Solo un vecchio ricordo

Dove eravamo rimasti?

Elena si precipita a casa di Bruno, ma lui... è appena morto (50%)

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Arrivo a casa del nonno ma, mentre cerco un parcheggio, riconosco molte auto dei miei parenti e un terribile presentimento mi assale.

Dopo aver parcheggiato, mi precipito al campanello, suonandolo insistentemente.

Ad aprirmi è proprio mia cugina e le sue lacrime confermano il mio presentimento.

«Che succede?», le chiedo, sperando in una risposta diversa da quella che già so che riceverò.

«Poco fa il nonno se n’è andato, Elena».

Mi sento svenire. Mi lascio cadere sul divano e, coprendomi il viso con le mani, scoppio a piangere.

Sento che qualcuno si siede accanto a me, mi dà un bacio sulla testa e mi abbraccia.

Mi scosto un po’ per vedere chi è, ed è sempre mia cugina: «Secondo me non ha sofferto. Subito dopo aver pranzato mi ha detto che voleva riposare, così l’ho messo a letto e lui si è addormentato», mi dice.

«Speriamo».

Sento delle voci che provengono dalla camera del nonno: «Chi c’è con lui?», le chiedo.

«I tuoi, mia madre e zia Mariella».

Mi alzo dal divano per andare lì, ma prima vado ad abbracciare mio zio. A noi si uniscono anche mio cugino e la sua ragazza.

Con la vista ancora annebbiata dalle lacrime, poi, mi dirigo verso la camera del nonno. Quando arrivo sulla porta, abbraccio tutti i miei familiari che sono là, poi chiedo loro di lasciarmi un po’ da sola con lui.

Chiudo a chiave la porta e mi siedo nel letto. Guardo il nonno: forse mia cugina ha ragione, perché la sua espressione appare rilassata. Sembra che dorma. Gli poso una mano sul petto e non sento il battito del suo cuore. Piango ancora, ripensando a tutti i nostri momenti felici, da ogni singolo gioco che abbiamo fatto insieme quando ero piccola, alle festività con tutta la famiglia riunita a casa sua, all’orgoglio che provava ogni volta che un suo nipote raggiungeva un traguardo importante. Non potrò mai dimenticare l’emozione che aveva provato in occasione della laurea di mio cugino: nella nostra famiglia è stato il primo ad arrivare a questo risultato e questo per il nonno, che per l’occasione ha voluto essere elegantissimo, è stato un motivo di profondo orgoglio. Ripenso anche al segreto che mi ha voluto confidare poco prima di andarsene, una cosa che mi legherà a lui per sempre. E mi lusinga che lui abbia scelto proprio me.

Prendo dalla mia borsa le lettere di Giuliano e mi rivolgo al nonno come se ancora potesse sentirmi: «Devo dirti una cosa, nonno, però ti prego, non ti arrabbiare… Non ti ho detto niente perché sapevo che non saresti stato d’accordo e in effetti so che avrei dovuto farmi gli affari miei, però… ho scritto una lettera a Giuliano, e lui mi ha risposto, pregandomi di consegnarti queste due lettere che ti ha scritto. Una risale a poco tempo dopo la fine della vostra storia, l’altra a pochi giorni fa. Se tu avessi accettato di leggerle, lui sarebbe stato felice perché pensava di doversi scusare con te, e queste lettere erano un modo per farlo. Va be’, ora gliele rispedisco, sono sue». Mi alzo dal letto e mi dirigo verso l’armadio per prendere la scatola di biscotti. Torno a sedermi sul letto, la apro e prendo il libro de I Malavoglia e la loro foto: «Gli spedisco anche questi, secondo me gli farà piacere averli. Non credi? Lui mi ha chiesto una copia della foto, ma io gli spedisco l’originale perché è giusto così. La copia la farò per me».

Sento bussare alla porta, così mi affretto a mettere tutto nella mia borsa e a rimettere la scatola di nuovo al suo posto.

Mentre torno dagli altri sento qualcuno dire che il nonno, ora, è di nuovo felice con la nonna, il suo grande amore. Io ci credo che lui le abbia voluto bene davvero, ci credo tantissimo e, ovviamente, ne sono felice. Ma lui aveva un segreto e lo so solo io. Eccezionalmente, l’ho detto anche a Davide, ed è pure troppo: nessun altro lo saprà.

