My House

Sul Picco del Roseto

-Bella, questa nuova casa!- disse Francesco, che aveva appena acquistato, o meglio, i suoi genitori avevano acquistato, una villa sul Picco del Roseto.
-Già…- fece sua sorella, che non era per niente d’accordo con suo fratello.
-Odora di vecchio!-.
-Su, ragazzi, non fate così, vedrete che poi vi piacerà, quando ci verremo definitivamente ad abitare. Coraggio, salutate Edgar, il giardiniere.- intervenne la madre dei due fratelli di 11 e 12 anni. Edgar era un uomo di mezza età, che aveva qualcosa di strano: la sua gamba sinistra era di legno. -Come… Come se l’è fatta?- chiese Giulia al giardiniere. -Sapeste…- rispose lui, con aria decisamente sospetta.
Francesco era davvero contento di aver comprato questa nuova casa, tanto che si mise a contare porte e finestre.
La famiglia Molinari aveva comprato quella casa sul Picco del Roseto, sopra la cittadina di Bando, da Edgar, l’ex maggiordomo di Marco, un signore (ora passato a miglior vita) che se ne stava sempre rinchiuso in casa. Solo la moglie usciva per fare le compere.
Driiiiiiin! Driiiiiiin! Il cellulare del padre dei Molinari squillò, ed egli rispose. -Ah, si, certo, ok! Però è strano, come può essere? Ah. Va bene, saremo lì il prima possibile. Tesoro…- si rivolse poi alla moglie. -Vedi, abbiamo un problema…-

-Grandioso!- fece Giulia,mentre stava mangiando, insieme a Edgar e a suo fratello, una buona zuppa ai porri. -Mamma e papà sono tornati a Milano perché la ditta del trasloco non riesce a trovare la strada per venire in questo posto, i porri non mi piacciono e dopo mangiato non so cosa fare! Non c’è neanche un briciolo di Wi-Fi…
-Dai, sorellina, vieni con me ad esplorare la casa, ci divertiremo!- disse alla sorella Francesco. -Andiamo!
-E va bene…-. Così, i ragazzi salirono al piano di sopra, nella cosiddetta “torretta di vedetta” della villa, perché li non erano mai stati. Quello era un luogo non molto grande, circolare, con i vetri, con tre librerie molto grandi, che, chissà come, in quel piccolo spazio ci stavano. Poi, al centro, c’era un tavolino rotondo di vetro con appoggiate statuette e appunti per libri non finiti, scritti sopra dei fogli. Francesco prese una statua di ceramica rosa, molto particolare e bella. Giulia, invece, una grande lettrice, era attirata da tutti quei fogli volanti. Guardò con curiosità quello che era messo sotto l’oggetto che suo fratello aveva appena preso, e si accorse che sopra c’era scritto un indovinello. Probabilmente era per un libro mai completato da Marco, ma era molto strano. Diceva: “Se il tempo vuoi controllare, questa chiave devi usare, per aprire una porta, che indietro ti porterà.” -Che strano…- fece lei -Ma che storia era quella a cui stava lavorando quel signore? Franci! Franci, hai contato quante porte ci sono qua?
-Si, tredici, perché?- rispose il fratello.
-Ne sei sicuro?- Infatti, vicino alla scheda c’era una chiave e un numero: il 14
-Si, ne son sicuro!-
-Uhmmm…- Giulia pensò: “forse è solo frutto della mia immaginazione, ma il vecchio proprietario di questa villa ci vuole nascondere qualcosa… Forse non è un caso che abbiamo trovato la lettera. Forse è tutto progettato. Forse Marco è al corrente di tutto. Forse è ancora vivo.”

