Là fuori

HMS Beagle

L’etichetta sulla fiala recava la scritta -105xb02-, Leonard la prese e la mise nell’analizzatore.
Lo sportello si chiuse in silenzio mentre un ronzio ne segnalava l’entrata in funzione.
Dopo pochi secondi la macchina smise di ronzare e una luce rossa si accese seguita da un laconico beep singolo, “il suono del fallimento” pensò Leonard.
Passò la mano davanti all’analizzatore e lo sportello si aprì, sconsolato prese l’ennesima fiala e la gettò.
Si alzò e si diresse verso l’oblò, la superterra oceanica intorno alla quale orbitava poteva essere quella giusta, ma ormai non era più stupito di quei fallimenti, ci stava facendo l’abitudine, ma doveva continuare la missione, non era previsto che tornasse a mani vuote.
Quando chiese al suo superiore -E se non trovo niente?- la risposta era stata che quell’opzione nemmeno esisteva.
Nave spaziale Darwin 2 aggiornamento diario data 22 dicembre 2145 (zulu time)
Inizio registrazione:
Ancora nessuna risposta dalla stazione Europa 4, continuiamo a inviare il solito messaggio in loop sulla quantnet, sperando in una risposta.
Anche il pianeta x314b2 ha dato esito negativo, la missione continua come previsto verso il prossimo obbiettivo.
Fine registrazione.
-Lucy calcola la rotta verso il prossimo obbiettivo- disse Leonard sedendosi alla plancia di comando.
-Calcolo rotta in corso…rotta calcolata. Calcolo variabili sul percorso in corso…-
-Ora fai tutto da sola?- disse seccato Leonard -non capisco perché mi hanno fatto partire-
-Il comando voleva avere un’umano per valutare una questione delicata come la vita- rispose la voce femminile proveniente direttamente dalla testa di Leonard.
-Era una domanda retorica, poi ti ho già detto di usare l’ologramma, detesto quando di colleghi direttamente alla neurobox-
La piattaforma olografica difronte alla plancia di comando si accese, una giovane donna bionda apparve difronte a lui.
Leonard non sapeva da quale donna fosse stato preso il calco 3d di quel corpo ma di sicuro doveva essere di una modella, non aveva mai incontrato nessuna donna così bella nei suoi anni di servizio nell’agenzia spaziale.
-Hai scoperto perchè non riusciamo a comunicare con la terra? Forse la correlazione quantistica ha una distanza limite, siamo parecchio lontani dalla terra- chiese rivolgendosi a Lucy.
-Sto effettuando degli algoritmi di analisi, la correlazione quantistica è ormai un fatto accertato, più probabile sia un’interferenza. I nostri strumenti sono funzionanti al 100%, se fosse un’interferenza è qualcosa che non è mai accaduto, devo sviluppare una teoria, tempo stimato…indefinito, troppe variabili- disse Lucy.
-Comincia lo stesso, voglio capire cosa non va, il tempo di certo non ci manca- rispose Leonard.
-Non mi hai ancora spiegato perchè mi hai chiamato Lucy- disse l’ologramma, -è un’acronimo?-
-No, non lo è, anche se te lo spiegassi non capiresti, poi non stavi calcolando la rotta- disse Leonard cercando di evitare la conversazione.
-In realtà ci stiamo già muovendo verso il nuovo obbiettivo-
-E pensavi di dirmelo?- chiese Leonard irritato.
-Fare conversazione è parte dei miei compiti, inoltre questa è un procedura standard…-
-Ok, ok hai ragione, lo stupido sono io che provo a discutere con una macchina- la interruppe Leonard mentre si accingeva a lasciare la sala controllo dell’astronave.
Una volta uscito dalla porta percorse il corridoio che portava all’ascensore.
Sceso al piano inferiore si diresse verso la sua cabina, era grande abbastanza da avere una scrivania e un salottino, un vero lusso rispetto alla cabine che era solito abitare.
Si sdraiò sul letto supino, chiuse gli occhi e gli apparve un pannello di controllo, alzò una mano nel vuoto, mentre apriva il sistema di controllo delle luci della cabina abbassandole quasi a spegnerle. Mentre con un gesto veloce chiudeva il controllo luci, con l’altra mano scorreva la playlist del suo lettore multimediale.
Riaprì gli occhi mentre le note di “Kind of Blue” di Miles Davis, si distendevano nella cabina.
“Che modo antiquato di sentire la musica” pensò Leonard ricordando le parole del suo compagno di stanza all’università, “usa la neurobox come tutti” gli diceva.
Ma a Leonard piaceva sentire la musica che proveniva da fuori, non sapeva perché, era un retaggio di un’epoca che non gli apparteneva, ma lo faceva stare bene e questo bastava.
Miles in tanto suonava, il suo Blue era anche quello di Leonard, lo faceva sentire meno solo e si addormentò.
Un beep stridulo e fastidioso lo svegliò malamente.

