Un’anonima estate bollente

PROLOGO

«Insomma le cose vanno come vanno: né male né bene. La convivenza procede, epperò si litiga sempre. E vabbè che ci siamo appena trasferiti, che ci vuole tempo e pazienza, ma – te lo dico con il cuore – questo 2018 me lo aspettavo meglio. Non so, mi portavo tante di quelle aspettative… e poi ero tanto bene abituato da mamma e da papà…» E’ solo un momento fisiologico, dopotutto. E Michele dovrebbe saperlo. Proprio lui, incostante su tutto, si è scoperto costante su due cose fondamentali: il lavoro e l’amore. Il lavoro gli ha dato grosse soddisfazioni e l’amore gli ha dato, probabilmente, la donna della sua vita che ha aspettato pazientemente, per anni, dai tempi dell’università, dove la ragazza era felicemente fidanzata altrove. Eppure l’estate di questo 2018, per Michele sembra un’odissea. L’amico Anselmo, che con lui divide un chinotto regolarmente diviso in un bar vicino alla loro vecchia sede universitaria, da ragione al narratore di quest’anonima storia comune: «Enfatizzi sempre tutto. Le cose non mi pare ti vanno male: stai guadagnando con il lavoro che hai scelto e stai insieme, e vivi pure, con la donna che ami… ti fai troppe menate. E’ vero non guadagni grandi cifre… ah già, dovrei dire guadagnate, perché lavorate insieme.»

«Ultimamente da solo: si sta preparando per la laurea magistrale. Sta finendo la tesi: fra un mese avrà la discussione e poi ci sarà la proclamazione, anzi se vuoi venire, ci fa piacere. Però le date non le so»

«Grazie, però non posso: sto già su, per quella data.» – dispiaciuto risponde Anselmo, già completo laureato nonché sfruttato patologico presso la facoltà di lettere in Bologna. «Peccato, volevo invitarti alla festa di laurea. Vabbè vabbè fa niente» – polemizza un po’ Michele, che avrebbe voluto avere l’unico amico con lui durante la tortura imposta dai suoceri e ben accolta da Nadia. Michele, con i suoceri, non si trova affatto male: lo stimano e lo rispettano, tuttavia il cognato è un rompiscatole incredibile e per di più la suocera gli ha imposto una dieta assurda (appoggiata, anche questa, e sostenuta da Nadia), perché un ragazzo così giovane ed intelligente come lui, dev’essere anche bello e sano. Ovviamente la cosa ha accolto anche il favore dei genitori di Michele, finalmente contenti di vederlo fisicamente “sistemato”. In verità, il nostro depresso protagonista sembra essersi “sistemato” anche economicamente, o almeno così sembra. Anzi, mentre vi scrivo, egli già raggiunge il treno che lo porta al capoluogo di regione, dove lo aspetta un appuntamento, in concessionaria, con Mantinacci, il re delle cozze e successivamente una riunione con l’editore, per chiarire le novità della disastrata telelocale 2 che soffre di un share bassissimo (per gli addetti ai lavori, è anche più grave di una colite o gastrite).

Che tipo sarà il signor Mantinacci?

  • Simpatico, ma cretino (60%)
    60
  • Antipatico e ignorante (20%)
    20
  • Simpatico e intelligente (20%)
    20
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5 Commenti

  1. Ciao e benvenuto!
    Direi che il tipo sarà intelligente… ritengo che cretineria e ignoranza con si sposino con “affari e imprenditoria”… 😉
    In quanto all’incipit, mi è piaciuto e ho scelto di seguirti. Anche per capire meglio, nei prossimi episodi, dove vuoi portarci, poichè questo era un po’ contorto…
    A presto!

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