Il Trono degli Incipit

Dove eravamo rimasti?

Quali saranno le parole della guardia sulla soglia della stanza? "Per me è la cipolla." (50%)

Per me è la cipolla

– Per me è la cipolla – disse l’uomo, stremato, prima di crollare in avanti e battere il viso sul pavimento di pietra. Barbara udì chiaramente lo spezzarsi di tutti i suoi denti e, per istinto, voltò lo sguardo. C’era uno specchio, in quella direzione. Ne approfittò per provare tre o quattro delle sue espressioni preferite. I sorrisi le venivano bene, ma nulla batteva la maschera di rammarico. Quando la sfoggiava si sentiva una dea.
– Ma che cazzo fai? – chiese Tirchion. Barbara si riscosse.
– Quest’uomo è… –
– Morto – concluse il nano avvicinandosi al cadavere.
“Non ci voleva… Proprio nella mia stanza.”
– Hmm – bofonchiò Tirchion mentre analizzava il corpo. – Che strano. –
– Che cosa? – Barbara detestava la vista del sangue ma dovette avvicinarsi a sua volta. C’era qualcosa che sporgeva dalla schiena della guardia. Delle foglie, lunghe e rosse. Quando Tirchion cercò di estrarle, il suo visetto assunse lo stesso colorito delle foglie. Emise un versetto ridicolo e, tirando ancora, l’oggetto venne via emettendo un suono simile al vinoh stappato da Costanzo.
“VINOOOOH” le sembrò di udire. Rabbrividì.
– Cos’è quella roba? –
– Una cipolla. – Tirchion la teneva dalle foglie, penzolante. Il bulbo era intriso del sangue del malcapitato. – Sembra che l’abbiano usata come proiettile. –
– Ma è orribile… –
– TUUU-OOOOOOOOOOO – il suono di un corno eruppe dalla città e si propagò ovunque.
“L’allarme…” – Siamo sotto attacco! – Deglutì.
Tirchion lasciò cadere la cipolla e, con un elegante passo di moonwalk, scivolò dentro il muro.
– Aspetta! Mio Gigante! Dove vai? –
– Mi sono appena ricordato di avere un impegno urgentissimo! Porta i miei saluti al re, possibilmente quando è ubriaco – fece un inchino, e il muro si richiuse.
– Infame! Sei un infame! – “Ha approfittato di me e ora mi lascia sola… Maledetto!”
– TUUU-OOOOOOOOOOO –
Trascinò il cadavere della guardia sotto il suo letto e si precipitò ai piani inferiori. Tutti gli uomini che incontrò erano nel panico totale.
– Cosa sta succedendo? – domandò loro. Uno diceva che i nemici erano giunti dalla nebbia, un altro diceva dal cielo.
– Stanno piovendo cipolle! – urlò un soldato.
– Voi mi state dicendo che piovono cipolle? –
– Verdi gialle e rosse – precisò l’uomo. – Acuminate, soprattutto. –
– Ma dov’è il nemico? Da dove sta sparando? –
– Dal mare – intervenne una voce familiare. Barbara riconobbe il capitano delle guardie, Amadeus.
– Oh, siete voi, meno male. –
– Mia regina. Il nemico ci attacca dal mare, quindi è il momento di UNA TIRA L’ALTRA, volete scendere da MARE o salire da CIPOLLA? –
– Err… Scendo da MARE. –
– La prima lettera è F. –
“Questa è difficile.” – FANDONIE? –
– Vediamo… No, non è fandonie. La parola a Pedro. FL. –
– FLATULENZA… –
Amadeus sgranò gli occhi. – Stop al tempo. Allora, questo non è un villaggio turistico, quindi ti prego di rispondere in maniera seria, per il rispetto di chi hai anche di fianco, e di chi ti segue da casa. Grazie. –
– Per me è flatulenza. –
– Benissimo. La risposta è errata, e quindi la parola passa a Barbara. FLO. –
– FLOTTA! –
– Esatto! Flotta, una flotta di navi… Come quella che ci sta attaccando. –
– Voi mi state dicendo che una flotta ci sta attaccando? Allora cosa aspettiamo? –
– Seguitemi. Ho fatto allestire un percorso sicuro. Le cipolle appuntite non ci colpiranno. Scendiamo al porto. –

Il percorso fu lungo e tortuoso. Si ripararono sotto porticati, dietro colonne, reggendo grosse padelle per evitare di essere trafitti da tutte quelle cipolle. Una volta che tutto fosse finito, pensò Barbara, avrebbero potuto preparare un’immensa zuppa con tutti quegli ortaggi.
Quando giunsero al porto, notò uno sbarramento alleato di piccole navi e pescherecci a difesa del mare e degli approdi. Un’immensa nave nemica, al largo, insisteva nell’attacco. Continuava a scagliare proiettili.
– Una gittata incredibile – giudicò.
– E una scorta infinita – aggiunse Amadeus. – Questo è il momento ideale per un’INTESA VINCENTE! –
Partì una musichetta e due guardie affiancarono Barbara.
– Cosa.
– Non.
– È.
– Sobrio.
“Questa la so…” – Mio marito? –
– Noo, no… La risposta era “Ubriaco.” Nessuna parola trovata, 44 secondi, 3 Passo. –
Il gioco riprese.
– Chi.
– Cosa.
– Fa.
– Sol.
– La.
– Si.
– Quando.
Barbara storse la bocca. – Che cazzo dite… –
– Esatto! – esultò Amadeus. – Era proprio “Che cazzo dite.” –
D’un tratto, emettendo un boato, la nave al largo s’inclinò.
– Cos’è successo? – chiese Barbara. – L’abbiamo colpita? –
– Non credo – rispose Amadeus. – Si sta capovolgendo da sola. –
Le cipolle cessarono di volare. Dal porto si levò un grido di esultanza.