Cosa indica quel suono?

  • E' semplicemente la sveglia? Conosciamo meglio Leo, la sua storia e le dinamiche con Lucy. (40%)
    40
  • Succede un imprevisto durante il viaggio? La tecnologia warp drive è recente qualche guasto manda fuori rotta i due. (30%)
    30
  • L'astronave è arrivata nella nuova destinazione? Un nuovo pianeta da esaminare, scopriamo di più sulla missione di Leo. (30%)
    30
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118 Commenti

  1. L’eterno conflitto tra “umano sentire” e “disumanità” è qui assolutamente affrontato, anche se in chiave fantascientifica. Macchine e uomini è da sempre un espediente narrativo per raccontare di sentimenti in conflitto con ragionamenti
    e si arriva al caro vecchio: scienza o religione?
    E bada bene, per “religione” non si intende un discorso teologico, ma si parla di sentimenti. La scienza è la razionalità, la religione è la filosofia individuale che spinge all’arbitrio.
    Lucy è il contest, la location e il conflitto insieme. Lei vuole soffrire perché senza non può capire, non può vincere, non può affrontare nulla e nessuno. Lei è l’espressione del teorema che indaga l’umana fragilità vista come essenza e non come presenza. E così ci si inoltra nei grandi classici che in altro modo e con altri espedienti ci raccontano da sempre questo grande conflitto, quasi biblico, che però non abbiamo mai risolto e mai risolveremo io temo.
    Lucy è “ragione e sentimento”, Lucy è “orgoglio e pregiudizio”, Lucy è “Guerra e pace”. E se questi titoli non hanno reso l’idea, non saprei cosa aggiungere.
    Ora che hai affrontato il primo eterno conflitto umano, vediamo cos’altro ci racconterai.

  2. Il messaggio finale è passato, quando scrivi di Lucy che ha paura quando sente il boato e sorride (felice di provare quell’emozione, nonostante resti sempre una macchina); il paragone con la Seconda Guerra Mondiale un po’ meno, forse perché la resistenza ha un’ambientazione futuristica e il richiamo non è immediato. Quanto al nome Lucy, la spiegazione l’avevi data ma mi era sfuggita… sorry 🙁

  3. Ciao Gabriele, ho appena terminato la lettura del tuo racconto e devo dire che la storia in sé, pur non essendo originale e ambientata esclusivamente (eccetto il finale) in un’astronave, mi è piaciuta in particolar modo per i suoi protagonisti. I personaggi sono senza dubbio il tuo punto di forza: hai saputo rendere molto bene l’empatia tra Leonard e Lucy, nonostante quest’ultima fosse una macchina. Il linguaggio particolarmente tecnico che hai dovuto usare in certe descrizioni ha mostrato in modo efficace le scene di viaggio e di esplorazione. Ho trovato interessante anche il ricorso alla musica con cui hai chiuso i primi capitoli, ha permesso di intravedere uno squarcio del passato di Leonard che pensavo avresti approfondito, ma che hai lasciato in sospeso così come la spiegazione sul nome “Lucy”, era voluto perché c’è un seguito? Se non è così però lo devi dire… 🙂
    Più che Terminator (a cui si potrebbe paragonare solo la parte conclusiva, ovvero la resistenza umana capeggiata da Lucy), il tuo racconto mi ha ricordato Avatar (la parte riguardante la vasca e il viaggio mentale) e la serie Enterprice (oddio, si scrive così? ) per l’ambientazione che si svolge interamente in un’astronave. Non so se ti sei ispirato a queste “sceneggiature”, ma il tuo stile è evidente e rende unico questo racconto.
    Per uno scrittore avere un proprio stile non è poco 🙂