My House Chapter_3 / La porta del tempo
Erano appena le 14 di un sabato di marzo. Quante cose erano successe in metà mattina! La famiglia Molinari si era divisa, Giulia scopriva un indovinello, Francesco guardava delle strane statuine… E forse, Marco era ancora vivo! Ma vediamo che cosa stava succedendo ai ragazzi…
-Francesco! Francesco!- urlò la 12enne al fratello -Vieni! Vieni a vendere! Come volevasi dimostrare, ci sono 14 porte anziché 13!-.
Francesco, che era del tutto indifferente, disse:-Embè? Avrò sbagliato a contare!
-È normale, dato che è nascosta sotto il mio letto!
-Cosa? E a che cavolo servirebbe?
-Non lo so, è quello che vorrei cercare di capire…
-E come hai fatto a scoprirla?
-Beh, non è stato facile! Vedi, l’indovinello parlava di una chiave, quindi quella chiave doveva aprire qualche porta… E, visto che sappiamo dove portano tutte le porte, e ne abbiamo le chiavi, vuol dire che ci doveva essere un’altra porta. E quindi… Ecco qua!
-Ok ok, magari ci sarà anche, ma a che scopo?
-Beh, quello che so te l’ho già detto. La cosa che mi mette in pensiero è però un’altra cosa…
-Cosa?
-Il fatto che sia proprio sotto il letto. Sai, Marco aveva una figlia, e probabilmente alloggiava in questa stanza. Ma il suo letto, durante il trasloco, sarà stato spostato! Quello che mi chiedo è come mai gli addetti al trasloco non l’abbiano trovata. Se no ci avrebbero avvisati.
-Ma se il trasloco ancora non è stato fatto!
-Si, ma le cose essenziali come letti, tavoli e sedie le abbiamo già portate, quindi…
-Senti, qualsiasi cosa tu stia cercando di fare sappi che sono con te. Sono incuriosito, e non ho niente da fare.
-Bene, allora spostiamo il letto e…
-Giulia, abbiamo un problema…
-Quale?
-Il letto è inchiodato al pavimento… 

Come faranno i due fratelli ad oltrepassare la porta del tempo?

  • Decidono di lasciare perdere ma trovano un'altra porta nascosta dietro l'armadio che si aprirà anch'essa con la chiave. (50%)
    50
  • Provano a usare la forza. (0%)
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  • Nel letto c'è una crepa. Nella crepa va infilato la parte superiore dell'anello di Giulia, che permetterà al letto di spostarsi. (50%)
    50
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18 Commenti

    • Hai ragione, anche io ho fatto lo stesso ragionamento, (letto inchiodato=altra stanza) solo che in mente avevo una cosa che poi è stata un po’ scombussolata da me stesso. Comunque vedrai che la porta sotto il letto sarà comunque utile per…

  • “Dei due fratelli di 11 e 12 anni” qui sembra che l’autore vuole informare il lettore dell’età dei fratelli, ma non sa dove inserirlo. “Che aveva qualcosa di strano” qui non serve, basta dire che ha la gamba di legno, al lettore sembrerà abbastanza strano ugualmente. Idem dopo con “Francesco era del tutto indifferente”. “Francesco era davvero contento… finestre” quel “tanto che” indica un rapporto causa effetto che è quantomeno dubbio. Posso anche contare le finestre perché la casa mi fa schifo e cerco di trovare un lato positivo se almeno ci sono tante finestre. Il fatto che siano descritte le abitudini della moglie del maggiordomo è giustificato solo se quel personaggio e quell’abitudine servono per la trama. Altrimenti è un dato inutile, rumore. Mi sembra inverosimile che chiamino per nome l’ex proprietario della casa, a meno che non abbiano avuto qualche rapporto con lui. “Intendi dire indietro nel tempo” come fa qui a saperlo? Mi piace che una delle tre porte si capisce a cosa serva solo una volta tornati indietro. Non si capisce perché l’anello apra le porte. Dovrebbe esserci una digressione su come Giulia se lo sia procurato.

    • Ciao!! Sono contento che qualcuno mi abbia un po’ “sgridato” su questo racconto, mi servono molto le critiche costruttive!!
      Tuttavia ti posso dare le risposte che (forse) cercavi:
      1- è vero, in effetti non sapevo dove mettere quel l’informazione (11 e 12 anni) e l’ho infilata da qualche parte.
      2- ho voluto sottolineare il fatto che è strano, il perchè lo capirai solo alla fine della serie 😉
      3- errore grammaticale ^.^ “tanto che” andava sostituito con un bel punto.
      4- il fatto di descrivere le abitudini della moglie, anche questo capirai a cosa serve alla fine… Si, lo so che sembra che io ti risponda in questo modo per non cadere nel ridicolo, però non è così. 🙂
      5- hai ragione, ma era solo per far capire più facilmente che Carlotta era la figlia di Marco.
      6- quando Giulia dice “Intendi dire… Indietro nel tempo?” non sa ancora la risposta alla sua domanda. Lo chiede solo per via del biglietto che ha trovato.
      7- grazie della precisazione sull’anello!! Nel prossimo episodio vedrò di raccontare come Giulia ha avuto l’anello.

      Grazie ancora per le tue precisazioni!! 😉

  • Dato che il letto è inchiodato al pavimento, non credo che l’opione dell’anello sia possibile.
    Usare la forza? Dipende da cosa intendi.
    La mia scelta cade quindi sull’opzione dell’armadio. Personalmente avrei piazzato la porta dietro un armadio o una libreria fin dell’inizio.

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