Vado alla finestra e mi nascondo dietro la tenda. Prendo dalla borsa la loro foto e la guardo. Sono sorridenti e felici.

Ripenso alle parole del nonno, a lui e Giuliano che, tenendosi per mano, correvano veloci per non farsi scoprire.

Alla fine si sono dovuti arrendere alle convenzioni e alla paura, ma ciò non ha impedito loro di continuare a pensare l’uno all’altro per oltre sessant’anni, nonostante la lontananza. E anche se il nonno se n’è appena andato, quello che c’è stato tra loro continua ad esistere nel cuore e nei pensieri del signor Giuliano e nella loro fotografia che stringo tra le mani.

Penso che la loro storia sia bellissima perché, anche se non ha avuto un lieto fine, è una testimonianza di come anche un amore che all’epoca sarebbe stato bollato come scandaloso e immorale, ha potuto resistere per ben sei decenni.

Mi fa molta rabbia pensare che ancora oggi ci sia chi pretende di decidere che un amore sia giusto e un altro sia sbagliato. E chissà quante altre storie come la loro esistono, quante fotografie non sono mai state scattate, quante mancate risate di gioia, quanti anniversari mai festeggiati, quanti amori che non hanno mai visto la luce del sole perché destinati in partenza a diventare solo dei vecchi ricordi.

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69 Commenti

  • Sarà perché voglio essere tragico, sarà perché senza almeno una morte non sono contento, sarà perché il prossimo episodio è quello finale… ma la cugina di Elena la stava chiamando perché il nonno era appena morto.

    Come mai hai stranamente fatto passare così “poco tempo” dallo scorso episodio? 🙂

  • Ma vuoi pubblicare un episodio all’anno? XD

    Scherzi (e ritardi) a parte, conosco anche io la sensazione del non sapere cosa dire che ha provato Elena.
    E anche se ho votato per la rispota alla lettera, non mi convince la parte del favore chiesto alla protagonista.

    • Caro Drago, è vero che io sono una persona piuttosto lenta ma purtroppo a seguito di una delusione che tuttora mi rattrista profondamente, ho avuto un blocco che ha paralizzato qualsiasi desiderio di scrivere: odiavo tutti i miei racconti e tutti i miei personaggi, ma ora ho deciso che è arrivato il momento di superare questa cosa e di riprendere a scrivere (anche perché vorrei cominciare un altro racconto su questo sito, ma prima devo concludere questo).
      Comunque, come vedi ora ho pubblicato un altro episodio, ed è il secondo nel giro di poco più di una settimana, dunque ora non si può più dire che io pubblichi un episodio all’anno! 🙂 🙂 🙂

      • Anche se non so cosa ti sia capitato (ed è tuo diritto non dirlo, specie su internet e in uno spazio pubblico), conosco la sensazione…

        Comunque sia, se ancora ti interesano, più in basso hai i link per “Sonata d’amore” (il mio primo rosa e che, tra l’altro, ha vinto anche la copertina) e “Akumakami” (dato che ti piaceva Ayame)

    • In realtà il capitolo era pronto da oltre un anno… E non solo questo, ma tutti fino al 10.

      Comunque sì, ricordo Sonata d’amore. Se non sbaglio parla di una ragazza albina che suona il pianoforte, giusto? Appena ho un’oretta libera lo leggerò volentieri!

  • Chiedo scusa per il super ritardo!!!!!!!!! Il dialogo nonno-nipote è terminato! Il prossimo capitolo sarà un po’ diverso!

    Devo anche recuperare un sacco di racconti che stavo seguendo, anche se ormai saranno praticamente tutti già conclusi!!!

  • Divertente, scritto bene, il tuo racconto tratta un tema delicato e ha sicuramente del potenziale. Quando ho iniziato a leggerlo, mai e poi mai mi sarei aspettata uno svolgimento di questo tipo. Hai preso un filone tradizionale – quello del ricordo di una storia d’amore del passato – e l’hai personalizzato in modo molto convincente. Brava, sul serio. Ci tengo molto a scoprire dove ci porterai con questa storia.

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