Il Trono degli Incipit

Dove eravamo rimasti?

Schettino ha fallito il suo attacco. Amadeus si prepara a catturarlo. Come verrà trattato? Viene torturato e messo alla gogna. (57%)

Moooooseca!

“Riposerai nelle liquide sale del Dio degli abissi e banchetterai con caviale e champagne.”
Una luce, improvvisa, scintillò nella stanza. Poi il buio.
Schettino sollevò piano il capo e fu allora che tutti i dolori di quel mondo atroce si palesarono ai suoi cinque sensi. Stava provando uno strano fenomeno di sinestetica sofferenza: udiva il dolore di stomaco, annusava il colore del suo sangue, gustava il rumore della sua urina, che fluiva all’interno dei calzoni già impregnati da giorni. E, logicamente, non vedeva un cazzo.
Questo fino a quando la luce non scintillò ancora. E ancora. E infine la stanza restò illuminata, ma di una luce fredda e spettrale. “Questa sarà la mia tomba” pensò il capitano. Lui che aveva sempre desiderato viaggiare per mare e morirci, se necessario. Lui che aveva fatto di tutto per salvare il suo equipaggio, quando la Concordius aveva iniziato a inabissarsi al largo di Approdo dell’Incipit. Lui, lui, lui…
“Riposerai nelle liquide sale del Dio degli abissi e banchetterai con caviale e champagne” continuava a ripetere una voce melliflua nella sua testa. Era un suono dolce e molesto a un tempo solo, che s’insinuava come un’anguilla nei suoi scomparti cerebrali. “E scriverai un libro” aggiunse.
Tenere la testa sollevata gli faceva pulsare i muscoli del collo. Sembrava che dovessero prendere fuoco da un momento all’altro, così decise di tornare nella posizione gobba e innaturale in cui lo costringeva la strana struttura alla quale era appeso. Gli avevano legato i polsi e una sola caviglia, cosicché l’altra gamba penzolasse nel vuoto. Se l’era di nuovo fatta addosso, giudicò dal ticchettio regolare che scandiva i secondi sul pavimento. L’altro rumore doveva essere quello dei passi del suo nuovo amico. “Eccolo che arriva.”
– Moooooseca! – urlò una voce, e l’intera stanza si animò di rumori, colori, movenze, balletti, applausi, sorrisi e canzoni. Silenzio.
“Mi hanno drogato… Tutto questo dev’essere un’allucinazione.”
Schettino alzò il capo quel tanto che bastava per individuare il suo nuovo torturatore, poiché ad Approdo dell’Incipit vigeva una strana legge, e ogni giorno doveva presentarsi un nuovo carceriere. Finora gli erano capitati un vecchio cieco, un grassone incontinente, un piromane depresso, Gerry Scotti e l’uomo falena. Questi ultimi erano stati i più indulgenti, ma il Gabibbo ci aveva messo l’anima per farlo soffrire. “Ciao bella gente!” aveva detto poco prima di abusare del suo corpo.
– Allora! – esordì Enrico Papi poggiando a terra alcuni bagagli. – Dobbiamo presentarci, io e te! Vedrai che ci divertiamo.
– Basta… – implorò Schettino con un filo di voce. Non ne poteva più.
– Ma non ho ancora iniziato! Non vuoi divertirti col Papi?
– Io… Vi ho già detto quello che volevate sapere… Il re oltre l’Incipit mi aveva promesso tutto l’oro di Uèsteroz… Chi non ha mai aspirato alla fama e alla gloria?
Enrico Papi gli si avvicinò a passi svelti. – Mio caro amico. Bisogna ridere, sai? Che se non ridi e ti diverti, che fai?
Schettino udì uno strano mugolio alle spalle del torturatore, ma doveva far parte dell’allucinazione di cui era vittima.
– Anche io ci tenevo alla ricchezza – disse Papi. – Ti capisco. Ho presentato spettacoli in ogni città del continente. Hai mai assistito a Saraband? I menestrelli suonavano famose ballate, i concorrenti dovevano indovinare il titolo nel minor tempo possibile. A distanza di anni, scoprimmo che persino Moccia aveva partecipato. Aveva oltrepassato la Barriera travestito da quaglia soltanto per vincere il montepremi, allora di settordici milioni. Lo chiamavamo Uomo-Quaglia. Riuscì a battere Pummarola al 7×30, indovinando sei titoli in cinque secondi e utilizzando il tempo che gli restava per usare Shazam.
Schettino non aveva mai sentito nulla del genere. Da dove veniva lui, nelle Isole Capovolte, ci si divertiva con tutt’altro genere d’intrattenimenti.
– Mfffm mfffm. – Di nuovo quello strano mugolio. Proveniva da… “Una valigia?”
Enrico Papi si voltò stizzito. Corse fino alla valigia per darle un calcio, così il verso cessò.
– È l’Uomo-Gatto – spiegò a Schettino. – L’ho convinto che poteva stare a suo agio là dentro ed è lì da sei mesi. Ma adesso veniamo a noi…
– Aspetta… – Schettino sapeva di poter fare leva su quella conversazione, su quello scorcio d’intesa che era nata tra loro due. Poteva nascere un’amicizia, e forse Papi lo avrebbe aiutato a uscire di lì, se solo…
– MOOOOOSECA! – urlò Papi, e in quel preciso istante Schettino capì. Capì di non aver capito un cazzo. Quello che dovette subire nelle ore a venire, che forse furono giorni o forse mesi, fu un vero inferno dei sensi. Enrico Papi parlava, cantava, gesticolava senza freni, mentre intorno creature bizzarre si contorcevano in balli privi di logica.
Quando infine si risvegliò nella piazza del mercato di Approdo dell’Incipit, bloccato alla gogna, ringraziò ogni passante che gli lanciava sassi, sterco e quant’altro. 
Perché qualsiasi cosa… qualsiasi… era meno atroce di Enrico Papi.

