossimo e, ahime, ultimo episodio…

    • Grazie per i complimenti, Lou. Non avrei dato venti centesimi a questo racconto, e invece scopro con piacere che si fa piacere 🙂
      In quanto al finale… È dura, in effetti. Posso provare a completare il testo e chiudere ogni quesito lasciato irrisolto, oppure dividere la storia in due parti e usare una nuova sezione per approfondire e continuare le vicende con calma.
      Ci penserò in questi giorni, con la massima spensieratezza ovviamente.
      Grazie ancora per avermi letto fin qui 🙂

  4. Non fa ridere.

    Per imparare a fare battute intelligenti ti consiglio di iscriverti al forum di Spinoza.it (se non lo conosci è il miglior sito di satira in Italia) e incominciare a copiare gli utenti storici del sito. Io ci ho bazzicato per un sei mesi e ho la sensazione di fare battute più intelligenti adesso.

    • Grazie, non lo conoscevo ma approfondirò volentieri. Mi dispiace che non ti abbia nemmeno fatto sorridere; in verità questo non è il mio genere ma ho voluto fare un piccolo esperimento per cominciare su The Incipit. Siccome all’inizio era una roba buttata lì per caso, ammetto che dal primo capitolo agli ultimi si notino un po’ di differenze, almeno nella cura di alcuni dettagli. Alla prossima!

  5. I miei più sentiti (e divertiti) complimenti per la tua imperdibile saga. Un po’ Terry Pratchett e un po’ nonciclopedia… Ho votato per la tortura e la gogna (non oso immaginare quali terrificanti sofferenze dovrà sopportare il povero Schettino). Attendo impaziente il prossimo episodio…

    • Ciao Silvia, anche per me è un piacere.
      Se non ti chiedo troppo, ti andrebbe di argomentare il commento? Vorrei capire cosa ti infastidisce; se pensi che stia usando una storia già fatta e affermata per trarre un qualche genere di profitto ti posso assicurare che sei fuori rotta. Non ho bisogno di usare le idee altrui e chi mi conosce lo sa. All’inizio credevo che si potesse scrivere più di una storia per volta, così ho esordito con questo raccontino che sì, è una palese presa in giro di una saga che ormai è entrata nel pensiero collettivo. Probabilmente anche mia nonna conosce a memoria i simboli delle casate di Westeros. Sono convinto che sappia anche parlare in alto valyriano. Comunque, se vorrai spiegarmi la natura del commento io sarò qui ad ascoltare!

        • Allora ci siamo fraintesi! Credimi, fino al tuo primo commento non avevo idea dell’esistenza di un fantasy/humor. Quando ho letto Milf Italy ho sorriso nel ritrovare il nome di Lele Mora, ma si tratta comunque di due ambientazioni del tutto diverse.
          Il mio incipit nasce sulla piattaforma 20lines (amici liners potranno confermare) e l’idea era quella di riproporlo e testare l’esperimento con le opzioni finali di ogni capitolo. Lo sto scrivendo solo per far divertire chi ha cominciato a leggerlo ed è chiaramente indirizzato a chi sa orientarsi un poco nel mondo di Westeros. I personaggi dello spettacolo e della politica sono un tratto comune ma, converrai con me, sono i primi elementi a cui pensiamo se vogliamo far ridere. A me scappa da ridere, se m’immagino Maurizio Costanzo seduto sul trono di spade.
          Spero di averti convinta, poiché davvero copiare un’idea è l’ultima delle cose che farei – specie appena arrivato su questo sito.
          È molto più probabile che ti offra un caffè… Pace? ^_^
          Credimi, fino al tuo primo commento non avevo proprio aperto Milf Italy. Abbiamo Lelemor di Arcor in comun

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