Schettino ha fallito il suo attacco. Amadeus si prepara a catturarlo. Come verrà trattato?

  • Viene condannato a morte. (14%)
    14
  • Viene torturato e messo alla gogna. (57%)
    57
  • Viene interrogato e tenuto in prigione. (29%)
    29
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99 Commenti

  1. Ma il collo di Costanzo era un “collofit dinoerre”? E lei, la De Phil, ha detto: piacerebbe con la “erre” moscia?
    No, perchè conta. Accidenti se conta.
    🙂
    Bravo, acrobata della parola. Ti voglio leggere ancora, non sparire.

  2. Rispondo alla maniera di Josno’: “non lo so” xD

    Nono dai, seriamente, io opto per il drammatico, magari con la d’Uurson che fa una delle sue espressioni addolorate nel mezzo ahaha

    Al prossimo!

  3. Ho votato per la svolta horror ma solo per vedere all’opera il tuo genio irriverente con un genere che, almeno, fino a qui, hai solo sfiorato… Bello, bellissimo, spassosissimo… Mi spiace quasi essere arrivati alla nona. Aspetto con ansia e un pizzico di precoce nostalgia il prossimo e, ahime, ultimo episodio…

    • Grazie per i complimenti, Lou. Non avrei dato venti centesimi a questo racconto, e invece scopro con piacere che si fa piacere 🙂
      In quanto al finale… È dura, in effetti. Posso provare a completare il testo e chiudere ogni quesito lasciato irrisolto, oppure dividere la storia in due parti e usare una nuova sezione per approfondire e continuare le vicende con calma.
      Ci penserò in questi giorni, con la massima spensieratezza ovviamente.
      Grazie ancora per avermi letto fin qui 🙂

  4. Non fa ridere.

    Per imparare a fare battute intelligenti ti consiglio di iscriverti al forum di Spinoza.it (se non lo conosci è il miglior sito di satira in Italia) e incominciare a copiare gli utenti storici del sito. Io ci ho bazzicato per un sei mesi e ho la sensazione di fare battute più intelligenti adesso.

    • Grazie, non lo conoscevo ma approfondirò volentieri. Mi dispiace che non ti abbia nemmeno fatto sorridere; in verità questo non è il mio genere ma ho voluto fare un piccolo esperimento per cominciare su The Incipit. Siccome all’inizio era una roba buttata lì per caso, ammetto che dal primo capitolo agli ultimi si notino un po’ di differenze, almeno nella cura di alcuni dettagli. Alla prossima!

  5. I miei più sentiti (e divertiti) complimenti per la tua imperdibile saga. Un po’ Terry Pratchett e un po’ nonciclopedia… Ho votato per la tortura e la gogna (non oso immaginare quali terrificanti sofferenze dovrà sopportare il povero Schettino). Attendo impaziente il prossimo episodio…

    • Ciao Silvia, anche per me è un piacere.
      Se non ti chiedo troppo, ti andrebbe di argomentare il commento? Vorrei capire cosa ti infastidisce; se pensi che stia usando una storia già fatta e affermata per trarre un qualche genere di profitto ti posso assicurare che sei fuori rotta. Non ho bisogno di usare le idee altrui e chi mi conosce lo sa. All’inizio credevo che si potesse scrivere più di una storia per volta, così ho esordito con questo raccontino che sì, è una palese presa in giro di una saga che ormai è entrata nel pensiero collettivo. Probabilmente anche mia nonna conosce a memoria i simboli delle casate di Westeros. Sono convinto che sappia anche parlare in alto valyriano. Comunque, se vorrai spiegarmi la natura del commento io sarò qui ad ascoltare!

        • Allora ci siamo fraintesi! Credimi, fino al tuo primo commento non avevo idea dell’esistenza di un fantasy/humor. Quando ho letto Milf Italy ho sorriso nel ritrovare il nome di Lele Mora, ma si tratta comunque di due ambientazioni del tutto diverse.
          Il mio incipit nasce sulla piattaforma 20lines (amici liners potranno confermare) e l’idea era quella di riproporlo e testare l’esperimento con le opzioni finali di ogni capitolo. Lo sto scrivendo solo per far divertire chi ha cominciato a leggerlo ed è chiaramente indirizzato a chi sa orientarsi un poco nel mondo di Westeros. I personaggi dello spettacolo e della politica sono un tratto comune ma, converrai con me, sono i primi elementi a cui pensiamo se vogliamo far ridere. A me scappa da ridere, se m’immagino Maurizio Costanzo seduto sul trono di spade.
          Spero di averti convinta, poiché davvero copiare un’idea è l’ultima delle cose che farei – specie appena arrivato su questo sito.
          È molto più probabile che ti offra un caffè… Pace? ^_^
          Credimi, fino al tuo primo commento non avevo proprio aperto Milf Italy. Abbiamo Lelemor di Arcor in comun

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