La Ballata delle Stelle

L’inzio della fine

“Quest’oggi, gli Dei giudicheranno la Principessa Tyra Julia Berg, figlia del nostro bene amato Re Berg, per il crimine commesso! Guardie, scortate la Principessa alla montagna! Se scappa.. uccidetela” proclamò il consigliere del re, Hampus. Tra i popolani, c’era chi piangeva per un verdetto ingiusto, chi le urlava contro e anche chi osservava in silenzio.

Ella fu accompagnata alla “Cattedrale”; un salone immenso, sorretto da 8 colonne portanti in antico marmo nero, con venature rossastre, pavimentazione in piastre corvine e una navata centrale con vessilli del Regno di Kall An Eld.

Una lacrima scese al vecchio Hampus, mentre perse di vista la ragazza tra gli alberi.

La Principessa, dopo una camminata di circa 2 ore, giunse ai piedi di un lunga scalinata scavata nella montagna, prese un respiro profondo e salì il primo gradino. Dietro di lei vi era ormai solo il fitto bosco di querce secolari e le guardie. Nulla più.

Attraversata la soglia del salone, fu pervasa da un’aria satura di strani olii profumati. Un lungo trappeto rosso scarlatto, rifinito ai lati da rami neri, fungeva da linea guida. Passo dopo passo, colma di cupi pensieri, arrivò dinanzi a un possente portone in legno di castagno, con cardini in oro. La principessa valicò il portone senza batter ciglio.

Al suono dei primi passi, fatti nel buio più totale, le parse di camminare su un lastricato in pietra. All’improvviso un’empia voce si levò nell’aria:

“Mortale, eccoti finalmente!”

Le tenebre che avvolgevano il luogo si dispersero in un lampo di luce tonante, rivelando un vasto e rigoglioso giardino, una lago d’acqua cristallina e all’orizzonte strane nuvole di svariate tonalità.

Tra quelle nubi, si formò una figura; inizialmente con sembianze poco chiare, ma dopo assunsero l’aspetto di un titano.  

“Ti stavo aspettando”

“Ho fatto ciò che mi avevi chiesto e guarda com’è andata a finire!”

Al suono di quelle parole, la figura in cielo sprofondò nel lago con un turbine d’aria, scatenando una tempesta di vento e fiamme. Ciò avvolse poi Tyra, scaraventandola violentemente contro una roccia, facendole perdere i sensi.

Si risvegliò non molto dopo, al centro di una lastra di pietra, con incisa una strana runa. Le braccia erano incatenate a due massi, che la sostenevano a mezz’aria. Dalla fronte colava sangue, i vestiti e l’armatura in frantumi e alcune zone del corpo coperte da bruciature.

“Sapevi bene quali erano le condizioni del nostro accordo.” specificò l’essere, che da Titano era mutato in una driade, di carnagione chiara, coperta solo da una leggera veste di seta.

“In te intravidi del potenziale, ma a quanto persino io, un Essere Antico, son caduto in errore”

La ragazza rimase silenziosa, mostrando un’espressione di sofferenza.

“Aaah si, quell’espressione sul tuo volto, mi piace. Sei sempre stata consapevole di ciò che stavi per compiere, ora accetta il tuo destino” disse l’entità, che le si avvicinò.

Con la mano destra le prese il mento, lo portò verso di sé e le diede un bacio. Tyra, rimasta di sgomento, si staccò subito dalle labbra della driade.

“Su non fare così, era un mio ultimo gesto d’addio”

“Mi disgusti”

“Non prendertela tanto a male. Dovresti gioire nel sapere che, grazie a te, io riotterrò la libertà!”

Una malvagia risata seguì quelle amare parole, subissando la principessa. Quest’ultima, prima della fine, alzò lo sguardo al cielo, scrutando le scintillanti stelle sopra di lei, si perse nei ricordi… Su come tutto ebbe inizio.

3 Mesi Prima

Si celebrava il funerale del Principe Bror Magnus Berg, figlio primogenito del possente Re Berg, trovato morto sulle sponde del fiume Sur. Un torrente d’acqua che attraversa tutto il regno del Nord. Re Berg invitò tutti i clan, tra cui i potenti Järn e Havkan, per rendere omaggio al defunto e propiziare il suo ricongiungimento con gli antenati. Mentre il sovrano accoglieva gli ospiti assieme alla sua adorata sposa, anch’essa distrutta dal dolore, vi era invece una fanciulla in disparte, sola su una veranda della sala. Ella non passò inosservata agli occhi di Ulrik e Agnes, rispettivi figli degli Jarl di Järn e Havkan. La ragazza era l’unica erede rimasta al trono di Berg.