Josno', Corona e Morpheus giungono nella capitale. Quale sarà il Point of View?

  • Morpheus lo "Svicio" (33%)
    33
  • Corona che non perdona (17%)
    17
  • Josno' che non sa nulla (50%)
    50
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99 Commenti

  1. Ma il collo di Costanzo era un “collofit dinoerre”? E lei, la De Phil, ha detto: piacerebbe con la “erre” moscia?
    No, perchè conta. Accidenti se conta.
    🙂
    Bravo, acrobata della parola. Ti voglio leggere ancora, non sparire.

  2. Rispondo alla maniera di Josno’: “non lo so” xD

    Nono dai, seriamente, io opto per il drammatico, magari con la d’Uurson che fa una delle sue espressioni addolorate nel mezzo ahaha

    Al prossimo!

  3. Ho votato per la svolta horror ma solo per vedere all’opera il tuo genio irriverente con un genere che, almeno, fino a qui, hai solo sfiorato… Bello, bellissimo, spassosissimo… Mi spiace quasi essere arrivati alla nona. Aspetto con ansia e un pizzico di precoce nostalgia il prossimo e, ahime, ultimo episodio…

    • Grazie per i complimenti, Lou. Non avrei dato venti centesimi a questo racconto, e invece scopro con piacere che si fa piacere 🙂
      In quanto al finale… È dura, in effetti. Posso provare a completare il testo e chiudere ogni quesito lasciato irrisolto, oppure dividere la storia in due parti e usare una nuova sezione per approfondire e continuare le vicende con calma.
      Ci penserò in questi giorni, con la massima spensieratezza ovviamente.
      Grazie ancora per avermi letto fin qui 🙂

  4. Non fa ridere.

    Per imparare a fare battute intelligenti ti consiglio di iscriverti al forum di Spinoza.it (se non lo conosci è il miglior sito di satira in Italia) e incominciare a copiare gli utenti storici del sito. Io ci ho bazzicato per un sei mesi e ho la sensazione di fare battute più intelligenti adesso.

    • Grazie, non lo conoscevo ma approfondirò volentieri. Mi dispiace che non ti abbia nemmeno fatto sorridere; in verità questo non è il mio genere ma ho voluto fare un piccolo esperimento per cominciare su The Incipit. Siccome all’inizio era una roba buttata lì per caso, ammetto che dal primo capitolo agli ultimi si notino un po’ di differenze, almeno nella cura di alcuni dettagli. Alla prossima!

  5. I miei più sentiti (e divertiti) complimenti per la tua imperdibile saga. Un po’ Terry Pratchett e un po’ nonciclopedia… Ho votato per la tortura e la gogna (non oso immaginare quali terrificanti sofferenze dovrà sopportare il povero Schettino). Attendo impaziente il prossimo episodio…

    • Ciao Silvia, anche per me è un piacere.
      Se non ti chiedo troppo, ti andrebbe di argomentare il commento? Vorrei capire cosa ti infastidisce; se pensi che stia usando una storia già fatta e affermata per trarre un qualche genere di profitto ti posso assicurare che sei fuori rotta. Non ho bisogno di usare le idee altrui e chi mi conosce lo sa. All’inizio credevo che si potesse scrivere più di una storia per volta, così ho esordito con questo raccontino che sì, è una palese presa in giro di una saga che ormai è entrata nel pensiero collettivo. Probabilmente anche mia nonna conosce a memoria i simboli delle casate di Westeros. Sono convinto che sappia anche parlare in alto valyriano. Comunque, se vorrai spiegarmi la natura del commento io sarò qui ad ascoltare!

        • Allora ci siamo fraintesi! Credimi, fino al tuo primo commento non avevo idea dell’esistenza di un fantasy/humor. Quando ho letto Milf Italy ho sorriso nel ritrovare il nome di Lele Mora, ma si tratta comunque di due ambientazioni del tutto diverse.
          Il mio incipit nasce sulla piattaforma 20lines (amici liners potranno confermare) e l’idea era quella di riproporlo e testare l’esperimento con le opzioni finali di ogni capitolo. Lo sto scrivendo solo per far divertire chi ha cominciato a leggerlo ed è chiaramente indirizzato a chi sa orientarsi un poco nel mondo di Westeros. I personaggi dello spettacolo e della politica sono un tratto comune ma, converrai con me, sono i primi elementi a cui pensiamo se vogliamo far ridere. A me scappa da ridere, se m’immagino Maurizio Costanzo seduto sul trono di spade.
          Spero di averti convinta, poiché davvero copiare un’idea è l’ultima delle cose che farei – specie appena arrivato su questo sito.
          È molto più probabile che ti offra un caffè… Pace? ^_^
          Credimi, fino al tuo primo commento non avevo proprio aperto Milf Italy. Abbiamo Lelemor di Arcor in comun

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