    • Innanzitutto grazie per l’attenta analisi, la storia è stata ispirata dai documentari più che da qualche film (Enterprise;) )
      Voleva essere la storia di una singolarità, la prima intelligenza artificiale che diventa “viva”, se mi passi il termine.
      Lucy è la prima i.a. quantica e ho pensato che gli scenziati avrebbero potuto chiamarla come il primo ausrtralopitecus, trovato in africa, Lucy appunto.
      Lo chiamarono così perché quando lo trovarono alla radio passava, Lucy in the sky with diamonds dei Beatles, che ascolta Leonard alla fine del capitolo due, intitolato appunto L.S.D, acronimo dato alla canzone per il testo “onirico”.
      Il finale mi tormenta da quando ho letto i primi commenti 🙂
      Non pensavo minimamente a Terminator, in realtà ho pensato alla seconda guerra mondiale, la parte più importante del finale che credo non sia “passata” è che Lucy diventa capo della resistenza umana senza essere umana, aver preso coscienza di sé la rende quasi umana, ma lei rimane comunque “altro”.
      Il fatto poi che lei sia felice di essere “mortale” e preso dal libro “Brave New World” di Huxley, il protagonista si ribella dicendo, “…voglio la libertà di stare male, di essere triste…”, più o meno, cit. a memoria :).
      Post lungo quanto il racconto 😀

  4. Un gran finale per un gran racconto. Mi spiace per Leonard ma sono soddisfatto di come hai reso l’evoluzione umana di Lucy. La parte finale ricorda molto Terminator e la cosa non è brutta affatto. Sarebbe piacevole leggere dello sviluppo di questa guerra per la sopravvivenza dell’umanità. Per questo spero in un seguito. E se non arriverà, mi consolerò leggendo altri tuoi racconti 😀

    Alla prossima

  5. Grandissimo.
    Sacrificio, riorganizzazione, resistenza e vendetta, la base dei racconti che amo di più.
    Si sente l’odore di una sformaggiata di Terminator ma sono sicuro che in un eventuale continuo saprai elevarti molto al di sopra del concetto uomo contro macchina.

    Mi ha fatto piacere seguire questo racconto e già da un pò ti seguo come scrittore, quindi se scriverai altro io lo saprò!

    Alla prossima!

    P.S. Colgo l’occasione di lanciarti una possibile collaborazione. Tra i nostri racconti ci sono delle assonanze e chissà che non possa crearsi qualcosa di bello.
    Se ti va di scrivere qualcosa insieme dimmelo che di sicuro troveremo un modo per allacciare un contatto. 😉

    • Credo che esseri di una civiltà avanzata a base biologica possano aver sostituito il loro corpo con una macchina.
      Potrebbero essere anche delle macchine autocoscienti.
      Di sicuro se avessero dei corpi non li metterebbero a rischio in una guerra, non subito almeno 😉
      Non ho mai scritto un racconto a 4 mani, potrebbe essere interessante. In effetti i due racconti hanno un background simile, nanotech i.a. ecc.

  6. Che peccato, sembra ieri che era iniziato questo racconto 🙂

    Il finale con il salto temporale mi è piaciuto, ma fa riflettere: stai forse preparando un seguito?
    In ogni caso complimenti, alla prossima storia! 😉

  7. Incontro molto interessante ed episodio ben calibrato.
    Mi piacerebbe molto un finale felice e commovente alla “Contact” o “Mission to Mars”!
    Tutta la storia è ben costruita con un crescendo che ha ora raggiunto il culmine ed un finale conclusivo ci starebbe anche bene……Eppure non resisto al Bad ending 2 ed ho come l’impressione che ci starebbe meglio.

    In ogni caso compimenti!

  8. Tutto va a rotoli ma c’è una speranza.

    Un episodio sorprendente, non so che finale potrebbe avere questo racconto, davvero. Confido nelle tue capacità di narratore, già ampiamente dimostrate.