”Le voci sono vere a quanto pare. Capelli neri come l’oblio, una lunga treccia a raccogliere la folta chioma, occhi lucenti come cristalli lunari e pelle chiara come i petali del giglio. Senza menzionare le vesti, donategli direttamente dagli alti elfi delle Montagne Argentee” mormorò Ulrik ad Agnes.

“Un fiore assai raro, vero.” Concordò Agnes, con una punta d’invidia. La Principessa Tyra notò le insistenti occhiate dei due, che colti nell’imbarazzo si dileguarono immediatamente.

Passarono alcune ore e il banchetto funerario, da tradizione, venne onorato con coppe levate al cielo, abbuffate di carne e gloriose storie passate canzonate dai bardi. Un poeta, sconosciuto ai più, si avvicinò dal nulla a Tyra e le porse parola.

“Mia incantevole Principessa, vorrei dedicare una ballata a vostro fratello. Un ultimo saluto, ad un grande condottiero, figlio del Nord”

Una nuova storia sta cominciando, avvolta in oscure trame. Cosa accadrà adesso?

  • Il re interrompe il bardo per dire addio al figlio, ma la Principessa Tyra, curiosa, convoca in segreto il bardo nelle sue stanze. (57%)
    57
  • La Principessa Tyra nega al bardo di cantare. (10%)
    10
  • Il bardo canta enigmatiche rime, incuriosendo la Principessa Tyra. (33%)
    33
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178 Commenti

    • Ciao Red, grazie di esser passato 🙂 Ti dico subito che no, col 10 non finirà la storia, sarebbe stato impossibile. Mi serviranno altri 20 episodi… Verrà una mini trilogia ahah. Per quanto concerne al mago, non posso anticipare nulla, ma vedrai, ci saranno sorprese 😉

  • Andiamo a scoprire la verità sulle isole Fluttuanti 😉
    Santo cielo, che inventiva! Sei davvero fantasioso, te lo riconosco. Refusi a parte e chiuse superflue qua e là, stonano soprattutto perché tu riesci a raccontare una ballata facendoci danzare davvero, perciò l’errorino ci fa inciampare, non lo si noterebbe se la storia fosse pessima 😉 ma che vuoi fare… è una danza! 🙂
    A proposito, Mingo, nella tua bio scirvi: diversi interessi di vario tipo, ahahahahahah ma che vòr dì? 😉 😉
    Al prossimo!!

    • Ciao Ale! Grazie per gli accorgimenti! Devo cercare di eliminare queste pecche! 🙂 La fantasia in effetti credo che non mi manchi ahaha son contento che ti stia piacendo come ballata 😀 Per la bio.. per diversi interessi intendo cose che non sono collegate alla scrittura 🙂 ahahaha

  • Ciao Mingo! 🙂 Ero indecisa tra il varco spaziotemporale che mi affascina da morire e la salvezza a caro prezzo. Alla fine ho scelto l’ultima, ma devo ammettere di essere ancora molto indecisa in proposito. Ad ogni modo, non ti smentisci mai! Bellissimo episodio, l’ho letto tutto d’un fiato! Al prossimo! 😀

  • Scusami, Mingo 😉 ma come al solito non ho potuto fare a meno di lanciarmi sul varco spaziotemporale… hihihihihihi, poi, ovvio, dopo che li avrà ingoiati voglio pure andare a vedere che succede eh!
    L’entrata nella grotta con l’aria irrespirabile mi ha ricordato casa mia di questi tempi… 🙁

  • Ce l’hai proprio con questi varchi spazio-temporali! 😀
    Ulrik la salva, ma a caro prezzo. Qualcosa del tipo “suddivisione – imparziale – della maledizione”. Magari Ulrik avrà un aspetto orribile simile ad un goblin o ad un troll.

  • Voto la maledizione prima della vittoria finale. Non mi piace particolarmente l’idea del varco spazio/tempo, mentre le due opzioni (Varg indebolito che propone una ricompensa per salvarsi e Varg potentissimo che sconfitto infligge comunque un danno notevole alla protagonista) le avrei votate entrambe, magari in una via di mezzo (Varg indebolito, ma comunque abbastanza tosto da ferire/maledire la protagonista).
    Aspetto il prossimo episodio!

