Solo un vecchio ricordo

Dove eravamo rimasti?

Elena ha appena fatto una promessa a suo nonno Bruno. La manterrà? Ni (75%)

VII

Guardo il nonno e lo vedo molto stanco, oltre che triste, così accendo la TV, tanto manca poco al suo quiz preserale preferito. Mi chiedo se lui stia pensando ancora a Giuliano: secondo me sì; ci sto pensando io, figuriamoci lui. Per cena arriva il resto della nostra famiglia, così non tocco più l’argomento; anzi, decido di non parlarne mai più, sia per non essere invadente, sia perché lui mi ha fatto questa confidenza per sfogarsi, e non perché diventasse argomento di conversazione quotidiano. Tuttavia continuo a pensarci e, anche dopo essere andata a letto, fatico ad addormentarmi: sono preoccupata a causa del malore che ha accusato e sono scossa da quello che ho saputo. Perciò trascorro una notte molto inquieta e mi sveglio più volte per accertarmi che il nonno, che dorme accanto a me, respiri ancora.

Finalmente alle 7:00 la mia sveglia suona ed io, che non ho praticamente chiuso occhio, faccio colazione e mi preparo per andare al lavoro. Poi preparo la colazione anche al nonno e lo sveglio. Sembra che stia meglio rispetto a ieri sera. Parliamo un po’ di quello che farò durante la giornata, fino all’arrivo di mio cugino, venuto per darmi il cambio. Così prendo le mie cose e, dopo aver salutato entrambi, mi reco al lavoro.

Non riesco a concentrarmi e ho la testa da un’altra parte, a causa del sonno e di quello che è successo. Però cerco di tenere duro fino alla fine. Quando finalmente finisco di lavorare, mi precipito a casa del mio ragazzo.

«Che hai oggi? Non hai risposto ai messaggi e, quando ti ho telefonato, hai parlato a monosillabi. È per tuo nonno? Come sta?», mi chiede lui.

«Male, ma non è solo questo…». Mi sento un verme per il fatto che sto per dire tutto a Davide, ma vorrei che qualcuno mi supportasse. «Mi ha confidato una cosa e gli promesso di mantenere il segreto. Ma se non lo dico a qualcuno scoppio! Quando era giovane, ha avuto una storia d’amore con un ragazzo di Torino di nome Giuliano che trascorreva le estati qui a Rimini».

«Cosa? Tuo nonno Bruno è gay?».

«Dai, non sminuire quello che è successo con queste domande del cavolo! Sono stati insieme dal ’46 al ’53. Poi, quando gli ha detto che si sarebbe sposato con nonna Francesca, Giuliano si è arrabbiato ed è tornato a Torino. Non si vedono da oltre sessant’anni, ma il nonno ha pensato a lui ogni giorno». Per sicurezza, decido di mettere in chiaro le cose: «Ti ricordo che gli ho promesso che non avrei detto niente a nessuno: con te ho fatto un’eccezione. E sappi che tutto questo deve rimanere tra me e te e che, se tu oserai dire qualcosa anche solo ad una persona, sei morto, ti stacco la testa! E poi ti lascio!».

Davide ride, prendendomi in giro: «Non lo dirò a nessuno, stai tranquilla».

So che posso fidarmi di lui, perciò lo abbraccio. Del resto, se non mi potessi fidare di lui non solo non gli avrei detto nulla, ma non sarebbe il mio ragazzo.

Avergliene parlato mi ha permesso di togliermi il peso che da ieri gravava sul mio stomaco. Sono talmente rilassata che, senza accorgermene, mi addormento sul divano.

«Elena! Dobbiamo andare alla festa di compleanno di Emma, ricordi?», mi dice Davide, svegliandomi.

Annuisco, ma in realtà lo avevo completamente dimenticato.

«Vado a fare una doccia, poi andiamo».

«Ok». In realtà non ho proprio voglia di andare alla festa di compleanno della sua nipotina, dove ci saranno bambini urlanti e saltanti, ma non glielo dico.

Mentre sento il rumore dell’acqua della doccia, mi viene un’idea: cerco il nome di Giuliano su internet. Del resto, è stato un avvocato e, anche se ora è in pensione, spero che ci sia qualche articolo che lo menziona.