    Aspetto il finale, ciao! 🙂

  9. Addirittura Eulero? wow, quante citazioni interessanti in questa storia, quanti spunti intelligenti e creativi, dovresti approfondire… non qui, ovviamente.
    Io dico che è arrivato il momento di riuscire nel loro intento: COMUNICHERANNO. Ma dico che non si incontreranno… però, sì, comunicheranno.

  10. Comunicheranno con una forma di vita intelligente.

    Finora fra tutti i precedenti, questo è stato il mio episodio preferito. Molto ben strutturato. Vediamo cosa ne uscirà furoi nei capitoli finali.

    Al prossimo! 🙂

  11. La cosa migliore è cercare di capirci qualcosa su questo cubo alieno. E magari, intanto che Lucy esegue calcoli e misurazioni, Leonard farebbe bene a cercare sul manuale delle istruzioni il modo di spegnere la sua amichetta al momento giusto, prima di avere altre spiacevoli sorprese 😀

  12. Naturalmente il cubo punta verso di loro perché è la cosa più ghiotta da leggere 😉

    Naturalmente Lucy (in primis) e Leonard (in secondis) vorranno anche capirci qualcosa. Per ora non fare, invece, modificare il cubo.

    Mi sto chiedendo quali altre sorprese ci riserverà Lucy 😉

    Ciao 🙂
    PS: basteranno tre capitoli per finire o dovremmo aspettarci un seguito?

  13. I buchi bianchi… per fortuna nella realtà sono solo speculazioni, altrimenti sai di guai con tutta questa materia vagante! xD
    Io ho votato per cercare di capire cos’è il cubo.

    Niente, già lo dicevo prima…Lucy non me la racconta giusta, che intenzioni avrà? 😉

    Al prossimo episodio!

  14. Ho recuperato tutti e sei i capitoli pubblicati finora e devo dire che si respira una densa aria di mistero. Mi piace molto l’interazione uomo-computer per come l’hai impostata. Hype alle stelle in attesa capire cosa sia questo “U.F.O.” annienta-pianeti.

    Ho votato per la trasformazione fisica nel settore. Chissà a cosa porterà 🙂

  15. Assistono a una trasformazione fisica.
    Bellissimo il dialogo fra loro.. ed è molto vero quello che dici sull’empatia e l’immaginazione. Ma di più è la risposta di Lucy… standard antropometrico! ahahahah, fantastico. Sei proprio una mente.

  16. Continuano ad ascoltare le onde gravitazionali, e finalmente riescono ad isolare un messaggio in una lingua sconosciuta! 🙂 O una cosa del genere, mi piacerebbe come sviluppo.

    Bell’episodio, anche se devo ammettere che Lucy un po’ inizia ad inquietarmi…

  17. E’ accaduto qualcosa prima che loro arrivassero lì, sì, e hanno ragione. Io penso che un tempo fosse popolato di forme di vita complesse che – come i terrestri molto presto, se continueranno così – hanno trovato distruzione totale e così ora ho votato per “nessuna forma di vita”. Sì, potrebbe complicare le cose… ma forse invece può servire a colonizzare…

  18. Mi ero immaginato il pianeta Lametal od una Morte Nera per la distruzione del pianeta. Esploso dal nucleo, dici? Sono curioso di sapere come sarà la ricostruzione (e, se importante ai fini della trama, anche se era reale).

    Ciò detto, voto un video!

    Ciao 🙂
    PS: parto Lunedì e torno il 26 a notte, quindi mi sa che ci rivediamo dopo le vacanze ^_^

  19. Ground control to Major Tom! (Anzi Leonard ahah)
    Sono curioso di vedere come renderai questa simulazione nel prossimo episodio, sembra una funzione molto interessante 😉
    Voto per il messaggio audio!

  20. Gran bella idea, poi si vede la cura nei dialoghi e mi piace come stai caratterizzando Lucy.
    È interessante anche vedere queste tecnologie future, come i piatti autopulenti coi batteri, mi piacerebbe vederne altre nei prossimi episodi!
    Voto per “…dov’è il pianeta da esaminare?”. Mi sembra il colpo di scena migliore. Possibile che Lucy abbia sbagliato i calcoli? Vorrei vedere approfondita la natura stessa di Lucy.
    Complimenti, seguo! 🙂

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