  • Io vorrei assolutamente essere presente all’apertura di un varco spaziotemporale! Così come lo sogno nella realtà, figurati se non lo scelgo nel racconto 😉 😉
    In ogni caso – per quanto potrà sembrarti strano – la battuta: “errare è umano e tu lo sei”, l’ho trovata formidabile. Presa così può sembrare una banalità, ma nel contesto in cui viene pronunciata è favolosa. Bravo 😉

  • Il mio voto? Il numero centodieci… Così come il voto totale della storia, 110 e lode! La preferisco di gran lunga a 2051, (non sto dicendo che sia stata una brutta storia.. Anzi!) sia a livello di trama che di contenuto, mi raccomando non deluderci con i prossimi episodi, contiamo su di te 😀

  • Ciao! 🙂 ho fatto decisamente bene ad iniziare a leggere questa tua nuova storia perché la trovo decisamente bellissima! Poi, il genere fantasy resterà per sempre il mio preferito, quindi è inevitabile che continuerò a seguirti con il fiato sospeso! 🙂 belli i personaggi e la trama! Proprio ben fatto! Voto per l’ignoto viandante che attirerà l’attenzione di Tra. Al prossimo! 🙂

  • La Ballata delle Stelle…mi sa che, non volendo, ti ho rubato metà titolo. Chiedo venia! Comunque, i due capitoli mi sono piaciuti, scrivi bene e la scelta di una donna forte come protagonista è molto interessante. Vediamo dove ci porta questa ballata 😉 Seguo e voto “Meglio non essere soli in questa impresa”

  • Aprrezzo l’idea del cambio di location, per cui dico che il Re interrompe il Bardo e che questi verrà convocato in segreto nelle stanze della principessa, poi lì parleranno di nuovo, forse senza rime ma più apertamente.
    Ti ho trovato, visto? 😉
    Un suggerimento: meno arazzi e venature del marmo, meno arredamenti insomma e più sensi, i cinque sensi, intendo. Voglio dire che è interessante osservare un ambiente attraverso le sensazioni che questo provoca in chi guarda, invece di elencare l’arredamento. Un odore, una luce, un marmo anche, ma al tatto, freddo, liscio, da mettere i brividi… questo genere di descrizioni aiuta a capire il personaggio , ne sottolinea il carattere e ci mostra la scena in modo empatico, tattile, quasi tangibile. Ma a parte ‘sta predica, mi piace questa storia e la seguo volentieri!
    Al prossimo! 😉

  • “Kall En Eld”, “Järn” e “Havkan” mi piacciono come nomi. “Empia voce”: ‘empia’ è un giudizio. Ed è meglio che sia il lettore a decidere se una voce è empia o no. È facile, basta farli pronunciare una bestemmia (n.b. spuntando la finestra in basso dove segnali che stai facendo bestemmiare un personaggio). “Strane nuvole di svariate tonalità” qui fa più effetto una descrizione. “L’aspetto di un titano” e qual è l’aspetto di un titano? Io conosco l’aspetto di un Chiwawa, di un rospo, di Woody Allen, e anche tu, ma non l’aspetto di un Titano. Se intendi un uomo alto 35 metri, dillo. Uno può immaginarlo, ma è meglio specificarlo perché si tratta di un essere immaginario. Prova a scrivere “Titano fantasy” su Google Images, Escono migliaia di immagini diverse. Poi, le parla come fa Mufasa in forma di nuvola a Simba ne Il re leone? Si avvicina, la guarda? Descrivi la scena, qui non si capisce bene. “Strana runa” qui devi descrivere la runa. Specie se è importante per la trama. Se non è importante, non inserirla non racconto. “Malvagia risata… Amare parole” non mi piace.

  • Direi bravo Tommaso, mi ha davvero affascinato la tua storia! Attraverso la lettura del tuo racconto, sei stato capace di trasferirmi in un’epoca assai lontana dalla nostra!
    Bella e suggestiva la terminologia usata nel componimento della struttura delle frasi!
    Hai molta fantasia e capacita’ di scrittura, due cose importanti, anzi essenziali per riuscire a mettere in piedi storie come quella che ho appena letto!
    Grazie di cuore e continua ad appassionarci sempre tutti, con ancora tante e tante storie bellissime!

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