I primi risultati riguardano un’associazione LGBT torinese. Ciò che leggo combacia con quello che so di lui: torinese, classe 1930, avvocato in pensione, proveniente da una famiglia di avvocati. A quanto pare Giuliano non è solo un attivista, ma è addirittura uno degli storici membri del movimento torinese, conosciuto e stimato da tutti: una vera istituzione. In un articolo c’è una sua foto: lo riconosco, è invecchiato, ma sembra in forma. Non credo che sia morto, perché altrimenti avrebbero dedicato qualche articolo alla sua scomparsa. Meglio così.

Decido di annotare l’indirizzo e il numero di telefono dell’associazione, così, non so nemmeno io perché. Non è vero: lo so, e so anche che non sono affari miei. Non devo immischiarmi, e di solito non lo faccio perché non è nella mia natura. Ma il fatto che mio nonno abbia pensato a Giuliano per tutta la vita mi tormenta. Dico la verità, se il nonno stesse bene lascerei perdere, perché so che è una cosa solo loro e che non ho il diritto di intromettermi. Ma, purtroppo, sta per morire: ieri sera ha avuto un malore, i tre mesi stimati dai medici sono solo indicativi e la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro. Del resto, ieri mi ha detto che oggi gli direbbe di sì. E chissà, se io facessi qualcosa, forse potrebbero chiarirsi, nonostante sia passato più di mezzo secolo. Devo decidere in fretta. Il tempo stringe. È tardi.

Cosa decide di fare Elena?

  • Si limita a mandare una email all'associazione (67%)
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  • Parte per Torino (33%)
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69 Commenti

  • Sarà perché voglio essere tragico, sarà perché senza almeno una morte non sono contento, sarà perché il prossimo episodio è quello finale… ma la cugina di Elena la stava chiamando perché il nonno era appena morto.

    Come mai hai stranamente fatto passare così “poco tempo” dallo scorso episodio? 🙂

  • Ma vuoi pubblicare un episodio all’anno? XD

    Scherzi (e ritardi) a parte, conosco anche io la sensazione del non sapere cosa dire che ha provato Elena.
    E anche se ho votato per la rispota alla lettera, non mi convince la parte del favore chiesto alla protagonista.

    • Caro Drago, è vero che io sono una persona piuttosto lenta ma purtroppo a seguito di una delusione che tuttora mi rattrista profondamente, ho avuto un blocco che ha paralizzato qualsiasi desiderio di scrivere: odiavo tutti i miei racconti e tutti i miei personaggi, ma ora ho deciso che è arrivato il momento di superare questa cosa e di riprendere a scrivere (anche perché vorrei cominciare un altro racconto su questo sito, ma prima devo concludere questo).
      Comunque, come vedi ora ho pubblicato un altro episodio, ed è il secondo nel giro di poco più di una settimana, dunque ora non si può più dire che io pubblichi un episodio all’anno! 🙂 🙂 🙂

      • Anche se non so cosa ti sia capitato (ed è tuo diritto non dirlo, specie su internet e in uno spazio pubblico), conosco la sensazione…

        Comunque sia, se ancora ti interesano, più in basso hai i link per “Sonata d’amore” (il mio primo rosa e che, tra l’altro, ha vinto anche la copertina) e “Akumakami” (dato che ti piaceva Ayame)

    • In realtà il capitolo era pronto da oltre un anno… E non solo questo, ma tutti fino al 10.

      Comunque sì, ricordo Sonata d’amore. Se non sbaglio parla di una ragazza albina che suona il pianoforte, giusto? Appena ho un’oretta libera lo leggerò volentieri!

  • Chiedo scusa per il super ritardo!!!!!!!!! Il dialogo nonno-nipote è terminato! Il prossimo capitolo sarà un po’ diverso!

    Devo anche recuperare un sacco di racconti che stavo seguendo, anche se ormai saranno praticamente tutti già conclusi!!!

  • Divertente, scritto bene, il tuo racconto tratta un tema delicato e ha sicuramente del potenziale. Quando ho iniziato a leggerlo, mai e poi mai mi sarei aspettata uno svolgimento di questo tipo. Hai preso un filone tradizionale – quello del ricordo di una storia d’amore del passato – e l’hai personalizzato in modo molto convincente. Brava, sul serio. Ci tengo molto a scoprire dove ci porterai con questa storia.

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